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	<title>comitatinrete.it &#187; federico valerio</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Crack nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 16:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
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<p>Una cosa è certa: con quello che sta succedendo in Giappone, la tecnologia nucleare statunitense ha mostrato la sua inadeguatezza ad affrontare eventi rari, ma possibili ( terremoto a magnitudine 9 seguito da tsunami) in quanto la progettazione dei reattori in funzione a Fukushima, porta il marchio General Electric.</p>
<p>La seconda cosa certa è che, comunque vada nei prossimi giorni, il Giappone ha perso per sempre almeno quattro dei sui 56 reattori nucleari, con una potenza elettrica installata di 3100 megawatt; in Italia sarebbe come mettere fuori uso, da un giorno all&#8217;altro, 2,5 grandi centrali termoelettriche come quella di Civitavecchia.</p>
<p>Dopo gli incendi, gli scoppi e i tentativi di raffreddamento con acqua di mare, i quattro reattori sono diventati altrettanti ferri vecchi radioattivi e, come tali, assolutamente irrecuperabili e per di più da tombare in sicurezza.</p>
<p>La terza cosa certa è che la mancata produzione di elettricità, i danni ambientali e sanitari, i costi delle evacuazioni, la <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/crack-nucleare.html">Crack nucleare</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/radioattivi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-301" title="radioattivi" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/radioattivi.jpg" alt="" width="258" height="195" /></a></p>
<p>Una cosa è certa: con quello che sta succedendo in Giappone, la tecnologia nucleare statunitense ha mostrato la sua inadeguatezza ad affrontare eventi rari, ma possibili ( terremoto a magnitudine 9 seguito da tsunami) in quanto la progettazione dei reattori in funzione a Fukushima, porta il marchio General Electric.</p>
<p>La seconda cosa certa è che, comunque vada nei prossimi giorni, il Giappone ha perso per sempre almeno quattro dei sui 56 reattori nucleari, con una potenza elettrica installata di 3100 megawatt; in Italia sarebbe come mettere fuori uso, da un giorno all&#8217;altro, 2,5 grandi centrali termoelettriche come quella di Civitavecchia.</p>
<p>Dopo gli incendi, gli scoppi e i tentativi di raffreddamento con acqua di mare, i quattro reattori sono diventati altrettanti ferri vecchi radioattivi e, come tali, assolutamente irrecuperabili e per di più da tombare in sicurezza.</p>
<p>La terza cosa certa è che la mancata produzione di elettricità, i danni ambientali e sanitari, i costi delle evacuazioni, la messa in sicurezza, sono l&#8217;anticamera della bancarotta finanziaria della Tokio Electric Power, la società che gestisce gli impianti nucleari della centrale di Fukushima.</p>
<p>Il quarto fatto certo è che le società di assicurazione a cui tutte le società nucleari fanno, obbligatoriamente, ricorso, fatti i conti sui rischi reali e non su quelli sbandierati dalle lobby nucleariste, alzeranno i loro prezzi e questo inevitabilmente alzerà il prezzo reale dell&#8217;elettricità da fonte nucleare, anche se, come avviene, saranno gli Stati ( e quindi i cittadini) ad accollarsi questi costi aggiuntivi che, altrimenti metterebbero fuori mercato l&#8217;intero settore.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima cosa certa è che gli Italiani non si possono fare fregare una seconda volta.</strong></p>
<p>A giugno siamo chiamati a votare il secondo referendum per ribadire un no netto alla scelta nucleare nel nostro Paese.</p>
<p>Andiamoci in massa, portanto anche le nonne in carrozzella <img src='https://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> , per evitare il trabocchetto del mancato raggiungimento del quorum che annulla la marea di voti contrari alla scelta nucleare dell&#8217;attuale governo che certamente ci saranno, in quanto molti Italiani sono ancora in grado di ragionare con la loro testa..</p>
<p>E già che ci siamo, a giugno votiamo in massa per ribadire che gli Italiani vogliono che l&#8217;acqua sia un bene comune e non una merce e che di processo breve, a favore del signorotto di turno, non ne se ne parla proprio.</p>
<p><a href="http://web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Benvenuto.html">Federico Valerio</a></p>
<p>suggeriamo anche la lettura del lungo ma estremamente istruttivo <a href="http://www.rivistapaginauno.it/Piccole-bombe-nucleari-crescono.php">articolo</a> di Emilio del Giudice, su PaginaUno, su uranio impoverito e armi nucleari di &#8220;nuova generazione, circa il rischio radioattivo nelle recenti zone di guerra. <!--~-|**|PrettyHtmlStart|**|-~--></p>
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