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	<title>comitatinrete.it &#187; nuovo ospedale fano pesaro</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>A Fossombrone l&#8217;apertura della vertenza sulla sanità.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 14:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[iniziative pubbliche]]></category>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Incontro pubblico a Fossombrone, Sala Croce rossa, via f.lli Kennedy 1, il 30 maggio alle ore 21. Il comitato locale a difesa dei diritti in collaborazione con il Coordinamento dei comitati apre la discussione sull&#8217;apertura della vertenza sulla sanità.
Partecipate numerosi/e.
Scarica volantino in pdf: VOLANTINO 30-5</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/VOLANTINO-30-5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-519" title="VOLANTINO-30-5" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/VOLANTINO-30-5.jpg" alt="" width="596" height="842" /></a></p>
<p>Incontro pubblico a Fossombrone, Sala Croce rossa, via f.lli Kennedy 1, il 30 maggio alle ore 21. Il comitato locale a difesa dei diritti in collaborazione con il Coordinamento dei comitati apre la discussione sull&#8217;apertura della vertenza sulla sanità.<br />
Partecipate numerosi/e.<br />
Scarica volantino in pdf: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/VOLANTINO-30-5.pdf">VOLANTINO 30-5</a></p>
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		<title>Con un poco di zucchero l’H unico va giù?</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 13:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>
La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area, per un  costo iniziale di 130 milioni di euro, avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire nell’aumento della qualità delle strutture esistenti.</p>
<p>E invece, i cittadini, alle prese con un servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione, “pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … quelle domande se le pongono.
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/con-un-poco-di-zucchero-l%e2%80%99h-unico-va-giu.html">Con un poco di zucchero l’H unico va giù?</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-312" title="H UNICO" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a><br />
La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area,<strong> per un  costo iniziale di 130 milioni di euro,</strong> avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire <strong>nell’aumento della qualità delle strutture esistenti</strong>.</p>
<p>E invece, i cittadini, alle prese con un <strong>servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione</strong>, <strong>“pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … </strong>quelle domande se le pongono.<br />
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima dell’avvento del federalismo fiscale, vanno usati, consumati, ad ogni costo! Ma a beneficio di chi? Non certo dei cittadini, che continueranno ad avere servizi inadeguati in una struttura, forse nuova, ma più lontana, con un impoverimento dell’intero territorio, soprattutto dell’entroterra.</p>
<p>Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poco tempo fa segnala che <strong>la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del PIL</strong>, e che considerando il valore aggiunto del settore si raggiunge una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe <strong>la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia</strong>! Il continuo aumento delle patologie tumorali nelle società industrializzate è purtroppo un dato di fatto, i farmaci anti neoplastici in<strong> Italia danno  una spesa complessiva di oltre 7 miliardi l’anno. Praticamente un’intera manovra finanziaria, comprensiva di tutti i settori economici.</strong><strong><br />
</strong>Proprio il “dirigente” regionale Ruta, giocando coi numeri, ha annunciato di sapere già <strong>quanti saranno i tumori nelle Marche nel 2012: 8250. </strong>Così, mentre<strong> </strong><strong>ambigue politiche “per lo sviluppo” non tengono conto delle esigenze di risanamento immediato di aree a rischio ecologico e sanitario e dell’ormai dimostrato legame tra qualità dell’acqua e dell’aria ed i tumori, i dirigenti regionali ci trattano come numeri.</strong><strong></strong></p>
<p>Per questo la responsabilità dei cittadini nel richiedere una <strong>maggiore prevenzione</strong> ed un più puntuale uso del <strong>principio di precauzione</strong> nelle scelte industriali è fondamentale:<br />
occorre indirizzare la società verso delle politiche integrate che sappiano coniugare dei fermi NO alle industrie insalubri, ad una <strong>programmazione economica che combatta innanzitutto le cause delle malattie</strong>.  <br />
Anche il  protocollo firmato dai sindaci, che hanno inteso rassicurare la cittadinanza, <strong>non ha purtroppo alcuna validità; si tratta solamente della trascrizione di richieste </strong>in realtà già disattese dai fatti. Se in Italia venivano prescritti 4 posti letto ospedalieri per 1000 abitanti  ora il Patto per la salute del 2009 prevede di giungere a 3 per mille. Ciò perché <strong>sono in continuo aumento sia le patologie croniche che l’aumento dell’età media della popolazione</strong>, e quindi occorre investire di più nell’assistenza domiciliare e nella degenza geriatrica. <strong>Considerando che il bacino provinciale è di circa 280 mila persone </strong><strong>e che</strong> solo gli ospedali di Pesaro e Fano riuniscono già assieme un totale di circa <strong>643</strong> posti … è ovvio che la costruzione di un nuovo ospedale da 450 posti letto richiederà la quasi totale chiusura di tutti i reparti ora esistenti in provincia.</p>
<p>Che fare? Tornare a discutere, assieme al personale sanitario e a lavoratori della medicina territoriale, su ciò pretendiamo: essere cittadini attivi e consapevoli e non numeri.<br />
<strong>Comitatinrete.it, Citas &#8211; comitato intercomunale Barchi, Marche per rifiuti zero,</strong> <em>16 aprile 2011. </em></p>
<p>vignetta tratta da <a href="http://rimarchevole.wordpress.com/">http://rimarchevole.wordpress.com</a></p>
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		<title>Ospedale Fano-Pesaro: l&#8217;edilizia sanitaria non costruisce la salute</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/ospedale-fano-pesaro-ledilizia-sanitaria-non-costruisce-la-salute.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/ospedale-fano-pesaro-ledilizia-sanitaria-non-costruisce-la-salute.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 10:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
L&#8217;annuncio di un nuovo ospedale Fano-Pesaro, dal costo di oltre 130 milioni di euro, in linea con le politiche regionali di investimento per l&#8217;edilizia di questo settore, rende perplessi molti cittadini che si chiedono se non sarebbe stato meglio investire nella prevenzione, nelle politiche di abbattimento delle nocività, nell&#8217;aumento della qualità delle strutture esistenti piuttosto che in un modello di sanità che spinge molto spesso le persone a spostamenti che eguagliano in chilometri quelli presso i Santuari.</p>
<p> Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poche settimane fa segnala che la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del Prodotto interno lordo, e che considerando il valore aggiunto del settore raggiungiamo una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia!
La bilancia commerciale dei farmaci, dei quali gli anti-neoplastici rappresentano un ingente settore, segnala l&#8217;importazione di sostanze per ben 2,4 miliardi di euro. </p>
<p>La <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/ospedale-fano-pesaro-ledilizia-sanitaria-non-costruisce-la-salute.html">Ospedale Fano-Pesaro: l&#8217;edilizia sanitaria non costruisce la salute</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/torrette_ancona.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-184" title="torrette_ancona" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/torrette_ancona.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a><br />
L&#8217;annuncio di un nuovo ospedale Fano-Pesaro, <strong>dal costo di oltre 130 milioni di euro</strong>, in linea con le politiche regionali di investimento per l&#8217;edilizia di questo settore, rende perplessi molti cittadini che si chiedono se non sarebbe stato meglio investire nella prevenzione, nelle politiche di abbattimento delle nocività, <strong>nell&#8217;aumento della qualità delle strutture esistenti</strong> piuttosto che in un modello di sanità che spinge molto spesso le persone a spostamenti che eguagliano in chilometri quelli presso i Santuari.</p>
<p> Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poche settimane fa segnala che <strong>la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del Prodotto interno lordo</strong>, e che considerando il valore aggiunto del settore raggiungiamo una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia!<br />
La bilancia commerciale dei farmaci, dei quali gli anti-neoplastici rappresentano un ingente settore, segnala l&#8217;importazione di sostanze per ben <strong>2,4 miliardi di euro</strong>. </p>
<p>La passione che i nostri amministratori, da &#8220;bravi padri di famiglia&#8221;, detengono per le spese sanitarie (che paiono la loro dimostrazione preferita di dedizione ai cittadini) diventa abbastanza sospetta se confrontata con <strong>ambigue politiche &#8220;per lo sviluppo&#8221;, che non tengono conto delle esigenze di risanamento immediato di aree a rischio ecologico e sanitario e dell&#8217;ormai dimostrato legame tra qualità dell&#8217;acqua e dell&#8217;aria ed i tumori.</strong></p>
<p>Il continuo aumento delle patologie tumorali nelle società industrializzate è purtroppo un dato di fatto, il costo dei farmaci anti neoplastici consumati nel mondo era stimato nel 2004 in 24 miliardi di dollari, e nel 2008 era salito a 41 miliardi. <strong>In Italia si stima una spesa complessiva di 7 miliardi l&#8217;anno. Praticamente un&#8217;intera manovra finanziaria, comprensiva di tutti i settori economici.<br />
</strong>Per questo la responsabilità dei cittadini nel richiedere una maggiore prevenzione ed un più puntuale uso del <strong>principio di precauzione</strong> nelle scelte industriali è fondamentale:<br />
occorre indirizzare la società verso delle politiche integrate che sappiano coniugare dei fermi NO alle industrie insalubri, ad una <strong>programmazione economica che rinnovi i suoi obiettivi sociali e combatta innanzitutto le cause delle malattie</strong>.  </p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
<p>- Nell&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/salute">Ambiente, lavoro, società: un discorso sul cancro a partire dai fatti</a>&#8220;, si riassume il punto di vista ambientalista sui legami tra ambiente, società e patologie tumorali.</p>
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