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15 milioni di italiani ed italiane dicono basta alle trivellazioni.

triv_adriatico
Da Medicina Democratica sui risultati del referendum del 17 aprile 2016.
(immagine da dossier WWF)

Noi avevamo vinto prima del 17 aprile. Anzi abbiamo stravinto. Su cinque dei sei quesiti referendari il governo era stato costretto alla retromarcia per evitare il voto: abbiamo sventato un piano scellerato con decine di altre piattaforme. Ogni quesito chiedeva di abrogare norme introdotte dal governo per facilitare le trivellazioni e per estromettere Regioni ed enti locali dalle decisioni. Per cinque quesiti il governo ha dovuto modificare la legge restituendo il potere agli enti regionali. Il sesto regalo, in eterno, alla superlobby dei petrolieri esenti da royalty è stato mantenuto in vita anche per farci schiantare contro il muro del quorum e umiliarci ora e in futuro.
Ma il governo ha fallito la trappola: nonostante il boicottaggio al quorum (25.393.170 votanti), nonostante il mancato abbinamento con le amministrative (costato 360 milioni di euro), nonostante martellante l’invito illegale all’astensione, nonostante la gigantesca campagna di silenzio e disinformazione del servizio pubblico e dei giornali amici (il TG1 ad es. ha fatto 13 minuti di informazione in una settimana), nonostante bufale di stampo terroristico per spaventare gli elettori così ben disinformati (es. gli 11 mila posti di lavoro a rischio), nonostante tutto ciò milioni di italiani al voto non sono stati uno zero virgola.
Nei referendum del 2000, 2003, 2005 e 2009 votarono dagli 11 ai 13 milioni di italiani. Il quorum fu raggiunto solo nel 2011 (27,6 milioni di voti) ma si votava anche il lunedì.
Oltre il 30 per cento degli elettori vuol dire 15 milioni di italiani. 15 milioni in vista del referendum di autunno sulle riforme costituzionali, dove non c’è un quorum, sono una enormità, sono già la conta degli oppositori del premier.
Ogni voto è stato un paletto conficcato nel cuore del governo. E dei petrolieri che non potranno più fare i loro comodi di nascosto. E anche senza quorum, il referendum è l’inizio e non la fine della battaglia. Battaglia sulla moratoria su tutte le trivelle nel Mediterraneo.

Il 17 aprile tutti al referendum:

In attesa di conoscere il percorso di un altro referendum, quello sull’incenerimento dei rifiuti (vedi Sblocca Italia) , rendiamo disponibili i materiali giunti dal Coordinamento nazionale per il referendum contro il proseguimento delle trivellazioni in mare nelle dodici miglia dalla costa (quesito ammesso):

Flyer_Ref_Trivelle_070316-C-2

MATERIALE_Vademecum Referendum_17Aprile

 

 

Stop Glifosato, l'UE deve decidere.

#StopGlifosato

GLIFOSATO: “L’EUROPA STA PER AUTORIZZARE UNA SOSTANZA POTENZIALMENTE CANCEROGENA CHE LE REGIONI ITALIANE FINANZIERANNO CON I FONDI PUBBLICI DELLA PAC DESTINATI ALLE MISURE PER L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE”

La Commissione Europea potrebbe nei prossimi giorni rinnovare l’autorizzazione per l’utilizzo del Glifosato, un pesticida molto diffuso e definito potenzialmente cancerogeno dallo IARC, l’Istituto per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

32 Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica italiane chiedono al nostro Governo il bando della produzione, commercializzazione ed uso di questo pesticida in Europa.

22 febbraio 2016 – “Quello del glifosato è un autentico scandalo: senza pareri univoci sul piano scientifico in merito alla sua pericolosità per la salute umana, la Commissione Europea sta per procedere ad una nuova autorizzazione del prodotto chimico per altri 15 anni”.

Questa l’opinione condivisa da 32 Associazioni nazionali ambientaliste e dell’agricoltura biologica, che esprimono la grave preoccupazione per come si sta muovendo l’Europa ed il Governo italiano, con le Regioni, sulla imminente decisione a livello

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REFERENDUM: SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA

REFERENDUM: SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA. IL GOVERNO BRUCIA 360 MILIONI DI EURO E BOICOTTA IL REFERENDUM NO TRIV PERCHE’ SA DI PERDERE LA BATTAGLIA CONTRO LE TRIVELLE

Coordinamento Nazionale No Triv, 11 febbraio 2016.

Nel Consiglio dei Ministri di ieri sera, il Governo ha fissato la data per il voto referendario al prossimo 17 aprile, non accogliendo così la richiesta avanzata dalle Associazioni e dai Comitati ambientalisti, dalle Regioni e dai Parlamentari di accorpare il referendum alle prossime elezioni amministrative.

In questo modo, il Governo decide di buttare via circa 360 milioni di euro di denaro pubblico.

Ed è paradossale che nello stesso Consiglio dei Ministri di ieri si sia deciso, per un verso, di bruciare 360 milioni di euro e, per altro verso, di rinviare l’adozione di un provvedimento finalizzato all’erogazione di un indennizzo in favore dei risparmiatori truffati da Banca Etruria, per un importo pari a 200 milioni di euro…

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IL PRESIDENTE CERISCIOLI NON SA DI ESSERE L'ASSESSORE ALLA SANITA'?

Apprendiamo sconcertati dalla stampa locale della telefonata che sarebbe intercorsa tra il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, con delega alla Sanità, e il Sindaco di Sassocorvaro nella mattinata di Lunedì 04 Gennaio u.s., poco prima che quest’ultimo incontrasse altri sindaci dell’alto Montefeltro per discutere del caos e delle ultime follie che la presunta “riforma” della Sanità marchigiana ha generato nel nostro entroterra. Durante tale telefonata il presidente si sarebbe detto meravigliato di quanto sta accadendo negli ospedali di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone e che tali decisioni non sono assolutamente frutto della sua volontà.

A fronte di tale affermazione sorge spontaneo chiedersi se il presidente Ceriscioli abbia ben chiaro cosa significhi essere il presidente di una Regione o addirittura se egli ricorda avere trattenuto la delega alla Sanità, perché solo in questo caso si può comprendere la sua telefonata ai sindaci dell’alto Montefeltro e la ragione per cui non abbia ancora preso urgenti e adeguati provvedimenti

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Pronto soccorso chiuso di notte: a Fossombrone la diffida della coop. Art32

Fossombrone, 02.01.2016

Al Sig. Presidente della Giunta Regionale delle Marche

Al Direttore Generale di ASUR Marche

Al Direttore dell’Area Vasta nr. 1 di ASUR Marche

Al Direttore Medico di Presidio Ospedaliero dell’Area Vasta nr. 1 di ASUR Marche

Comunicazione PEC

E, p.c.

Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Pesaro e Urbino

Al Presidente e ai membri della Commissione consiliare sanità della Regione Marche

Ai Consiglieri della Regione Marche

Comunicazione e-mail

 

OGGETTO: ISTANZA DI SOSPENSIONE IN AUTOTUTELA DEI PROVVEDIMENTI DI RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI OSPEDALIERI E DI EMERGENZA URGENZA

Con la presente, nell’interesse dei Soci e della comunità,

VISTI

l’Art. 3, commi 1 e 2[1][1] e l’Art. 4, comma 1, lettera f[2][2], dello Statuto Sociale

PREMESSO

1)   Che a decorrere dal 01.01.2016 ASUR Marche ha attuato le misure di “riorganizzazione” dei servizi ospedalieri e dei servizi di emergenza-urgenza, in applicazione dei seguenti provvedimenti:

Determina D.G. ASUR 914 del 24/12/2015 – Attuazione DGRM 735/2013 e s.m.i. – DGRM 541/2015. Attivazione Ospedale di Comunità
Determina D.G. ASUR 915

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Trivelle sul territorio: i comitati dicono NO e il Ministero... pure

Niente trivellazioni a Monte Porzio: il Ministero dice no.
Questo il comunicato emesso da Regione Marche ne dà notizia l’assessore regionale all’ambiente Angelo Sciapichetti.che, memore delle sconfitte dell’Ente nel confronto coi cittadini in tante altre vertenze in cui dalla base abbiamo difeso il diritto alla salute, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, si presenta in questo caso come tutore dell’interesse pubblico:

“La Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie del Ministero dello Sviluppo economico – comunica l’Assessore – ha risposto negativamente all’istanza di permesso di ricerca a Monte Porzio, anche grazie al lavoro che abbiamo svolto in seno alla Commissione stessa. Con i nostri tecnici Mario Smargiasso e Velia Cremonesi e partecipando io stesso agli incontri ministeriali, abbiamo portato a Roma le legittime istanze emerse dal territorio su questa vicenda. La nostra azione, apprezzata anche dai vertici del Dicastero, non è pregiudiziale.

Ascoltiamo ciò che esprime il territorio, a cominciare dai sindaci, e cerchiamo di trovare margini

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Petizione contro il decreto (s)blocca Italia: no all'incenerimento dei rifiuti!

PRESIDIO NAZIONALE di ROMA il 9 Settembre organizzato dalle tante sigle aderenti al Movimento Legge Rifiuti Zero. NO INCENERITORI – NO DISCARICHE. SI AL RIUTILIZZO – SI AL RICICLO. Alleghiamo il documento che analizza l’art. 3 del decreto rilevando che l’iter di riclassificazione di parte dei 42 impianti di incenerimento esistenti da D10/ Smaltimento ad impianti R1/ Recupero di energia serve esclusivamente ad aggirare il principio di gerarchia di trattamento (T.U. Legge 152/2006 e smi art. 181) ed i vincoli di legge di obbligo di conferimento nel bacino regionale in cui vengono prodotti. Vincoli che fanno capo ai principi europei di “autosufficienza” e di “prossimità” tuttora vigenti (Direttiva 98/2008/CE art. 16) recepita nel T.U. Legge 152/2006 e smi art. 182 bis.
Tali 42 impianti effettuano il trattamento in 85 linee di incenerimento di cui viene prescrittol’utilizzo “al massimo carico termico autorizzato”, pur previsto dalle norme, ma che nellasituazione attuale di vincolo di conferimento regionale risulta negli

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Trivellazioni e salute: oltre all’impatto ambientale anche quello sanitario.

Il Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle risorse geotermiche del Ministero Sviluppo economico ha riportato, in data 30 aprile 2015, notizia della istanza di permesso di ricerca di idrocarburi nel nostro territorio (18 comuni, per un’area di oltre 208 chilometri quadrati) da parte della società Mac Oil Spa, legata a Petrocorp Inc.

Sono ufficialmente interessati i Comuni di Barchi, Castel Colonna, Castellone di Suasa, Corinaldo, Fratte Rosa, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montemaggiore al Metauro, Monterado, Orciano di Pesaro, Ostra, Piagge, Ripe, San Costanzo, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Senigallia.

Il 5 agosto u.s. è scaduto il termine per eventuali manifestazioni di interesse da parte di eventuali ditte concorrenti di Mac Oil Spa; ora entra nel vivo il procedimento ministeriale di autorizzazione.

Ancora una volta il nostro territorio è stato fatto bersaglio di speculazione economica con il favore di una classe politica e di un apparato burocratico incompetenti e arroganti.

I Comitati in rete, insieme alle istituzioni

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RICHIESTA DI INCONTRO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Lettera aperta

Gent.le prof Ceriscioli,
complimenti per la sua elezione a Presidente della Regione Marche ed auguri di buon lavoro.

Ci permetta due riflessioni. La prima attiene al grado di consenso che è stato espresso dai cittadini marchigiani.
Oltre la metà degli aventi diritti al voto non si è recata alle urne. E’ evidente che l’”offerta politica”, pur così vasta e variegata (ben 5 candidati presidente e 10 liste di partito) non è riuscita a coinvolgere e convincere la maggioranza dei marchigiani. Si fosse trattato di un referendum sarebbe stato annullato. Si fosse trattato di un Comune, vedi Sant’Angelo in Vado nel 2014 o Monte San Pietrangeli nel 2015, verrebbe nominato un commissario e sarebbero riconvocate le elezioni tra un anno.

La seconda attiene alla macchina burocratica della Regione. Non possiamo credere che Lei si appresti a “governare”, legittimamente, l’Ente senza porsi il problema dell’efficienza e della funzionalità della macchina amministrativa. Da BUON INSEGNANTE DI MATEMATICA E DA FIGLIO DI

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