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	<title>comitatinrete.it &#187; pear marche revisione</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Pear Marche ed i politici delle due staffe.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 19:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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<p>“Il Pear va rivisto, secondo gli uffici tecnici della Regione non porta a coprire il fabbisogno energetico delle Marche”, questo secondo la stampa locale il succo delle recenti manovre pro ripensamento del Piano energetico, cui plaudono soprattutto i paladini dei rigassificatori i quali però, lamentano alcuni consiglieri di maggioranza, mancano sia di chiarimenti strategici a livello nazionale sia si chiarezza dell’Api (l’Azienda petrolifera) sui danni all’ecosistema. … e pensare che sono ormai anni che ne parlano!
A prescindere dal fatto che probabilmente il consigliere regionale Latini, dell’Api (la Alleanza per l’Italia) , nel suo invocare due ditte che dovrebbero “proporre” subito due impianti per un totale di 1200 Megawatt elettrici dovrebbe riferirsi al deficit “elettrico” marchigiano e non a quello “energetico” che include anche il combustibile … i conti non tornano affatto.
Dove sta il guaio di questo nuovo richiamo alla produzione intensiva di energia elettrica tramite gli ecomostri?
Proprio nel fatto che i dati smentiscono innanzitutto la <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/pear-marche-ed-i-politici-delle-due-staffe.html">Pear Marche ed i politici delle due staffe.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/stanlio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-272" title="stanlio" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/stanlio.jpg" alt="" width="271" height="186" /></a></p>
<p>“<em>Il Pear va rivisto, secondo gli uffici tecnici della Regione non porta a coprire il fabbisogno energetico delle Marche</em>”, questo secondo la stampa locale il succo delle recenti manovre pro ripensamento del Piano energetico, cui plaudono soprattutto<strong> i paladini dei rigassificatori</strong> i quali però, lamentano alcuni consiglieri di maggioranza, mancano sia di chiarimenti strategici a livello nazionale sia si chiarezza dell’<strong>Api </strong>(l’Azienda petrolifera) sui danni all’ecosistema. … e pensare che sono ormai anni che ne parlano!<br />
A prescindere dal fatto che probabilmente il consigliere regionale Latini, dell’<strong>Api</strong> (la Alleanza per l’Italia) , nel suo invocare due ditte che dovrebbero “proporre” subito due impianti per un totale di 1200 Megawatt elettrici dovrebbe riferirsi al deficit “elettrico” marchigiano e non a quello “energetico” che include anche il combustibile … i conti non tornano affatto.<br />
Dove sta il guaio di questo nuovo richiamo alla produzione intensiva di energia elettrica tramite gli ecomostri?<br />
Proprio nel fatto che i dati smentiscono innanzitutto la prima affermazione:<strong> la Regione Marche è infatti in deficit d’energia elettrica, sì, però non come si era previsto nel Pear.<br />
</strong>Se nel Pear infatti (redatto nel 2005 )<strong> </strong>si stimava un fabbisogno di energia elettrica di 10.267 Gigawattora nella peggiore delle ipotesi (scenario non virtuoso) per il 2015, o di 8703 Gwh (corrispondenti ad un aumento del fabbisogno dell’1% annuale) in uno scenario virtuoso, ma pur sempre comprendente enormi perdite, cioè sprechi, di rete, il gestore nazionale Terna offre oggi dati che non confermerebbero questi scenari.<br />
<strong>Per il 2009</strong> infatti Terna ha calcolato un consumo marchigiano di energia elettrica pari a 7981 Gwh (minore degli 8188 Gwh dello scenario virtuoso previsti dal Pear), con un deficit di energia del 50,9% corrispondente alla non-produzione regionale di <strong>4063 Gwh</strong>, tramite questi si otterrebbe la perfetta autonomia energetica regionale per quel che riguarda l’energia elettrica. Occorrono quindi <strong>circa 460 Megawatt in più all’anno</strong>.<br />
Come già il Coordinamento dei comitati affermava mesi fa, quindi, le necessità energetiche restano più o meno identiche, se non minori, e se si intensificherà lo sforzo di ridurre sprechi e favorire le vere fonti rinnovabili, rispettando paesaggio e ambiente, sarà possibile restare nel mercato dell’energia senza ricorrere ad ecomostri.</p>
<p>La Regione Marche conta già secondo il Gse di 7565 impianti fotovoltaici per un totale di oltre 524 Gigawattora prodotti.<br />
Quest’anno in Regione si contano 94 Mw in più di energia elettrica solo dal fotovoltaico per un totale di 2483 nuovi impianti, e fa ben sperare la bonifica dall’amianto tramite coperture di tetti fotovoltaici “Eternit Free” già in partenza nella Provincia di Ancona e speriamo anche in quella di Pesaro e Urbino.<br />
<strong>Attualmente invece la somma della potenza elettrica erogata da tutti i previsti ecomostri produrrebbe oltre sei volte più del necessario:</strong> Corinaldo 870 Mw, Api Falconara 580 Mw, Centrali a biomasse Schieppe/ Fermo 42 Mw circa, grandi impianti eolici 1500 Mw circa&#8230; un totale di 2992 Megawatt di potenza!<br />
Eppure basterebbe lavorare ancora sulle vere rinnovabili per portare la Regione all’autosufficienza.<strong><br />
</strong>Aggiungiamo che, come hanno sottolineato in molti esperti del settore, e non in ultimo un’ interessante trasmissione di Report di pochi mesi fa (“Girano le pale”), non ha alcun senso rinnovare il parco energetico e chiedere ai cittadini di risparmiare se poi non si bonificano gli sprechi e le fonti non rinnovabili ed anzi pericolose (come i rigassificatori) ed inquinanti (come le Turbogas), <strong>si tratta di una politica delle due staffe ingiusta che favorisce colo i mercanti e speculatori dell’energia&#8230;</strong></p>
<p><em>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
<p></em></p>
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