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TARES: al via la nuova truffa!

 

Il bollettino dell’associazione Greenreport ci informa che è arrivato puntuale, l’8 di aprile, il Decreto legge che specifica scadenze, rate e natura della maggiorazione sulla Tarsu (Tassa, e non tariffa, sui rifiuti) che andremo a pagare.
Il decreto “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali” prevede novità, in deroga a quanto diversamente previsto.  Per quel che riguarda la Tares e per il solo anno 2013 i Comuni potranno stabilire la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo, con propria deliberazione.
Ma perché, nonostante la spinta della raccolta differenziata, i cittadini pagano ancora un tassa basata sulle superfici possedute, e non  una sola Tia (Tia, tariffa di igiene ambientale) sui rifiuti?  Federico Valerio (Isde, rete No-Inc) sottolinea: “La campagna ci prepara a nuovi aumenti: 30% per le famiglie, a valori stratosferici per negozi e magazzini. Cosa c’entrano i metri quadrati delle nostre abitazioni, negozi, uffici, aziende, con la nostra quota di produzione di Materiali Post Consumo ( ex rifiuti) e con la nostra quota di illuminazione pubblica?”
 E continua, indicando come i conti non tornino: “Ogni anno il mio nucleo famigliare produce solo 72 chili dei nostri scarti non riciclabili. Ma la nostra Tariffa reale, per tutti i 306 chili di materiale post consumo che produciamo (compresi quelli conferiti al riciclo e che raccolti producono reddito, ndr)  è di 0,84 euro a chilo: 840 euro per tonnellata !!!  A Napoli, raccogliere i rifiuti e mandarli ad incenerire in Olanda, costa solo 113 euro a tonnellata! Questa mia situazione, che accomuna milioni di famiglie italiane, io la definirei una TRUFFA!… poi da dire che il nostro Comune potrebbe vendere al CONAI la plastica, la carta, i metalli, il vetro  che abbiamo separato e guadagnare un bel po’ di soldini. Facendo i conti, una famiglia tipo con 3 componenti, con servizio Porta a Porta, differenzia circa 450 chili all’anno di materiali preziosi che nelle casse del Comune, come contributo CONAI,  fanno entrare 47 euro.”
 Il fatto è che i Comuni rinunciano  a fare accordi con il CONAI e quindi, il ricavato del lavoro di differenziazione va alla ditta che effettua la raccolta.
Sempre sulla natura della Tares, suggerisce Marco Caldiroli (Medicina democratica- rete No-inc):
Il comma 387 della L 228/2012 modifica l’art. 14 della L. 214/2011 istituisce il “tributo comunale sui rifiuti e sui servizi” , “la tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti per unità di superficie, sulla base dei criteri determinati …. “ con il DPR 158/1999, ciò sembra escludere una tariffa puntuale calcolata sulla quantità prodotta da ogni cittadino ed il ritorno al sistema TARSU fondato sulla attribuzione di una produzione di rifiuti per mq  per tipologia “produttiva”; Ma il testo indica anche che “ I comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione  puntuale della quantità di rifiuti conferiti al  servizio  pubblico  possono, con regolamento,  prevedere  l’applicazione  di  una  tariffa  avente natura corrispettiva, in luogo del tributo. “  (con questo articolo si permette ai Comuni di sostituire il tributo TARES con la tariffa puntuale – anche se con l’aggiunta dello 0,3 % per mq per i servizi aggiuntivi compresi nella TARES).
Questo punto è quello che dà la possibilità di mantenere e/o introdurre quanto previsto dall’art. 238 che non viene né abrogato né modificato, infatti anche la TIA, in realtà (comma 2) è basata sulla “quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi ….”. Anche la Tia, tariffa, quindi non era del tutto tariffa, non esiste cioè la volontà di far pagare ai cittadini un servizio per ciò che effettivamente il servizio comporta in costi e ricavi, e questi ultimi non vengono valorizzati, anzi.
Si sostengono in questa maniere aziende che non di rado contengono nei loro libri paga tutta una serie di clientelismi e sprechi. Non è un caso che sanità, acqua pubblica, servizi di nettezza urbana siano i settori più appetibili non solo per i  politici in cerca di nuova occupazione (e loro famigliari) ma ora anche per gli investitori privati: perché sono settori in cui è possibile coniugare spreco e spremitura del contribuente.
Compito delle amministrazioni locali un attento esame della situazione economica e finanziaria delle aziende di servizi e una valorizzazione dei materiali riciclati che vada a beneficio dei cittadini, nonché un attento esame degli sprechi e delle disparità di trattamento relative ai tributi accorpati con la Tares, che si vogliono invece far pagare a tutti senza rispondenza.

Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano,

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