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	<title>comitatinrete.it &#187; inquinamento</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Vecchio stupidario per nuovi inceneritori: interviene Federico Valerio</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 08:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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Pubblichiamo due riflessioni di Federico Valerio sull&#8217;inquinamento da inceneritori. Il dott. Valerio, già chimico ambientale per l&#8217;Istituto nazionale di ricecra sul cancro e noto anche per le sue ricerche con ISS e altri Enti, pubblica il materiale sul suo blog.</p>
<p>1) E&#8217; ormai un classico. Ogni volta che si vuole imporre un inceneritore, c&#8217;è il personaggio di turno che racconta che &#8220;non c&#8217;è da preoccuparsi, l&#8217;inceneritore inquina meno di qualche macchina&#8221;.</p>
<p>Nel tempo, a sostenere questa schiocchezza, si sono succeduti il presidente Berlusconi, il sindaco di Genova Pericu, il presidente Commissione Ambiente Realacci&#8230;</p>
<p>Oggi, per far digerire l&#8217;impianto che dovrebbe trattare  198.000 tonnellate  l&#8217;anno, nella Piana di Firenze, a pronunciare questa schiocchezza, almeno da quanto riportato sui giornali, sono la prof.ssa Loredana Musumeci, direttore del dipartimento Ambiente dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità- &#8220;Impianti come questo inquinano meno del traffico&#8220;- e la società Quadrifoglio che gestisce i rifiuti fiorentini -&#8221;Quando siamo fermi ai semafori ne respiriamo molta di più&#8220;- con <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/vecchio-stupidario-per-nuovi-inceneritori-interviene-federico-valerio.html">Vecchio stupidario per nuovi inceneritori: interviene Federico Valerio</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/vediamoci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-380" alt="vediamoci" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/vediamoci.jpg" width="235" height="164" /></a><br />
Pubblichiamo due riflessioni di Federico Valerio sull&#8217;inquinamento da inceneritori. Il <a href="http://www.federico-valerio.it" target="_blank">dott. Valerio</a>, già chimico ambientale per l&#8217;Istituto nazionale di ricecra sul cancro e noto anche per le sue ricerche con ISS e altri Enti, pubblica il materiale sul suo <a href="http://federico-valerio.blogspot.it/" target="_blank">blog</a>.</p>
<p><strong>1)</strong> E&#8217; ormai un classico. Ogni volta che si vuole imporre un inceneritore, c&#8217;è il personaggio di turno che racconta che &#8220;non c&#8217;è da preoccuparsi, l&#8217;inceneritore inquina meno di qualche macchina&#8221;.</p>
<p>Nel tempo, a sostenere questa schiocchezza, si sono succeduti il presidente Berlusconi, il sindaco di Genova Pericu, il presidente Commissione Ambiente Realacci&#8230;</p>
<p>Oggi, per far digerire l&#8217;impianto che dovrebbe trattare  198.000 tonnellate  l&#8217;anno, nella Piana di Firenze, a pronunciare questa schiocchezza, almeno da quanto riportato sui giornali, sono <span style="text-decoration: underline;">la prof.ssa Loredana Musumeci</span>, direttore del dipartimento Ambiente dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità- &#8220;<i>Impianti come questo inquinano meno del traffico</i>&#8220;- e <span style="text-decoration: underline;">la società Quadrifoglio</span> che gestisce i rifiuti fiorentini -&#8221;<i>Quando siamo fermi ai semafori ne respiriamo molta di più</i>&#8220;- con riferimento alle diossine.</p>
<p>E evidente che tutti questi personaggi non si sono letti i numerosi <a href="https://www.scribd.com/document/51108707/A2-Prof-Federico-Valerio-Traffico-e-Termovalorizzatori">documenti su questo tema che ho pubblicato in rete fin dal lontano 2004</a> ma, evidentemente, non si sono neanche presi la briga di verificare quante diossine emette l&#8217;attuale parco veicolare italiano, <a href="http://www.sinanet.isprambiente.it/it/sia-ispra/fetransp/inquinante_selezionato">consultabile nel sito SINANET di Ispra Ambiente.</a></p>
<p>Nel 2014, in media, per ogni chilometro percorso lungo il nostro Paese, una  vettura a benzina  ha emesso <b>0,00467 nanogrammi</b> di diossine; più inquinanti le solite vetture diesel: <b>0,01690 nanogrammi</b> di diossine per chilometro.</p>
<p><a href="http://media.renault.com/it/it-it/renault/Media/PressRelease.aspx?mediaid=45469">Le statistiche fiorentine ci dicono che il 90% delle vetture immatricolate in questa città percorre meno di 60 chilometri al giorno.</a></p>
<p>Pertanto una autovettura diesel che, girando per Firenze e dintorni, percorre 50 chilometri, rilascia lungo le strade percorse  0,845 nanogrammi di &#8220;diossine&#8221;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">L&#8217;inceneritore della Piana Fiorentina</span>, al meglio delle sue prestazioni (concentrazione di diossine nei fumi a metà del valore autorizzato) emetterà giornalmente sulla Piana, <b>204.000 nanogrammi </b>di diossine.</p>
<p>Pertanto l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">emissione giornaliera di diossine dell&#8217;<b>inceneritore</b></span> corrisponde alle emissioni giornaliere di diossine da parte di <span style="text-decoration: underline;"><b>241.420 </b>autovetture diese</span>l in giro per la stessa Piana.</p>
<p>Per capire cosa significano questi numeri e quanto sia stupido confrontare l&#8217;inquinamento prodotto dal traffico con quello di un inceneritore è il caso di ricordare che <span style="text-decoration: underline;">nel 2009 tutte le autovetture circolanti a Firenze (diesel e a benzina) erano 205.543.</span></p>
<p>Quindi, se mai l&#8217;inceneritore nella Piana  si farà, i fiorentini oltre all&#8217;inquinamento da traffico subiranno anche l&#8217;inquinamento di questo impianto assolutamente evitabile.</p>
<p>Non mi sembrano scelte lungimiranti.</p>
<p><strong>2) </strong>Un ennesimo inceneritore, destinato a trasformare in cenere 198.000 tonnellate di scarti prodotti dai toscani, dovrebbe essere realizzato nella Piana fiorentina, nel territorio del comune di Sesto fiorentino, in località Case Passerini, a pochi chilometri dalla cupola del Brunelleschi a Firenze.</p>
<p>E poichè l&#8217;appetito vien mangiando, l&#8217;amministrazione toscana, Regione in testa, in quella stessa piana vorrebbe realizzare anche  un aeroporto internazionale, per portare direttamente dalla Cina nuove masse di turisti e allungare le fila in attesa di entrare nei pochi luoghi di Firenze dove le agenzie di viaggio dirigono il turismo di massa.</p>
<p>L&#8217;uso del condizionale è d&#8217;obbligo, in quanto questi progetti sono fortemente osteggiati dagli abitanti, in particolare le <a href="https://www.blogger.com/">&#8220;Mamme No inceneritore</a>&#8221; e <a href="http://www.dire.it/13-06-2016/59106-inceneritore-tossico-firenze-272-medici/">272 medici</a> che hanno firmato un documento contrario alla realizzazione dell&#8217;impianto per i rischi sanitari connessi al suo funzionamento.</p>
<p>Per tutta risposta, sulla stampa locale, in particolare il Corriere Fiorentino, sono comparse numerose prese di posizioni a favore dell&#8217;impianto, che hanno rispolverato una raccolta di stupidaggini che dovrebbero rassicurare la popolazione.</p>
<p>In questa operazione di &#8220;tranquillizzazione&#8221; si è distinto  <span style="text-decoration: underline;">Sergio Gatteschi</span> che come presidente degli Amici della Terra della Toscanaha affermato che &#8220;le emissioni del termovalorizzatore equivalgono a 10 caminetti a legna&#8221; e, nelle vesti di responsabile per l&#8217;ambiente PD,  con una più rassicurante  stima al ribasso, ha ribadito &#8220;che l&#8217;impianto di Case Passerini avrà un inquinamento pari a cinque camini accessi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ipotesi che i caminetti a legna possano essere la principale fonte di inquinamento della Piana viene attribuita agli studi del professor Roberto Udisti, docente di Chimica all&#8217;ateneo di Firenze, il quale in questa <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ecVY8OQqsWU">dichiarazione</a> segnala, correttamente, il problema emergente della combustione di biomasse quale fonte importante delle polveri sottili che si registrano d&#8217;inverno nella piana di Firenze.</p>
<p>Non abbiamo trovato pubblicazione del professore Udisti in cui abbia messo a confronto le emissioni degli attuali caminetti con quelli del futuro inceneritore ma nel frattempo, in base a fonti qualificate, proviamo a vedere come potrebbero stare veramente le cose nella Piana di Firenze, con riferimento agli inquinanti più problematici: le &#8220;diossine&#8221;,  a causa della loro elevata stabilità chimica, dell&#8217;accertato accumulo lungo la catena alimentare e del loro effetto cancerogeno e di alterazione dei sistemi endocrini.</p>
<p>Partiamo dalle caratteristiche tecniche dell&#8217;inceneritore che si vuole realizzare nella Piana.</p>
<p>L&#8217;impianto prevede due linee di combustione separate che funzioneranno contemporaneante e i cui fumi, dopo depurazione, saranno convogliati in due camini alti 70 metri.</p>
<p>Durante 24 ore di funzionamento continuo, dai due camini usciranno 4.080.000 metri cubi di fumi in cui saranno presenti gli inquinanti sfuggiti alla depurazione, alle concentrazioni previste dalle autorizzazioni.</p>
<p>Per quanto riguarda i composti più problematici (diossine, furani e poli-cloro-difenili diossini simili) le concentrazioni all&#8217;uscita dei camini, in base ai limiti prescritti,  saranno di 0,1 nanogrammo per metro cubo che, moltiplicati per i 4.080.000 di metri cubi di fumi emmessi in 24 ore, corrispondono ad una <span style="text-decoration: underline;">emissione giornaliera di <b>408.000</b> nanogrammi di &#8220;diossine&#8221;.</span></p>
<p>Come è stato giustamente affermato alla stampa fiorentina, un nanogrammo è la miliardesima parte del grammo, ma se in ogni metro cubo di fumi in uscita da questo moderno inceneritore  (è stato definito di &#8220;quarta generazione&#8221;) si trovano 0,1 nanogrammi di diossine, <span style="text-decoration: underline;">questo fatto non è sinonimo di salubrità.</span></p>
<p>Purtroppo <span style="text-decoration: underline;">le &#8220;diossine&#8221; hanno una elevata tossicità</span> e per un adulto di 70 chili, gli esperti della  Commissione Europea hanno individuato in <span style="text-decoration: underline;">0,140 nanogrammi</span>, la <span style="text-decoration: underline;">dose massima tollerabile </span>di diossine a cui, <b>giornalmente</b>, un adulto di quel peso può essere esposto attraverso cibo, acqua, aria contaminata.</p>
<p>Pertanto l&#8217;inceneritore della Piana di Firenze, nel pieno rispetto dei limiti prescritti e in base alle migliori tecnologie oggi esistenti, ogni giorno emetterà in atmosfera e di qui al terreno e ai cibi coltivati su questi terreni, <span style="text-decoration: underline;">408.000 nanogramm</span>i di &#8220;diossine&#8221;, equivalente alla dose tollerabile giornaliera di <b>2,9 milioni</b> di abitanti.</p>
<p>Se, come è stato affermato, le emissioni &#8220;garantite&#8221; fossero la metà di quella prescritta, avremo sempre una <span style="text-decoration: underline;">emissione in grado di coprire la dose massima giornaliera di <b>1,45 milioni</b> di abitanti. </span></p>
<p>Ovviamente non tutte le diossine emesse dall&#8217;inceneritore andranno a finire nei piatti degli abitanti di Sesto e di Firenze, ma ignorare la possibilità che 198.000 tonnellate di scarti urbani potrebbero essere recuperati come materia con trattamenti a &#8220;freddo&#8221; che, intrinsecamente, non hanno questo &#8220;piccolo&#8221; problema, meriterebbe una seria riflessione e un altrettanto serio ripensamento del modello di gestione degli scarti prodotti da chi vive in Toscana.</p>
<p>Se questo potrebbe essere lo scenario &#8220;diossine&#8221; con la messa in funzione dell&#8217;inceneritore, come è la situazione ambientale della piana fiorentina a causa dell&#8217;amore dei toscani per i loro vecchi caminetti a legna?</p>
<p>In attesa di specifiche misure e valutazioni in ambiente toscano, utilizziamo i risultati di <a href="http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/es026373c?journalCode=esthag">uno studio pubblicato nel 2003 nella rivista &#8220;Environmental Science and Technology&#8221;</a>che ha stimato i fattori di emissione di diossine e altri composti organici persistenti prodotti da caminetti e stufe a legna, in uso nella baia di San Francisco.</p>
<p>Lo studio ha accertato che la combustione di un chilogrammo di legna, con i fumi in uscita dal camino, emette in atmosfera da 0,25 a 1,4 nanogrammi di &#8220;diossine&#8221;, a seconda del modello di caminetto e stufa usato.</p>
<p>Nell&#8217; ipotesi di un consumo giornaliero di 50 chili di legna (stima alta, per le condizioni climatiche fiorentine) e considerando il peggiore fattore di emissione dei caminetti (1,4 ng/kg), un singolo caminetto a legna emette giornalmente <b>70 nanogrammi</b> di &#8220;diossine&#8221;, da confrontare con i <b>408.000 nanogrammi</b> emessi, nelle stesse 24 ore, dall&#8217;inceneritore.</p>
<p><b>Pertanto <span style="text-decoration: underline;">nel periodo invernale</span> le emissioni giornaliere dell&#8217;inceneritore equivaranno (nella peggiore delle ipotesi emissive per quanto riguarda i caminetti)  a  5.428 caminetti</b>  (408.000 ng / 70 ng).</p>
<p>Come si vede, con tutte le approssimazioni di questa stima, siamo ben lontani  dai rassicuranti 10 caminetti previsti dagli Amici della Terra.</p>
<p>Ma mentre <span style="text-decoration: underline;">i caminetti a Firenze devono essere tenuti accesi per soli 169 giorni</span> (dal 1 novembre al 15 aprile), <span style="text-decoration: underline;">l&#8217;inceneritore della Piana di Firenze brucerà rifiuti ininterrottamente per 330 giorni all&#8217;anno.</span></p>
<p>Pertanto se il confronto si effettua più correttamente su base annuale, l&#8217;inceneritore, <span style="text-decoration: underline;">in 330 giorni</span> di funzionamento,  emetterà <b>134.640.000 ng</b>  di diossine, mentre un caminetto, <span style="text-decoration: underline;">nei 169 giorni di riscaldamento</span>, produrrà <b>11.830</b> ng di diossine.</p>
<p>In conclusione, <span style="text-decoration: underline;">su base annua</span> e <span style="text-decoration: underline;">confrontando il <b>peggiore</b> caminetto a legna con il <b>migliore</b> impianto di incenerimento rifiuti</span> ci vogliono <b>11.381 caminetti</b> per produrre la stessa quantità di diossine.</p>
<p>Se poi, in modo più corretto, <span style="text-decoration: underline;">si confrontano le emissioni di un moderno inceneritore della quarta generazione con una moderna stufa a legna</span> (0,25 ng diossine /kg legno), nella Piana dovrebbero essere in funzione <b>63.733 caldaie a legna</b>, per emettere la stessa quantità di diossine emessa dall&#8217;inceneritore.</p>
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