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	<title>comitatinrete.it &#187; segnalazione malasanità</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Questionario salute: i risultati del campione di 150 interviste.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 15:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo i dati calcolati su di un campione di 150 questionari (&#8216;Questionario Salute&#8216;) sulla fruizione del Sistema sanitario nazionale nel nostro territorio.
Si tratta di un campione sufficiente a descrivere a grandi linee la realtà della fruizione del sistema sanitario pubblico-privato nell’entroterra, durante quello che è ancora un processo in corso: lo smantellamento dei servizi ospedalieri nei piccoli-medi centri urbani, la sostituzione degli ospedali con servizi ambulatoriali e di primo soccorso ancora non chiaramente definiti, il declamato obiettivo dell’alta specializzazione del futuro “ospedale unico” Marche nord e quello della presa in carico dei medici di medicina generale dei servizi di assistenza 24 ore nei piccoli centri.</p>
<p>Partendo dalla fruizione da parte degli assistiti del servizio di prenotazione degli esami diagnostici tramite CUP, rispetto alla distanza di tempo tra prenotazione e appuntamento, il 25,5% risponde che questo è stato fissato per &#8220;dopo tre mesi” e il 27.7% per “dopo due mesi”, solo il 21,2% dichiara di aver ricevuto <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/questionario-salute-i-risultati-del-campione-di-150-interviste.html">Questionario salute: i risultati del campione di 150 interviste.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo i dati calcolati su di un campione di 150 questionari (&#8216;<a title="QUESTIONARIO SALUTE" href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/questionario" target="_blank">Questionario Salute</a>&#8216;) sulla fruizione del Sistema sanitario nazionale nel nostro territorio.<br />
Si tratta di un campione sufficiente a descrivere a grandi linee la realtà della <b>fruizione del sistema sanitario pubblico-privato nell’entroterra</b>, durante quello che è ancora un processo in corso: lo smantellamento dei servizi ospedalieri nei piccoli-medi centri urbani, la sostituzione degli ospedali con servizi ambulatoriali e di primo soccorso ancora non chiaramente definiti, il declamato obiettivo dell’alta specializzazione del futuro “ospedale unico” Marche nord e quello della presa in carico dei medici di medicina generale dei servizi di assistenza 24 ore nei piccoli centri.</p>
<p>Partendo dalla fruizione da parte degli assistiti del servizio di prenotazione degli esami diagnostici tramite CUP, rispetto alla distanza di tempo tra prenotazione e appuntamento, il 25,5% risponde che questo è stato fissato per &#8220;dopo tre mesi” e il 27.7% per “dopo due mesi”, solo il 21,2% dichiara di aver ricevuto un appuntamento per una distanza di poco più di un mese. Questo per un totale di oltre il 91% di prenotazioni che dovevano essere evase o in 10 o in 30 giorni. Su un totale di prescrizioni “indifferibili”, da evadere in 10 gg, del 43,3%, solo il 21,2% scrive di avere avuto l’appuntamento da lì a 15 giorni, circa <b>la metà</b> .</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-947" alt="immagine_1" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_1.jpg" width="660" height="407" /></a></p>
<p>Constatiamo che permane la necessità di rivolgersi a centri medici specialistici privati per ottenere un minor tempo di attesa: la prestazione a pagamento viene infatti ottenuta nel 25,5% dei casi in 15 giorni, nel 20,4% dopo un mese. I tempi di attesa non sono neanche in questo caso ottimali ma nel 45,9% risolvono il problema con maggiore velocità.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-948" alt="immagine_2" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_2.jpg" width="644" height="457" /></a></p>
<p>Oltre a ciò, il 47.7% dei partecipanti al questionario scrive inoltre che, in occasione di un ricovero, questo è stato prescritto da un medico in libera professione dietro pagamento di un onorario. Il 60.7% dichiara di aver usufruito di consulti specialistici durante un anno, o tutti dietro pagamento di un onorario o per la metà di essi.<br />
<a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-949" alt="immagine_3" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_3.jpg" width="775" height="426" /></a></p>
<p>Il 28,3% delle persone che rispondono alla domanda “Quanto hai speso in ticket sanitari durante l’ultimo anno” dichiara una somma tra i 160 e i 300 euro. Il 28,4% ha pagato oltre i 300 euro in un anno. Un valore molto più alto dell’ultimo dato (2013) ufficiale della Corte dei conti che calcolava per i marchigiani, una spesa pro capite in ticket sanitari di 43 euro l’anno, qui il discrimine sta nel fatto che il dato statistico ufficiale è calcolato dividendo la spesa anche col numero di cittadini che non sono ricorsi ad alcun servizio.</p>
<p>Il 40,4 % è stato fuori regione per almeno una visita specialistica negli ultimi sei mesi/un anno. Il 44% dei partecipanti al questionario è stato fuori provincia.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_4.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-950" alt="immagine_4" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_4-1024x394.jpg" width="588" height="226" /></a></p>
<p>L’attività dei consultori per attività ambulatoriali e di prevenzione continua ad essere centrale, alla domanda se si è frequentato un consultorio pubblico nell’ultimo anno per una visita medica solo il 7% dei partecipanti circa risponde “mai”. Il 40% degli intervistati dichiara di aver eseguito almeno un controllo di medicina preventiva nell’ultimo anno.</p>
<p>Riguardo l’attività dei medici di famiglia, oltre il 46,8% dei partecipanti dichiara di dover attendere almeno mezz’ora per riuscire a ottenere una prescrizione dal proprio medico di base, oltre il 44% degli intervistati si reca dalle quattro alle sei volte all’anno dal proprio medico. Solo il 18,44% dichiara di recarvisi solo una volta all’anno. Fa molto riflettere che la quasi totalità dei medici di base consigli ai propri assistiti una visita specialistica a pagamento, anche se un 43,5 % lo fa specificando che non è determinante per la qualità della prestazione e che si può fare anche col ticket.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-951" alt="immagine_5" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_5.jpg" width="721" height="394" /></a></p>
<p>Le distanze sono spesso un problema sia per i ricoveri che per le prestazioni di Pronto soccorso. <strong>Per il 54,9% dei partecipanti al questionario il Pronto soccorso dista oltre 15km</strong>. Eppure i partecipanti dichiarano che, durante l’ultimo anno, almeno uno dei propri familiari ha avuto necessità del Pronto soccorso; il 37,3 una volta, il 29,6 due volte, il 28,2 tre volte.</p>
<p>Per il 61,8% dei partecipanti che ha avuto necessità di chiamare un’ambulanza, il tempo di arrivo del mezzo è “dopo venti minuti” nel 30,5% dei casi dopo mezz’ora, tempistica che fa pensare che a volte sia meglio tenere a portata di mano la propria automobile.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-952" alt="immagine_6" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_6.jpg" width="691" height="236" /></a><br />
Anche le attese ai Pronto soccorso non brillano proprio per performance: il 24,4 % dei partecipanti che si sono recati da soli al Pronto soccorso affermano di avere atteso oltre 4 ore, il 13,3% oltre tre ore, il 23% oltre un’ora. Solo l’11,9% oltre mezz’ora, ed un ‘fortunato’ 14,8% meno di mezz’ora.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_7.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-953" alt="immagine_7" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/immagine_7-1024x758.jpg" width="796" height="588" /></a></p>
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		<title>Anche sulla salute pesano le Caste. Le retribuzioni dei medici alla luce dei tagli alla sanità.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 22:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Sembra uno dei soliti termini alla moda che infiammano per qualche anno l’opinione pubblica: Casta. Eppure il discorso sulle caste cela dietro il termine una realtà fatta di strutturazione dei ceti sociali, di passaggio di privilegi e di codici comportamentali (e morali) non detti che certo non ha epoca. Ciò soprattutto nel nostro Paese, così affezionato ai ruoli …”tradizionali”.
Da quando il sistema di governo dello Stato sociale, parimenti a quello della finanza e di altri beni pubblici, ha iniziato ad essere decostruito ad opera dei ‘governanti-risparmiatori’, da quando cioè ai capitalisti (se non volete pensare a Marx potete chiamarli Grandi Investitori) viene dato in pasto il patrimonio pubblico per ovviare ai loro problemi di rendimento e concorrenza… la spesa sanitaria italiana ha iniziato col ridurre non tanto gli sprechi e il clientelismo, ma a deviare l’investimento, in modo da consentire ai privati un più massiccio intervento sussidiario. La realtà della manovra la vediamo nelle nostre <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/anche-sulla-salute-pesano-le-caste-le-retribuzioni-dei-medici-alla-luce-dei-tagli-alla-sanita.html">Anche sulla salute pesano le Caste. Le retribuzioni dei medici alla luce dei tagli alla sanità.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/tersilli.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-846" alt="tersilli" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/tersilli.jpg" width="272" height="185" /></a></p>
<p>Sembra uno dei soliti termini alla moda che infiammano per qualche anno l’opinione pubblica: Casta. Eppure il discorso sulle caste cela dietro il termine una realtà fatta di strutturazione dei ceti sociali, di passaggio di privilegi e di codici comportamentali (e morali) non detti che certo non ha epoca. Ciò soprattutto nel nostro Paese, così affezionato ai ruoli …”tradizionali”.<br />
Da quando il sistema di governo dello Stato sociale, parimenti a quello della finanza e di altri beni pubblici, ha iniziato ad essere decostruito ad opera dei ‘governanti-risparmiatori’, da quando cioè ai capitalisti (se non volete pensare a Marx potete chiamarli Grandi Investitori) viene dato in pasto il patrimonio pubblico per ovviare ai loro problemi di rendimento e concorrenza… la spesa sanitaria italiana ha iniziato col ridurre non tanto gli sprechi e il clientelismo, ma a deviare l’investimento, in modo da consentire ai privati un più massiccio intervento sussidiario. La realtà della manovra la vediamo nelle nostre tasche, quando per ricorrere alle mancanze dei ‘LEA’ (Livelli essenziali di assistenza) siamo costretti per urgenza a pagare un professionista privato o “intra moenia”, spesso con la connivenza del medico di base che, per non irritare il servizio pubblico alle corde, si rifiuta di barrare la casella di urgenza nell’impegnativa (su questo il Coordinamento dei comitati ha svolto una campagna informativa dal gennaio 2014<a title="" href="#_ftn1">[1]</a>).<br />
<i>“Nell’ultimo anno il valore pro-capite della spesa sanitaria privata si è ridotto da 491 a 458 euro all’anno e le famiglie italiane hanno dovuto rinunciare complessivamente a 6,9 milioni di prestazioni mediche private. … il calo della spesa sanitaria privata è il segnale di una inversione di tendenza rispetto a un fenomeno consolidato nel tempo per cui le risorse familiari hanno compensato una offerta del welfare pubblico che si restringeva. Oggi invece anche il welfare privato familiare comincia a mostrare segni di cedimento. Tra il 2007 e il 2013 la spesa sanitaria pubblica è rimasta praticamente invariata (+0,6% in termini reali) a causa della stretta sui conti pubblici. È aumentata, al contrario, la spesa di tasca propria delle famiglie (out of pocket): +9,2% tra il 2007 e il 2012, per poi ridursi del 5,7% nel 2013 a 26,9 miliardi di euro.”<a title="" href="#_ftn2"><b>[2]</b></a><br />
</i>I cittadini si ritrovano così a dover sopperire con i loro soldi, se li hanno, alle mancanze del sistema sanitario pubblico, senza che la pressione fiscale su di loro diminuisca, ritrovandosi dei gestori privati della sanità pubblica che usufruiscono di strutture pubbliche per dare servizi…pagati sempre con soldi pubblici. Nel frattempo le strutture si usurano, e il pubblico si ritrova a doverle risanare sempre a spese del cittadino.<br />
Posto il fatto che la “concorrenza” tra privati nel fornire un servizio che ha standard precisi ricava il suo utile solo da due manovre: o l’imbroglio sugli standard, o lo sfruttamento del lavoratore, una cosa è sicura, nel caso della sanità, il “lavoratore” sfruttato non sarà mai il medico.<br />
Non a caso è recente la messa in rilievo della disparità di trattamento economico tra medici ospedalieri e medici di base: quando la mongolfiera cala ognuno deve giustificare meglio la propria bisaccia.<br />
La comparazione tra stipendi  ce la fornisce  Quotidiano Sanità, e ci dice che nelle Marche nel 2013 lo stipendio annuale di un medico del 118 o di una Guardia medica è stato di 24.896 euro <span style="text-decoration: underline;">mentre uno dei nostri medici di base, o di Assistenza primaria, ha guadagnato in media 76.471 euro, </span>più di un dirigente medico pubblico. Una differenza abissale a fronte di responsabilità e impegno differenti. E’ vero infatti che un medico di base può scegliere a sua discrezione l’orario di ambulatorio in cui ricevere gli assistiti, e non ha obbligo di visita domiciliare se ritiene che l’assistito sia trasportabile al suo ambulatorio. Non solo, gli obblighi riguardanti i pazienti anziani o gravemente malati non sono ben definiti né verificati da parte di alcuna autorità sanitaria, la media italiana infine ci dice che un medico di base lavora circa 24 ore alla settimana.<br />
Le lunghe file svolte dai cittadini per una breve visita o una ricetta medica, con l’incubo dei minuti contati e il ricorso all’assistenza del 118 o della Guardia medica in tanti casi, gonfiano la protesta tanto che il Rapporto PiT salute 2014  ci dice che “<i>Quest’anno le segnalazioni che riguardano l’assistenza territoriale, confermano l’entità del problema, attestandosi al secondo posto nella classifica delle criticità più evidenti del SSN per i cittadini. Il dato raggiunge il 15,6% sul totale a fronte 15,3% dello scorso anno. Il problema più sentito dai cittadini, nell’ambito dell’assistenza territoriale, riguarda l’assistenza primaria di base, quindi il rapporto con Medici di base e Pediatri di libera scelta, con un valore che rappresenta oltre un quarto delle segnalazioni (25,7%) nell’analisi 2013 in deciso aumento rispetto allo scorso anno (23,4%)</i>.”<br />
Alla’ latitanza’ di questi lavoratori da 5 ore al giorno volevano porre rimedio le Asl coi famigerati progetti di “Case della salute”, famigerati perché spesso raffazzonati e posti in essere come alternativa alla chiusura di importanti presidi ospedalieri territoriali; per le “Case” veniva richiesto ai medici di base di garantire una presenza continuativa addirittura ogni giorno della settimana, alternandosi coi colleghi, per seguire meglio gli iter di cura, le dimissioni ospedaliere, le piccole problematiche mediche non necessitanti dei Pronto soccorso dei loro assistiti. Ovviamente la “Casta” si è guardata bene dall’accettare qualsiasi impegno non altrimenti retribuito, tanto è vero che, per fra fronte alle sentite lamentele dei mutuati, è ora in voga lo “Studio medico associato”, per cui le poche ore di ambulatorio vengono allargate con la presenza a turno di uno dei medici soci… e le ricette del proprio medico, se assente, spesso spuntano pre-firmate e si ritirano in segreteria.<br />
La medicina di base quindi offre lo spunto per la definizione di una nuova Casta sinora celata dalla fama del ‘medico santo’ Giuseppe Moscati, o dalla caricatura da Alberto Sordi nei panni del dott. Tersilli, oltre a quelle già processate dai cittadini-giacobini (manager pubblici e privati, notai, baroni universitari ecc.), una casta da circa un euro al minuto (retribuzione oraria media euro 67). E le eccezioni?<br />
Come cittadini e cittadine ci chiediamo “quante ore lavora al giorno il mio medico di base, quanti mutuati ha, quanto guadagna, perché fa pagare i certificati?”, mentre i più fortunati, assistiti da medici scrupolosi che continuano a fare ancora molte visite a domicilio e si impegnano addirittura, alcuni, nel seguire i propri pazienti in ospedale o alle dimissioni, non dovranno chiedere altro se non il motivo della sproporzione retributiva segnalata.<br />
Certo, non potrà mai sembrare innocente la proposizione da parte dei medici di base, al cittadino forse reso invalido da una patologia grave dovuta all’anzianità, o a un trauma, o a una malattia oncologica… della parcella di euro 100 iva inclusa per la compilazione dello scarno modulo online necessario per la richiesta all’Inps di visita medica per ottenere la certificazione dell’handicap o della necessità di assistenza domestica. La pratica poi seguirà il suo corso,  con modeste retribuzioni orarie, grazie ai tanto vituperati patronati sindacali, perché si sa, è meglio prendersela tra poveri che con chi tiene la Pillola dalla parte del manico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Francesca Palazzi Arduini</p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref1">[1]</a> http://www.comitatinrete.it/wordpress/tempi-massimi-di-attesa-parte-la-vertenza-a-tutela-dei-pazienti.html</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref2">[2]</a> (Sanità) in cerca di cura. Rapporto PiT salute 2014, a cura del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, Rubbettino, 2014.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/tabella.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-848" alt="tabella" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/tabella-1024x768.jpg" width="787" height="589" /></a></p>
</div>
</div>
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		<title>Ospedali riuniti: Matteo Ricci e i ricordi… arrugginiti.</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 08:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
«Nessun ospedale può stare in piedi se al suo interno non c’è una medicina adeguata. L’attuale riorganizzazione dei reparti che prevede l’internistica su Fano e la complessità chirurgica su Pesaro non ci soddisfa affatto». Matteo Ricci apre gli “Stati Generali della Salute” del 27 giugno cadendo dal pero, improvvisamente c’è “qualcosa che non va”, “qualcosa non ha funzionato”, e afferma, guarda un po’, che “se si vuole investire su Marche Nord e Area Vasta 1 non si possono togliere le risorse”. Improvvisamente il delfino pesarese di Matteo Renzi scopre che “abbiamo un rapporto tra posti letto e cittadini inferiore rispetto alla media regionale”, ci chiediamo cosa pensava di aver sottoscritto, precisamente nel giugno 2009, quando dichiarava con toni altisonanti in seguito all’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell&#8217;azienda Ospedali riuniti Marche Nord che si trattava di “una vera riforma della sanità che rafforza e qualifica l&#8217;offerta del Nord delle Marche a favore dell&#8217;intero territorio di <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/ospedali-riuniti-matteo-ricci-e-i-ricordi-arrugginiti.html">Ospedali riuniti: Matteo Ricci e i ricordi… arrugginiti.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-767" alt="ortopedia san salvatore pesaro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-1-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><br />
«<i>Nessun ospedale può stare in piedi se al suo interno non c’è una medicina adeguata. L’attuale riorganizzazione dei reparti che prevede l’internistica su Fano e la complessità chirurgica su Pesaro non ci soddisfa affatto</i>». Matteo Ricci apre gli “Stati Generali della Salute” del 27 giugno cadendo dal pero, improvvisamente c’è “qualcosa che non va”, “qualcosa non ha funzionato”, e afferma, guarda un po’, che <i>“se si vuole investire su Marche Nord e Area Vasta 1 non si possono togliere le risorse”</i>. Improvvisamente il delfino pesarese di Matteo Renzi scopre che “<i>abbiamo un rapporto tra posti letto e cittadini inferiore rispetto alla media regionale</i>”, ci chiediamo cosa pensava di aver sottoscritto, precisamente nel giugno 2009, quando dichiarava con toni altisonanti in seguito all’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell&#8217;azienda Ospedali riuniti Marche Nord che si trattava di “<i>una vera riforma della sanità che rafforza e qualifica l&#8217;offerta del Nord delle Marche a favore dell&#8217;intero territorio di Pesaro Urbino</i>”.<br />
Questo regalino che veniva propinato ai cittadini, senza ovviamente consultarli, ma basandosi su scelte penalizzanti per il territorio, veniva così definito da Ricci: “<i>Un obiettivo che perseguivamo da anni e che abbiamo finalmente raggiunto grazie alla volontà e all&#8217;impegno degli amministratori locali e soprattutto della Giunta del presidente Spacca</i>”.<br />
Ora Ricci cambia personalità e dichiara che anche il progetto dell’ospedalone succhia denari va spostato a Pesaro, mentre nel dicembre 2011, dopo il famigerato SI della conferenza dei Sindaci alla proposta di ospedale unico (abbiamo firmato, ma non credevamo si trattasse di un unico ospedale &#8211; dirà uno scellerato amministratore) affermava: «<i>Oggi aggiungiamo un tassello importante al percorso, con il parere, nella conferenza dei sindaci, dell’atto che andrà in giunta regionale. E che individua la scelta del terreno su cui insisterà la struttura</i>». Poi l’annuncio: «<i>Dopo la valutazione tecnica del gruppo di lavoro regionale, che ha esaminato le 7 proposte pervenute anche sulla base del lavoro richiesto alla Provincia, la scelta è ricaduta su Fosso Sejore.</i>” Da ‘esperto’ aggiungeva: “<i>ci siamo concentrati sull’accessibilità, non solo rispetto a Pesaro e Fano, ma in ottica provinciale. Il nostro studio specifico è stato sui tempi di percorrenza e sulle opere infrastrutturali necessarie”, per “non stravolgere la mobilità</i><strong>”. </strong><br />
Ora, mentre i cittadini protestano per il mancato rispetto dei Livelli essenziali di assistenza e le bibliche Liste di attesa (cui anche le recenti disposizioni di Regione Marche sembrano porre come rimedio, si fa per dire, solo la privatizzazione dei servizi), e per la scomparsa delle strutture dall’entroterra, mentre a gran voce si chiede un altro tipo di progettazione, che rafforzi le strutture di emergenza anche nell’entroterra, preveda presidi medici e chirurgici di qualità sul territorio e non solo sulla costa, riabiliti e migliori le strutture esistenti in accordo con le richieste delle città (perché nuove strutture edilizie quando la popolazione non aumenta e la degenza di fa sempre più breve?)… ci tocca di assistere alle scaramucce politiche all’interno del Pd, con Mezzolani che conferma la sua sordità:<strong> “</strong><i>non ci faremo travolgere dal populismo e, soprattutto, non indietreggeremo rispetto alla riforma sanitaria che abbiamo attuato</i>”. E… rispetto ai posti letto mancanti, torna fuori con la favola delle “Case della salute”: “<i>c’è un percorso di riforma che alla creerà le Case della Salute dove i posti letto ci saranno</i>”…posti letto? Ma le Case non sono, per definizione ministeriale, ipotesi di integrazione dei servizi ambulatoriali e della Rete assistenziale? E nel frattempo aggiunge che lui e Spacca faranno <i>a tutti i costi</i> l’Ospedale unico, a Fosso Sejore, trovando i 200 milioni di euro necessari, a tutti i costi. Dead or alive… non loro, i pazienti.<br />
Gli equilibrismi si spostano dunque ancor più su questioni di localizzazione (leggi “affari”), e anche l’attuale Sindaco di Fano, come quello precedente, troverà il modo di fare i suoi percorsi di rabdomanzia per localizzare il casermone. Non bastano degli “Stati generali” orchestrati come performance per prendere in giro i cittadini con abili cambi di opinione non suffragati dai fatti. Ricci potrebbe ad esempio associarsi alla vertenza legale tra pochi mesi in discussione al TAR e, con gli altri Sindaci, dire un NO deciso all’unico vero dispendio di energie e denaro che è alibi per lo sfacelo dei presidi e strutture locali: l’ospedale unico.</p>
<p><i>Coordinamento dei comitati, comitatinrete.it<br />
Comitato a difesa dei diritti, Fossombrone</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ps:<br />
Per confermare la “ruggine dei ricordi” del Sindaco,  alcune fotografie che mostrano le vergognose condizioni dell’ingresso principale del padiglione di Chirurgia-Ortopedia del presidio ospedaliero San Salvatore di Pesaro. Chiediamo di conoscere quali provvedimenti siano stati intrapresi dai responsabili dell’Azienda Sanitaria per tutelare l’azienda stessa e i contribuenti dal danno economico e da quello di immagine.</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-766" alt="Ortopedia ingresso San Salvatore Pesaro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-168x300.jpg" width="168" height="300" /></a>     <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-768" alt="San-Salvatore-2" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-2-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a>   <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-769" alt="San-Salvatore-3" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/San-Salvatore-3-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>SANITA&#8217; ALLO SFASCIO, IMPERTURBABILI I MANOVRATORI</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/sanita-allo-sfascio-imperturbabili-i-manovratori.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/sanita-allo-sfascio-imperturbabili-i-manovratori.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 08:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazione malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[vertenza sanità regione marche]]></category>
		<category><![CDATA[malasanità marche]]></category>
		<category><![CDATA[vertenza sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
1)   IL CASO FRANCHI</p>
<p>2)   L&#8217;UOMO IN GRAVI CONDIZIONI CHE VIENE SBALLOTTATO PER 4 ORE IN AMBULANZA DA UN’OSPEDALE ALL’ALTRO: PROTOCOLLO E STRUTTURE INADEGUATE</p>
<p>3)   GLI IMPERTURBABILI RICCI, MEZZOLANI &#38; C.</p>
<p>A leggere le “cronache ospedaliere&#8221; locali dell&#8217;ultima settimana si resta attanagliati dalla sensazione di sgomento per un paese che affonda nella corruzione, nello spreco e nel disordine.
Che c&#8217;azzeccano Franchi, il ferito grave di Sant&#8217;Ippolito, i tecnici gestori della Sanità al costo di oltre 20.000 € al mese (più i benefit), nonché l&#8217;immarcescibile Mezzolani?
E&#8217; presto detto. Ma prima vogliamo augurarci, per la tranquillità di tante famiglie e del territorio, che tutta la vicenda Franchi si risolva, nonostante le apparenze, in &#8220;tanto rumore per nulla&#8221;.</p>
<p>Restiamo ai fatti.</p>
<p>I giornali raccontano come l&#8217;arrestato, utilizzando strutture e personale pubblici abbia &#8220;intascato&#8221;, per il solo ultimo anno, 100.000,00 euro derivati dalle parcelle pagate dai cittadini per le visite in ospedale, in regime di extra moenia, frodando al contempo fisco, cassa ospedaliera e giungendo al punto <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/sanita-allo-sfascio-imperturbabili-i-manovratori.html">SANITA&#8217; ALLO SFASCIO, IMPERTURBABILI I MANOVRATORI</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO.jpg"><img class="alignnone  wp-image-312" alt="H UNICO" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO.jpg" width="300" height="400" /></a><br />
1)   </b><b>IL CASO FRANCHI</b></p>
<p><b>2)   </b><b>L&#8217;UOMO IN GRAVI CONDIZIONI CHE VIENE SBALLOTTATO PER 4 ORE IN AMBULANZA DA UN’OSPEDALE ALL’ALTRO: PROTOCOLLO E STRUTTURE INADEGUATE</b></p>
<p><b>3)   </b><b>GLI IMPERTURBABILI RICCI, MEZZOLANI &amp; C.</b></p>
<p>A leggere le “cronache ospedaliere&#8221; locali dell&#8217;ultima settimana si resta attanagliati dalla sensazione di sgomento per un paese che affonda nella corruzione, nello spreco e nel disordine.<br />
Che c&#8217;azzeccano Franchi, il ferito grave di Sant&#8217;Ippolito, i tecnici gestori della Sanità al costo di oltre 20.000 € al mese (più i benefit), nonché l&#8217;immarcescibile Mezzolani?<br />
E&#8217; presto detto. Ma prima vogliamo augurarci, per la tranquillità di tante famiglie e del territorio, che tutta la vicenda Franchi si risolva, nonostante le apparenze, in &#8220;tanto rumore per nulla&#8221;.</p>
<p>Restiamo ai fatti.</p>
<p><b>I giornali raccontano come l&#8217;arrestato, utilizzando strutture e personale pubblici abbia &#8220;intascato&#8221;, per il solo ultimo anno, 100.000,00 euro derivati dalle parcelle pagate dai cittadini per le visite in ospedale, in regime di extra moenia, frodando al contempo fisco, cassa ospedaliera e giungendo al punto di timbrare il cartellino di presenza andandosene poi in giro per la città per i fatti suoi.</b></p>
<p><b>Negli stessi giorni un lavoratore si è infortunato a Sant&#8217;Ippolito e ha trascorso quattro ore in &#8220;gita premio&#8221;, ospite delle ambulanze e sballottato dal punto di primo intervento di Fossombrone a quello di Urbino, per poi essere trasportato, finalmente, all’ospedale regionale di Ancona in eliambulanza – dunque le sue condizioni erano veramente gravi! &#8211; in stato di choc dovuto all&#8217;infortunio ed aggravato dalla &#8220;malasanità&#8221;.</b></p>
<p>La sanità pubblica nelle Marche ha un costo, gestito dalla Regione, di 2.800 milioni di €. E&#8217; una cifra colossale, circa 2.000 € a cittadino, a cui andrebbero aggiunti i costi sostenuti direttamente dalle famiglie (ticket, visite a pagamento etc.). Ebbene, da mesi chiediamo che siano noti e certificati i bilanci, anche per giustificare le chiusure degli ospedali e dei pronto soccorso. Quello dell’anno 2012 ci deve essere ancora rilasciato. Tuttavia ci è stato risposto che dobbiamo &#8220;fidarci&#8221; dei &#8220;tecnici&#8221;. Per anni ci hanno rabboniti affermando che con i &#8220;tecnici&#8221; tutto sarebbe andato meglio, migliori servizi e minori costi. Abbiamo sperimentato, sulla nostra pelle, il verificarsi dell&#8217;esatto contrario.</p>
<p><b><span style="text-decoration: underline;">Il caso Franchi ci dimostra lo sbando e la confusione  regnano sovrane e ciò costituisce il miglior terreno possibile in cui sguazzano la corruzione, il peculato, lo spreco e, di conseguenza, anche la malasanità.</span></b></p>
<p>Gli imperturbabili Ricci e Mezzolani tacciono, essendo d&#8217;oro il silenzio. A dire il vero il secondo parla e, sdegnato, chiede di non generalizzare. Il direttore generale Ricci, ed i suoi due vice, strapagati e strapremiati dirigenti dell&#8217;azienda ospedaliera Marche Nord, non sono capaci neanche di predisporre il controllo dell&#8217;operato dei loro dipendenti, un banale incrocio dei dati? Ma questi non agiscono all&#8217;interno dell&#8217;ospedale, con personale dell&#8217;ospedale, dopo aver concordato tempi e spazi dell&#8217;attività privata?</p>
<p>E l&#8217;impassibile assessore regionale Mezzolani, quello del Cup che doveva risolvere tutto e che ci è costato una barca di soldi per avere le liste d’attesa a due velocità (Se paghi c’è posto domani, altrimenti il prossimo anno), che fa? Le tre scimmiette erano più attive di lui nel perseguire il bene pubblico.</p>
<p><b><span style="text-decoration: underline;">Eppure i responsabili sono soprattutto loro, ai nostri occhi. Ci sembra evidente nel caso del lavoratore infortunato: chi sta distruggendo la sanità delle Marche con la chiusura di 13 ospedali, dei relativi pronto soccorso, del sistema di emergenza-urgenza, senza tener conto dei LEA (livelli essenziali di assistenza in accordo stato-regioni) non può accampare scuse o giustificazioni. Ma ancora più evidenti appaiono essere le loro colpe in vigilando per il caso Franchi.</span> In un&#8217;azienda vera, e non politica, i responsabili di queste incredibili gestioni sarebbero licenziati in tronco.</b></p>
<p>Che fare dopo lo sconcerto. E’ presto detto: <b><span style="text-decoration: underline;">incoraggiare la magistratura, continuare l&#8217;azione del Comitato a Difesa dei Diritti di Fossombrone per costringere la regione ad adottare un sistema ospedaliero e di emergenza equo sul territorio, efficiente, efficace; costruire la costituzione dei cittadini nel procedimento Franchi per chiedere i danni; allargare la richiesta di danni a tutti i soggetti, politici e manager, responsabili di &#8220;culpa in vigilando&#8221;.</span></b></p>
<p>Comunicheremo a tempo e luogo le nostre iniziative e chiederemo l&#8217;adesione delle famiglie come stiamo facendo a Fossombrone e nei territori circostanti.<br />
CITTADINI, NON SUDDITI</p>
<p>Leggi gli articoli: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/09/CORRIERE-ADRIATICO-18.09.2013-Franchi.pdf">CORRIERE ADRIATICO 18.09.2013 Franchi</a> /<br />
Comitato a Difesa dei Diritti di Fossombrone – <a href="mailto:comitatoadifesadeidiritti@gmail.com">comitatoadifesadeidiritti@gmail.com</a></p>
<p>COMITATINRETE -  <a href="http://www.comitainrete.it/" target="_blank">www.comitainrete.it</a></p>
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		<title>Sanità “manageriale”? Ma adesso le statistiche le facciamo noi.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 14:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazione malasanità]]></category>
		<category><![CDATA[vertenza sanità regione marche]]></category>
		<category><![CDATA[malasanità marche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p></p>
<p>Sanità “manageriale”? Ma adesso le statistiche le facciamo noi.
</p>
<p>&#160;</p>
<p>Il Coordinamento dei comitati rafforza le azioni legali in difesa del diritto alla assistenza sanitaria territoriale lanciando un modulo online per dar voce ai cittadini: sarà possibile segnalare disservizi e casi di malasanità, e partecipare a quella che possiamo definire una vertenza “continua” per l’affermazione del diritto alla salute, nonché contro la privatizzazione il degrado del sistema sanitario sul nostro territorio.
Sempre sul sito del coordinamento (www.comitatinrete.it) è presente anche un questionario online di raccolta dati sui tempi ed i modi di fruizione delle prestazioni sanitarie: i dati, raccolti in forma anonima,  daranno vita ad una statistica sul rapporto di noi cittadini col servizio sanitario.</p>
<p>Invitiamo tutti/e a partecipare segnalando e contribuendo alla raccolta dei dati, per mettere nero su bianco il disagio che le condizioni in cui versano i servizi sanitari ci procura, e rendere tangibili le cifre del nostro rapporto con il servizio sanitario.</p>
<p>Finalmente i sindaci sul <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/sanita-manageriale-ma-adesso-le-statistiche-le-facciamo-noi.html">Sanità “manageriale”? Ma adesso le statistiche le facciamo noi.</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/quaderno_salute_2010_centro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-609" alt="quaderno_salute_2010_centro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/quaderno_salute_2010_centro.jpg" width="800" height="509" /></a></p>
<p><b>Sanità “manageriale”? Ma adesso le statistiche le facciamo noi.<br />
</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Coordinamento dei comitati rafforza le azioni legali in difesa del diritto alla assistenza sanitaria territoriale lanciando un modulo online per dar voce ai cittadini: <b>sarà possibile segnalare disservizi e casi di malasanità</b>, e partecipare a quella che possiamo definire una vertenza “continua” per l’affermazione del diritto alla salute, nonché contro la privatizzazione il degrado del sistema sanitario sul nostro territorio.<br />
Sempre sul sito del coordinamento (<a href="http://www.comitatinrete.it/">www.comitatinrete.it</a>) è presente anche un <b>questionario online di raccolta dati sui tempi ed i modi di fruizione delle prestazioni sanitarie</b>: i dati, raccolti in forma anonima,  daranno vita ad una statistica sul rapporto di noi cittadini col servizio sanitario.</p>
<p>Invitiamo tutti/e a partecipare segnalando e contribuendo alla raccolta dei dati, per mettere nero su bianco il disagio che le condizioni in cui versano i servizi sanitari ci procura, e rendere tangibili le cifre del nostro rapporto con il servizio sanitario.</p>
<p>Finalmente i sindaci sul territorio cominciano ad alzare la testa contro provvedimenti fortemente voluti più che dall’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani, il cui peso decisionale, è risaputo, è ormai risibile, da un apparato burocratico che, nella sanità come nel settore ambiente, ha preso il sopravvento sulla politica. Dopo anni di conti senza oste, rassicurazioni farlocche agli amministratori locali, progressiva sparizione nel nulla di servizi sanitari essenziali, mormorio dei lavoratori della sanità sbatacchiati come soldatini di stagno, siamo giunti alla resa dei conti.<br />
Lo smantellamento dei piccoli presidi ospedalieri della provincia in cambio di niente è il segno tangibile della sudditanza  alle esigenze industriali-sanitarie dei poteri forti; la penalizzazione incredibile dei servizi sul nostro territorio rispetto alle altre provincie marchigiane è il segno che siamo stati svenduti in cambio di qualche fico secco, prova ne è la trattativa a mezzo stampa di Mezzolani con Impregilo per l’ingresso al ribasso della speculazione del capitalismo finanziario privato nella sanità pubblica.</p>
<p><b>Per questo chiediamo a tutti i cittadini e le cittadine di partecipare a questo sforzo di darsi voce e di capire con ancora più precisione la situazione in cui versiamo , mettendo nero su bianco le denunce tante volte accennate in assemblee e incontri pubblici.</b></p>
<p><b> </b></p>
<p>Nell’immagine: Il grafico del Quaderno ministeriale “Cittadini e salute. La soddisfazione degli italiani per la sanità – edito nel 2010, dal quale si evince che i cittadini del centro Italia giudicano “buoni” i servizi privati (soprattutto studi medici privati, cliniche private, laboratori di analisi e centri diagnostici privati) e meno buoni i servizi pubblici, soprattutto ospedali e pronto soccorso (di buona qualità solo per il 27.7 per cento del campione di 500 intervistati).</p>
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