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	<title>comitatinrete.it &#187; patologie tumorali ed ambiente</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>-L&#8217;ISDE scrive ai sindaci sul Glifosato</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 13:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dal sito di ISDE Medici per l&#8217;ambiente apprendiamo che: :</p>
<p>Il Presidente di Isde Italia, Roberto Romizi, ha scritto ai Sindaci italiani alla luce dei risultati di studi recentemente pubblicati su autorevoli riviste scientifiche internazionali, che confermano i gravissimi danni indotti dal glifosato.</p>
<p>Come è noto, gli studi sperimentali, quando ben condotti, costituiscono un’importantissima fonte di informazioni attendibili. Tale fonte viene utilizzata da sempre nel mondo scientifico per dimostrare gli effetti di un agente fisico (ad esempio radiazioni) o chimico, per comprenderne i meccanismi di danno e adottare politiche precauzionali possibilmente prima che siano rilevati gli stessi danni nella popolazione.</p>
<p>Qui il link alla lettera inviata:
Ultimi studi pubblicati sugli effetti tossici del glifosato e richiesta di azioni urgenti</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito di ISDE Medici per l&#8217;ambiente apprendiamo che: :</p>
<p>Il Presidente di Isde Italia, Roberto Romizi, ha scritto ai Sindaci italiani alla luce dei risultati di studi recentemente pubblicati su autorevoli riviste scientifiche internazionali, che confermano i gravissimi danni indotti dal glifosato.</p>
<p>Come è noto, gli studi sperimentali, quando ben condotti, costituiscono un’importantissima fonte di informazioni attendibili. Tale fonte viene utilizzata da sempre nel mondo scientifico per dimostrare gli effetti di un agente fisico (ad esempio radiazioni) o chimico, per comprenderne i meccanismi di danno e adottare politiche precauzionali possibilmente prima che siano rilevati gli stessi danni nella popolazione.</p>
<p>Qui il link alla lettera inviata:<br />
<a href="https://www.isdenews.it/isde-italia-scrive-ai-sindaci-sul-glifosato/" target="_blank">Ultimi studi pubblicati sugli effetti tossici del glifosato e richiesta di azioni urgenti</a></p>
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		<title>-Primavera color ruggine, i rischi dell&#8217;uso del glifosato come erbicida</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/primavera-color-ruggine-i-rischi-delluso-del-glifosato-come-erbicida.html</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 08:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Nel 2015 Art32 aveva organizzato un incontro riguardante il legame tra Agricoltura e Salute, con la partecipazione del prof. Gianni Tamino, della dott.ssa Patrizia Gentilini e del prof. Fabio Taffetani.
A distanza di dieci anni purtroppo poco è cambiato rispetto all’uso di erbicidi tossici nelle nostre campagne e  anche in aree pubbliche. Ciò anche se si registra invece un positivo aumento delle aree coltivate con metodi biologici, che nelle Marche supera il 26%.
Nonostante le evidenze scientifiche insomma si continuano ad usare metodi che peggiorano la salubrità del suolo, delle acque e dell’aria.
Agente Arancio,  chiamavano così negli anni Sessanta quando veniva sparso in Vietnam dall’esercito Usa per “defoliare” le foreste. L’effetto “arancio” è anche quello di un erbicida “non selettivo”, cioè che uccide ogni pianta che trova, il Glifosato, purtroppo ancora in uso anche nelle campagne italiane. Avrete notato anche voi in questi giorni alcuni campi completamente color arancio o ruggine, ed anche scarpate e cigli stradali. <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/primavera-color-ruggine-i-rischi-delluso-del-glifosato-come-erbicida.html">-Primavera color ruggine, i rischi dell&#8217;uso del glifosato come erbicida</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/03/glifosato-erbicida-tossico.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1062" alt="Use of Herbicides in Switzerland Einsatz von Herbiziden" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/03/glifosato-erbicida-tossico-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Nel 2015 Art32 aveva organizzato <a href="http://www.art32onlus.it/2015/03/14/registrazione-video-dellincontro-su-agricoltura-e-salute/">un incontro</a> riguardante il legame tra Agricoltura e Salute, con la partecipazione del prof. Gianni Tamino, della dott.ssa Patrizia Gentilini e del prof. Fabio Taffetani.<br />
A distanza di dieci anni purtroppo poco è cambiato rispetto all’uso di erbicidi tossici nelle nostre campagne e  anche in aree pubbliche. Ciò anche se si registra invece un positivo aumento delle aree coltivate con metodi biologici, che nelle Marche supera il 26%.<br />
Nonostante le evidenze scientifiche insomma si continuano ad usare metodi che peggiorano la salubrità del suolo, delle acque e dell’aria.<br />
Agente Arancio,  chiamavano così negli anni Sessanta quando veniva sparso in Vietnam dall’esercito Usa per “defoliare” le foreste. L’effetto “arancio” è anche quello di un erbicida “non selettivo”, cioè che uccide ogni pianta che trova, il Glifosato, purtroppo ancora in uso anche nelle campagne italiane. Avrete notato anche voi in questi giorni alcuni campi completamente color arancio o ruggine, ed anche scarpate e cigli stradali. L’intento di chi lo irrora è “sterminare” qualsiasi presenza vegetale sui terreni, prima di lavorarli, l’effetto è quello di inquinare in maniera persistente il terreno, che poi arando manda l’erbicida velenoso anche in profondità, oltre a uccidere anche la micro fauna, insetti e altri animali benefici per l’ecosistema.<br />
Sulla nocività del Glifosato si è pronunciata di recente la Agenzia Internazionale di ricerca sul cancro, inserendolo tra i “probabili cancerogeni”, eppure, evidentemente per motivi di mercato e di lucro da parte di chi lo produce e di chi lo usa per risparmiare forza lavoro, la Commissione europea ne ha autorizzato la produzione ancora per dieci anni. ciò anche se la <a href="https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/glyphosate" target="_blank">agenzia EFSA</a> ne aveva già segnalato la pericolosità per organisni acquatici e tossicità per le persone. Eppure dati sulla cancerogenicità ci sono, tanti. Qui il <a href="https://www.raiplay.it/video/2024/01/Glifosato-un-rischio-per-la-salute---Mi-manda-Raitre-14012024-55ac776f-0d69-4ada-9d67-fd585aa2c988.html" target="_blank">servizio di inchiesta Rai</a> Mi manda Rai Tre del 2024 che ne spiega i rischi.<br />
Il WWF Italia ha pubblicato lo scorso anno un dettagliato report sui rischi del glifosato segnalando anche la denuncia del consorzio europeo PAN (<em>Pesticide Action Network Europa</em>) che ha portato in tribunale la Bayer (che produce l’erbicida Roundup) per non aver presentato la giusta documentazione nella richiesta di approvazione all’utilizzo del Glifosato.<br />
Cosa succede nel nostro territorio? Il Glifosato oltre a essere usato sulle massicciate ferroviarie è stato usato anche da Anas, suscitando molte proteste. Purtroppo di recente alcune amministrazioni pubbliche hanno iniziato a riutilizzarlo, senza considerare i rischi per la salute, per diserbare a costi minori del diserbo manuale (ma quanto minori? e il costo per la salute e per la biodiversità?).<br />
Il Comune di Barchi, ora Terre Roveresche, nel 2009, aveva emesso una <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/ORDINANZA-N.-1-DEL-2009.pdf" target="_blank">ordinanza </a>che prescriveva per l’uso di erbicidi una distanza di 100 metri dalle abitazioni, delibera che risulta poi revocata dalla stessa Giunta di allora, e che comunque non era sufficiente a garantire sicurezza ai cittadini dal rischio di inalare, ingerire, venire a contatto con gli erbicidi. In questi giorni notiamo l’uso del Glifosato in zone che ne amplificano il danno, come terreni sulle sponde del fiume Metauro ed affluenti, od aree pubbliche come i nostri giardini comunali.<br />
Di fronte alla <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/pesticidi-e-ora-di-cambiare.html" target="_blank">palese tossicità dell’erbicida </a>è dovere e diritto dei cittadini chiedere alle Amministrazioni pubbliche di attivarsi per  il rispetto della salute e dell’ecosistema. In attesa che l’UE si decida e emettere il previsto divieto d’uso, iniziamo un percorso di divieto dell’uso di questa e di altri pesticidi ed erbicidi, a partire dal divieto assoluto d’uso nei pressi di abitazioni, giardini, corsi d’acqua, con un margine che non sia ridicolo e tenga conto della volatilità della sostanza, consultando gli scienziati che si occupano di nocività quali ad esempio Medici per l’ambiente-ISDE.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nanoparticelle e qualità dell&#8217;aria: avevamo ragione.</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/nanoparticelle-e-qualita-dellaria-avevamo-ragione.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2016 16:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Apprendiamo dalla stampa che: &#8220;la concentrazione di “nanoparticelle” nel sangue di persone ammalate di leucemia acuta mieloide è molto più elevata rispetto a quello delle persone sane.
La scoperta è del team interdisciplinare composto da medici, biologi, farmacisti e bioingegneri (Ematologia Aormn, Università di Urbino e Arpam  Pesaro), coordinato dal dr. Giuseppe Visani della Ematologia di Pesaro e dalla Professoressa Maria Antonietta Gatti del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, che ha messo a punto una nuova tecnica diagnostica rilevando, per la prima volta in assoluto, una compromissione ambientale.
Le nanoparticelle sono dei frammenti di sostanze chimiche, quali, appunto, i metalli pesanti (piombo, rame, zinco, alluminio, eccetera), di dimensioni molto piccole, presenti nel pulviscolo ambientale che respiriamo o che ingeriamo con cibi contaminati.
Da un punto di vista medico-scientifico, la scoperta viene ritenuta di particolare rilievo.
La scoperta è stata illustrata martedì 20 dicembre prossimo durante una conferenza stampa alla presenza dei ricercatori, il dottor Giuseppe Visani, la dottoressa Antonietta Gatti <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/nanoparticelle-e-qualita-dellaria-avevamo-ragione.html">Nanoparticelle e qualità dell&#8217;aria: avevamo ragione.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/machera_antigas.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-252" alt="maschera_antigas" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/machera_antigas.jpg" width="208" height="175" /></a><br />
Apprendiamo dalla stampa che: &#8220;la concentrazione di “nanoparticelle” nel sangue di persone ammalate di leucemia acuta mieloide è molto più elevata rispetto a quello delle persone sane.<br />
La scoperta è del team interdisciplinare composto da medici, biologi, farmacisti e bioingegneri (Ematologia Aormn, Università di Urbino e Arpam  Pesaro), coordinato dal dr. Giuseppe Visani della Ematologia di Pesaro e dalla Professoressa <strong>Maria Antonietta Gatti del laboratorio Nanodiagnostics di Modena</strong>, che ha messo a punto una nuova tecnica diagnostica rilevando, per la prima volta in assoluto, una compromissione ambientale.<br />
Le nanoparticelle sono dei frammenti di sostanze chimiche, quali, appunto, i metalli pesanti (piombo, rame, zinco, alluminio, eccetera), di dimensioni molto piccole, presenti nel <strong>pulviscolo ambientale che respiriamo</strong> o che ingeriamo con cibi contaminati.<br />
Da un punto di vista medico-scientifico, la scoperta viene ritenuta di particolare rilievo.<br />
La scoperta è stata illustrata martedì 20 dicembre prossimo durante una conferenza stampa alla presenza dei ricercatori, il dottor Giuseppe Visani, la dottoressa Antonietta Gatti e il direttore Arpam Patrizia Ammazzalorso.&#8221;</p>
<p>E&#8217; rinfrancante sapere che ora, dopo anni di battaglie contro la compromissione della qualità dell&#8217;aria sul territorio, battaglie per le quali abbiamo chiesto sostegno con dati scientifici a molti studiosi per primi a quelli del laboratorio sulle nanoparticelle diretto dalla dott. Gatti, le istituzioni e gli organismi di controllo ci diano ragione. Peccato che non abbiano adeguatamente sostenuto questa tesi quando si trattava di non lasciare soli i cittadini e di difendere e <strong>applicare il principio di precauzione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Stop Glifosato, l&#8217;UE deve decidere.</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/stop-glifosato-lue-deve-decidere.html</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 09:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
#StopGlifosato</p>
<p>GLIFOSATO: “L’EUROPA STA PER AUTORIZZARE UNA SOSTANZA POTENZIALMENTE CANCEROGENA CHE LE REGIONI ITALIANE FINANZIERANNO CON I FONDI PUBBLICI DELLA PAC DESTINATI ALLE MISURE PER L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE”</p>
<p>La Commissione Europea potrebbe nei prossimi giorni rinnovare l’autorizzazione per l’utilizzo del Glifosato, un pesticida molto diffuso e definito potenzialmente cancerogeno dallo IARC, l’Istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p>32 Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica italiane chiedono al nostro Governo il bando della produzione, commercializzazione ed uso di questo pesticida in Europa.</p>
<p>22 febbraio 2016 – “Quello del glifosato è un autentico scandalo: senza pareri univoci sul piano scientifico in merito alla sua pericolosità per la salute umana, la Commissione Europea sta per procedere ad una nuova autorizzazione del prodotto chimico per altri 15 anni”.</p>
<p>Questa l’opinione condivisa da 32 Associazioni nazionali ambientaliste e dell&#8217;agricoltura biologica, che esprimono la grave preoccupazione per come si sta muovendo l’Europa ed il Governo italiano, con le Regioni, sulla imminente decisione a livello <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/stop-glifosato-lue-deve-decidere.html">Stop Glifosato, l&#8217;UE deve decidere.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/pesticida.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-840" alt="pesticida" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/pesticida.jpg" width="242" height="208" /></a><br />
#StopGlifosato</p>
<p>GLIFOSATO: “L’EUROPA STA PER AUTORIZZARE UNA SOSTANZA POTENZIALMENTE CANCEROGENA CHE LE REGIONI ITALIANE FINANZIERANNO CON I FONDI PUBBLICI DELLA PAC DESTINATI ALLE MISURE PER L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE”</p>
<p>La Commissione Europea potrebbe nei prossimi giorni rinnovare l’autorizzazione per l’utilizzo del Glifosato, un pesticida molto diffuso e definito potenzialmente cancerogeno dallo IARC, l’Istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.</p>
<p>32 Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica italiane <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/12-marzo-incontro-su-pesticidi-conseguenze-e-alternative.html" target="_blank">chiedono al nostro Governo il bando della produzione</a>, commercializzazione ed uso di questo pesticida in Europa.</p>
<p>22 febbraio 2016 – “Quello del glifosato è un autentico scandalo: senza pareri univoci sul piano scientifico in merito alla sua pericolosità per la salute umana, la Commissione Europea sta per procedere ad una nuova autorizzazione del prodotto chimico per altri 15 anni”.</p>
<p>Questa l’opinione condivisa da 32 Associazioni nazionali ambientaliste e dell&#8217;agricoltura biologica, che esprimono la grave preoccupazione per come si sta muovendo l’Europa ed il Governo italiano, con le Regioni, sulla imminente decisione a livello europeo in merito al rinnovo dell’autorizzazione alla commercializzazione ed utilizzo del diserbante Glifosato nei 27 Paesi membri della UE.</p>
<p>Definito lo scorso anno dallo IARC (International agency for research on cancer), l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, sicuro cancerogeno per gli animali e fortemente a rischio anche per l’uomo, il Glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo ed è presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, quest’ultimo proposto dalla Monsanto in abbinamento a sementi Ogm che sviluppano resistenza a questo prodotto.</p>
<p>L’autorizzazione del Glifosato a livello europeo, scaduta il 31 dicembre scorso, è stata prorogata a giugno 2016 in attesa della revisione paritetica e consultazione finale con gli Stati Membri. Attualmente Commissione e Stati membri si apprestano a una nuova autorizzazione per altri 15 anni sulla base di una decisione che andrà in votazione nella prossima commissione permanente del PAFF (comitato per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi ) e per la quale tutti gli Stati membri, escluso la Svezia, sembra siano a favore.</p>
<p>“Dopo il parere dell’EFSA, che ha decretato la non cancerogenicità per l’uomo del Glifosato in contrasto con quello dello IARC, in assenza di un consenso scientifico sul tema della pericolosità del prodotto chimico per la salute umana, la Commissione e gli Stati Membri hanno prima di tutto la responsabilità di proteggere la salute dei cittadini adottando il principio di precauzione”, dichiara nella lettera inviata ai tre Ministri italiani competenti in materia di pesticidi (Agricoltura, Ambiente e Salute) la portavoce del tavolo delle 32 Associazioni, Maria Grazia Mammuccini.</p>
<p>Al Governo italiano rinnoviamo la richiesta già fatta nei mesi scorsi e che ad oggi non ha ancora ricevuto nessuna risposta, di prendere una posizione chiara in sede europea che vieti definitivamente ed in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di Glifosato”</p>
<p>Le 32 Associazioni chiedono inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere le aziende che ne fanno uso da qualsiasi premio nell’ambito dei PSR 2014 – 2020”.</p>
<p>L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida ed è incluso nel Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN). Il che significa che tutti i Programmi regionali per lo sviluppo rurale (PSR 2014-2020), nei prossimi anni, promuoveranno come sostenibile e incentiveranno l’uso di un prodotto che in realtà è considerato certamente cancerogeno per gli animali e potenzialmente cancerogeno per l’uomo, classificato in passato come interferente sul sistema endocrino e, più di recente secondo studi del Mit del 2013-2014, sospettato essere alla base di gravi pericoli come l’insorgenza della celiachia. Esistono inoltre correlazioni epidemiologiche tra l’esposizione al Glifosato e il linfoma di non-Hodgkin e agli aumenti di leucemie infantili e malattie neurodegenerative (come il Parkinson).</p>
<p>La pericolosità del Glifosato per persone, piante e animali è ampliata dal fatto che questo prodotto è largamente utilizzato non solo in agricoltura ma anche per la <a title="Provincia di Ancona: NO al Gliphosate, una vittoria anche nostra" href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/provincia-di-ancona-no-al-gliphosate-una-vittoria-anche-nostra.html" target="_blank">pulizia delle strade</a> e delle ferrovie e presente nei prodotti per il giardinaggio e l’hobbistica. Anche i bambini possono essere esposti al pericolo del Glifosato durante le erogazioni in aree pubbliche come scuole e giardini. Inoltre in Italia, secondo il report “Pesticidi nelle acque” a cura dell’Ispra, risulta essere la sostanza che nell’acqua supera maggiormente i limiti della soglia fissata dalla Legge, insieme al suo metabolita (ossia il prodotto dalla degradazione del Glifosato) di nome Ampa.</p>
<p>“Le alternative al Glifosato ci sono, e vanno rese note e incentivate – dichiara ancora la portavoce del tavolo delle associazioni Maria Grazia Mammuccini – sia in agricoltura che per la manutenzione del verde pubblico. Si tratta di buone pratiche agronomiche ecologiche, a partire dai metodi di coltivazione biologici e biodinamici, che risultano sostenibili anche nel rapporto costi-benefici, sia a breve che a medio termine”.</p>
<p>Partita da un’iniziativa di AIAB e FIRAB la campagna “#StopGlifosato” è diventata una Campagna oggi condivisa da 32 Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica.</p>
<p>Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l&#8217;Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.</p>
<p>Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato : AnaBio, Asso-Consum, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), Donne in campo-CIA Lombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, MdC, NUPA, REES Marche, il Test, UNA.API, VAS, WWOOF Italia, Zero OGM.</p>
<p>La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini.</p>
<p>22 febbraio 2016.</p>
<p>leggi anche: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/pesticidi-e-ora-di-cambiare.html" target="_blank">pesticidi, è ora di cambiare<br />
</a>ordinanza del comune di barchi: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/ORDINANZA-N.-1-DEL-2009.pdf">ORDINANZA-N.-1-DEL-2009</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Trivellazioni e salute: oltre all’impatto ambientale anche quello sanitario.</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/trivellazioni-e-salute-oltre-allimpatto-ambientale-anche-quello-sanitario.html</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 20:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle risorse geotermiche del Ministero Sviluppo economico ha riportato, in data 30 aprile 2015, notizia della istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nel nostro territorio (18 comuni, per un’area di oltre 208 chilometri quadrati) da parte della società Mac Oil Spa, legata a Petrocorp Inc.</p>
<p>Sono ufficialmente interessati i Comuni di Barchi, Castel Colonna, Castellone di Suasa, Corinaldo, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Monterado, Orciano di Pesaro, Ostra, Piagge, Ripe, San Costanzo, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Senigallia.</p>
<p>Il 5 agosto u.s. è scaduto il termine per eventuali manifestazioni di interesse da parte di eventuali ditte concorrenti di Mac Oil Spa; ora entra nel vivo il procedimento ministeriale di autorizzazione.</p>
<p>Ancora una volta il nostro territorio è stato fatto bersaglio di speculazione economica con il favore di una classe politica e di un apparato burocratico incompetenti e arroganti.</p>
<p>I Comitati in rete, insieme alle istituzioni <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/trivellazioni-e-salute-oltre-allimpatto-ambientale-anche-quello-sanitario.html">Trivellazioni e salute: oltre all’impatto ambientale anche quello sanitario.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/trivellazioni_monteporzio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-873" alt="trivellazioni_monteporzio" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/trivellazioni_monteporzio.jpg" width="269" height="188" /></a></p>
<p>Il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle risorse geotermiche del Ministero Sviluppo economico ha riportato, in data 30 aprile 2015, notizia della istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nel nostro territorio (18 comuni, per un’area di oltre 208 chilometri quadrati) da parte della società Mac Oil Spa, legata a Petrocorp Inc.</p>
<p>Sono ufficialmente interessati i Comuni di Barchi, Castel Colonna, Castellone di Suasa, Corinaldo, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Monterado, Orciano di Pesaro, Ostra, Piagge, Ripe, San Costanzo, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Senigallia.</p>
<p>Il 5 agosto u.s. è scaduto il termine per eventuali manifestazioni di interesse da parte di eventuali ditte concorrenti di Mac Oil Spa; ora entra nel vivo il procedimento ministeriale di autorizzazione.</p>
<p><b>Ancora una volta il nostro territorio è stato fatto bersaglio di speculazione economica con il favore di una classe politica e di un apparato burocratico incompetenti e arroganti.</b></p>
<p><b>I Comitati in rete, insieme alle istituzioni locali e alle altre realtà che hanno a cuore il futuro della nostra regione e dei cittadini che la abitano, si opporranno con gli strumenti più appropriati per impedire che siano attuate aggressioni all’ecosistema, al paesaggio, all’equilibrio naturale del territorio, alla nostra salute.</b></p>
<p>Dopo il biogas, le ‘biomasse’, il maxi eolico, le cave, la turbogas di Corinaldo, l’elettrodotto Fano-Teramo, sarà questa l’ennesima battaglia che vedrà, in questo territorio, prevalere il diritto alla salute e alla proprietà sugli interessi economici particolari.</p>
<p><b>Alleghiamo un documento basilare, stilato da ISDE-Medici per l’ambiente, si tratta delle osservazioni presentate per il procedimento relativo alla Verifica di Impatto Ambientale (VIA) di una trivellazione per pozzo esplorativo (“Gesualdo 1”) in provincia di Avellino</b>, che mette in rilievo la necessità di appellarsi in alcuni casi al principio di precauzione, come si deduce ad es. dalla relazione della Commissione incaricata di valutare le possibili relazioni tra attività di esplorazione per idrocarburi ed aumento dell’attività sismica nell’area colpita dal terremoto dell’Emilia Romagna, che  ha concluso i suoi lavori ammettendo che: <i>“&#8230;L’attuale stato delle conoscenze e l’interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito ad innescare<b> </b>l’attività sismica nel 2012 in Emilia Romagna</i>”. Pertanto, considerato che una correlazione non può essere provata ma nemmeno esclusa, il principio di precauzione suggerirebbe di soprassedere, in aree sismiche, rispetto a perforazioni che possono giungere a 2000 metri di profondità.</p>
<p>Soprattutto i dati segnalati dei medici ISDE riguardano l’inquinamento delle falde acquifere, l’uso di sostanze nocive e cancerogene nel processo di trivellazione, la problematica della dispersione di gas, quella relativa allo stoccaggio di materiali corrosivi e leggermente radioattivi, ma vediamone brevemente la natura.</p>
<p><b>Il Radon 222</b>, gas radioattivo espressione del decadimento della catena dell’ Uranio 238/235 e Radio; la principale fonte di questo gas risulta essere il terreno con elevate concentrazioni in particolari <i>reservoir </i>sotterranei. Le società petrolifere non fanno accenno alla sua dispersione anche se vi sono dati sulla produzione di questo gas durante le trivellazioni.</p>
<p><b>I fluidi di perforazione</b>, per i quali le società fanno riferimento all’Acqua, alla Bentonite naturale, al Carbonato di sodio, alla Barite (solfato di bario), alla Gomma xantano, al Cloruro di potassio, al Carbonato di calcio, alla Cellulosa polianionica; ma non fanno riferimento per la Barite alla sua formulazione in silice cristallina che risulta cancerogena per l’uomo</p>
<p>Inoltre, segnala ISDE, non viene riportata la presenza nelle varie composizioni dei fluidi di additivi o altre sostanze che, come riportato in letteratura, possono rappresentare nei grandi volumi fonte di criticità sanitaria come interferenti endocrini o cancerogeni.<br />
In letteratura viene riportata di recente la criticità relativa all’impiego di tali liquidi di perforazione legata all’impatto sulla qualità delle acque profonde e superficiali, nonché la possibile tossicità dei liquidi e dei fanghi in risalita<br />
La <b>Soda ASH </b>può avere un’azione acuta irritante su pelle, congiuntiva e mucosa dell’apparato respiratorio e digerente; un’azione cronica può determinare danni agli organi bersaglio. La <b>barite </b>nelle monografie IARC può essere cancerogena (gruppo 1)<b> </b>se inalata.</p>
<p>Altre sostanze sono segnalate come potenziali “interferenti endocrini”. In letteratura, scrive inoltre ISDE, su 994 prodotti usati come liquidi di perforazione, ben 353 sostanze, identificate con il corrispettivo numero CAS, hanno effetti sulla salute.</p>
<p><b>Le emissioni in aria</b>, per le quali non vi è una previsione dettagliata relativa a PM10, PM 5, PM 2,5; anche se tali emissioni determinerebbero un peggioramento della qualità dell’aria particolarmente per l’incremento del PM 0,1 e delle nano-particelle.</p>
<p>L’H2S e la CO2 fanno parte naturalmente delle miscele liquide e gassose e le diverse percentuali caratterizzano la qualità del gas o del greggio estratto.</p>
<p>E’ evidente che la perforazione del sottosuolo fino ad una profondità di almeno 2000 metri per la ricerca di idrocarburi gassosi o liquidi non può non considerare le problematiche sanitarie relative all’<b>H2S. </b></p>
<p>Riguardo a quest’ultimo gas va ricordato che evidenze scientifiche già con valori bassi compresi tra 0,0057 e 0,01 ppm riportano per esposizione cronica disturbi quali bruciori agli occhi e al naso, tosse, mal di testa, disturbi neuro-psicologici, ritardi verbali, deficit motori di coordinazione ad occhi chiusi, riduzione della presa manuale e del riconoscimento cromatico.<br />
<b>Sversamenti accidentali di idrocarburi</b>, inoltre, sono spesso possibili e eventuali vasche di contenzione non garantiscono la penetrazione di essi nel terreno in profondità e nelle falde.<br />
Rispetto ai rischi, relaziona ISDE, Sono stati stimati i rischi sanitari per l’esposizione alle emissioni in atmosfera da un progetto di trivellazione di un pozzo per ricerca di gas naturale in una località del Colorado (2012), con l’obbiettivo di rafforzare la prevenzione sanitaria con la valutazione dell’impatto sanitario di tale attività.<br />
Sono stati valutati, secondo le linee guida dell’EPA (agenzia americana per l’ambiente), gli indici di pericolo per le patologie croniche e sub croniche non tumorali e il rischi per tumore nelle popolazioni residenti <b><i>entro il mezzo miglio e oltre il mezzo miglio dal pozzo</i></b>; il lavoro dimostra che i residenti entro il mezzo miglio dal pozzo hanno rischio sanitario superiore a chi vive oltre il mezzo miglio; le esposizioni sub croniche all’inquinamento atmosferico <b>durante le attività di completamento del pozzo </b>costituiscono la più elevata potenzialità per gli effetti sulla salute.<br />
<i>Il rischio cumulativo per cancro risultò </i>di 10 e 6 su un milione rispettivamente nei residenti entro e oltre il mezzo miglio dal pozzo; il benzene fu identificato come il maggiore determinante del rischio. Il lavoro indica come una analisi del rischio, con l’impiego degli indici di pericolo, sia necessaria alla prevenzione di rischi sanitari.<br />
L’articolo 6 della convenzione di Aarhus prevede la partecipazione del pubblico alle decisioni relative alle attività che possano avere effetti rilevanti sull’ambiente. L’impatto sanitario, oltre che quello geologico e ambientale, è un dato sul quale i cittadini devono vigilare ed attivarsi considerando bene benefici e costi per la collettività dell’operare di queste società.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*Fonte: ISDE, Osservazioni al progetto di perforazione del pozzo esplorativo ‘Gesualdo 1’, permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Nusco”. Avellino, aprile 2015:  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Osservazioni-Gesualdo-1-DEFINITIVO-ass-1.pdf">Osservazioni Gesualdo 1 DEFINITIVO ass (1)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Coordinamento dei comitati.</b></p>
<p><b> </b></p>
<p>Sosteniamo il lavoro di ISDE, <a href="http://www.isde.it">www.isde.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Provincia di Ancona: NO al Gliphosate, una vittoria anche nostra</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/provincia-di-ancona-no-al-gliphosate-una-vittoria-anche-nostra.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/provincia-di-ancona-no-al-gliphosate-una-vittoria-anche-nostra.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 18:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">
Provincia di Ancona rinuncia all&#8217;uso dei glifosati e invita i comuni all&#8217;adeguamento.
Atto promosso dalle associazioni e votato all&#8217;unanimità in consiglio provinciale.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">COMUNICATO CONGIUNTO</p>
<p>Liana Serrani, Presidente della Provincia di Ancona</p>
<p>Fabio Taffetani presidente Ass.ne Pan Italia</p>
<p>Loris Asoli co-presidente Ass.ne REES Marche</p>
<p>Enzo Malavolta presidente Ass.ne AIAB Marche</p>
<p>Carlo Cardarelli presidente Ass.ne di consumatori ACU Marche</p>
<p>Maurizio Sebastiani Presidente regionale Ass.ne Italia Nostra</p>
<p>Gianfranco Marcellini presidente Ass.ne Italia Nostra Arcevia</p>
<p>Marina Carbonetti presidente Ass.ne BioLogicheMarche</p>
<p align="center">COMUNICANO QUANTO SEGUE</p>
<p>In un esempio ormai raro, di questi tempi, di collaborazione tra cittadini ed istituzioni, la Provincia di Ancona, in data 28/04/2015, con proprio atto di Consiglio n.36, votato all’unanimità dai Consiglieri presenti, ha deciso di rinunciare, in nome del principio di precauzione, all’utilizzo di prodotti chimici (molecola glifosate in testa) atti alla pulizia delle banchine e pertinenze stradali, trasmettendo altresì tale atto a tutti i comuni della provincia, con un implicito invito ad adeguarsi.</p>
<p>Tale decisione deriva dalla presentazione da parte delle <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/provincia-di-ancona-no-al-gliphosate-una-vittoria-anche-nostra.html">Provincia di Ancona: NO al Gliphosate, una vittoria anche nostra</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><b><i><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/pesticida.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-840" alt="pesticida" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/pesticida.jpg" width="242" height="208" /></a><br />
Provincia di Ancona rinuncia all&#8217;uso dei glifosati e invita i comuni all&#8217;adeguamento.<br />
Atto promosso dalle associazioni e votato all&#8217;unanimità in consiglio provinciale.</i></b></p>
<p style="text-align: left;" align="center">COMUNICATO CONGIUNTO</p>
<p>Liana Serrani, Presidente della Provincia di Ancona</p>
<p>Fabio Taffetani presidente Ass.ne Pan Italia</p>
<p>Loris Asoli co-presidente Ass.ne REES Marche</p>
<p>Enzo Malavolta presidente Ass.ne AIAB Marche</p>
<p>Carlo Cardarelli presidente Ass.ne di consumatori ACU Marche</p>
<p>Maurizio Sebastiani Presidente regionale Ass.ne Italia Nostra</p>
<p>Gianfranco Marcellini presidente Ass.ne Italia Nostra Arcevia</p>
<p>Marina Carbonetti presidente Ass.ne BioLogicheMarche</p>
<p align="center">COMUNICANO QUANTO SEGUE</p>
<p>In un esempio ormai raro, di questi tempi, di collaborazione tra cittadini ed istituzioni, la Provincia di Ancona, <b>in data 28/04/2015</b>, con proprio atto di Consiglio n.36, votato all’unanimità dai Consiglieri presenti, ha deciso di rinunciare, <b>in nome del principio di precauzione</b>, all’utilizzo di prodotti chimici (molecola glifosate in testa) atti alla pulizia delle banchine e pertinenze stradali, trasmettendo altresì tale atto a tutti i comuni della provincia, con un implicito invito ad adeguarsi.</p>
<p><strong>Tale decisione deriva dalla presentazione da parte delle associazioni coinvolte di un memorandum relativo ai danni alla salute ed al territorio derivanti dall’utilizzo della molecola chimica GLIFOSATE (usata nel diserbante round up)</strong>, accompagnata da una proposta alternativa elaborata dal Prof. Taffetani, ordinario dell’Università politecnica delle Marche. In tale memorandum veniva esplicitamente invocato il principio di precauzione, che impone alle pubbliche amministrazioni di astenersi dall’utilizzo quando vi sia anche solo il dubbio che un impianto od una sostanza possano essere nocivi per la salute dei cittadini, ossia quando non via sia la certezza assoluta e tassativa dell’innocuità dell’impianto o della sostanza.</p>
<p>A rafforzare l’invito era sopraggiunta la diffida depositata via PEC (in data 28 marzo 2015) da ACU Marche, dove si ribadiva la necessità di rispettare il principio di precauzione.</p>
<p><strong>Tale diffida è stata elaborata grazie al preziosissimo aiuto, in termini legali e di conoscenza della materia, della struttura dei “COMITATI IN RETE” e della “COOPERATIVA ARTICOLO 32”,</strong> entrambe associazioni da tempo impegnate in una lotta serrata contro l’utilizzo del GLIFOSATE.</p>
<p>In data 1° aprile, la Presidente della Provincia, dimostrando sensibilità, politica ed umana, riceveva le associazioni scriventi e, dopo un confronto serrato, ed a tratti anche acceso, si convinceva, grazie anche al prezioso supporto dei tecnici al suo seguito, della bontà delle osservazioni presentate, elaborando poi, e facendo votare, il citato atto di consiglio.</p>
<p>Singolare che tale azione di grandissima maturità politica ed istituzionale venga proprio da un ente, dai più demonizzato, ed apparentemente in fase di smantellamento. Ente che dimostra, nei fatti (pur nelle carenze di legge in termini di elettività), di essere più vicino ai cittadini, e più rappresentativo degli interessi di questi, di tante altre strutture ben più “distaccate”.</p>
<p>A questo punto resta da verificare la presenza di residui stoccati nei depositi provinciali e comunali e le loro modalità di smaltimento.</p>
<p><i>Liana Serrani, Presidente della Provincia di Ancona<br />
Marco Gambini Rossano, Presidente Provinciale Ancona ACU Marche<br />
Carlo Cardarelli, Presidente Regionale ACU Marche</i></p>
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		<title>Agricoltura e salute: Art.32 onlus sul convegno svoltosi il 12 marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 10:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Si è svolto Giovedì 12 Marzo u.s. alle 21 presso l&#8217;aula magna dell&#8217;istituto Luigi Donati a Fossombrone il convegno dal titolo &#8221;AGRICOLTURA E SALUTE &#8211; Pesticidi, Conseguenze e Alternative&#8221;, iniziativa organizzata dalla Cooperativa Art.32 Onlus, molto partecipata e di grande rilievo culturale dato il prestigio dei relatori presenti.</p>
<p>L&#8217;incontro aveva come obiettivo quello di portare a conoscenza delle persone le conseguenze e gli impatti su ambiente e salute dell&#8217;uso di pesticidi o similari nell&#8217;agricoltura industrializzata di oggi, a prescindere dal fatto che l&#8217;esposizione sia diretta, nel caso dei lavoratori del settore agricolo, o indiretta, come ad esempio quella delle abitazioni vicino ai campi coltivati.</p>
<p>Il Prof. Gianni Tamino, Biologo, membro ISDE Italia e docente all&#8217;università di Padova, ha illustrato come l&#8217;introduzione del ciclo industriale nell&#8217;agricoltura stia mettendo a rischio l&#8217;intero ciclo di vita del pianeta, esaurendone le risorse energetiche e inquinando progressivamente i suoli, l’aria e le falde.</p>
<p>La Dott.ssa Patrizia Gentilini, Oncologa, Ematologa e anch&#8217;essa membro di ISDE <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/agricoltura-e-salute-art-32-onlus-sul-convegno-svoltosi-il-12-marzo.html">Agricoltura e salute: Art.32 onlus sul convegno svoltosi il 12 marzo</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/pesticida.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-840" alt="pesticida" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/pesticida.jpg" width="242" height="208" /></a><br />
Si è svolto Giovedì 12 Marzo u.s. alle 21 presso l&#8217;aula magna dell&#8217;istituto Luigi Donati a Fossombrone il convegno dal titolo &#8221;AGRICOLTURA E SALUTE &#8211; Pesticidi, Conseguenze e Alternative&#8221;, iniziativa organizzata dalla Cooperativa Art.32 Onlus, molto partecipata e di grande rilievo culturale dato il prestigio dei relatori presenti.</p>
<p>L&#8217;incontro aveva come obiettivo quello di portare a conoscenza delle persone le conseguenze e gli impatti su ambiente e salute dell&#8217;uso di pesticidi o similari nell&#8217;agricoltura industrializzata di oggi, a prescindere dal fatto che l&#8217;esposizione sia diretta, nel caso dei lavoratori del settore agricolo, o indiretta, come ad esempio quella delle abitazioni vicino ai campi coltivati.</p>
<p>Il Prof. Gianni Tamino, Biologo, membro ISDE Italia e docente all&#8217;università di Padova, ha illustrato come l&#8217;introduzione del ciclo industriale nell&#8217;agricoltura stia mettendo a rischio l&#8217;intero ciclo di vita del pianeta, esaurendone le risorse energetiche e inquinando progressivamente i suoli, l’aria e le falde.</p>
<p>La Dott.ssa Patrizia Gentilini, Oncologa, Ematologa e anch&#8217;essa membro di ISDE Italia, ha evidenziato durante il suo intervento come tali prodotti, una volta utilizzati per coltivare piante o vegetali, si trasmettano direttamente ai consumatori e generino effetti devastanti per la salute delle persone, in particolar modo le donne in gravidanza, i bambini e le generazioni future.</p>
<p>Il Prof. Fabio Taffetani, ordinario di Botanica ed Ecologia Vegetale all&#8217;Università Politecnica delle Marche, invece, ha parlato di biodiversità e agro ecosistema, evidenziando come anche le nuove tecniche di allevamento, di pascolo e coltivazione, comportano i noti problemi di dissesto idrogeologico che interessano il nostro territorio.</p>
<p>Il Dott. Giovanni Girolomoni, Presidente della omonima Cooperativa, ha illustrato i principi cardine e la filosofia dell&#8217;agricoltura biologica, quali ad esempio la valorizzazione del territorio, essendo, oltre che pionieri del settore, anche una realtà internazionale ormai consolidata.</p>
<p>La serata si è conclusa con un breve intervento del presidente della Cooperativa Art.32 Onlus Alfredo Sadori, il quale ha illustrato l’istanza che verrà inoltrata ai Sindaci del territorio affinché si attivino, anche in qualità di Autorità sanitarie, per regolamentare e limitare l’uso dei pesticidi, sia in ambiente rurale che urbano, anche mediante l’adeguamento dei regolamenti di polizia urbana e rurale e l’adozione di ordinanze.</p>
<p>La registrazione video del convegno è disponibile on-line sul sito <a href="http://www.art32onlus.it">www.art32onlus.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cooperativa Sociale Art.32 Onlus</p>
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		<item>
		<title>Con un poco di zucchero l’H unico va giù?</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/con-un-poco-di-zucchero-l%e2%80%99h-unico-va-giu.html</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 13:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area, per un  costo iniziale di 130 milioni di euro, avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire nell’aumento della qualità delle strutture esistenti.</p>
<p>E invece, i cittadini, alle prese con un servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione, “pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … quelle domande se le pongono.
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/con-un-poco-di-zucchero-l%e2%80%99h-unico-va-giu.html">Con un poco di zucchero l’H unico va giù?</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-312" title="H UNICO" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a><br />
La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area,<strong> per un  costo iniziale di 130 milioni di euro,</strong> avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire <strong>nell’aumento della qualità delle strutture esistenti</strong>.</p>
<p>E invece, i cittadini, alle prese con un <strong>servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione</strong>, <strong>“pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … </strong>quelle domande se le pongono.<br />
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima dell’avvento del federalismo fiscale, vanno usati, consumati, ad ogni costo! Ma a beneficio di chi? Non certo dei cittadini, che continueranno ad avere servizi inadeguati in una struttura, forse nuova, ma più lontana, con un impoverimento dell’intero territorio, soprattutto dell’entroterra.</p>
<p>Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poco tempo fa segnala che <strong>la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del PIL</strong>, e che considerando il valore aggiunto del settore si raggiunge una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe <strong>la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia</strong>! Il continuo aumento delle patologie tumorali nelle società industrializzate è purtroppo un dato di fatto, i farmaci anti neoplastici in<strong> Italia danno  una spesa complessiva di oltre 7 miliardi l’anno. Praticamente un’intera manovra finanziaria, comprensiva di tutti i settori economici.</strong><strong><br />
</strong>Proprio il “dirigente” regionale Ruta, giocando coi numeri, ha annunciato di sapere già <strong>quanti saranno i tumori nelle Marche nel 2012: 8250. </strong>Così, mentre<strong> </strong><strong>ambigue politiche “per lo sviluppo” non tengono conto delle esigenze di risanamento immediato di aree a rischio ecologico e sanitario e dell’ormai dimostrato legame tra qualità dell’acqua e dell’aria ed i tumori, i dirigenti regionali ci trattano come numeri.</strong><strong></strong></p>
<p>Per questo la responsabilità dei cittadini nel richiedere una <strong>maggiore prevenzione</strong> ed un più puntuale uso del <strong>principio di precauzione</strong> nelle scelte industriali è fondamentale:<br />
occorre indirizzare la società verso delle politiche integrate che sappiano coniugare dei fermi NO alle industrie insalubri, ad una <strong>programmazione economica che combatta innanzitutto le cause delle malattie</strong>.  <br />
Anche il  protocollo firmato dai sindaci, che hanno inteso rassicurare la cittadinanza, <strong>non ha purtroppo alcuna validità; si tratta solamente della trascrizione di richieste </strong>in realtà già disattese dai fatti. Se in Italia venivano prescritti 4 posti letto ospedalieri per 1000 abitanti  ora il Patto per la salute del 2009 prevede di giungere a 3 per mille. Ciò perché <strong>sono in continuo aumento sia le patologie croniche che l’aumento dell’età media della popolazione</strong>, e quindi occorre investire di più nell’assistenza domiciliare e nella degenza geriatrica. <strong>Considerando che il bacino provinciale è di circa 280 mila persone </strong><strong>e che</strong> solo gli ospedali di Pesaro e Fano riuniscono già assieme un totale di circa <strong>643</strong> posti … è ovvio che la costruzione di un nuovo ospedale da 450 posti letto richiederà la quasi totale chiusura di tutti i reparti ora esistenti in provincia.</p>
<p>Che fare? Tornare a discutere, assieme al personale sanitario e a lavoratori della medicina territoriale, su ciò pretendiamo: essere cittadini attivi e consapevoli e non numeri.<br />
<strong>Comitatinrete.it, Citas &#8211; comitato intercomunale Barchi, Marche per rifiuti zero,</strong> <em>16 aprile 2011. </em></p>
<p>vignetta tratta da <a href="http://rimarchevole.wordpress.com/">http://rimarchevole.wordpress.com</a></p>
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		<title>Crack nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 16:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
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<p>Una cosa è certa: con quello che sta succedendo in Giappone, la tecnologia nucleare statunitense ha mostrato la sua inadeguatezza ad affrontare eventi rari, ma possibili ( terremoto a magnitudine 9 seguito da tsunami) in quanto la progettazione dei reattori in funzione a Fukushima, porta il marchio General Electric.</p>
<p>La seconda cosa certa è che, comunque vada nei prossimi giorni, il Giappone ha perso per sempre almeno quattro dei sui 56 reattori nucleari, con una potenza elettrica installata di 3100 megawatt; in Italia sarebbe come mettere fuori uso, da un giorno all&#8217;altro, 2,5 grandi centrali termoelettriche come quella di Civitavecchia.</p>
<p>Dopo gli incendi, gli scoppi e i tentativi di raffreddamento con acqua di mare, i quattro reattori sono diventati altrettanti ferri vecchi radioattivi e, come tali, assolutamente irrecuperabili e per di più da tombare in sicurezza.</p>
<p>La terza cosa certa è che la mancata produzione di elettricità, i danni ambientali e sanitari, i costi delle evacuazioni, la <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/crack-nucleare.html">Crack nucleare</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/radioattivi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-301" title="radioattivi" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/radioattivi.jpg" alt="" width="258" height="195" /></a></p>
<p>Una cosa è certa: con quello che sta succedendo in Giappone, la tecnologia nucleare statunitense ha mostrato la sua inadeguatezza ad affrontare eventi rari, ma possibili ( terremoto a magnitudine 9 seguito da tsunami) in quanto la progettazione dei reattori in funzione a Fukushima, porta il marchio General Electric.</p>
<p>La seconda cosa certa è che, comunque vada nei prossimi giorni, il Giappone ha perso per sempre almeno quattro dei sui 56 reattori nucleari, con una potenza elettrica installata di 3100 megawatt; in Italia sarebbe come mettere fuori uso, da un giorno all&#8217;altro, 2,5 grandi centrali termoelettriche come quella di Civitavecchia.</p>
<p>Dopo gli incendi, gli scoppi e i tentativi di raffreddamento con acqua di mare, i quattro reattori sono diventati altrettanti ferri vecchi radioattivi e, come tali, assolutamente irrecuperabili e per di più da tombare in sicurezza.</p>
<p>La terza cosa certa è che la mancata produzione di elettricità, i danni ambientali e sanitari, i costi delle evacuazioni, la messa in sicurezza, sono l&#8217;anticamera della bancarotta finanziaria della Tokio Electric Power, la società che gestisce gli impianti nucleari della centrale di Fukushima.</p>
<p>Il quarto fatto certo è che le società di assicurazione a cui tutte le società nucleari fanno, obbligatoriamente, ricorso, fatti i conti sui rischi reali e non su quelli sbandierati dalle lobby nucleariste, alzeranno i loro prezzi e questo inevitabilmente alzerà il prezzo reale dell&#8217;elettricità da fonte nucleare, anche se, come avviene, saranno gli Stati ( e quindi i cittadini) ad accollarsi questi costi aggiuntivi che, altrimenti metterebbero fuori mercato l&#8217;intero settore.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima cosa certa è che gli Italiani non si possono fare fregare una seconda volta.</strong></p>
<p>A giugno siamo chiamati a votare il secondo referendum per ribadire un no netto alla scelta nucleare nel nostro Paese.</p>
<p>Andiamoci in massa, portanto anche le nonne in carrozzella <img src='https://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , per evitare il trabocchetto del mancato raggiungimento del quorum che annulla la marea di voti contrari alla scelta nucleare dell&#8217;attuale governo che certamente ci saranno, in quanto molti Italiani sono ancora in grado di ragionare con la loro testa..</p>
<p>E già che ci siamo, a giugno votiamo in massa per ribadire che gli Italiani vogliono che l&#8217;acqua sia un bene comune e non una merce e che di processo breve, a favore del signorotto di turno, non ne se ne parla proprio.</p>
<p><a href="http://web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Benvenuto.html">Federico Valerio</a></p>
<p>suggeriamo anche la lettura del lungo ma estremamente istruttivo <a href="http://www.rivistapaginauno.it/Piccole-bombe-nucleari-crescono.php">articolo</a> di Emilio del Giudice, su PaginaUno, su uranio impoverito e armi nucleari di &#8220;nuova generazione, circa il rischio radioattivo nelle recenti zone di guerra. <!--~-|**|PrettyHtmlStart|**|-~--></p>
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		<title>Parte la vertenza PM10</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/parte-la-vertenza-pm10.html</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 08:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[articoli a firma]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento atmosferico]]></category>
		<category><![CDATA[marche per rifiuti zero]]></category>
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		<category><![CDATA[vertenza pm 10]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Organizzato dai Comitati Jesini  Asse Sud, San Giuseppe, Tutela Salute Ambiente Vallesina e Viale della Vittoria  si è tenuto mercoledi&#8217; 12 gennaio u.s. in Jesi, sala della II Circoscrizione, l&#8217;incontro “Inquinamento da PM10: chi sono i responsabili?” nel quale è stata presentata ed ufficialmente aperta la vertenza contro la regione Marche sulla questione PM 10.</p>
<p>La vertenza, promossa da ACU Marche e da Marche per Rifiuti Zero, si propone di raccogliere 500 adesioni, entro la fine di marzo 2011, per avviare una vertenza civile ed erariale contro i danni che sarebbero stati procurati dal Governo Regionale e dai Sindaci, sull&#8217;inquinamento da PM 10, polveri sottili</p>
<p> Come i più ricorderanno, la Regione Marche, messa in stato di mora e sanzionata dalla Unione Europea per lo sforamento, rispetto alle normative vigenti delle PM 10, ha reagito promuovendo il blocco del traffico dei veicoli euro 0-1-2.</p>
<p>Tutto cio&#8217; non solo è punitivo nei confronti dei piu&#8217; poveri (pensionati, lavoratori e migranti) <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/parte-la-vertenza-pm10.html">Parte la vertenza PM10</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/machera_antigas.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-252" title="maschera_antigas" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/machera_antigas-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Organizzato dai Comitati Jesini  Asse Sud, San Giuseppe, Tutela Salute Ambiente Vallesina e Viale della Vittoria  si è tenuto mercoledi&#8217; 12 gennaio u.s. in Jesi, sala della II Circoscrizione, l&#8217;incontro “<em><strong>Inquinamento da PM10: chi sono i responsabili</strong>?”</em> nel quale è stata presentata ed ufficialmente aperta la vertenza contro la regione Marche sulla questione PM 10.</p>
<p>La vertenza, promossa da ACU Marche e da Marche per Rifiuti Zero, si propone di raccogliere 500 adesioni, entro la fine di marzo 2011, per avviare una vertenza civile ed erariale contro i danni che sarebbero stati procurati dal Governo Regionale e dai Sindaci, sull&#8217;inquinamento da PM 10, polveri sottili</p>
<p> Come i più ricorderanno, la Regione Marche, messa in stato di mora e sanzionata dalla Unione Europea per lo sforamento, rispetto alle normative vigenti delle PM 10, ha reagito promuovendo il blocco del traffico dei veicoli euro 0-1-2.</p>
<p>Tutto cio&#8217; non solo è punitivo nei confronti dei piu&#8217; poveri (pensionati, lavoratori e migranti) ma non sortirà effetti di rilievo per il contenimento dell&#8217;inquinamento atmosferico.</p>
<p>Ricordiamo che le PM10, ed ancora di piu&#8217; le nanoparticelle peraltro non rilevate, producono danni vistosi e permanenti alla salute degli esseri viventi colpendo soprattutto le vie respiratorie ed incidendo, nel periodo medio lungo, in maniera molto piu&#8217; grave con l&#8217;aumento vistoso delle patologie neo-plastiche.</p>
<p>Tutto ciò mentre la Regione Marche si guarda bene dal proclamare la moratoria per gli impianti inquinanti e nocivi. Se non fosse per la decisa opposizione dei cittadini e dei loro comitati, gli Uffici regionali avrebbero con ogni probabilità già dato l&#8217;ok definitivo ad impianti altamente pericolosi come l&#8217;inceneritore di Schieppe, quelli delle riconversioni ex-Sadam di Jesi e Fermo, i due rigassificatori di Portorecanati e di Falconara, per non parlare delle Turbogas, nonchè di tanti impianti di minore dimensione, ma non per questo meno deleteri.</p>
<p>Non è superfluo aggiungere che i &#8220;decisi&#8221; provvedimenti antismog varati recentemente dalla Giunta Regionale sono stati presi senza porsi un obiettivo reale, concreto e documentato di contenimento dell&#8217;inquinamento. Nessun dato è stato fornito, né i solerti &#8221; tecnici&#8221; dell&#8217;Arpam o delle ASUR hanno prodotto documentazioni degne di nota e di confronto a sostegno dei provvedimenti adottati.</p>
<p>Sosteneva lo scrittore statunitense Sinclair : &#8221; non perdere tempo a spiegare le tue ragioni a coloro il cui stipendio dipende dal fatto che non devono ascoltarti&#8221;.</p>
<p>Ecco perchè abbiamo deciso di aprire la vertenza giuridica e legale, nella consapevolezza che la pur &#8221;titubante” magistratura marchigiana possa intervenire a tutela dei diritti dei cittadini.</p>
<p>E se questo non avvenisse, siamo pronti a ricorrere alla Corte Europea che ha già condannato amministratori pubblici di altri Paesi europei per avere disatteso le normative sulla tutela della salute dei cittadini ed, in particolare, sulle polveri sottili.</p>
<p><em> </em><em>14 Gennaio 2011</em></p>
<p><em> </em><em>per MARCHE RIFIUTI ZERO</em></p>
<p><em>Il Presidente ADRIANO MEI</em></p>
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