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	<title>comitatinrete.it &#187; comunicati</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>-Virus contro Costituzione 1 a zero?…la questione di Terre Roveresche.</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 14:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">La cartografia del nuovo Comune di Terre Roveresche</p>
<p>Antefatto: nel gennaio di quest’anno il Sindaco di Terre Roveresche, comune di 5200 abitanti nato da una fusione di 4 Comuni effettuata nel 2017, pone alla Prefettura un Quesito sulla legittimità dello spostamento dei cittadini dal Comune, in merito alle disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio, norme temporanee volte a bloccare la diffusione del Covid-19: il DPCM ribadisce infatti la possibilità, per i cittadini di Comuni inferiori ai 5000 abitanti, di spostarsi anche se in zona arancio, fuori del proprio comune entro un raggio di ben 30 chilometri.
Il merito: il Sindaco interveniva per ovviare non solo alla grave situazione di isolamento che potrebbe causarsi per i cittadini, qualora la norma del divieto di spostamento dal territorio comunale potesse essere applicata (rientro in zona arancio). La fusione dei Comuni, infatti, ha delimitato un territorio di oltre 70 chilometri quadrati, con una densità <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/virus-contro-costituzione-1-a-zerola-questione-di-terre-roveresche.html">-Virus contro Costituzione 1 a zero?…la questione di Terre Roveresche.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1018" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/02/Terre-Roveresche-Mappa-Catastale.jpg"><img class="size-medium wp-image-1018" alt="La cartografia del nuovo Comune di Terre Roveresche" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2021/02/Terre-Roveresche-Mappa-Catastale-300x172.jpg" width="300" height="172" /></a><p class="wp-caption-text">La cartografia del nuovo Comune di Terre Roveresche</p></div>
<p><b>Antefatto:</b> nel gennaio di quest’anno il Sindaco di Terre Roveresche, comune di 5200 abitanti nato da una fusione di 4 Comuni effettuata nel 2017, pone alla Prefettura un Quesito sulla legittimità dello spostamento dei cittadini dal Comune, in merito alle disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio, norme temporanee volte a bloccare la diffusione del Covid-19: il DPCM ribadisce infatti la possibilità, per i cittadini di Comuni inferiori ai 5000 abitanti, di spostarsi anche se in zona arancio, fuori del proprio comune entro un raggio di ben 30 chilometri.<br />
<b>Il merito:</b> il Sindaco interveniva per ovviare non solo alla grave situazione di isolamento che potrebbe causarsi per i cittadini, qualora la norma del divieto di spostamento dal territorio comunale potesse essere applicata (rientro in zona arancio). <span style="text-decoration: underline;">La fusione dei Comuni, infatti, ha delimitato un territorio di oltre 70 chilometri quadrati, con una densità abitativa bassissima (74abitanti a kmq). </span>Nel caso quindi che si applicasse il divieto di uscita da un territorio comunale così vasto, per cittadini ancora abitanti in nuclei dispersi e isolati (i 4 Comuni oggetto di fusione), si creerebbe non solo un maggiore isolamento sociale ma una evidente disparità con altri Comuni. Facciamo l’esempio del comune limitrofo di Mondavio, i cui cittadini (densità abitativa 130 abitanti a kmq) avrebbero potuto ad esempio visitare i parenti a Terre Roveresche, ma non il contrario!<br />
<b>Il diritto:</b> in richiamo al diritto costituzionale, cioè al principio di eguaglianza tra cittadini (Art. 3), ed alle precise finalità del DPCM del 14 gennaio 2021, volto a impedire la diffusione del Covid-19 e non ad altro, <b>è giusto sottolineare come disposizioni per evitare il rischio di assembramenti e di trasmissione del virus debbano correlarsi con la situazione demografica e la densità abitativa, e non con altri parametri.</b><br />
In merito a ciò la risposta della Prefettura al Sindaco non pare prendere in considerazione i fatti ed il diritto. La Prefettura afferma che va negata ai cittadini di Terre Roveresche la possibilità di uscita dal territorio comunale nei casi esaminati dal DPCM. Ciò perché la Legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), invocata dal Sindaco per evidenziare la realtà demografica del proprio Comune, riguarderebbe un ambito che “<i>è ben distinto e riguarda esclusivamente all’attività economico-amministrativa svolta dal Comune</i>”.<br />
<b>Capire la legge:</b> l’affermazione della Prefettura appare non corretta: l’ambito della Legge citata riguarda infatti anche la realtà demografica dei Comuni, la stessa Legge prende in considerazione la realtà territoriale permanente (i Comuni fusi non mutano miracolosamente conformazione!) ad esempio l’uso dei piani regolatori. <span style="text-decoration: underline;">La realtà demografica, sociale e urbanistica delle fusioni di Comuni viene ad esempio richiamata all’</span><span style="text-decoration: underline;">Art 1 c</span><span style="text-decoration: underline;">omma 124 della Legge citata</span> “…tutti gli atti normativi, i piani, i regolamenti, gli strumenti urbanistici e i bilanci dei comuni oggetto della fusione vigenti alla data di estinzione dei Comuni restano in vigore, <b><span style="text-decoration: underline;">con riferimento agli ambiti territoriali e alla relativa popolazione dei Comuni</span></b> che li hanno approvati, fino alla data di entrata in vigore dei corrispondenti atti del commissario o degli organi del nuovo comune“.<br />
Peraltro, se è vero, come ha affermato la Prefettura, che la Legge invocata dal Sindaco riguarda esclusivamente l’attività economico-amministrativa del Comune, cos’è il parametro “abitanti” adottato dal DPCM se non un dato meramente amministrativo? Ma la realtà del territorio è altro dalla burocrazia: è demografia, presenza di servizi, densità abitativa.<br />
Pensiamo all’essenziale strumento del <strong>Piano regolatore</strong>, strumento di amministrazione del territorio: i quattro Comuni fusi in Terre Roveresche (Piagge, Orciano, Barchi, San Giorgio) posseggono ancora il proprio dispositivo specifico.</p>
<p>Riteniamo quindi che, con la dedizione alla causa alla quale tutt* ora ci dedichiamo, vincere la pandemia, sia però irrinunciabile tutelare il diritto dei cittadini ad un trattamento egualitario e rispettoso della Costituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coordinamento dei comitati. <a href="http://www.comitatinrete.it">www.comitatinrete.it</a></p>
<p>CITTADINI, NON SUDDITI &#8211; In memoria di Adriano Mei.</p>
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		<title>-Una domanda al Forum provinciale per i Beni Comuni sul concetto di sussidiarietà e di partecipazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 15:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Dopo le critiche del sindaco di Colli al Metauro al progetto, attuato coi piccoli Comuni, di Fondazione per la gestione di varie ed urgenti necessità socio-sanitarie sul territorio, giungono le 5 domande del “Forum provinciale per i Beni Comuni”. Singolare che un Sindaco che ha guidato una coalizione di centro-destra a Fano, venga emulato da esponenti della sinistra fanese e pesarese su quesiti centrati su una presunta mancanza di assetto partecipativo della Fondazione. Ciò, purtroppo, non testimonia la buona fede. Anzi.
Innanzitutto, verrebbe da dire, da che pulpito viene la predica: il sindaco Aguzzi, che ha sempre agito “a traino” sulla questione Ospedale di Fano, espertissimo poi in dichiarazioni mediatiche, ed il Forum per i Beni comuni, guscio vuoto “ad memoriam” della bella esperienza del Referendum sull’acqua pubblica, composto da 9 persone che rappresentano con questo comunicato stampa solo se stesse.
La soluzione per Aguzzi è stata defilarsi dall’esperimento Fondazione, non avendo “garanzie” in merito ad un <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/una-domanda-al-forum-provinciale-per-i-beni-comuni-sul-concetto-di-sussidiarieta-e-di-partecipazione.html">-Una domanda al Forum provinciale per i Beni Comuni sul concetto di sussidiarietà e di partecipazione.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/pesce-rosso-squalo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1002" alt="pesce-rosso-squalo" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/pesce-rosso-squalo.jpg" width="404" height="367" /></a></p>
<p>Dopo le critiche del sindaco di Colli al Metauro al progetto, attuato coi piccoli Comuni, di Fondazione per la gestione di varie ed urgenti necessità socio-sanitarie sul territorio, giungono <a href="https://www.flaminiaedintorni.it/2018/11/02/fossombrone-ospedale-forum-provinciale-beni-comuni-perche-la-regione-non-ha-potenziato-il-personale-pubblico/" target="_blank">le 5 domande del “Forum provinciale per i Beni Comuni”</a>. Singolare che un Sindaco che ha guidato una coalizione di centro-destra a Fano, venga emulato da esponenti della sinistra fanese e pesarese su quesiti centrati su una presunta mancanza di assetto partecipativo della Fondazione. Ciò, purtroppo, non testimonia la buona fede. Anzi.<br />
Innanzitutto, verrebbe da dire, da che pulpito viene la predica: il sindaco Aguzzi, che ha sempre agito “a traino” sulla questione Ospedale di Fano, espertissimo poi in dichiarazioni mediatiche, ed il Forum per i Beni comuni, guscio vuoto “ad memoriam” della bella esperienza del Referendum sull’acqua pubblica, composto da 9 persone che rappresentano con questo comunicato stampa solo se stesse.<br />
La soluzione per Aguzzi è stata defilarsi dall’esperimento Fondazione, non avendo “garanzie” in merito ad un potere d’indirizzo e di controllo che andrebbe a lui assegnato sulla carta ma che invece è stato concordato dalle forti relazioni di fiducia tra altri Sindaci e cittadini.<br />
Ancor peggio il “Forum” che <strong>interviene retoricamente facendo domande alla Regione, Ente col quale, nonostante le attività divulgative del Forum a favore dei piccoli ospedali, non ha mai intavolato una vertenza credibile su nessuna delle carenze, e che sa bene non risponderà, così come non li ha mai riconosciuti come interlocutori</strong>.<br />
Ma le 5 domande servono in realtà al “Forum” a mettere in dubbio la forte valenza sociale della Fondazione.<br />
A pensar male si potrebbe vedere nelle domande del “Forum” la speranza che poi, alle prossime amministrative, i fautori del “cambiamento” o quelli del “vecchio buon partito” si incaricheranno di rispondere con le solite promesse alle esigenze del territorio.<br />
<b>-Perché non si potenzia il personale sanitario pubblico?-</b>  Questa è la domanda cardine che pone il Forum sulla stampa. Ma come?! Persone così addentro le questioni di politica sanitaria non sanno quali sono le scelte degli ultimi Governi su ciò che si (non) finanzia oggi in Italia, hanno letto l’ultima manovra finanziaria? Quanti anni dobbiamo aspettare, affinché capiscano che non possiamo ottenere finanziamento di personale pubblico nel contesto dei piccoli ospedali e che purtroppo <strong>occorrerà cambiare non uno ma più Governi, regole e forse un nuovo modello economico</strong>, per tornare ad un Welfare applicato con criteri che vadano oltre l’arido concetto base di “servizio universale”?<br />
Domanda poi il Forum, in un impeto di statalismo: “ la Fondazione, non essendo controllata dal pubblico, nell’erogare servizi finanziati con risorse pubbliche avrà l&#8217;obbligo di rispettare le norme di garanzia obbligatorie per gli enti pubblici?”. Innanzitutto appare quasi ridicolo il rivolgersi ad un soggetto fondato dai Comuni in questi termini.<br />
<b>Chi è il “pubblico” per il Forum?</b> Il Ministero, quello coinvolto in mille scandali per gli appalti? La Regione, quella che con tanti comitati abbiamo contestato sulle scelte? <b>E soprattutto: il sistema ospedaliero nazionale trasformato in Azienda, la lottizzazione politica?</b><br />
Il Forum fa il ‘miracolo’ di trasformare la legittima critica ai modelli di sussidiarietà in complottismo. Non solo perché i soggetti ora avversi alla Fondazione Art.32 paiono non ricordare i tempi della Montefeltro Salute, od il fatto che già due piccoli ospedali sono stati ceduti al privato VERO.<br />
Si giunge anche ad offendere i sindaci ed i soci, scrivendo che “i sindaci e i potenziali sostenitori invitati a far parte della Fondazione <b>probabilmente immaginano</b> di sostenere un soggetto prevalentemente pubblico e in cui avranno ampia voce in capitolo<b> </b>nelle scelte, leggendone lo statuto <b>ci siamo anche accorti</b> che purtroppo non è così.” Immaginiamo? Informiamo il “Forum” che la facoltà di lettura e di discernimento, così come quella di scelta, è ancora attiva nell’entroterra.<br />
Di nuovo è complottismo quando ci si informa che “Infatti la Fondazione è un soggetto prevalentemente privato, sia pure senza scopo di lucro (!), che potrà stipulare ogni tipo di contratto con altri enti privati”, quasi sembra un maligno auspicio, questo, la speranza che qualche passo falso possa confermare che il tentativo di sinergia tra amministrazioni e volontariato fallisca in qualche scandaluccio, in qualche inciucio con soggetti che “non è detto siano anche loro no profit”.<br />
Infine, la grande scoperta del “Forum”, che certo avrà passato molte ore ad analizzare carte e carteggi in cerca del punto debole da colpire, ed ecco che la Fondazione: “ Non prevede inoltre un organo assembleare, e tutti i poteri di amministrazione sono del Consiglio di amministrazione i cui 7 componenti hanno l&#8217;obbligo alla riservatezza<b> </b>sulle attività di gestione compresa quella economica.” Incredibile, ciò che è normalità in tanti statuti di Fondazioni, che posseggono principi di intervento e <b>mission pre-stabilite</b> e che sono soggetti fondati (appunto) su scopi filantropici e non commerciali o imprenditoriali, alletta il Forum con la promessa di chissà quali intrighi.<br />
<b>La nostra domanda al Forum è quindi quella di iniziare ad interrogare se stesso e il SUO modello partecipativo e rappresentativo!<br />
</b>La Fondazione Art.32 non è il solo esempio di sussidiarietà SOCIALE che funziona e può funzionare sul nostro territorio, vi sono cooperative sociali attive, enti del terzo settore, associazioni di promozione sociale che, con fondi pubblici oltre che col volontariato, fanno ciò che altrimenti nessuno farebbe, perché la struttura pubblica non ha l’elasticità e il legame col territorio per farlo, salvando il territorio dal degrado culturale e sociale. <b><br />
</b>Chiediamo a cittadini e cittadine di leggere, informarsi, partecipare e rendersi protagonisti di questa scommessa (Terre Roveresche –Barchi, Orciano, Piagge, San Giorgio-, Mondavio, Montefelcino, Fratte Rosa e Isola del Piano i Comuni aderenti alla Fondazione), <b>che continua la tradizione “municipalista” degli incontri sul territorio e del “partire da sé” dimostrando la capacità dei soli piccoli comuni di slegarsi da modelli elettoralistici di intervento sui problemi.</b><br />
Partire da sé, certo, dalle proprie relazioni e dalle soluzioni possibili ai problemi sul territorio  è l’unica garanzia di efficacia e una fonte di fiducia che possa anzi portare a nuove soluzioni anche per ciò che riguarda le garanzie di laicità, trasparenza, partecipazione, per confermare e approfondire il concetto di Cittadinanza sempre più a rischio.</p>
<p>Coordinamento dei comitati,<br />
20 novembre 2018.</p>
<p>Cfr: Il comunicato della stessa Fondazione in merito <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/Comunicato-Fondazione-06.11.2018.pdf">comunicato-fondazione-06-11-2018</a></p>
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		<title>-Accentrare è poco …sano. Ovvero: perché le Marche non hanno un Assessore alla sanità?</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 08:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Nel giugno 2015, il Presidente della Regione Marche dichiarava: “Il ruolo diretto del Presidente della Regione nella Sanità ha lo scopo di dare alla comunità un segnale ben preciso di presa in carico della responsabilità. Si tratta di una scelta temporanea – ha spiegato – per impostare il lavoro e arrivare a determinati parametri di stabilità sia per quanto riguarda i servizi diffusi che la riduzione delle liste d’attesa”.
Situazione a dir poco imbarazzante quella di Regione Marche, che delega al Presidente, già impegnato nei suoi molteplici ruoli istituzionali e con altre deleghe, la politica e la programmazione sanitaria. La sanità è la seconda realtà economica di un Paese, dopo quella alimentare, e certo questo come vedremo, è un ruolo anomalo.
Partiamo dalla prima frase del Presidente Ceriscioli, quella “stabilità per i servizi (sanitari) diffusi” come obiettivo da raggiungere. Facciamo notare come è dal 2014 che il Piano sanitario regionale è in attesa di essere riscritto alla <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/accentrare-e-poco-sano-ovvero-perche-le-marche-non-hanno-un-assessore-alla-sanita.html">-Accentrare è poco …sano. Ovvero: perché le Marche non hanno un Assessore alla sanità?</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/spesa_sanitariaprivata_diff.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-979" alt="spesa_sanitariaprivata_diff" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/spesa_sanitariaprivata_diff.jpg" width="599" height="374" /></a></p>
<p>Nel giugno 2015, il Presidente della Regione Marche dichiarava: “<i>Il ruolo diretto del Presidente della Regione nella Sanità ha lo scopo di dare alla comunità un segnale ben preciso di presa in carico della responsabilità. Si tratta di una scelta temporanea – ha spiegato – per impostare il lavoro e arrivare a determinati parametri di <b>stabilità</b> sia per quanto riguarda i servizi diffusi che la riduzione delle liste d’attesa</i>”.<br />
Situazione a dir poco imbarazzante quella di Regione Marche, che delega al Presidente, già impegnato nei suoi molteplici ruoli istituzionali e con altre deleghe, la politica e la programmazione sanitaria. La sanità è la seconda realtà economica di un Paese, dopo quella alimentare, e certo questo come vedremo, è un ruolo anomalo.<br />
Partiamo dalla prima frase del Presidente Ceriscioli, quella “stabilità per i servizi (sanitari) diffusi” come obiettivo da raggiungere. Facciamo notare come è dal <strong>2014 che il Piano sanitario regionale è in attesa di essere riscritto</strong> alla luce della situazione generale, e che da allora la sanità regionale è governata a suon di delibere.<br />
Di fronte ad un potenziamento di alcuni ospedali, in questi ultimi anni i cittadini marchigiani hanno vissuto l’impoverimento delle strutture sanitarie nell’entroterra di tutta la regione, ed il ricorso alla sanità privata è sempre più ampio. Di che stabilità quindi si parla?<br />
La riduzione delle liste d’attesa non pare rispondere ai parametri richiesti, visto che molti cittadini si rivolgono al privato a loro spese, o migrano oltre regione per molti servizi sanitari sia di diagnostica che di cura.<br />
A proposito di liste di attesa, rileviamo che la diagnostica viene segnalata dalla ricerca Censis 2017 come settore di alta migrazione verso il privato, poiché i tempi di attesa sono anche più lunghi che in passato. Nel servizio pubblico, nel 2017: “<i>per una visita cardiologica l’attesa media è pari a 67 giorni, con una oscillazione tra i 51 giorni del Nord-Est ed i 79 giorni del Centro; per una visita ginecologica 47 giorni, passando da 32 giorni al Nord Est a 72 giorni al Centro; per la visita oculistica 87 giorni, con 74 giorni al Sud-Isole e 104 giorni al Nord-Est; per la visita ortopedica 66 giorni, con 53 giorni al Nord-Ovest e un picco di 77 giorni al Sud-Isole; per una colonscopia si attendono 93 giorni, da un minimo di 50 giorni al Nord-Est ad un massimo di 109 giorni al Centro; per una mammografia 122 giorni, da 89 giorni al Nord-Ovest a 142 giorni al Sud; per una ecografia 62 giorni, da 42 giorni al Nord-Ovest a 81 giorni al Centro; per una risonanza magnetica 80 giorni, da 50 giorni al Nord-Ovest a 111 giorni al Sud</i>.”<br />
Ricordiamo che dalle tabelle Censis il Centro Italia risulta per la metà delle volte il territorio con liste di attesa più lunghe. Non solo: lo stesso Istituto di ricerca fa notare nel suo rapporto, significativamente intitolato “Per tanti, non più per tutti”, che <strong>lo stesso concetto di servizio pubblico sanitario è smantellato, equiparandosi nei costi, e favorendo, il servizio privato</strong>. Cresce perciò il numero di persone a basso reddito che rinuncia ai controlli sanitari ed alle cure.<br />
Nell’arco temporale 2013-2016 la spesa sanitaria degli italiani  verso strutture private è aumentata del 4,2 per cento, a fronte di un aumento del 3,4 per cento delle spese totali per i consumi.<br />
Tornando all’accentramento della delega alla sanità, “Si tratta di una scelta temporanea”- dichiarava Ceriscioli &#8211; ma dalla prima seduta di Giunta sono passati <strong>due anni e mezzo</strong> e la situazione non pare affatto migliorata. La posizione del nostro “Governatore/Assessore” crea ancora più dubbi se guardiamo la distribuzione degli incarichi nelle altre giunte regionali del nostro Paese:<br />
<strong>le Marche sono assieme alla Puglia l’unica Regione a non avere un assessore specifico se si escludono le Regioni con sanità commissariate per deficit di bilancio</strong>: il Lazio (col Presidente Zingaretti), la Campania (col Presidente De Luca), la Calabria (col Presidente Oliverio); solo la Puglia ha una situazione simile alle Marche, col Presidente Emiliano che tiene per sé la delega alla Sanità. Tutte queste regioni hanno una Giunta targata Partito democratico.<br />
Tra le più fantasiose distribuzioni di assessorati in tanti settori a persone non competenti, quello alla sanità è oltretutto centrale e molto impegnativo. Si tratta, nelle Marche, di seguire non solo il welfare territoriale rispetto alla salute e alla prevenzione riguardanti un milione e mezzo di persone ma di prendere decisioni importanti rispetto alla attuazione di leggi nazionali, all’investimento nel settore, a protocolli attuativi di politiche sanitarie.<br />
La consultazione del personale sanitario, dei ricercatori di settore, delle associazioni e dei lavoratori e cittadini sarebbe indispensabile. Certo invece è che assistiamo a una ritirata strategica nelle stanze del potere, per la quale la mancanza di tempo è un alibi ormai conosciuto per eludere il confronto.<br />
I cittadini debbono farsi sentire, che siano Anziani, Baby boomers o Millennials, la salute è un bene comune.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Coordinamento di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano.</b></p>
<p><b><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Liste_attesa_2017_tabella_censis.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-980" alt="liste_attesa_2017_tabella_censis" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Liste_attesa_2017_tabella_censis.jpg" width="545" height="395" /></a></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Dati e tabelle tratti da: ‘VII Rapporto RBM Assicurazione Salute &#8211; <a href="http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121127" target="_blank">Censis</a> sulla Sanità Pubblica, Privata e Integrativa’, Welfare Day Roma, 7 giugno 2017.</i></p>
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		<item>
		<title>-Per un Atto di impegno dei candidati a Sindaco dei nuovi Comuni</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/per-un-atto-di-impegno-dei-candidati-a-sindaco-dei-nuovi-comuni.html</link>
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		<pubDate>Tue, 16 May 2017 07:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Atto di impegno dei candidati a Sindaco del nuovo Comune “Terre Roveresche” e del nuovo Comune “Colli al Metauro”: ambiente e partecipazione dei cittadini.</p>
<p>Gentili candidati, come forse saprete il Coordinamento dei comitati ha costituito negli scorsi anni un punto di incontro di tante realtà locali e cittadini in attività per la salvaguardia dell’ecosistema di alcune zone a rischio, e per il focus sul rapporto tra salute dei cittadini e nocività ambientali. Per questo anche oggi proponiamo ai candidati sindaci e a tutti i rappresentanti in lista per la prossima tornata elettorale locale un Atto di impegno che metta al centro dell’attenzione questi temi, e li associ all’imprescindibile laboratorio di democrazia che ci auguriamo si attui all’interno di queste nuove realtà amministrative: il lavoro per rendere gli abitanti cittadini e non sudditi.
Per questo chiediamo ai candidati di esprimersi pubblicamente, in modo da rendere noto il loro impegno a:</p>

Perseguire la tutela ambientale e delle risorse naturali. Ciò <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/per-un-atto-di-impegno-dei-candidati-a-sindaco-dei-nuovi-comuni.html">-Per un Atto di impegno dei candidati a Sindaco dei nuovi Comuni</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/calamio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-965" alt="calamio" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/05/calamio.jpg" width="463" height="410" /></a></p>
<p><b>Atto di impegno dei candidati a Sindaco del nuovo Comune “Terre Roveresche” e del nuovo Comune “Colli al Metauro”: ambiente e partecipazione dei cittadini.</b></p>
<p>Gentili candidati, come forse saprete il Coordinamento dei comitati ha costituito negli scorsi anni un punto di incontro di tante realtà locali e cittadini in attività per la salvaguardia dell’ecosistema di alcune zone a rischio, e per il focus sul rapporto tra salute dei cittadini e nocività ambientali. Per questo anche oggi proponiamo ai candidati sindaci e a tutti i rappresentanti in lista per la prossima tornata elettorale locale un Atto di impegno che metta al centro dell’attenzione questi temi, e li associ <span style="text-decoration: underline;">all’imprescindibile laboratorio di democrazia </span>che ci auguriamo si attui all’interno di queste nuove realtà amministrative: il lavoro per rendere gli abitanti cittadini e non sudditi.<br />
Per questo chiediamo ai candidati di esprimersi pubblicamente, in modo da rendere noto il loro impegno a:</p>
<ol>
<li>P<b>erseguire la tutela ambientale e delle risorse naturali</b>. Ciò richiede di porre in campo politiche di gestione esclusivamente pubblica dell’acqua (affinché gli utili del servizio siano reinvestiti sulla rete idrica), di riduzione dei rifiuti, riciclo e riuso dei materiali, escludendo ogni forma impropria di smaltimento (discariche e inceneritori), di risparmio energetico e sostegno esclusivo alle energie rinnovabili, quali la solare termica e fotovoltaica, la minieolica, la mini-idroelettrica, la geotermica.<br />
Nonostante che  recenti decreti governativi dispongano la costruzione nelle Marche di un inceneritore di rifiuti da 190.000 tonnellate (il che significherebbe il conferimento ad esso di ben il 35,7% dei rifiuti urbani di tutta la Regione!), la volontà ben dimostrata negli anni passati dalle nostre comunità è quella di rifiuto di qualsiasi soluzione industriale potenzialmente pericolosa per la salubrità dell’aria, oltre che per gli obiettivi del riciclo spinto di ogni tipologia di rifiuto.<br />
I nostri paesi posseggono tre valori fondamentali da difendere, tramandare e valorizzare:<br />
la campagna intesa come ambiente naturale e paesaggio, la salubrità e qualità dell’aria, del cibo e dell’acqua, l’accoglienza “paesana” &#8211; caratterizzata quindi dal silenzio, dalla vita rurale con la sua arte e artigianato e dagli habitat naturali. Le infrastrutture pubbliche e private, previste sul territorio per sopperire ad esigenze di pubblica utilità, dovranno quindi sempre migliorare quelle esistenti dal punto di vista dell&#8217;impatto ambientale, e delle conseguenze sulla salute umana e sull’ecosistema.</li>
<li>Operare fattivamente affinché nessuna installazione sia esclusa dall’acquisizione del parere popolare &#8211; in particolare <b>nell’ambito dei procedimenti di VAS, VIA, AIA, art. 12 del D.P.R. 387/2003 e s.m.i. &#8211; attraverso lo <span style="text-decoration: underline;">strumento della Conferenza dei Servizi</span></b> a cui siano sempre assicurati, da parte dei Comuni interessati dagli impatti diretto e indiretti dell’impianto dell’attività o infrastruttura, la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.</li>
<li>Vigilare per <b><span style="text-decoration: underline;">far applicare ed applicare il “principio di concertazione” a tutti i procedimenti autorizzativi</span></b>, provvedendo in primo luogo a garantire l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. A tal fine, nell’ambito dei procedimenti di Valutazione Ambientale Strategica, Valutazione di Impatto Ambientale, di Autorizzazione Integrata Ambientale, di Autorizzazione alla produzione di energia ex art. 12 del D.L.vo 387/2003 e s.m.i., operare affinché l’autorità competente indica inchieste pubbliche sul territorio e disponga la diffusione dell’informazione in forma pubblica, con affissione nella casa comunale, pubbliche affissioni nel comune di interesse ed in quelli interessati, pubblicazione su quotidiani e sul BUR regionale. La formazione e l’acquisizione dei pareri istruttori dovrà avvenire mediante tavoli di confronto tecnico-scientifico aventi valore procedimentale, a cui saranno ammessi tecnici ed esperti dell’autorità competente, dei servizi coinvolti (ASUR, ARPAM, ecc.), degli enti locali interessati dagli impatti diretti ed indiretti, delle associazioni e dei comitati legalmente costituiti.</li>
<li>Impegnarsi attivamente in ogni caso affinché nessuna installazione potenzialmente dannosa per la salute e l’ambiente venga autorizzata in assenza <b><span style="text-decoration: underline;">dell</span></b><b><span style="text-decoration: underline;">a valutazione di impatto sanitario.</span> </b>Ad adoperarsi affinché l’analisi dell’impatto sanitario faccia riferimento ai dati di qualità delle diverse matrici ambientali ante operam, all’epidemiologia, alle cause di malattia, invalidità e morte nel territorio di interesse, ed analizzi le conseguenze attese derivanti dall’aggiunta degli impatti indotti dall’opera proposta (scenario post operam).</li>
</ol>
<p>Cordiali saluti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Cesano, Metauro e Candigliano</p>
<p>16  maggio 2017.</p>
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		<title>Questionario salute: i risultati del campione di 150 interviste.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 15:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diritti dei cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo i dati calcolati su di un campione di 150 questionari (&#8216;Questionario Salute&#8216;) sulla fruizione del Sistema sanitario nazionale nel nostro territorio.
Si tratta di un campione sufficiente a descrivere a grandi linee la realtà della fruizione del sistema sanitario pubblico-privato nell’entroterra, durante quello che è ancora un processo in corso: lo smantellamento dei servizi ospedalieri nei piccoli-medi centri urbani, la sostituzione degli ospedali con servizi ambulatoriali e di primo soccorso ancora non chiaramente definiti, il declamato obiettivo dell’alta specializzazione del futuro “ospedale unico” Marche nord e quello della presa in carico dei medici di medicina generale dei servizi di assistenza 24 ore nei piccoli centri.</p>
<p>Partendo dalla fruizione da parte degli assistiti del servizio di prenotazione degli esami diagnostici tramite CUP, rispetto alla distanza di tempo tra prenotazione e appuntamento, il 25,5% risponde che questo è stato fissato per &#8220;dopo tre mesi” e il 27.7% per “dopo due mesi”, solo il 21,2% dichiara di aver ricevuto <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/questionario-salute-i-risultati-del-campione-di-150-interviste.html">Questionario salute: i risultati del campione di 150 interviste.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo i dati calcolati su di un campione di 150 questionari (&#8216;<a title="QUESTIONARIO SALUTE" href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/questionario" target="_blank">Questionario Salute</a>&#8216;) sulla fruizione del Sistema sanitario nazionale nel nostro territorio.<br />
Si tratta di un campione sufficiente a descrivere a grandi linee la realtà della <b>fruizione del sistema sanitario pubblico-privato nell’entroterra</b>, durante quello che è ancora un processo in corso: lo smantellamento dei servizi ospedalieri nei piccoli-medi centri urbani, la sostituzione degli ospedali con servizi ambulatoriali e di primo soccorso ancora non chiaramente definiti, il declamato obiettivo dell’alta specializzazione del futuro “ospedale unico” Marche nord e quello della presa in carico dei medici di medicina generale dei servizi di assistenza 24 ore nei piccoli centri.</p>
<p>Partendo dalla fruizione da parte degli assistiti del servizio di prenotazione degli esami diagnostici tramite CUP, rispetto alla distanza di tempo tra prenotazione e appuntamento, il 25,5% risponde che questo è stato fissato per &#8220;dopo tre mesi” e il 27.7% per “dopo due mesi”, solo il 21,2% dichiara di aver ricevuto un appuntamento per una distanza di poco più di un mese. Questo per un totale di oltre il 91% di prenotazioni che dovevano essere evase o in 10 o in 30 giorni. Su un totale di prescrizioni “indifferibili”, da evadere in 10 gg, del 43,3%, solo il 21,2% scrive di avere avuto l’appuntamento da lì a 15 giorni, circa <b>la metà</b> .</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-947" alt="immagine_1" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_1.jpg" width="660" height="407" /></a></p>
<p>Constatiamo che permane la necessità di rivolgersi a centri medici specialistici privati per ottenere un minor tempo di attesa: la prestazione a pagamento viene infatti ottenuta nel 25,5% dei casi in 15 giorni, nel 20,4% dopo un mese. I tempi di attesa non sono neanche in questo caso ottimali ma nel 45,9% risolvono il problema con maggiore velocità.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-948" alt="immagine_2" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_2.jpg" width="644" height="457" /></a></p>
<p>Oltre a ciò, il 47.7% dei partecipanti al questionario scrive inoltre che, in occasione di un ricovero, questo è stato prescritto da un medico in libera professione dietro pagamento di un onorario. Il 60.7% dichiara di aver usufruito di consulti specialistici durante un anno, o tutti dietro pagamento di un onorario o per la metà di essi.<br />
<a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-949" alt="immagine_3" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_3.jpg" width="775" height="426" /></a></p>
<p>Il 28,3% delle persone che rispondono alla domanda “Quanto hai speso in ticket sanitari durante l’ultimo anno” dichiara una somma tra i 160 e i 300 euro. Il 28,4% ha pagato oltre i 300 euro in un anno. Un valore molto più alto dell’ultimo dato (2013) ufficiale della Corte dei conti che calcolava per i marchigiani, una spesa pro capite in ticket sanitari di 43 euro l’anno, qui il discrimine sta nel fatto che il dato statistico ufficiale è calcolato dividendo la spesa anche col numero di cittadini che non sono ricorsi ad alcun servizio.</p>
<p>Il 40,4 % è stato fuori regione per almeno una visita specialistica negli ultimi sei mesi/un anno. Il 44% dei partecipanti al questionario è stato fuori provincia.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_4.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-950" alt="immagine_4" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_4-1024x394.jpg" width="588" height="226" /></a></p>
<p>L’attività dei consultori per attività ambulatoriali e di prevenzione continua ad essere centrale, alla domanda se si è frequentato un consultorio pubblico nell’ultimo anno per una visita medica solo il 7% dei partecipanti circa risponde “mai”. Il 40% degli intervistati dichiara di aver eseguito almeno un controllo di medicina preventiva nell’ultimo anno.</p>
<p>Riguardo l’attività dei medici di famiglia, oltre il 46,8% dei partecipanti dichiara di dover attendere almeno mezz’ora per riuscire a ottenere una prescrizione dal proprio medico di base, oltre il 44% degli intervistati si reca dalle quattro alle sei volte all’anno dal proprio medico. Solo il 18,44% dichiara di recarvisi solo una volta all’anno. Fa molto riflettere che la quasi totalità dei medici di base consigli ai propri assistiti una visita specialistica a pagamento, anche se un 43,5 % lo fa specificando che non è determinante per la qualità della prestazione e che si può fare anche col ticket.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-951" alt="immagine_5" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_5.jpg" width="721" height="394" /></a></p>
<p>Le distanze sono spesso un problema sia per i ricoveri che per le prestazioni di Pronto soccorso. <strong>Per il 54,9% dei partecipanti al questionario il Pronto soccorso dista oltre 15km</strong>. Eppure i partecipanti dichiarano che, durante l’ultimo anno, almeno uno dei propri familiari ha avuto necessità del Pronto soccorso; il 37,3 una volta, il 29,6 due volte, il 28,2 tre volte.</p>
<p>Per il 61,8% dei partecipanti che ha avuto necessità di chiamare un’ambulanza, il tempo di arrivo del mezzo è “dopo venti minuti” nel 30,5% dei casi dopo mezz’ora, tempistica che fa pensare che a volte sia meglio tenere a portata di mano la propria automobile.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-952" alt="immagine_6" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_6.jpg" width="691" height="236" /></a><br />
Anche le attese ai Pronto soccorso non brillano proprio per performance: il 24,4 % dei partecipanti che si sono recati da soli al Pronto soccorso affermano di avere atteso oltre 4 ore, il 13,3% oltre tre ore, il 23% oltre un’ora. Solo l’11,9% oltre mezz’ora, ed un ‘fortunato’ 14,8% meno di mezz’ora.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_7.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-953" alt="immagine_7" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_7-1024x758.jpg" width="796" height="588" /></a></p>
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		<title>Lettera aperta spedita ai Sindaci sulle politiche sanitarie</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 15:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Lettera aperta spedita ai Sindaci della provincia di Pesaro e Urbino in vista della conferenza di Area Vasta 1 del prossimo 20 Luglio.</p>
<p>Ai Sig. Sindaci della provincia di Pesaro e Urbino, ci permettiamo di inviarvi questa lettera per ricordare che in merito alla gestione dei soldi pubblici in ambito sanitario, argomento in programma nella prossima conferenza di Area Vasta di Mercoledì 20 Luglio p.v., i temi fondamentali imprescindibili, posti dai comitati del Coordinamento, per qualunque dibattito proficuo sono, a nostro avviso, i seguenti:</p>
<p>1 &#8211; Nessun provvedimento di pianificazione sanitaria adottato dal 2012 ad oggi risulta corredato dai necessari studi sulle patologie della popolazione marchigiana, da indagini epidemiologiche, dalla verifica delle effettive esigenze della popolazione a breve, medio e lungo termine mentre allo stesso tempo da dati ISTAT diminuisce l’aspettativa di vita e da fonte EUROSTAT aumento il tempo di vita in malattia;</p>
<p>2 &#8211; Dall&#8217;anno 2000 al 2012 la spesa pubblica sanitaria regionale è aumentata di <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/lettera-aperta-spedita-ai-sindaci-sulle-politiche-sanitarie.html">Lettera aperta spedita ai Sindaci sulle politiche sanitarie</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/fila.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-932" alt="fila" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/07/fila.jpg" width="403" height="540" /></a><br />
Lettera aperta spedita ai Sindaci della provincia di Pesaro e Urbino in vista della conferenza di Area Vasta 1 del prossimo 20 Luglio.</strong></p>
<p>Ai Sig. Sindaci della provincia di Pesaro e Urbino, ci permettiamo di inviarvi questa lettera per ricordare che in merito alla gestione dei soldi pubblici in ambito sanitario, argomento in programma nella prossima conferenza di Area Vasta di Mercoledì 20 Luglio p.v., i temi fondamentali imprescindibili, posti dai comitati del Coordinamento, per qualunque dibattito proficuo sono, a nostro avviso, i seguenti:</p>
<p>1 &#8211; Nessun provvedimento di pianificazione sanitaria adottato dal 2012 ad oggi risulta corredato dai necessari studi sulle patologie della popolazione marchigiana, da indagini epidemiologiche, dalla verifica delle effettive esigenze della popolazione a breve, medio e lungo termine mentre allo stesso tempo da dati ISTAT diminuisce l’aspettativa di vita e da fonte EUROSTAT aumento il tempo di vita in malattia;</p>
<p>2 &#8211; Dall&#8217;anno 2000 al 2012 la spesa pubblica sanitaria regionale è aumentata di circa un miliardo di euro e le motivazioni di tale aumento non sono state mai illustrate nel dettaglio. Al contempo c&#8217;è stata una riduzione consistente dei posti letto ospedalieri, pari al 22%, oltre che una costante riduzione dei servizi sanitari distribuiti nel territorio, specialmente quelli relativi alla diagnostica strumentale e alle visite specialistiche, con un cospicuo aumento della spesa privata delle famiglie;</p>
<p>3 &#8211; A fronte dei vari scandali avvenuti all&#8217;interno dell&#8217;ASUR dal 2013 al 2015 nella provincia di Pesaro e Urbino, non risulta siano mai stati adottati provvedimenti disciplinari né di riorganizzazione interna, atti quanto meno ad impedire e contrastare fenomeni di malaffare senza affidarsi unicamente all&#8217;operato della magistratura.</p>
<p>Convinti del fatto che senza prima aver analizzato e risolto le tre questioni riportate non si possano avallare in alcun modo altri atti di pianificazione sanitaria, siamo certi che durante la conferenza tali argomenti saranno trattati a dovere con lo scopo di tutelare il diritto alla Salute dei cittadini delle vostre comunità</p>
<p><strong>CITTADINI NON SUDDITI</strong><br />
<em>Comitato a Difesa dei Diritti<br />
Comitato civico Serra Sant&#8217;Abbondio<br />
Comitato No Biogas Montefelcino<br />
Comitato per il Ripristino dell&#8217;ospedale di Fossombrone<br />
Comitato per la tutela del territorio di Camminate, Metaurilia e Tombaccia<br />
Comitato Pro-Ospedale di Cagli<br />
Comitato provinciale Pro-Ospedali della provincia di Pesaro e Urbino<br />
Comitato Sanità Montefeltro<br />
Comitato Tutela Salute e Ambiente di Fano<br />
Coordinamento cittadini &#8220;Fanesi uniti per l&#8217;ospedale&#8221;<br />
Coordinamento civico Marche<br />
Gruppo spontaneo di Cittadini per la difesa dell&#8217;Ospedale di Pergola<br />
Pesaro per la Salute<br />
Comitatinretemarche</em></p>
<div></div>
<p>da <strong>Comitato a Difesa dei Diritti</strong><br />
<em><a href="http://www.facebook.com/Comitatoadifesadeidiritti">www.facebook.com/Comitatoadifesadeidiritti</a></em></p>
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		<item>
		<title>IL PRESIDENTE CERISCIOLI NON SA DI ESSERE L&#8217;ASSESSORE ALLA SANITA&#8217;?</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-presidente-ceriscioli-non-sa-di-essere-lassessore-alla-sanita.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-presidente-ceriscioli-non-sa-di-essere-lassessore-alla-sanita.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 15:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comitatinrete marche]]></category>
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		<category><![CDATA[fossombrone]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Apprendiamo sconcertati dalla stampa locale della telefonata che sarebbe intercorsa tra il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, con delega alla Sanità, e il Sindaco di Sassocorvaro nella mattinata di Lunedì 04 Gennaio u.s., poco prima che quest&#8217;ultimo incontrasse altri sindaci dell&#8217;alto Montefeltro per discutere del caos e delle ultime follie che la presunta &#8220;riforma&#8221; della Sanità marchigiana ha generato nel nostro entroterra. Durante tale telefonata il presidente si sarebbe detto meravigliato di quanto sta accadendo negli ospedali di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone e che tali decisioni non sono assolutamente frutto della sua volontà.</p>
<p>A fronte di tale affermazione sorge spontaneo chiedersi se il presidente Ceriscioli abbia ben chiaro cosa significhi essere il presidente di una Regione o addirittura se egli ricorda avere trattenuto la delega alla Sanità, perché solo in questo caso si può comprendere la sua telefonata ai sindaci dell&#8217;alto Montefeltro e la ragione per cui non abbia ancora preso urgenti e adeguati provvedimenti <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-presidente-ceriscioli-non-sa-di-essere-lassessore-alla-sanita.html">IL PRESIDENTE CERISCIOLI NON SA DI ESSERE L&#8217;ASSESSORE ALLA SANITA&#8217;?</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Ceriscioli-Presidente2-.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-896" alt="Ceriscioli-Presidente2-" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Ceriscioli-Presidente2--988x1024.jpg" width="242" height="251" /></a><br />
Apprendiamo sconcertati dalla stampa locale della telefonata che sarebbe intercorsa tra il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, con delega alla Sanità, e il Sindaco di Sassocorvaro nella mattinata di Lunedì 04 Gennaio u.s., poco prima che quest&#8217;ultimo incontrasse altri sindaci dell&#8217;alto Montefeltro per discutere del caos e delle ultime follie che la presunta &#8220;riforma&#8221; della Sanità marchigiana ha generato nel nostro entroterra. Durante tale telefonata il presidente si sarebbe detto meravigliato di quanto sta accadendo negli ospedali di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone e che tali decisioni non sono assolutamente frutto della sua volontà.</p>
<p>A fronte di tale affermazione sorge spontaneo chiedersi se il presidente Ceriscioli abbia ben chiaro cosa significhi essere il presidente di una Regione o addirittura se egli ricorda avere trattenuto la delega alla Sanità, perché solo in questo caso si può comprendere la sua telefonata ai sindaci dell&#8217;alto Montefeltro e la ragione per cui non abbia ancora preso urgenti e adeguati provvedimenti per rimuovere quanto prima i dirigenti e funzionari che, apparentemente contro il suo volere, hanno emanato le determine che negli ultimi giorni stanno mettendo sotto sopra la sanità dell&#8217;entroterra, causando caos, panico e disservizi su tutti i fronti.</p>
<p>Siccome ormai siamo adulti e vaccinati e alle favole non crediamo più, abbiamo la sensazione invece che il presidente Ceriscioli, assieme ai suoi sodali burocrati e dirigenti abbiano architettato e continueranno ad alimentare volutamente questa situazione di caos ed estrema emergenza portando gli utenti, il personale sanitario e l&#8217;opinione pubblica ad un livello tale di stress che favorirà l&#8217;entrata dei privati da loro designati negli ospedali di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro, senza consultare minimamente le comunità locali.</p>
<p>A sostegno di tale ipotesi c&#8217;è il presunto blitz notturno, confermato da diverse voci, di cui lo stesso presidente Ceriscioli si sarebbe reso protagonista ieri 5 gennaio, assieme ad un dirigente dell&#8217;ASUR, presso il PPI (chiuso di notte) dell&#8217;ospedale di Fossombrone; circostanza che fa tornare alla mente l&#8217;ultimo blitz notturno svolto proprio a Fossombrone nel settembre del 2014 da alcuni dirigenti ASUR a cui seguì l&#8217;entrata di Montefeltro Salute proprio nella struttura di Fossombrone.</p>
<p>Non permetteremo a taluni personaggi di disporre dei nostri ospedali come se fossero di loro proprietà.</p>
<p>La preoccupazione dei cittadini per le decisioni attuate il 31.01.2015 li induce in questi giorni ad organizzare assemblee spontanee sul territorio per salvaguardare il diritto alla salute nel nostro entroterra; poiché siamo giunti ad una resa dei conti da cui possiamo finalmente risultare vincitori con la collaborazione e la partecipazione, invitiamo cittadini, amministratori, comitati ed associazioni all&#8217;incontro che abbiamo indetto a <strong>Fossombrone Venerdì 15 Gennaio, ore 21:00, presso la grotta di San&#8217;Agostino &#8211; Piazza Dante</strong>, per ricostruire l&#8217;unità del territorio che ci consentirà di riavere i nostri ospedali, e per uscire dalla speculazione politico-elettorale di cui è da sempre oggetto la sanità e che danneggia gravemente la nostra salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CITTADINI NON SUDDITI</p>
<p>Comitato a Difesa dei Diritti</p>
<p>Comitatinrete</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pronto soccorso chiuso di notte: a Fossombrone la diffida della coop. Art32</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/pronto-soccorso-chiuso-di-notte-a-fossombrone-la-diffida-della-coop-art32.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/pronto-soccorso-chiuso-di-notte-a-fossombrone-la-diffida-della-coop-art32.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2016 16:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatinrete.it/wordpress/?p=891</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"></p>
<p align="right">Fossombrone, 02.01.2016</p>
<p>Al Sig. Presidente della Giunta Regionale delle Marche</p>
<p>Al Direttore Generale di ASUR Marche</p>
<p>Al Direttore dell’Area Vasta nr. 1 di ASUR Marche</p>
<p>Al Direttore Medico di Presidio Ospedaliero dell’Area Vasta nr. 1 di ASUR Marche</p>
<p align="right">Comunicazione PEC</p>
<p>E, p.c.</p>
<p>Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino</p>
<p>Al Presidente e ai membri della Commissione consiliare sanità della Regione Marche</p>
<p>Ai Consiglieri della Regione Marche</p>
<p align="right">Comunicazione e-mail</p>
<p>&#160;</p>
<p>OGGETTO: ISTANZA DI SOSPENSIONE IN AUTOTUTELA DEI PROVVEDIMENTI DI RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI OSPEDALIERI E DI EMERGENZA URGENZA</p>
<p>Con la presente, nell’interesse dei Soci e della comunità,</p>
<p align="center">VISTI</p>
<p>l’Art. 3, commi 1 e 2[1][1] e l’Art. 4, comma 1, lettera f[2][2], dello Statuto Sociale</p>
<p align="center">PREMESSO</p>
<p>1)   Che a decorrere dal 01.01.2016 ASUR Marche ha attuato le misure di “riorganizzazione” dei servizi ospedalieri e dei servizi di emergenza-urgenza, in applicazione dei seguenti provvedimenti:</p>

Determina D.G. ASUR 914 del 24/12/2015 &#8211; Attuazione DGRM 735/2013 e s.m.i. &#8211; DGRM 541/2015. Attivazione Ospedale di Comunità
Determina D.G. ASUR 915 <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/pronto-soccorso-chiuso-di-notte-a-fossombrone-la-diffida-della-coop-art32.html">Pronto soccorso chiuso di notte: a Fossombrone la diffida della coop. Art32</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="right"><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/first_aid.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-892" alt="first_aid" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/first_aid.jpg" width="268" height="178" /></a></p>
<p align="right">Fossombrone, 02.01.2016</p>
<p>Al Sig. Presidente della Giunta Regionale delle Marche</p>
<p>Al Direttore Generale di ASUR Marche</p>
<p>Al Direttore dell’Area Vasta nr. 1 di ASUR Marche</p>
<p>Al Direttore Medico di Presidio Ospedaliero dell’Area Vasta nr. 1 di ASUR Marche</p>
<p align="right"><span style="text-decoration: underline;">Comunicazione PEC</span></p>
<p>E, p.c.</p>
<p>Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino</p>
<p>Al Presidente e ai membri della Commissione consiliare sanità della Regione Marche</p>
<p>Ai Consiglieri della Regione Marche</p>
<p align="right"><span style="text-decoration: underline;">Comunicazione e-mail</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OGGETTO:<b> ISTANZA DI SOSPENSIONE IN AUTOTUTELA DEI PROVVEDIMENTI DI RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI OSPEDALIERI E DI EMERGENZA URGENZA</b></p>
<p>Con la presente, nell’interesse dei Soci e della comunità,</p>
<p align="center">VISTI</p>
<p>l’Art. 3, commi 1 e 2<a title="" href="#_ftn1">[1]</a>[1] e l’Art. 4, comma 1, lettera f<a title="" href="#_ftn2">[2]</a>[2], dello Statuto Sociale</p>
<p align="center">PREMESSO</p>
<p>1)   Che a decorrere dal 01.01.2016 ASUR Marche ha attuato le misure di “riorganizzazione” dei servizi ospedalieri e dei servizi di emergenza-urgenza, in applicazione dei seguenti provvedimenti:</p>
<ul>
<li>Determina D.G. ASUR 914 del 24/12/2015 &#8211; Attuazione DGRM 735/2013 e s.m.i. &#8211; DGRM 541/2015. Attivazione Ospedale di Comunità</li>
<li>Determina D.G. ASUR 915 del 24/12/2015 &#8211; Attuazione DGRM 735/2013 e s.m.i. &#8211; DGRM 541/2015. Attivazione Rete Emergenza Urgenza</li>
<li>Determina D.G. ASUR 916 del 24/12/2015 &#8211; Attuazione DGRM 1345/2013; DGRM 1219/2014; DGRM 665/2015; DGRM 666/2015; DGRM 541/2015; Reti cliniche: attivazione.</li>
</ul>
<p><i>2)</i><i>   </i>Che in data 31.12.2015 è stato affisso, presso il P.P.I. di Fossombrone, uno scarno avviso del seguente tenore: <i>“Avviso agli utenti. Vi trovate in un Punto di Primo Intervento. Il servizio dal 1 gennaio 2016 è attivo tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Dopo le ore 20.00 e fino alle ore 8.00 il servizio è presidiato con una postazione MSA – Mezzo soccorso avanzato – e relativo equipaggio (Medico, infermiere, autista). In assenza rivolgersi al medico di continuità assistenziale suonando il campanello o chiamando il relativo numero telefonico FOSSOMBRONE 0721 721252… Per tutte le prestazioni critiche e di emergenza deve essere chiamato il nr. 118. I pronto soccorso continuamente operativi (H24) si trovano presso gli ospedali di Fano, Urbino, Pesaro”.</i></p>
<p align="center">CONSIDERATO</p>
<ol>
<li>Che la richiamata determina D.G. ASUR 914/2015 appare illegittima, in quanto è stata emanata in contrasto con le vigenti D.G.R. Marche nr. 735/2013 e 452/2014 ed anticipa l’attuazione di misure ipotizzate dalla D.G.R. Marche nr. 1183/2015 (<span style="text-decoration: underline;">Delibera che sembrerebbe inspiegabilmente ispiratrice anche delle disposizioni operative e del protocollo di gestione integrata del P.P.I. emanati in data 30.12.2015 dalla Direzione Medica del Presidio di AV1</span>), che attendono ancora il parere obbligatorio della competente Commissione consiliare e dovranno poi essere oggetto di eventuale delibera di approvazione definitiva da parte della Giunta Regionale;</li>
<li>Che la “riorganizzazione” dei servizi di emergenza-urgenza, realizzata senza osservanza di quanto disposto del 2° comma dell’Art. 8 bis della L.R. Marche 36/1998<a title="" href="#_ftn3">[3]</a>[3], si sostanzia in un <b>importante depotenziamento dell’intero sistema di emergenza provinciale e può costituire grave pregiudizio per l’incolumità e per la salute dei cittadini</b> per le seguenti ragioni:</li>
</ol>
<p>a)      I cittadini che dovessero recarsi ai P.P.I. in orario notturno potrebbero ritrovarsi privi di qualsiasi assistenza in caso di contemporanea uscita del MSA e del medico della continuità assistenziale, con grave pregiudizio anche in relazione ai tempi di intervento</p>
<p>b)      I pazienti che dovessero ancora trovarsi nel P.P.I. alle 20.00 o che ivi dovessero essere assistiti in orario notturno, si troverebbero privati di assistenza medica in caso di successiva contemporanea uscita del MSA e del medico della continuità assistenziale</p>
<p>c)      Le misure adottate, quali emergono dagli atti richiamati e dall’”avviso” affisso a Fossombrone, prevedono che la struttura possa rimanere non presidiata in orario notturno, <span style="text-decoration: underline;">in violazione anche delle pur minime ed insufficienti misure prescritte dell’Art. 8 bis, comma 5 della L.R. Marche 36/1998</span><a title="" href="#_ftn4">[4]</a>[4]</p>
<p>d)     Fermo restando i rilievi sopra formulati, <span style="text-decoration: underline;">è stata omessa una adeguata e doverosa informazione della cittadinanza, la quale, in caso di urgenza, è indotta ad accedere al P.P.I. ignara del fatto che potrebbe non trovarvi alcuna assistenza</span></p>
<p>e)      La chiusura dei P.P.I. nelle ore notturne congestiona ulteriormente i già sovraffollati reparti di emergenza degli ospedali di Urbino, Fano, Pesaro.</p>
<p>Si segnala altresì che <b>la cd. “riorganizzazione” dei servizi ospedalieri potrebbe esporre a rischio i pazienti post-acuti ricoverati presso la struttura di Fossombrone alla data del 31.12.2015</b>. Per questi ultimi, invero, sembrerebbe essere stata disposta una “dimissione amministrativa” al 31.12.2015 &#8211; con chiusura delle cartelle cliniche e relativi SDO &#8211; e la loro permanenza nella struttura dal 01.01.2016, con “documentazione di competenza territoriale”. Laddove ciò risultasse confermato, la nuova &#8211; “automatica” &#8211; modalità di ricovero non dovesse corrispondere alle effettive condizioni dei pazienti e queste ultime fossero oggetto d’improvvisa riacutizzazione, si evidenzia che i pazienti medesimi potrebbero restare privi di assistenza medica in orario notturno e in caso di uscita del medico della continuità assistenziale sul territorio.</p>
<p align="center"><b>si INVITANO e DIFFIDANO</b></p>
<p><b>le SS.VV. a disporre l’immeditata sospensione, in via di autotutela, degli atti sopra richiamati e delle adottate misure di “riorganizzazione” dei servizi ospedalieri e di emergenza, in quanto lesivi del diritto alla salute sancito dall’Art. 32 della Costituzione.</b></p>
<p>In difetto, ci si riserva di adottare ogni azione a tutela del diritto alla salute, ivi compreso il ricorso all’Autorità giudiziaria per l’annullamento dei provvedimento e/o per l’accertamento delle eventuali responsabilità.</p>
<p>La presente viene rivolta, per conoscenza, ai Sindaci della Provincia di Pesaro e Urbino affinchè si compiacciano di adottare i provvedimenti di propria competenza a tutela dei diritti dei cittadini amministrati.</p>
<p>Distinti saluti.</p>
<p align="center"><a href="http://art32onlus.it" target="_blank">Coop. Sociale a r.l. Art. 32 Onlus</a></p>
<p align="center">Alfredo Sadori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref1">[1]</a>[1] <b>Art. 3 STATUTO SOCIALE, commi 1 e 2</b> &#8211; <span style="text-decoration: underline;">La Cooperativa si propone, con spirito mutualistico e senza fini speculativi o di lucro, lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione, la tutela e la cura della salute</span>, […] La Cooperativa promuove le proprie attività adottando un comportamento socialmente responsabile, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, degli utenti, dei fornitori, <span style="text-decoration: underline;">nonché del principio di leale collaborazione e cooperazione nei confronti della Pubblica Amministrazione e di ogni Ente con cui abbia rapporti</span>.</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref2">[2]</a>[2] <b>Art. 4 STATUTO SOCIALE, comma1</b> &#8211; Considerata l’attività mutualistica, così come definita all’articolo precedente, la Cooperativa ha come oggetto: […] f) <span style="text-decoration: underline;">intraprendere ogni provvedimento in materia di tutela della salute e dell’ambiente, ivi compreso il ricorso alle azioni legali previste dall’ordinamento per rimuovere situazioni di rischio o pericolo per la salute, nonchè nei confronti dei soggetti responsabili e/o inadempienti</span>.</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref3">[3]</a>[3] <b><span style="text-decoration: underline;">La specifica organizzazione di punti di primo intervento territoriale ed in particolare l’individuazione di eventuali ampliamenti di attività nella fascia notturna, per esigenze di carattere stagionale o straordinario, è definita dall’ASUR tenendo conto delle necessità</span></b>, anche in relazione al pieno sviluppo della riorganizzazione delle reti cliniche in Area vasta geograficamente intesa.</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref4">[4]</a>[4] 5. In caso di uscita sul territorio del MSA di cui al comma 4, lettera a), un infermiere della struttura allo scopo addestrato presidia l’ambulatorio, assicurando la risposta appropriata, o con l’attivazione del sistema di emergenza-urgenza territoriale in caso di necessità, oppure con l’invio del paziente all’attività dell’ambulatorio di continuità dell’assistenza primaria.</p>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Trivellazioni e salute: oltre all’impatto ambientale anche quello sanitario.</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/trivellazioni-e-salute-oltre-allimpatto-ambientale-anche-quello-sanitario.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/trivellazioni-e-salute-oltre-allimpatto-ambientale-anche-quello-sanitario.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 20:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comitatinrete marche]]></category>
		<category><![CDATA[comitato valcesano sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[nocività]]></category>
		<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[patologie tumorali ed ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[verifica impatto ambientale marche]]></category>
		<category><![CDATA[macoil]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[monteporzio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comitatinrete.it/wordpress/?p=872</guid>
		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle risorse geotermiche del Ministero Sviluppo economico ha riportato, in data 30 aprile 2015, notizia della istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nel nostro territorio (18 comuni, per un’area di oltre 208 chilometri quadrati) da parte della società Mac Oil Spa, legata a Petrocorp Inc.</p>
<p>Sono ufficialmente interessati i Comuni di Barchi, Castel Colonna, Castellone di Suasa, Corinaldo, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Monterado, Orciano di Pesaro, Ostra, Piagge, Ripe, San Costanzo, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Senigallia.</p>
<p>Il 5 agosto u.s. è scaduto il termine per eventuali manifestazioni di interesse da parte di eventuali ditte concorrenti di Mac Oil Spa; ora entra nel vivo il procedimento ministeriale di autorizzazione.</p>
<p>Ancora una volta il nostro territorio è stato fatto bersaglio di speculazione economica con il favore di una classe politica e di un apparato burocratico incompetenti e arroganti.</p>
<p>I Comitati in rete, insieme alle istituzioni <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/trivellazioni-e-salute-oltre-allimpatto-ambientale-anche-quello-sanitario.html">Trivellazioni e salute: oltre all’impatto ambientale anche quello sanitario.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/trivellazioni_monteporzio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-873" alt="trivellazioni_monteporzio" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/trivellazioni_monteporzio.jpg" width="269" height="188" /></a></p>
<p>Il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle risorse geotermiche del Ministero Sviluppo economico ha riportato, in data 30 aprile 2015, notizia della istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nel nostro territorio (18 comuni, per un’area di oltre 208 chilometri quadrati) da parte della società Mac Oil Spa, legata a Petrocorp Inc.</p>
<p>Sono ufficialmente interessati i Comuni di Barchi, Castel Colonna, Castellone di Suasa, Corinaldo, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Monterado, Orciano di Pesaro, Ostra, Piagge, Ripe, San Costanzo, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Senigallia.</p>
<p>Il 5 agosto u.s. è scaduto il termine per eventuali manifestazioni di interesse da parte di eventuali ditte concorrenti di Mac Oil Spa; ora entra nel vivo il procedimento ministeriale di autorizzazione.</p>
<p><b>Ancora una volta il nostro territorio è stato fatto bersaglio di speculazione economica con il favore di una classe politica e di un apparato burocratico incompetenti e arroganti.</b></p>
<p><b>I Comitati in rete, insieme alle istituzioni locali e alle altre realtà che hanno a cuore il futuro della nostra regione e dei cittadini che la abitano, si opporranno con gli strumenti più appropriati per impedire che siano attuate aggressioni all’ecosistema, al paesaggio, all’equilibrio naturale del territorio, alla nostra salute.</b></p>
<p>Dopo il biogas, le ‘biomasse’, il maxi eolico, le cave, la turbogas di Corinaldo, l’elettrodotto Fano-Teramo, sarà questa l’ennesima battaglia che vedrà, in questo territorio, prevalere il diritto alla salute e alla proprietà sugli interessi economici particolari.</p>
<p><b>Alleghiamo un documento basilare, stilato da ISDE-Medici per l’ambiente, si tratta delle osservazioni presentate per il procedimento relativo alla Verifica di Impatto Ambientale (VIA) di una trivellazione per pozzo esplorativo (“Gesualdo 1”) in provincia di Avellino</b>, che mette in rilievo la necessità di appellarsi in alcuni casi al principio di precauzione, come si deduce ad es. dalla relazione della Commissione incaricata di valutare le possibili relazioni tra attività di esplorazione per idrocarburi ed aumento dell’attività sismica nell’area colpita dal terremoto dell’Emilia Romagna, che  ha concluso i suoi lavori ammettendo che: <i>“&#8230;L’attuale stato delle conoscenze e l’interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito ad innescare<b> </b>l’attività sismica nel 2012 in Emilia Romagna</i>”. Pertanto, considerato che una correlazione non può essere provata ma nemmeno esclusa, il principio di precauzione suggerirebbe di soprassedere, in aree sismiche, rispetto a perforazioni che possono giungere a 2000 metri di profondità.</p>
<p>Soprattutto i dati segnalati dei medici ISDE riguardano l’inquinamento delle falde acquifere, l’uso di sostanze nocive e cancerogene nel processo di trivellazione, la problematica della dispersione di gas, quella relativa allo stoccaggio di materiali corrosivi e leggermente radioattivi, ma vediamone brevemente la natura.</p>
<p><b>Il Radon 222</b>, gas radioattivo espressione del decadimento della catena dell’ Uranio 238/235 e Radio; la principale fonte di questo gas risulta essere il terreno con elevate concentrazioni in particolari <i>reservoir </i>sotterranei. Le società petrolifere non fanno accenno alla sua dispersione anche se vi sono dati sulla produzione di questo gas durante le trivellazioni.</p>
<p><b>I fluidi di perforazione</b>, per i quali le società fanno riferimento all’Acqua, alla Bentonite naturale, al Carbonato di sodio, alla Barite (solfato di bario), alla Gomma xantano, al Cloruro di potassio, al Carbonato di calcio, alla Cellulosa polianionica; ma non fanno riferimento per la Barite alla sua formulazione in silice cristallina che risulta cancerogena per l’uomo</p>
<p>Inoltre, segnala ISDE, non viene riportata la presenza nelle varie composizioni dei fluidi di additivi o altre sostanze che, come riportato in letteratura, possono rappresentare nei grandi volumi fonte di criticità sanitaria come interferenti endocrini o cancerogeni.<br />
In letteratura viene riportata di recente la criticità relativa all’impiego di tali liquidi di perforazione legata all’impatto sulla qualità delle acque profonde e superficiali, nonché la possibile tossicità dei liquidi e dei fanghi in risalita<br />
La <b>Soda ASH </b>può avere un’azione acuta irritante su pelle, congiuntiva e mucosa dell’apparato respiratorio e digerente; un’azione cronica può determinare danni agli organi bersaglio. La <b>barite </b>nelle monografie IARC può essere cancerogena (gruppo 1)<b> </b>se inalata.</p>
<p>Altre sostanze sono segnalate come potenziali “interferenti endocrini”. In letteratura, scrive inoltre ISDE, su 994 prodotti usati come liquidi di perforazione, ben 353 sostanze, identificate con il corrispettivo numero CAS, hanno effetti sulla salute.</p>
<p><b>Le emissioni in aria</b>, per le quali non vi è una previsione dettagliata relativa a PM10, PM 5, PM 2,5; anche se tali emissioni determinerebbero un peggioramento della qualità dell’aria particolarmente per l’incremento del PM 0,1 e delle nano-particelle.</p>
<p>L’H2S e la CO2 fanno parte naturalmente delle miscele liquide e gassose e le diverse percentuali caratterizzano la qualità del gas o del greggio estratto.</p>
<p>E’ evidente che la perforazione del sottosuolo fino ad una profondità di almeno 2000 metri per la ricerca di idrocarburi gassosi o liquidi non può non considerare le problematiche sanitarie relative all’<b>H2S. </b></p>
<p>Riguardo a quest’ultimo gas va ricordato che evidenze scientifiche già con valori bassi compresi tra 0,0057 e 0,01 ppm riportano per esposizione cronica disturbi quali bruciori agli occhi e al naso, tosse, mal di testa, disturbi neuro-psicologici, ritardi verbali, deficit motori di coordinazione ad occhi chiusi, riduzione della presa manuale e del riconoscimento cromatico.<br />
<b>Sversamenti accidentali di idrocarburi</b>, inoltre, sono spesso possibili e eventuali vasche di contenzione non garantiscono la penetrazione di essi nel terreno in profondità e nelle falde.<br />
Rispetto ai rischi, relaziona ISDE, Sono stati stimati i rischi sanitari per l’esposizione alle emissioni in atmosfera da un progetto di trivellazione di un pozzo per ricerca di gas naturale in una località del Colorado (2012), con l’obbiettivo di rafforzare la prevenzione sanitaria con la valutazione dell’impatto sanitario di tale attività.<br />
Sono stati valutati, secondo le linee guida dell’EPA (agenzia americana per l’ambiente), gli indici di pericolo per le patologie croniche e sub croniche non tumorali e il rischi per tumore nelle popolazioni residenti <b><i>entro il mezzo miglio e oltre il mezzo miglio dal pozzo</i></b>; il lavoro dimostra che i residenti entro il mezzo miglio dal pozzo hanno rischio sanitario superiore a chi vive oltre il mezzo miglio; le esposizioni sub croniche all’inquinamento atmosferico <b>durante le attività di completamento del pozzo </b>costituiscono la più elevata potenzialità per gli effetti sulla salute.<br />
<i>Il rischio cumulativo per cancro risultò </i>di 10 e 6 su un milione rispettivamente nei residenti entro e oltre il mezzo miglio dal pozzo; il benzene fu identificato come il maggiore determinante del rischio. Il lavoro indica come una analisi del rischio, con l’impiego degli indici di pericolo, sia necessaria alla prevenzione di rischi sanitari.<br />
L’articolo 6 della convenzione di Aarhus prevede la partecipazione del pubblico alle decisioni relative alle attività che possano avere effetti rilevanti sull’ambiente. L’impatto sanitario, oltre che quello geologico e ambientale, è un dato sul quale i cittadini devono vigilare ed attivarsi considerando bene benefici e costi per la collettività dell’operare di queste società.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*Fonte: ISDE, Osservazioni al progetto di perforazione del pozzo esplorativo ‘Gesualdo 1’, permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Nusco”. Avellino, aprile 2015:  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/Osservazioni-Gesualdo-1-DEFINITIVO-ass-1.pdf">Osservazioni Gesualdo 1 DEFINITIVO ass (1)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Coordinamento dei comitati.</b></p>
<p><b> </b></p>
<p>Sosteniamo il lavoro di ISDE, <a href="http://www.isde.it">www.isde.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>RICHIESTA DI INCONTRO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 07:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comitatinrete marche]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[comitati in rete]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Lettera aperta</p>
<p>Gent.le prof Ceriscioli,
complimenti per la sua elezione a Presidente della Regione Marche ed auguri di buon lavoro.</p>
<p>Ci permetta due riflessioni. La prima attiene al grado di consenso che è stato espresso dai cittadini marchigiani.
Oltre la metà degli aventi diritti al voto non si è recata alle urne. E&#8217; evidente che l&#8217;&#8221;offerta politica&#8221;, pur così vasta e variegata (ben 5 candidati presidente e 10 liste di partito) non è riuscita a coinvolgere e convincere la maggioranza dei marchigiani. Si fosse trattato di un referendum sarebbe stato annullato. Si fosse trattato di un Comune, vedi Sant&#8217;Angelo in Vado nel 2014 o Monte San Pietrangeli nel 2015, verrebbe nominato un commissario e sarebbero riconvocate le elezioni tra un anno.</p>
<p>La seconda attiene alla macchina burocratica della Regione. Non possiamo credere che Lei si appresti a &#8220;governare&#8221;, legittimamente, l&#8217;Ente senza porsi il problema dell’efficienza e della funzionalità della macchina amministrativa. Da BUON INSEGNANTE DI MATEMATICA E DA FIGLIO DI <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/richiesta-di-incontro-al-presidente-della-regione.html">RICHIESTA DI INCONTRO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-332" alt="quorum" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpg" width="207" height="243" /></a></p>
<p>Lettera aperta</p>
<p>Gent.le prof Ceriscioli,<br />
complimenti per la sua elezione a Presidente della Regione Marche ed auguri di buon lavoro.</p>
<p>Ci permetta due riflessioni. La prima attiene al grado di consenso che è stato espresso dai cittadini marchigiani.<br />
<strong>Oltre la metà degli aventi diritti al voto non si è recata alle urne.</strong> E&#8217; evidente che l&#8217;&#8221;offerta politica&#8221;, pur così vasta e variegata (ben 5 candidati presidente e 10 liste di partito) non è riuscita a coinvolgere e convincere la maggioranza dei marchigiani. Si fosse trattato di un referendum sarebbe stato annullato. Si fosse trattato di un Comune, vedi Sant&#8217;Angelo in Vado nel 2014 o Monte San Pietrangeli nel 2015, verrebbe nominato un commissario e sarebbero riconvocate le elezioni tra un anno.</p>
<p>La seconda attiene alla macchina burocratica della Regione. Non possiamo credere che Lei si appresti a &#8220;governare&#8221;, legittimamente, l&#8217;Ente senza porsi il problema dell’efficienza e della funzionalità della macchina amministrativa. Da BUON INSEGNANTE DI MATEMATICA E DA FIGLIO DI UNA CITTA&#8217; CHE AMA I MOTORI, crediamo che Lei non si illuda di correre il prossimo quinquennio, il suo GP di formula 1, con la scassata &#8220;500&#8243;, costosa, inefficiente e tutt&#8217;altro che esente da fenomeni di clientela e presunta corruzione che è costituita dal funzionariato apicale della Regione Marche e degli Enti strumentali ad essa connessi.</p>
<p>Vorremmo avere la possibilita&#8217; di confrontarci con Lei, sia per esporre lo stato delle vertenze che gestiamo, sia per individuare le possibili soluzioni.</p>
<p>Come certamente Lei saprà, i Comitati in rete Marche hanno gestito, nell&#8217;ultimo decennio,<strong> circa 70 vertenze</strong> (inceneritori, turbogas, biogas, maxieolici, elettrodotti, gasdotti, stoccaggi gas, sanità, trivellazioni, inquinamento elettromagnetico etc). Quasi tutte le vertenze, dislocate in tutte le province marchigiane, avevano come interlocutore-antagonista proprio la Regione Marche e la sua scassata macchina burocratica.</p>
<p>Ebbene abbiamo vinto quasi tutte le vertenze promosse, le poche residue sono ancora in corso.</p>
<p>Il merito non è nostro, ma dei Comitati dei cittadini facenti parte della nostra rete.</p>
<p>Un merito però rivendichiamo: quello di aver capito che i cosiddetti &#8220;tecnici&#8221; pubblici non sono, fatte le debite e meritorie eccezioni, nient&#8217;altro che burocrati. Come tali, il più delle volte &#8220;scelti&#8221; per via clientelare o per &#8220;concorsi pubblici&#8221;  gestiti dagli stessi burocrati. I membri di una burocrazia eccellono per l&#8217;arroganza del potere dei parvenu fin troppo ben pagati e sempre esenti (quasi intoccabili) alla chiamata in responsabilità neppure di fronte a fallimenti cocenti e costosissimi per l&#8217;erario pubblico.</p>
<p>Scrivevamo delle vertenze vinte. Alcune, quando la politica regionale e le istituzioni locali si sono aperte al confronto con i cittadini ed i loro comitati (vedi elettrodotto Fano-Teramo o turbogas di Corinaldo-Mondavio) con soddisfazione delle popolazioni e delle stesse istituzioni. Altre (vedi la miserrima vicenda del biogas o del maxi-eolico) abbiamo vinto egualmente nonostante l&#8217;ottusa volontà prevaricatrice di burocrati e &#8220;tecnici&#8221; pubblici.</p>
<p>I danni erariali e materiali sono stati ingenti, in alcuni casi definiti, in altri (biogas) da quantificare.</p>
<p>Restano in piedi alcune vertenze, sulle quali le chiediamo appunto l&#8217;incontro, tutte foriere di sviluppi notevoli, tutte cartine di tornasole della credibilità della cosiddetta politica e delle Istituzioni. Ne citiamo alcune:</p>
<p><strong>1) Sanità, lotta agli sprechi ed all&#8217;accentramento burocratico negatori di diritti essenziali &#8211; Fossombrone</strong></p>
<p><strong> 2) Risanamento Ambientale &#8211; Fano Bellocchi</strong></p>
<p><strong> 3) Tutela del territorio -Marotta Mondolfo</strong></p>
<p><strong> 4) Gestione dei rifiuti &#8211; Maiolati Spontini ed altri 11 Comuni</strong></p>
<p><strong> 5) Salute e sicurezza &#8211; San Benedetto del Tronto</strong></p>
<p><strong> 6) Paesaggio e tutela degli investimenti &#8211; Ripatransone</strong></p>
<p>Ci sono poi vertenze &#8220;minori&#8221; che tali non sono se non per l&#8217;impatto mediatico, che avremo modo di illustrarle.</p>
<p>Come certamente Lei saprà, i Comitati in rete Marche sono assolutamente apartitici e fondono la loro azione sull&#8217;esigere il rispetto dei diritti inalienabili ed incoercibili dei cittadfini, quali salute e sicurezza, proprietà e diritto d&#8217;intrapresa, paesaggio e corretta amministrazione pubblica.</p>
<p>Tutti temi che sembrano rientrare nei suoi obiettivi. Benissimo, vogliamo aiutarla a rendere efficaci le sue finalità.</p>
<p>Con noi il confronto è sempre leale, ma mai facile, perché abbiamo appreso, a nostre spese purtroppo, ad essere</p>
<p>CITTADINI NON SUDDITI</p>
<p>In attesa di riscontro,voglia gradire i nostri più cordiali saluti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://comitatinretemarche.it" target="_blank">Comitatinrete-Marche</a></p>
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