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	<title>comitatinrete.it &#187; ospedale unico</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Ospedali riuniti: Matteo Ricci e i ricordi… arrugginiti.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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«Nessun ospedale può stare in piedi se al suo interno non c’è una medicina adeguata. L’attuale riorganizzazione dei reparti che prevede l’internistica su Fano e la complessità chirurgica su Pesaro non ci soddisfa affatto». Matteo Ricci apre gli “Stati Generali della Salute” del 27 giugno cadendo dal pero, improvvisamente c’è “qualcosa che non va”, “qualcosa non ha funzionato”, e afferma, guarda un po’, che “se si vuole investire su Marche Nord e Area Vasta 1 non si possono togliere le risorse”. Improvvisamente il delfino pesarese di Matteo Renzi scopre che “abbiamo un rapporto tra posti letto e cittadini inferiore rispetto alla media regionale”, ci chiediamo cosa pensava di aver sottoscritto, precisamente nel giugno 2009, quando dichiarava con toni altisonanti in seguito all’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell&#8217;azienda Ospedali riuniti Marche Nord che si trattava di “una vera riforma della sanità che rafforza e qualifica l&#8217;offerta del Nord delle Marche a favore dell&#8217;intero territorio di <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/ospedali-riuniti-matteo-ricci-e-i-ricordi-arrugginiti.html">Ospedali riuniti: Matteo Ricci e i ricordi… arrugginiti.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-767" alt="ortopedia san salvatore pesaro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-1-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><br />
«<i>Nessun ospedale può stare in piedi se al suo interno non c’è una medicina adeguata. L’attuale riorganizzazione dei reparti che prevede l’internistica su Fano e la complessità chirurgica su Pesaro non ci soddisfa affatto</i>». Matteo Ricci apre gli “Stati Generali della Salute” del 27 giugno cadendo dal pero, improvvisamente c’è “qualcosa che non va”, “qualcosa non ha funzionato”, e afferma, guarda un po’, che <i>“se si vuole investire su Marche Nord e Area Vasta 1 non si possono togliere le risorse”</i>. Improvvisamente il delfino pesarese di Matteo Renzi scopre che “<i>abbiamo un rapporto tra posti letto e cittadini inferiore rispetto alla media regionale</i>”, ci chiediamo cosa pensava di aver sottoscritto, precisamente nel giugno 2009, quando dichiarava con toni altisonanti in seguito all’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell&#8217;azienda Ospedali riuniti Marche Nord che si trattava di “<i>una vera riforma della sanità che rafforza e qualifica l&#8217;offerta del Nord delle Marche a favore dell&#8217;intero territorio di Pesaro Urbino</i>”.<br />
Questo regalino che veniva propinato ai cittadini, senza ovviamente consultarli, ma basandosi su scelte penalizzanti per il territorio, veniva così definito da Ricci: “<i>Un obiettivo che perseguivamo da anni e che abbiamo finalmente raggiunto grazie alla volontà e all&#8217;impegno degli amministratori locali e soprattutto della Giunta del presidente Spacca</i>”.<br />
Ora Ricci cambia personalità e dichiara che anche il progetto dell’ospedalone succhia denari va spostato a Pesaro, mentre nel dicembre 2011, dopo il famigerato SI della conferenza dei Sindaci alla proposta di ospedale unico (abbiamo firmato, ma non credevamo si trattasse di un unico ospedale &#8211; dirà uno scellerato amministratore) affermava: «<i>Oggi aggiungiamo un tassello importante al percorso, con il parere, nella conferenza dei sindaci, dell’atto che andrà in giunta regionale. E che individua la scelta del terreno su cui insisterà la struttura</i>». Poi l’annuncio: «<i>Dopo la valutazione tecnica del gruppo di lavoro regionale, che ha esaminato le 7 proposte pervenute anche sulla base del lavoro richiesto alla Provincia, la scelta è ricaduta su Fosso Sejore.</i>” Da ‘esperto’ aggiungeva: “<i>ci siamo concentrati sull’accessibilità, non solo rispetto a Pesaro e Fano, ma in ottica provinciale. Il nostro studio specifico è stato sui tempi di percorrenza e sulle opere infrastrutturali necessarie”, per “non stravolgere la mobilità</i><strong>”. </strong><br />
Ora, mentre i cittadini protestano per il mancato rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e le bibliche Liste di attesa (cui anche le recenti disposizioni di Regione Marche sembrano porre come rimedio, si fa per dire, solo la privatizzazione dei servizi), e per la scomparsa delle strutture dall’entroterra, mentre a gran voce si chiede un altro tipo di progettazione, che rafforzi le strutture di emergenza anche nell’entroterra, preveda presidi medici e chirurgici di qualità sul territorio e non solo sulla costa, riabiliti e migliori le strutture esistenti in accordo con le richieste delle città (perché nuove strutture edilizie quando la popolazione non aumenta e la degenza di fa sempre più breve?)… ci tocca di assistere alle scaramucce politiche all’interno del Pd, con Mezzolani che conferma la sua sordità:<strong> “</strong><i>non ci faremo travolgere dal populismo e, soprattutto, non indietreggeremo rispetto alla riforma sanitaria che abbiamo attuato</i>”. E… rispetto ai posti letto mancanti, torna fuori con la favola delle “Case della salute”: “<i>c’è un percorso di riforma che alla creerà le Case della Salute dove i posti letto ci saranno</i>”…posti letto? Ma le Case non sono, per definizione ministeriale, ipotesi di integrazione dei servizi ambulatoriali e della Rete assistenziale? E nel frattempo aggiunge che lui e Spacca faranno <i>a tutti i costi</i> l’Ospedale unico, a Fosso Sejore, trovando i 200 milioni di euro necessari, a tutti i costi. Dead or alive… non loro, i pazienti.<br />
Gli equilibrismi si spostano dunque ancor più su questioni di localizzazione (leggi “affari”), e anche l’attuale Sindaco di Fano, come quello precedente, troverà il modo di fare i suoi percorsi di rabdomanzia per localizzare il casermone. Non bastano degli “Stati generali” orchestrati come performance per prendere in giro i cittadini con abili cambi di opinione non suffragati dai fatti. Ricci potrebbe ad esempio associarsi alla vertenza legale tra pochi mesi in discussione al TAR e, con gli altri Sindaci, dire un NO deciso all’unico vero dispendio di energie e denaro che è alibi per lo sfacelo dei presidi e strutture locali: l’ospedale unico.</p>
<p><i>Coordinamento dei comitati, comitatinrete.it<br />
Comitato a difesa dei diritti, Fossombrone</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ps:<br />
Per confermare la “ruggine dei ricordi” del Sindaco,  alcune fotografie che mostrano le vergognose condizioni dell’ingresso principale del padiglione di Chirurgia-Ortopedia del presidio ospedaliero San Salvatore di Pesaro. Chiediamo di conoscere quali provvedimenti siano stati intrapresi dai responsabili dell’Azienda Sanitaria per tutelare l’azienda stessa e i contribuenti dal danno economico e da quello di immagine.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-766" alt="Ortopedia ingresso San Salvatore Pesaro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a>     <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-768" alt="San-Salvatore-2" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-2-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>   <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-769" alt="San-Salvatore-3" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-3-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Con un poco di zucchero l’H unico va giù?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 13:43:03 +0000</pubDate>
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La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area, per un  costo iniziale di 130 milioni di euro, avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire nell’aumento della qualità delle strutture esistenti.</p>
<p>E invece, i cittadini, alle prese con un servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione, “pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … quelle domande se le pongono.
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/con-un-poco-di-zucchero-l%e2%80%99h-unico-va-giu.html">Con un poco di zucchero l’H unico va giù?</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-312" title="H UNICO" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a><br />
La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area,<strong> per un  costo iniziale di 130 milioni di euro,</strong> avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire <strong>nell’aumento della qualità delle strutture esistenti</strong>.</p>
<p>E invece, i cittadini, alle prese con un <strong>servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione</strong>, <strong>“pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … </strong>quelle domande se le pongono.<br />
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima dell’avvento del federalismo fiscale, vanno usati, consumati, ad ogni costo! Ma a beneficio di chi? Non certo dei cittadini, che continueranno ad avere servizi inadeguati in una struttura, forse nuova, ma più lontana, con un impoverimento dell’intero territorio, soprattutto dell’entroterra.</p>
<p>Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poco tempo fa segnala che <strong>la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del PIL</strong>, e che considerando il valore aggiunto del settore si raggiunge una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe <strong>la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia</strong>! Il continuo aumento delle patologie tumorali nelle società industrializzate è purtroppo un dato di fatto, i farmaci anti neoplastici in<strong> Italia danno  una spesa complessiva di oltre 7 miliardi l’anno. Praticamente un’intera manovra finanziaria, comprensiva di tutti i settori economici.</strong><strong><br />
</strong>Proprio il “dirigente” regionale Ruta, giocando coi numeri, ha annunciato di sapere già <strong>quanti saranno i tumori nelle Marche nel 2012: 8250. </strong>Così, mentre<strong> </strong><strong>ambigue politiche “per lo sviluppo” non tengono conto delle esigenze di risanamento immediato di aree a rischio ecologico e sanitario e dell’ormai dimostrato legame tra qualità dell’acqua e dell’aria ed i tumori, i dirigenti regionali ci trattano come numeri.</strong><strong></strong></p>
<p>Per questo la responsabilità dei cittadini nel richiedere una <strong>maggiore prevenzione</strong> ed un più puntuale uso del <strong>principio di precauzione</strong> nelle scelte industriali è fondamentale:<br />
occorre indirizzare la società verso delle politiche integrate che sappiano coniugare dei fermi NO alle industrie insalubri, ad una <strong>programmazione economica che combatta innanzitutto le cause delle malattie</strong>.  <br />
Anche il  protocollo firmato dai sindaci, che hanno inteso rassicurare la cittadinanza, <strong>non ha purtroppo alcuna validità; si tratta solamente della trascrizione di richieste </strong>in realtà già disattese dai fatti. Se in Italia venivano prescritti 4 posti letto ospedalieri per 1000 abitanti  ora il Patto per la salute del 2009 prevede di giungere a 3 per mille. Ciò perché <strong>sono in continuo aumento sia le patologie croniche che l’aumento dell’età media della popolazione</strong>, e quindi occorre investire di più nell’assistenza domiciliare e nella degenza geriatrica. <strong>Considerando che il bacino provinciale è di circa 280 mila persone </strong><strong>e che</strong> solo gli ospedali di Pesaro e Fano riuniscono già assieme un totale di circa <strong>643</strong> posti … è ovvio che la costruzione di un nuovo ospedale da 450 posti letto richiederà la quasi totale chiusura di tutti i reparti ora esistenti in provincia.</p>
<p>Che fare? Tornare a discutere, assieme al personale sanitario e a lavoratori della medicina territoriale, su ciò pretendiamo: essere cittadini attivi e consapevoli e non numeri.<br />
<strong>Comitatinrete.it, Citas &#8211; comitato intercomunale Barchi, Marche per rifiuti zero,</strong> <em>16 aprile 2011. </em></p>
<p>vignetta tratta da <a href="http://rimarchevole.wordpress.com/">http://rimarchevole.wordpress.com</a></p>
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