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	<title>comitatinrete.it &#187; tutela paesaggio</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>-Svenduti per 30 denari:  le maxi antenne per la telefonia e il Piano Italia a 5G</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 07:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Lo sappiamo bene: la trasmissione dei dati è l’affare del ventennio.
Oggi viviamo di connessioni, e di eccesso di connessioni dovuto alla creazione di nuovi bisogni. È il grande affare dell’ ‘Internet delle cose’, che prevede che ogni persona, ogni oggetto, ogni casa, sia avvolta da una rete 5G per controllare e gestire tutto: dalla partita di calcio sul telefonino  ai dati sul numero dei bucati alla temperatura del frigorifero, alle nostre pulsazioni cardiache.
A prescindere dalla critica al lato strategico generale, e di quello finanziario che prevede l’impiego di enormi quantità di denaro pubblico per sostenere la rete BUL (Banda Ultra Larga), che vuole connetterci tutti al minimo di100 Mbps uguali a 12,5 MB/s (e ad 1 GB nel futuro) il problema è la salute pubblica.
Il controllo sulle radiofrequenze GSM, 3G, 5G sia affidato in Europa ad una normativa cui l’Italia ha inteso “allinearsi” con l’art. 10 della Legge 30 dicembre 2023, n. 214. L’articolo di <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/svenduti-per-30-denari-le-maxi-antenne-per-la-telefonia-e-il-piano-italia-a-5g.html">-Svenduti per 30 denari:  le maxi antenne per la telefonia e il Piano Italia a 5G</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/tabella-piano-italia-5-g-pag-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1072" alt="tabella-piano-italia-5-g-pag-4" src="https://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2025/10/tabella-piano-italia-5-g-pag-4-300x188.jpg" width="300" height="188" /></a></p>
<p>Lo sappiamo bene: la trasmissione dei dati è l’affare del ventennio.<br />
Oggi viviamo di connessioni, e di eccesso di connessioni dovuto alla creazione di nuovi bisogni. È il grande affare dell’ ‘Internet delle cose’, che prevede che ogni persona, ogni oggetto, ogni casa, sia avvolta da una rete 5G per controllare e gestire tutto: dalla partita di calcio sul telefonino  ai dati sul numero dei bucati alla temperatura del frigorifero, alle nostre pulsazioni cardiache.<br />
A prescindere dalla critica al lato strategico generale, e di quello finanziario che prevede l’impiego di enormi quantità di denaro pubblico per sostenere la rete BUL (Banda Ultra Larga), che vuole connetterci tutti al minimo di100 Mbps uguali a 12,5 MB/s (e ad 1 GB nel futuro) il problema è la salute pubblica.<br />
Il controllo sulle radiofrequenze GSM, 3G, 5G sia affidato in Europa ad una normativa cui l’Italia ha inteso “allinearsi” con l’art. 10 della Legge 30 dicembre 2023, n. 214. L’articolo di legge ha stabilito l’adeguamento dei limiti dei campi elettromagnetici<a title="" href="#_ftn1">[1]</a> che in precedenza vedeva prescritto un limite di 6volt/metro nell’ambiente umano, e di 2watt/Kg per il corpo umano, <b>questi limiti sono stati quasi triplicati</b>, da 6v /metro a 15v /metro.<br />
Il problema è che <b>alcuni rischi, non ancora sufficientemente studiati, non possono essere mitigati dal comportamento umano</b>. Possiamo cioè evitare di tenere attaccato al corpo un telefonino e possiamo abbassare la soglia di uso del wi-fi nel nostro ambiente domestico e di lavoro ma…se sul territorio vengono installate più antenne emittenti radiofrequenze, e vengono installate nei centri abitati, niente impedirà che delle persone siano irradiate stabilmente con frequenze di vario tipo (perché di solito le antenne portano più emettitori) e che quindi la loro sorte sia quella di essere cavie da laboratorio in vista di futuri studi sulla nocività delle radiazioni non ionizzanti per lunghe durate.<br />
Gli studi sul tema vengono commissionati di malavoglia, <b>perché l’imperativo commerciale prevede finanziamenti alla fibra ma anche alle antenne</b>. Non è bastato cioè l’ingente finanziamenti per la BUL<a title="" href="#_ftn2">[2]</a> via cavo che ha fatto sì che tutti possano ricevere dati ad alta velocità, anche nelle campagne, tramite fibra ottica, e che i dati 5G possano viaggiare tramite una serie di piccoli ripetitori: le holdings della telefonia vogliono il 5G e altissime velocità <b>anche per la rete mobile per ogni centimetro di terreno incolto esistente.</b><br />
E quando mancano gli accordi coi Comuni per installare antenne importanti per emissione e stazza, <b>trovano disponibili le Diocesi e l’Istituto per il sostentamento del clero<a title="" href="#_ftn3"><b>[3]</b></a></b>. Questo significa, a dispetto della retorica della enciclica Laudato Sii, che nessun cittadino viene avvisato preventivamente dalle Diocesi dell’installazione delle antenne a fianco delle loro case, come è successo, tra i tanti casi, agli abitanti di <b>un piccolo quartiere di San Giorgio di Pesaro (Terre Roveresche), in provincia di Pesaro e Urbino</b>.<br />
La ditta FiberCop infatti, non trovando forse per ostacoli di natura paesaggistica (e per principio di precauzione?) dei Comuni in loco un placet per installare, ha presentato al SUAP locale la pratica per l’installazione di una antenna (alta in totale 35 metri) su un terreno affittato dall’Istituto diocesano della Diocesi di Fano-Pergola-Fossombrone, <b>con impatto diretto in una area con 26 edifici</b>. Il parroco ne era al corrente? Ed ha avvisato i cittadini di questa novità nella sua omelia domenicale? Non pare, visto che proprio di recente, il 25 settembre, il Sindaco del luogo ha dovuto indire un incontro cittadino per mettere al corrente della prevista installazione e informare sulla pratica (antenna per frequenze LTE 811 e 1830 Mhz, 5G 778, 3800, 3560 Mhz).<br />
Pare quasi una comica leggere il programma ministeriale per la Banda ultralarga-BUL, che presenta il piano come necessario per “la coesione sociale”, e <b>vedere poi il gioco della scopa di queste antenne, che nessuno ovviamente vuole di fronte a casa propria, non essendoci alcuna certezza che non causino problemi sia tecnici che di salute</b>.<br />
Quali certezze hanno i cittadini rispetto a ciò? Nessuna. Già qualche tempo fa i giornalisti di Report (gennaio 2023, inchiesta “Segnali divini”)<a title="" href="#_ftn4">[4]</a> avevano portato alla luce il fenomeno dell’uso dei terreni delle diocesi per portare nelle città le antenne per smartphone e per la nuova Internet of Things, e non era stata una buona novella. Ancora prima, unico fra tanti, lo stesso programma di inchiesta (puntata del 26 novembre 2018)<a title="" href="#_ftn5">[5]</a> aveva intervistato i pochi esperti di radioemissioni e capire quale era il limite per la salute all’irraggiamento di queste frequenze. La scoperta era stata che per i telefoni cellulari i limiti prescritti erano spesso superati, e di molto, con l’uso massiccio e ravvicinato di molto dispositivi, e che erano dimostrati danni alla salute di vario tipo per le radiofrequenze. Veniva citato per l’uso dei cellulari uno studio dell’istituto federale NTP Usa e per le antenne radio quello sull’irraggiamento costante a 1800 Mhz dell’italiano Istituto Ramazzini, la cui direttrice di ricerca, dott. Fiorella Belpoggi, <b>sottolineava che il pericolo era “basso, ma con una diffusione su milioni di persone</b>”.<br />
L’ISDE, Medici per l’ambiente, in un comunicato dal titolo significativo “<i>Il Parlamento aumenta i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici: un favore agli operatori telefonici stranieri e contro la salute pubblica</i>” ribadiva nel gennaio 2024: …”<i>le proprie preoccupazioni in merito all’approvazione dell’articolo 10 del DDL Concorrenza che prevede l’innalzamento dell’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza (CEMRF) da 6 a 15 V/m(volt/metro)” </i>e chiedeva che “<i>nel contempo la modalità di misurazione di tale valore, che attualmente avviene come media su 24 ore, torni ad essere svolta come media nei 6 minuti nelle ore di maggiore traffico telefonico “.<a title="" href="#_ftn6"><b>[6]</b></a></i>Denunciando anche gli stratagemmi di legge usati per privare i cittadini di ogni possibile difesa dalle ‘<b>antenne obbligate</b>’ in quanto considerate opere di urbanizzazione primaria.<a title="" href="#_ftn7">[7]</a><br />
Per<b> quale scopo di reale pubblica utilità gli abitanti nei pressi di antenne</b> come quella citata dovrebbero evitare di “sostare più di 4 ore ai piano alti degli edifici”? Se osserviamo la mappa di quel territorio presente sul sito BUL, vediamo nella ‘Mappa delle aree (pixel) non servite o servite con velocità di picco inferiore a 30Mbit/s al 2026’<a title="" href="#_ftn8">[8]</a> che la zona presenta poche zone scoperte, e quindi pochissima popolazione, che non sia <b>servita in rete mobile ad almeno 30Mbps</b>.<br />
Se osserviamo la mappa del Catasto RF Marche gestito da Arpam<a title="" href="#_ftn9">[9]</a> egualmente notiamo che <b>nei pressi dei centri abitati e lungo le arterie stradali esiste anche in quella zona già una poderosa serie di antenne e che la rete 5G è già presente lungo tutte le direttrici stradali</b>.<br />
Per la rete a banda ultra larga in fibra erano già stati spesi una enormità di soldi: solo 725 milioni di euro per collegare in fibra ottica, tra loro, <b>11mila antenne radiomobili 5G (PNRR)</b>, inoltre il Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 vedeva approvata dal CIPE nel 2015, la somma in fondi strutturali di 2 miliardi e altri 4,9 miliardi da altre fonti statali, per la banda a 30 Mbps minimo e a 100 Mbps nelle aree nelle quali fossero già presenti almeno uno o due operatori privati.<br />
Il limite tra incentivo alla vendita di servizi del privato e servizio pubblico (che si suppone parta da una richiesta di servizio dei cittadini) è molto vago. Queste necessità sono legate a piani di trasformazione della società attraverso reti digitali sempre più invasive, tanto da essere già proiettate per il futuro verso connessioni a ben 1 Giga…con finanziamenti per un appalti a privati per un ammontare complessivo da PNRR, già stabilito nel 2021, di 3,8 miliardi di euro<a title="" href="#_ftn10">[10]</a>.<br />
Riassumendo, il Piano Italia 5G stabilisce che gli investimenti pubblici vadano concentrati nelle aree in cui le prestazioni delle <b>reti mobili</b> non raggiunga velocità in download di almeno 30 Mbps (una velocità quindi di 3,75 MB al secondo), si badi bene, nelle condizioni di punta del traffico in rete. A cosa serve tutta questa banda in rete mobile? Per i nostri Governi si tratta della “<i>condizione minima necessaria per soddisfare, nel breve periodo, il fabbisogno di connettività mobile per l’effettiva fruizione da parte di tutti gli utenti dei molteplici servizi e applicazioni resi disponibili con la tecnologia 5G</i>”.<br />
Gli <b>ambiti applicativi del 5G, molti dei quali assolutamente legati alla creazioni di un bisogno commerciali</b>, sono: veicoli costantemente connessi, veicoli autonomi, robot, monitoraggio da remoto, realtà aumentata, operazioni da remoto, sorveglianza e sicurezza.<br />
Questi ambiti richiedono l’uso di antenne per la telefonia mobile solo se, appunto, si spostano sul territorio e considerando che ogni minimo fazzoletto di terreno, anche un bosco o un anfratto roccioso, debba essere raggiunto da 5 tacche 5G.</p>
<div>articolo tratto da <a href="http://rimarchevole.wordpress.com" target="_blank">Rimarchevole blog</a><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref1">[1]</a> “i valori di attenzione …sono in via provvisoria e cautelativa fissati a un valore pari a 15 V/m, per quanto attiene all&#8217;intensità di campo elettrico E, a un valore pari a 0,039 A/m, per quanto attiene all&#8217;intensità di campo magnetico H, e a un valore pari a 0,59 W/m², per quanto attiene alla densità di potenza D. “</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref2">[2]</a> https://bandaultralarga.italia.it/</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref3">[3]</a> https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/04/24/campanili-il-grande-affare-per-la-chiesa-delle-antenne-telefoniche/7140474/</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref4">[4]</a> https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Segnali-divini-929a52d8-43d7-4d57-a203-7b7a16fa7392.html</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref5">[5]</a> https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Onda-su-onda-de576424-57d1-432a-98ab-fadc21d68ae4.html</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref6">[6]</a> https://www.isdenews.it/il-parlamento-aumenta-i-limiti-di-esposizione-ai-campi-elettromagnetici-un-favore-agli-operatori-telefonici-stranieri-e-contro-la-salute-pubblica/</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref7">[7]</a> https://www.isdenews.it/elettromagnetismo-le-leggi-hanno-smontato-la-protezione-per-i-cittadini/</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref8">[8]</a> https://bandaultralarga.italia.it/mappa/</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref9">[9]</a> https://www.arpa.marche.it/radiazioni-non-ionzzanti/catastorf</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref10">[10]</a> https://innovazione.gov.it/dipartimento/focus/piano-italia-a-1-giga/</p>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Appello ai candidati, le adesioni ad oggi:</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/appello-ai-candidati-le-adesioni-ad-oggi.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jun 2017 17:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>
Atto di impegno dei candidati sindaco sull’Ambiente: il Coordinamento dei comitati riceve le prime adesioni.</p>
<p>Sono i candidati a sindaco Antonio Sebastianelli, per “Terre Roveresche”, e Stefano Aguzzi, per “Colli al Metauro”, i primi ad aderire all’Atto di impegno proposto dal coordinamento al fine di sensibilizzare e di ottenere garanzie sulla tutela dell’ambiente, della salute, e sulla prevenzione delle nocività ambientali.
L’Atto di impegno, diffuso online e inviato ai candidati, intende porre i puntini sulle ’ i ‘ rispetto alle politiche per la gestione pubblica delle risorse naturali (in primis l’acqua), la gestione dei rifiuti e la produzione di energia pulita.
L’Atto richiede ai candidati l’impegno a garantire la massima partecipazione popolare alle procedure nell’ambito dei procedimenti di VAS, VIA, AIA, attraverso lo strumento delle Conferenze di servizi, l’impegno a far applicare ed applicare il “principio di concertazione” a tutti i procedimenti autorizzativi, provvedendo in primo luogo a garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/appello-ai-candidati-le-adesioni-ad-oggi.html">Appello ai candidati, le adesioni ad oggi:</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/calamio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-965" alt="calamio" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/calamio.jpg" width="268" height="237" /></a><br />
Atto di impegno dei candidati sindaco sull’Ambiente: il Coordinamento dei comitati riceve le prime adesioni.</p>
<p>Sono i candidati a sindaco <strong>Antonio Sebastianelli</strong>, per “Terre Roveresche”, e <strong>Stefano Aguzzi</strong>, per “Colli al Metauro”, i primi ad aderire all’Atto di impegno proposto dal coordinamento al fine di sensibilizzare e di ottenere garanzie sulla tutela dell’ambiente, della salute, e sulla prevenzione delle nocività ambientali.<br />
L’Atto di impegno, diffuso online e inviato ai candidati, intende porre i puntini sulle ’ i ‘ rispetto alle politiche per la gestione pubblica delle risorse naturali (in primis l’acqua), la gestione dei rifiuti e la produzione di energia pulita.<br />
L’Atto richiede ai candidati l’impegno a garantire la massima partecipazione popolare alle procedure nell’ambito dei procedimenti di VAS, VIA, AIA, attraverso lo strumento delle Conferenze di servizi, l’impegno a far applicare ed applicare il “principio di concertazione” a tutti i procedimenti autorizzativi, provvedendo in primo luogo a garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Nell’Atto si ricorda inoltre che “Nonostante recenti decreti governativi dispongano la costruzione nelle Marche di un inceneritore di rifiuti da 190.000 tonnellate (il che significherebbe il conferimento ad esso di ben il 35,7% dei rifiuti urbani di tutta la Regione!), la volontà ben dimostrata negli anni passati dalle nostre comunità è quella di rifiuto di qualsiasi soluzione industriale potenzialmente pericolosa per la salubrità dell’aria, oltre che per gli obiettivi del riciclo spinto di ogni tipologia di rifiuto. “<br />
“Last but not least”, in ultimo ma non meno importante, l’impegno dei candidati a valutare l’impatto sanitario di ogni installazione artigianale o industriale, per mettere la salute dei cittadini sempre al primo posto.<br />
Ulteriori eventuali adesioni saranno rese pubbliche dal coordinamento dei comitati entro il 9 giugno.</p>
<p>Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
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		</item>
		<item>
		<title>-Per un Atto di impegno dei candidati a Sindaco dei nuovi Comuni</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/per-un-atto-di-impegno-dei-candidati-a-sindaco-dei-nuovi-comuni.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 May 2017 07:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatinrete.it/wordpress/?p=964</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Atto di impegno dei candidati a Sindaco del nuovo Comune “Terre Roveresche” e del nuovo Comune “Colli al Metauro”: ambiente e partecipazione dei cittadini.</p>
<p>Gentili candidati, come forse saprete il Coordinamento dei comitati ha costituito negli scorsi anni un punto di incontro di tante realtà locali e cittadini in attività per la salvaguardia dell’ecosistema di alcune zone a rischio, e per il focus sul rapporto tra salute dei cittadini e nocività ambientali. Per questo anche oggi proponiamo ai candidati sindaci e a tutti i rappresentanti in lista per la prossima tornata elettorale locale un Atto di impegno che metta al centro dell’attenzione questi temi, e li associ all’imprescindibile laboratorio di democrazia che ci auguriamo si attui all’interno di queste nuove realtà amministrative: il lavoro per rendere gli abitanti cittadini e non sudditi.
Per questo chiediamo ai candidati di esprimersi pubblicamente, in modo da rendere noto il loro impegno a:</p>

Perseguire la tutela ambientale e delle risorse naturali. Ciò <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/per-un-atto-di-impegno-dei-candidati-a-sindaco-dei-nuovi-comuni.html">-Per un Atto di impegno dei candidati a Sindaco dei nuovi Comuni</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/calamio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-965" alt="calamio" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/calamio.jpg" width="463" height="410" /></a></p>
<p><b>Atto di impegno dei candidati a Sindaco del nuovo Comune “Terre Roveresche” e del nuovo Comune “Colli al Metauro”: ambiente e partecipazione dei cittadini.</b></p>
<p>Gentili candidati, come forse saprete il Coordinamento dei comitati ha costituito negli scorsi anni un punto di incontro di tante realtà locali e cittadini in attività per la salvaguardia dell’ecosistema di alcune zone a rischio, e per il focus sul rapporto tra salute dei cittadini e nocività ambientali. Per questo anche oggi proponiamo ai candidati sindaci e a tutti i rappresentanti in lista per la prossima tornata elettorale locale un Atto di impegno che metta al centro dell’attenzione questi temi, e li associ <span style="text-decoration: underline;">all’imprescindibile laboratorio di democrazia </span>che ci auguriamo si attui all’interno di queste nuove realtà amministrative: il lavoro per rendere gli abitanti cittadini e non sudditi.<br />
Per questo chiediamo ai candidati di esprimersi pubblicamente, in modo da rendere noto il loro impegno a:</p>
<ol>
<li>P<b>erseguire la tutela ambientale e delle risorse naturali</b>. Ciò richiede di porre in campo politiche di gestione esclusivamente pubblica dell’acqua (affinché gli utili del servizio siano reinvestiti sulla rete idrica), di riduzione dei rifiuti, riciclo e riuso dei materiali, escludendo ogni forma impropria di smaltimento (discariche e inceneritori), di risparmio energetico e sostegno esclusivo alle energie rinnovabili, quali la solare termica e fotovoltaica, la minieolica, la mini-idroelettrica, la geotermica.<br />
Nonostante che  recenti decreti governativi dispongano la costruzione nelle Marche di un inceneritore di rifiuti da 190.000 tonnellate (il che significherebbe il conferimento ad esso di ben il 35,7% dei rifiuti urbani di tutta la Regione!), la volontà ben dimostrata negli anni passati dalle nostre comunità è quella di rifiuto di qualsiasi soluzione industriale potenzialmente pericolosa per la salubrità dell’aria, oltre che per gli obiettivi del riciclo spinto di ogni tipologia di rifiuto.<br />
I nostri paesi posseggono tre valori fondamentali da difendere, tramandare e valorizzare:<br />
la campagna intesa come ambiente naturale e paesaggio, la salubrità e qualità dell’aria, del cibo e dell’acqua, l’accoglienza “paesana” &#8211; caratterizzata quindi dal silenzio, dalla vita rurale con la sua arte e artigianato e dagli habitat naturali. Le infrastrutture pubbliche e private, previste sul territorio per sopperire ad esigenze di pubblica utilità, dovranno quindi sempre migliorare quelle esistenti dal punto di vista dell&#8217;impatto ambientale, e delle conseguenze sulla salute umana e sull’ecosistema.</li>
<li>Operare fattivamente affinché nessuna installazione sia esclusa dall’acquisizione del parere popolare &#8211; in particolare <b>nell’ambito dei procedimenti di VAS, VIA, AIA, art. 12 del D.P.R. 387/2003 e s.m.i. &#8211; attraverso lo <span style="text-decoration: underline;">strumento della Conferenza dei Servizi</span></b> a cui siano sempre assicurati, da parte dei Comuni interessati dagli impatti diretto e indiretti dell’impianto dell’attività o infrastruttura, la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.</li>
<li>Vigilare per <b><span style="text-decoration: underline;">far applicare ed applicare il “principio di concertazione” a tutti i procedimenti autorizzativi</span></b>, provvedendo in primo luogo a garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. A tal fine, nell’ambito dei procedimenti di Valutazione Ambientale Strategica, Valutazione di Impatto Ambientale, di Autorizzazione Integrata Ambientale, di Autorizzazione alla produzione di energia ex art. 12 del D.L.vo 387/2003 e s.m.i., operare affinché l’autorità competente indica inchieste pubbliche sul territorio e disponga la diffusione dell’informazione in forma pubblica, con affissione nella casa comunale, pubbliche affissioni nel comune di interesse ed in quelli interessati, pubblicazione su quotidiani e sul BUR regionale. La formazione e l’acquisizione dei pareri istruttori dovrà avvenire mediante tavoli di confronto tecnico-scientifico aventi valore procedimentale, a cui saranno ammessi tecnici ed esperti dell’autorità competente, dei servizi coinvolti (ASUR, ARPAM, ecc.), degli enti locali interessati dagli impatti diretti ed indiretti, delle associazioni e dei comitati legalmente costituiti.</li>
<li>Impegnarsi attivamente in ogni caso affinché nessuna installazione potenzialmente dannosa per la salute e l’ambiente venga autorizzata in assenza <b><span style="text-decoration: underline;">dell</span></b><b><span style="text-decoration: underline;">a valutazione di impatto sanitario.</span> </b>Ad adoperarsi affinché l’analisi dell’impatto sanitario faccia riferimento ai dati di qualità delle diverse matrici ambientali ante operam, all’epidemiologia, alle cause di malattia, invalidità e morte nel territorio di interesse, ed analizzi le conseguenze attese derivanti dall’aggiunta degli impatti indotti dall’opera proposta (scenario post operam).</li>
</ol>
<p>Cordiali saluti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Cesano, Metauro e Candigliano</p>
<p>16  maggio 2017.</p>
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		<title>Elettrodotto, è deciso: si osservino le direttive CE.</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/elettrodotto-e-deciso-si-osservino-le-direttive-ce.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/elettrodotto-e-deciso-si-osservino-le-direttive-ce.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 15:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[coordinamento regionale]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodotti]]></category>
		<category><![CDATA[tutela paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[deliberazione commissione regionale]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodotto Fano Teramo]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il Coordinamento dei comitati attivi contro il progetto di Terna spa dell’ elettrodotto Fano-Teramo 380kV esprime ringraziamento alla IV Commissione Regionale presieduta dal consigliere Giancarli e soddisfazione per la
mozione approvata il 12 novembre dalla Assemblea Legislativa delle Marche con cui si invita la Giunta Regionale a prendere provvedimenti finalizzati all’ annullamento della DGRM 689/2007 istitutiva del corridoio ottimale per la
definizione del tracciato dell’elettrodotto in proposta.
Abbandonando la monotona formula del “rivedere con Terna la reale necessità dell’opera alla luce dell’effettivo fabbisogno elettrico e ridiscutere il tracciato”  i Consiglieri regionali hanno finalmente accolto quanto dai comitati asserito:
1 -che la DGRM 689/2007 è una delibera senza futuro, perché inosservante delle prescrizioni e leggi vigenti nonché della emanazione di numerose direttive comunitarie emanate dopo la delibera de quo, anche se le sentenze della
Corte Costituzionale (una a caso: la 93/2013) parlano chiaro: le direttive sono legge e vanno applicate a prescindere dai tempi di recepimento dei singoli stati membri. In <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/elettrodotto-e-deciso-si-osservino-le-direttive-ce.html">Elettrodotto, è deciso: si osservino le direttive CE.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/elettrodotto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-242" alt="elettrodotto" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/elettrodotto.jpg" width="288" height="175" /></a></p>
<p>Il Coordinamento dei comitati attivi contro il progetto di Terna spa dell’ elettrodotto Fano-Teramo 380kV esprime ringraziamento alla IV Commissione Regionale presieduta dal consigliere Giancarli e soddisfazione per la<br />
mozione approvata il 12 novembre dalla Assemblea Legislativa delle Marche con cui si invita la Giunta Regionale a prendere provvedimenti finalizzati all’ annullamento della DGRM 689/2007 istitutiva del corridoio ottimale per la<br />
definizione del tracciato dell’elettrodotto in proposta.<br />
Abbandonando la monotona formula del “rivedere con Terna la reale necessità dell’opera alla luce dell’effettivo fabbisogno elettrico e ridiscutere il tracciato”  i Consiglieri regionali hanno finalmente accolto quanto dai comitati asserito:<br />
1 -che la DGRM 689/2007 è una delibera senza futuro, perché inosservante delle prescrizioni e leggi vigenti nonché della emanazione di numerose direttive comunitarie emanate dopo la delibera de quo, anche se le sentenze della<br />
Corte Costituzionale (una a caso: la 93/2013) parlano chiaro: le direttive sono legge e vanno applicate a prescindere dai tempi di recepimento dei singoli stati membri. In parallelo l’azienda proponente preferisce furbescamente posporre la data di realizzazione dell’opera ogni volta che redige il Piano di Sviluppo, un progetto che non va si rivede, non si pospone!<br />
2 – che la DGRM 689/2007 è una delibera dannosa, perché avviando un procedimento lacunoso e senza tempi certi ha prodotto dilatazione di tempi, conflitto e incertezza, con il risultato dello stallo nel mercato immobiliare delle zone rurali e del blocco di nuove iniziative imprenditoriali legate al territorio, laddove invece questo settore di economia rimane trainante a far da contraltare alla crisi economica generalizzata.<br />
Di fronte al terzo e più incisivo pronunciamento dell’Assemblea Legislativa la Giunta e il suo Presidente procedano ad eseguire quanto richiesto senza trincerarsi dietro vacue dichiarazioni di comodo allo scopo di dilatare ulteriormente il tempo, come quella del Presidente Spacca del 9 luglio, magari suggerite dai soliti tecno-burocrati in delirio di potenza, e cessino una volta per tutte di prendersi gioco del consesso politico e delle comunità locali.</p>
<p>I comitati invitano i Sindaci dei comuni all’interno del corridoio a rivolgersi con forza e determinazione alla Giunta regionale per ottenere l’ atto di chiusura.</p>
<p>In caso contrario ai cittadini danneggiati dagli effetti della DGRM 689/2007 non resterebbe che  avviare azioni legali e richieste di risarcimento, un altro aggravio sul già notevole peso di contenzioso che la Regione si è andata creando, uscendone quasi sempre perdente a causa delle sancite inadempienze e<br />
“facilonerie” dei burocrati regionali preposti.</p>
<p>Si avvisano i cittadini e le amministrazioni coinvolte dal progetto che si terranno due incontri pubblici: il 22 novembre alla chiesa di San Nicolò a Jesi  per le provincie di An e PU e il 29 novembre all’auditorium della biblioteca comunale di Tolentino per le provincie di Mc AP e Fm. In quelle occasioni se la Giunta non avrà ancora provveduto ad emettere l’atto di chiusura del procedimento verranno diramate istruzioni e indicazioni per la raccolta delle richieste di indennizzo.</p>
<p>Siamo cittadini non sudditi!</p>
<p>Ancona, 13 Novembre 2013</p>
<p>&gt;Comitato Territorio Sostenibile (AN)<br />
&gt;Comitato Territorio Attivo (PU)<br />
&gt;Comitato S&#8217;Amico Morro d&#8217;Alba (AN)<br />
&gt;Comitato per la Salvaguardia di Belforte (MC)<br />
&gt;Comitato i Lupi dei Sibillini (MC)<br />
&gt;Comitato Alta Val Fiastrella (MC)<br />
&gt;Comitato Intercomunale Territorio Attivo Provincia di Macerata (MC)<br />
&gt;Comitato Alta Val Tenna  (FM e AP)<br />
&gt;Comitato No Ele.Fan.Te &#8211; San Ginesio (MC)<br />
&gt;Comitato spontaneo no elettrodotto Cingoli<br />
&gt;Comitati in Rete</p>
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		<title>C&#8217;è chi usa il Glyphosate e chi&#8230; gli asini</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/ce-chi-usa-il-glyphosate-e-chi-gli-asini.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/ce-chi-usa-il-glyphosate-e-chi-gli-asini.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 May 2011 09:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[nocività]]></category>
		<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[tutela paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[erbicida anas]]></category>
		<category><![CDATA[sfalcio erba asini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il 28 aprile OggiTreviso titola così:
&#8220;ASINELLO MORTO, LAC E OIPA: &#8220;LIBERATE SUBITO GLI ASINI RASAERBA&#8221;</p>
<p>Provincia ed Anpa dicono si sia trattato di un parto prematuro. Muraro sta pensando ad azioni legali contro Lac ed Oipa. Gli asini rasaerba voluti dall’allora presidente della Provincia Luca Zaia versano in condizioni degradate. Lo denunciano le associazioni animaliste. Secondo quanto fanno sapere, qualche giorno fa un piccolo asinello è stato ritrovato morto.</p>
<p>“La Provincia blocchi subito questo insensato e crudele progetto”. Gridano a gran voce Zanoni (Lac) e Canzian (Oipa) augurandosi che “ i cavalli razza Piave di Muraro non facciano la stessa fine degli asinelli di Zaia”.</p>
<p>Come e quando nasce il progetto degli asinelli resaerba? Nel 2004 Zaia fece acquistare alla Fiera di Santa Lucia di Piave sei asini affinché venissero impiegati, come soluzione ecocompatibile, nel progetto pilota di pascolo sulle scarpate della tangenziale di Postioma, in comune di Paese come “macchine rasaerba&#8221; al posto delle vetture più costose e inquinanti.</p>
<p>“Oggi, dopo <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/ce-chi-usa-il-glyphosate-e-chi-gli-asini.html">C&#8217;è chi usa il Glyphosate e chi&#8230; gli asini</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/aSINO_cartello560.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-318" title="aSINO_cartello560" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/aSINO_cartello560-300x254.jpg" alt="" width="300" height="254" /></a></p>
<p>Il 28 aprile <a href="http://www.oggitreviso.it/lac-oipa-liberate-subito-gli-asini-rasaerba-35553">OggiTreviso</a> titola così:<br />
&#8220;ASINELLO MORTO, LAC E OIPA: &#8220;LIBERATE SUBITO GLI ASINI RASAERBA&#8221;</p>
<p>Provincia ed Anpa dicono si sia trattato di un parto prematuro. Muraro sta pensando ad azioni legali contro Lac ed Oipa. Gli asini rasaerba voluti dall’allora presidente della Provincia Luca Zaia versano in condizioni degradate. <strong>Lo denunciano le associazioni animaliste. Secondo quanto fanno sapere, qualche giorno fa un piccolo asinello è stato ritrovato morto.</strong></p>
<p>“<strong>La Provincia blocchi subito questo insensato e crudele progetto</strong>”. Gridano a gran voce Zanoni (Lac) e Canzian (Oipa) augurandosi che “ i cavalli razza Piave di Muraro non facciano la stessa fine degli asinelli di Zaia”.</p>
<p><strong>Come e quando nasce il progetto degli asinelli resaerba?</strong> Nel 2004 Zaia fece acquistare alla Fiera di Santa Lucia di Piave sei asini affinché venissero impiegati, come soluzione ecocompatibile, nel progetto pilota di pascolo sulle scarpate della tangenziale di Postioma, in comune di Paese come “macchine rasaerba&#8221; al posto delle vetture più costose e inquinanti.</p>
<p>“Oggi, dopo sette anni, la situazione di questi asinelli è ormai insostenibile e drammatica, l’acqua fornita risulta putrescente ed inoltre martedì sera una cittadina di Postioma ha scoperto un cucciolo di asinello morto chissà da quanti giorni e lasciato in mezzo agli altri animali. <strong>Ora Oipa e Lac stanno preparando una possibile denuncia alla magistratura per maltrattamento di animali ed un esposto alle autorità sanitarie</strong> hanno annunciato i rispettivi presidenti.&#8221;</p>
<p>A prescindere dalle giustificazioni poi fornite dall&#8217;amministrazione, che sottolinea come i fatti riportati siano inesatti (un asinello sarebbe nato morto..), c&#8217;è da chiedersi come si possa pensare di far mangiare ad animali l&#8217;erba che borda una tangenziale e pensare che possano vivere in salute&#8230;<br />
intanto non vi sono notizie sull&#8217;esito della <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/diserbante-sulle-strade-una-pasqua-al-glyphosate.html/comment-page-1">denuncia</a> effettuata lo scorso anno, da noi del Coordinamento per primi,  per l&#8217;impiego del pericoloso erbicida a base di Glyphosate, invece che dello sfalcio meccanico, sui bordi delle strade gestite da Anas.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elettrodotto Fano-Teramo, l&#8217;assemblea</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/elettrodotto-fano-teramo-lassemblea.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/elettrodotto-fano-teramo-lassemblea.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 08:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[elettrodotti]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[patologie tumorali ed ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[tutela paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[comitato territorio attivo]]></category>
		<category><![CDATA[danni elettromagnetismo]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodotto Fano Teramo]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio elettrodotto]]></category>
		<category><![CDATA[prof. Ferloni Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[tracciato elettrodotto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Comunicato stampa n° 2/10 del 15 Dicembre 2010
Martedì 14 Dicembre presso il Ristorante Montecucco a San Giorgio di Pesaro, si è tenuta l&#8217;assemblea pubblica organizzata dal comitato &#8220;Territorio Attivo&#8221;, al fine di illustrare le problematiche legate al progetto per la realizzazione di un nuovo Elettrodotto da 380 kW da Fano a Teramo. La serata ha visto una numerosa partecipazione.
Giuliano Mancini, Presidente del Comitato, ha fatto una sintetica relazione sullo stato di avanzamento del progetto, il quale al momento è sottoposto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS); il Presidente ha inoltre spiegato le implicazioni che l’opera comporterebbe al territorio, sia in termini di impatto ambientale che di svalutazione immobiliare, ed ha anche evidenziato, che non si possono affrontare tali progetti senza una adeguata informazione e concertazione con la popolazione interessata.
E’ intervenuto, come esperto, il Prof. Paolo Ferloni, docente di chimica e fisica ambientale all&#8217;Universita&#8217; di Pavia, per illustrare le implicazioni ambientali e sanitarie che potrebbero <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/elettrodotto-fano-teramo-lassemblea.html">Elettrodotto Fano-Teramo, l&#8217;assemblea</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/elettrodotto.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-242" title="elettrodotto" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/elettrodotto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Comunicato stampa n° 2/10 del 15 Dicembre 2010<br />
<strong>Martedì 14 Dicembre presso il Ristorante Montecucco a San Giorgio di Pesaro, si è tenuta l&#8217;assemblea pubblica organizzata dal comitato &#8220;Territorio Attivo&#8221;</strong>, al fine di illustrare le problematiche legate al progetto per la realizzazione di un nuovo Elettrodotto da 380 kW da Fano a Teramo. La serata ha visto una numerosa partecipazione.<br />
Giuliano Mancini, Presidente del Comitato, ha fatto una sintetica relazione sullo stato di avanzamento del progetto, il quale al momento è sottoposto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS); il Presidente ha inoltre spiegato le implicazioni che l’opera comporterebbe al territorio, sia in termini di impatto ambientale che di svalutazione immobiliare, ed ha anche evidenziato, che non si possono affrontare tali progetti senza una adeguata informazione e concertazione con la popolazione interessata.<br />
E’ intervenuto, come esperto, il Prof. Paolo Ferloni, docente di chimica e fisica ambientale all&#8217;Universita&#8217; di Pavia, per illustrare le implicazioni ambientali e sanitarie che potrebbero derivare da questo tipo di installazione.<br />
Sono seguiti interventi da parte di cittadini e politici locali, tutti nettamente contrari alla realizzazione dell’elettrodotto.<br />
L&#8217;assemblea si è conclusa con l&#8217;illustrazione, da parte del Presidente del Comitato delle prossime iniziative:<br />
1) la richiesta alle amministrazioni interessate dalla Valutazione Ambientale Strategica, di dimostrare che tale opera sia VERAMENTE necessaria;<br />
2) la richiesta al Presidente della Provincia di Pesaro, a cui fa capo il tavolo di lavoro a livello locale per procedere alla VAS, di essere invitato alla prossime riunioni, in qualità di parte interessata al procedimento.<br />
3) l&#8217;invio di una bozza di delibera ai Sindaci dei comuni di Fano, Piagge, San Giorgio di Pesaro, Orciano di Pesaro, Monte Porzio, nella quale si richiede gli stessi e le relative amministrazioni, ad esprimersi ufficialmente a difesa della salute e dei diritti dei cittadini residenti e, conseguentemente, a dare parere negativo alla realizzazione dell&#8217;opera;<br />
4) la realizzazione, in collaborazione con gli altri comitati del territorio, di una rete di cittadini organizzata per procedere alla difesa dei propri diritti in tutte le sedi opportune.</p>
<p>Il Comitato<br />
Territorio Attivo</p>
<p>puoi visionare alcune diapositive della relazione del prof. Ferloni <a href="http://www.slideshare.net/ottopalle/elettrodotto-fanoteramo">qui</a><br />
per leggere la relazione Terna su elettrodotto e suo tracciato: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/Elettrodotto-Fano-Teramo-Estratto-elaborati-terna.pdf">Elettrodotto Fano-Teramo Estratto elaborati terna</a><br />
oppure qui <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/Marche_2008.pdf">Marche_2008</a></p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il grande amore per l&#8217;ambiente&#8230; di Matteo Ricci</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-grande-amore-per-lambiente-di-matteo-ricci.html</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 07:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia nostra]]></category>
		<category><![CDATA[piano cave]]></category>
		<category><![CDATA[tutela paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[italia nostra marche]]></category>
		<category><![CDATA[piano estrattivo provincia pesaro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">la cava di Gorgo a Cerbara</p>
<p>Il Consiglio Regionale di Italia Nostra per le Marche contesta  la scelta della Provincia di Pesaro ed Urbino, presieduta da Matteo Ricci, a favore della riapertura di tre cave da anni chiuse in zone sensibili e tutelate inserite nella RETE NATURA 2000, come ad esempio la cava di Rave della Foce di Frontone sul Monte Catria ed i siti di Ponte Alto tra Cagli e Cantiano e  Gorgo a Cerbara di Piobbico.
La loro chiusura era stata decisa dalla Regione e dalla Provincia, in base ad una programmazione rispettosa dell’ambiente e dopo anni di battaglie dei cittadini..
Ora i cavatori gentilmente ringraziano tramite Confindustria per quattro milioni di metri cubi di materiale da escavare nei prossimi anni con un guadagno di milioni e milioni di euro nelle loro tasche.
Sarebbe questa la finalità di carattere economico legata a pubblico interesse con  cui la Provincia ha motivato la riapertura delle cave che deve <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-grande-amore-per-lambiente-di-matteo-ricci.html">Il grande amore per l&#8217;ambiente&#8230; di Matteo Ricci</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_204" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/cava-di-Gorgo-a-Cerbara.jpg"><img class="size-medium wp-image-204" title="cava di Gorgo a Cerbara" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/cava-di-Gorgo-a-Cerbara-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">la cava di Gorgo a Cerbara</p></div>
<p>Il Consiglio Regionale di Italia Nostra per le Marche contesta  la scelta della Provincia di Pesaro ed Urbino, presieduta da Matteo Ricci, a favore della riapertura di <strong>tre cave</strong> da anni chiuse in zone sensibili e tutelate inserite nella <strong>RETE NATURA 2000,</strong> come ad esempio la cava di Rave della Foce di Frontone sul <strong>Monte Catria</strong> ed i siti di Ponte Alto tra Cagli e Cantiano e  Gorgo a Cerbara di Piobbico.<br />
La loro chiusura era stata decisa dalla Regione e dalla Provincia, in base ad una programmazione rispettosa dell’ambiente e dopo anni di battaglie dei cittadini..<br />
Ora i cavatori gentilmente ringraziano tramite Confindustria per <strong>quattro milioni di metri cubi</strong> di materiale da escavare nei prossimi anni con un guadagno di <strong>milioni e milioni di euro nelle loro tasche.<br />
</strong>Sarebbe questa la<strong> finalità di carattere economico legata a pubblico interesse </strong>con  cui la Provincia ha motivato la riapertura delle cave che deve essere finalizzata, per legge, solo al “<strong>recupero ambientale</strong>”?</p>
<p> La stessa Regione Marche, in un contributo istruttorio, ha affermato che la variante al Piano Estrattivo della provincia di Pesaro ed Urbino comporta ”<strong>significativi effetti su diversi aspetti ambientali e principalmente sulle componenti ecologiche e paesaggistiche</strong>” quali perdita definitiva di habitat naturali e di specie, inquinamento acustico, vibrazioni, inquinamento atmosferico con polveri e gas, sversamenti nel suolo ed in torrenti e fiumi, inquinamento da traffico di trasporto inerti, allontanamento definitivo di  fauna, distruzione di una sorgente sulfurea, tanto da  imporre misure di mitigazione, compensazione e prescrizione.</p>
<p> Risibile è quindi  la motivazione della Confindustria  che  la ripresa della attività estrattiva servirà “ad ottenere un recupero dei siti ed una successiva loro riqualificazione”, dopo che gli stessi saranno stati distrutti dai cavatori.<br />
<strong>Siamo di fronte a dichiarazioni false e  demagogiche.</strong></p>
<p> E’ evidente come la Provincia di Pesaro sia stata più sensibile agli interessi economici dei cavatori che dei cittadini che si ritroveranno, nelle aree interessate,  a convivere con la esplosione delle mine, con il traffico inquinante dei mezzi di trasporto, con la polvere, con l’inquinamento atmosferico, i rumori etc.</p>
<p><strong> </strong><strong>Ma tutti i cittadini della Marche saranno meno ricchi perché così viene ulteriormente colpito il patrimonio ambientale marchigiano, alla faccia della tanto conclamata green economy!</strong></p>
<p><strong> Italia Nostra Marche</strong></p>
<p>Ancona, 7 ottobre 2010</p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Schieppe di Orciano: nuovo stabilimento in deroga?</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/schieppe-di-orciano-nuovo-stabilimento-in-deroga.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/schieppe-di-orciano-nuovo-stabilimento-in-deroga.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 15:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
BASTA DEROGHE A SCHIEPPE:
IL SINDACO PAUPINI SI CONFRONTI CON I CITTADINI</p>
<p>Non si placa l’aggressione al territorio e ai cittadini di Schieppe di Orciano. Sembra infatti che la CIMA S.r.l. intenda trasferire le proprie attività in uno stabilimento da realizzare in zona agricola fra la S.P. Ridolfina e il “Monte Dando”, di fronte all’area interessata dal progetto della cosiddetta centrale a biomasse Wafer zoo S.r.l. e a lato dell’impianto R.ECO S.r.l., già posto sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica di Pesaro per abusi urbanistici ed edilizi.</p>
<p>L’amministrazione sta applicando i soliti metodi, peraltro già in parte sperimentati con insuccesso a proposito dell’inceneritore di biomasse, degni dei paesi più incivili e sottosviluppati: procedure in deroga e, soprattutto, nel più assoluto riserbo, senza confronto e senza rispetto alcuno per la popolazione residente.</p>
<p>Chiediamo al Sindaco di Orciano di Pesaro di venire a Schieppe di Orciano per fornire le doverose spiegazioni ai cittadini di questo territorio.</p>
<p>Attendiamo da anni che <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/schieppe-di-orciano-nuovo-stabilimento-in-deroga.html">Schieppe di Orciano: nuovo stabilimento in deroga?</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/schieppe.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-103" title="schieppe" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/schieppe.jpg" alt="" width="118" height="79" /></a><br />
BASTA DEROGHE A SCHIEPPE:<br />
IL SINDACO PAUPINI SI CONFRONTI CON I CITTADINI</strong></p>
<p>Non si placa l’aggressione al territorio e ai cittadini di Schieppe di Orciano. Sembra infatti che la CIMA S.r.l. intenda trasferire le proprie attività in uno stabilimento da realizzare in zona agricola fra la S.P. Ridolfina e il “Monte Dando”, di fronte all’area interessata dal progetto della cosiddetta centrale a biomasse Wafer zoo S.r.l. e a lato dell’impianto R.ECO S.r.l., già posto sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica di Pesaro per abusi urbanistici ed edilizi.</p>
<p>L’amministrazione sta applicando i soliti metodi, peraltro già in parte sperimentati con insuccesso a proposito dell’inceneritore di biomasse, degni dei paesi più incivili e sottosviluppati: procedure in deroga e, soprattutto, nel più assoluto riserbo, senza confronto e senza rispetto alcuno per la popolazione residente.</p>
<p>Chiediamo al Sindaco di Orciano di Pesaro di venire a Schieppe di Orciano per fornire le doverose spiegazioni ai cittadini di questo territorio.</p>
<p>Attendiamo da anni che il Sindaco, autorità sanitaria e di pubblica sicurezza, adotti i provvedimenti necessari a reprimere le irregolarità e le illegittimità di alcune attività impunemente esercitate nelle zone industriali, e non siamo disposti a tollerare ulteriori aggressioni.</p>
<p>Comitato PRO SCHIEPPE</p>
<p>Claudio Pierotti</p>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 15:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Come potete vedere il sito, grazie al lavoro gratuito di Francesca Palazzi Arduini che ha preparato la piattaforma WordPress, è cambiato per darci modo di pubblicare più velocemente e di indicizzare meglio i contenuti, tutto il  materiale del vecchio sito
è comunque presente alla pagina archivio,</p>
<p>adesso è possibile anche commentare gli articoli direttamente,</p>
<p>a presto!</p>
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<p>Come potete vedere il sito, grazie al lavoro gratuito di Francesca Palazzi Arduini che ha preparato la piattaforma WordPress, è cambiato per darci modo di pubblicare più velocemente e di indicizzare meglio i contenuti, tutto il  materiale del vecchio sito<br />
è comunque presente alla pagina <a href="http://archivio.comitatinrete.it">archivio</a>,</p>
<p>adesso è possibile anche commentare gli articoli direttamente,</p>
<p>a presto!</p>
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