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	<description>Coordinamento comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Ospedale unico: NO ! sabato 21 aprile</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale unico pesaro fano]]></category>
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		<category><![CDATA[manifestazione fosso sejore]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale unico fosso sejore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
In occasione della manifestazione pubblica a Fosso Sejore contro la localizzazione in quel sito del progettato Ospedale unico, il Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano invita tutti i cittadini ad essere presenti come richiesto dai promotori alle ore 11 per esprimere un fermo no alla cementificazione di quell’area.
Il coordinamento coglie l’occasione per ribadire la ferma contrarietà all’esproprio dei presidi sanitari dell’entroterra e del fanese che il progettato Ospedale unico sottintende, e ribadisce che per essere decisiva la battaglia civile dovrà esprimere un NO fermo a questo tipo di Piano sanitario regionale, obbligando amministratori locali e regionali a rivedere le proprie decisioni affrettate e prese in assenza di unanimità e di partecipazione del sociale, dei lavoratori della sanità, dei cittadini tutti.
L’edilizia sanitaria non costruisce la salute, la cementificazione non costruisce l’eccellenza nelle cure, la sanità non deve essere considerata un polo industriale ma un servizio ai cittadini, lo stile <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/ospedale-unico-no-sabato-21-aprile.html">Ospedale unico: NO ! sabato 21 aprile</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-312" title="H UNICO" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/H-UNICO-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a><br />
In occasione della manifestazione pubblica a Fosso Sejore contro la localizzazione in quel sito del progettato Ospedale unico, il Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano invita tutti i cittadini ad essere presenti come richiesto dai promotori alle ore 11 per esprimere un fermo no alla cementificazione di quell’area.<br />
Il coordinamento coglie l’occasione per ribadire la ferma contrarietà all’esproprio dei presidi sanitari dell’entroterra e del fanese che il progettato Ospedale unico sottintende, e ribadisce che per essere decisiva la battaglia civile dovrà esprimere un NO fermo a questo tipo di Piano sanitario regionale, obbligando amministratori locali e regionali a rivedere le proprie decisioni affrettate e prese in assenza di unanimità e di partecipazione del sociale, dei lavoratori della sanità, dei cittadini tutti.<br />
L’edilizia sanitaria non costruisce la salute, la cementificazione non costruisce l’eccellenza nelle cure, la sanità non deve essere considerata un polo industriale ma un servizio ai cittadini, lo stile politico e imprenditoriale, già dimostratosi ambiguo, di questo assessorato regionale non ci rappresentano.</p>
<p>Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano.</p>
<p>Alleghiamo l’ invito dei promotori:</p>
<p>Vi informo che il <em>Coordinamento provinciale La salute ci riguarda</em> sta organizzando una <strong>manifestazione pubblica</strong><strong> </strong><strong>per </strong><strong>sabato 21 aprile </strong><strong>alle 11.00</strong><strong> a Fosso Sejore</strong><strong> </strong>per dire democraticamente a chi ci governa:</p>
<ul>
<li><strong>NO alla scelta di Fosso Sejore </strong>e al metodo con cui è stato deciso e localizzato l’ospedale provinciale<strong></strong></li>
<li><strong>SI al coinvolgimento di tutti </strong>nelle scelte sulla sanità<strong></strong></li>
<li><strong>SI al potenziamento della rete degli ospedali di polo</strong> e dei servizi, e alla rilevazione della domanda reale di servizi sociali e sanitari dei territori</li>
<li><strong>SI ai risparmi con l’integrazione</strong> vera tra gli Ospedali di Fano e di Pesaro</li>
</ul>
<p>Diffondete e partecipate numerosi!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL CONSIGLIO DI STATO ANNULLA GLI ATTI DELLA PROVINCIA SULLA CAVA DEL BIFOLCO DI PERGOLA</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-consiglio-di-stato-annulla-gli-atti-della-provincia-sulla-cava-del-bifolco-di-pergola.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 12:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[italia nostra]]></category>
		<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[piano cave]]></category>
		<category><![CDATA[vertenze legali]]></category>
		<category><![CDATA[cava del bifolco sentenza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> 
Finalmente la vicenda della cava del Bifolco ha visto il pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato, che ha decretato l’annullamento degli atti posti in essere dalla Provincia di Pesaro,  che aveva, dapprima previsto il bacino estrattivo di Bellisio in violazione del Piano Cave Regionale, e poi aveva emesso parere positivo di valutazione di impatto ambientale e rilasciato contestuale autorizzazione paesaggistica.</p>
<p>Quando si vede la fine di una vicenda  la valutazione della stessa non può, tuttavia, fermarsi  soltanto al risultato finale, ma occorre  sempre ricordare  il punto di partenza; diversamente si rischia di cavalcare unicamente la vittoria.</p>
<p>Non si può,  invero, dimenticare che, quando il Comitato di Bellisio  chiese  aiuto alla  RETE DEI COMITATI che si stava occupando di varie vicende ambientali, tutte le forze politiche in campo, affermavano  che non vi era ormai più nulla da fare.</p>
<p>Con il  metodo  – collaudato nella nota vicenda Schieppe – basato sullo studio approfondito dei documenti si verificò che la cava <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-consiglio-di-stato-annulla-gli-atti-della-provincia-sulla-cava-del-bifolco-di-pergola.html">IL CONSIGLIO DI STATO ANNULLA GLI ATTI DELLA PROVINCIA SULLA CAVA DEL BIFOLCO DI PERGOLA</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/bifolco-cava.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-367" title="bifolco-cava" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/bifolco-cava-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a><br />
Finalmente la vicenda della cava del Bifolco ha visto il <strong><span style="text-decoration: underline;">pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato, che ha decretato l’annullamento degli atti posti in essere dalla Provincia di Pesaro</span></strong>,  che aveva, dapprima previsto il bacino estrattivo di Bellisio in violazione del Piano Cave Regionale, e poi aveva emesso parere positivo di valutazione di impatto ambientale e rilasciato contestuale autorizzazione paesaggistica.</p>
<p>Quando si vede la fine di una vicenda  la valutazione della stessa non può, tuttavia, fermarsi  soltanto al risultato finale, ma occorre  sempre ricordare  il punto di partenza; diversamente si rischia di cavalcare unicamente la vittoria.</p>
<p>Non si può,  invero, dimenticare che, quando il <strong>Comitato di Bellisio</strong>  chiese  aiuto alla  <strong><span style="text-decoration: underline;">RETE DEI COMITATI</span></strong> che si stava occupando di varie vicende ambientali, <span style="text-decoration: underline;">tutte </span>le forze politiche in campo, affermavano  che non vi era ormai più nulla da fare.</p>
<p>Con il  <strong>metodo  – <span style="text-decoration: underline;">collaudato nella nota vicenda Schieppe</span> – basato sullo studio approfondito dei documenti </strong>si verificò che la cava del Bifolco non solo non era prevista nel piano cave regionale, e come tale non poteva essere introdotta dalla Provincia  nel Piano Provinciale, ma, addirittura, che la Regione aveva escluso che tale area potesse divenire oggetto di escavazione.</p>
<p><strong>I risultati di tale studio vennero illustrati nel corso di una affollata riunione pubblica tenutasi a Bellisio nel cinema parrocchiale, nel corso della quale per la prima volta i cittadini divennero consapevoli di che cosa era stato autorizzato  a loro totale insaputa e si “armarono” di speranza.</strong></p>
<p>L’intervento degli amministratori di allora fu connotato da accenti al limite dello  scherno nei  confronti dei relatori, ai quali fu risposto che queste non erano dati oggettivi, seri, fondati, ma semmai mere  opinioni personali…( oggi il Consiglio di Stato ne ha riconosciuto la fondatezza !!).</p>
<p>Soltanto su pressante richiesta  del comitato, supportato dall’esperienza dei rappresentanti dei Comitati in rete, l’Amministrazione Comunale di allora, fu portata a presentare ricorso.</p>
<p>Il ricorso venne respinto dal TAR MARCHE in quanto ritenuto tardivo, poiché il Comune avrebbe dovuto, secondo il Tribunale ,  impugnare il Programma dell’attività Estrattive entro 60 giorni dalla sua emanazione e non i provvedimenti successivi relativi al progetto.</p>
<p><strong>Ora il Consiglio di Stato ha, viceversa, riconosciuto tempestivo quel  ricorso, in quanto ha stabilito, come affermato dalla difesa di ITALIA NOSTRA, che il parere della Regione Marche espresso sul Piano provinciale delle attività estrattive era subordinato ad un’ istruttoria sull’esistenza dei boschi ad alto fusto, che poteva e doveva, essere fatta soltanto in sede di progettazione.</strong></p>
<p><strong>Significativa ai fini del risultato della causa è stata la presentazione da parte di Italia Nostra della relazione tecnica sulla natura e consistenza del  bosco, dalla quale è scaturita  la verificazione disposta dal Consiglio di Stato  affidata alla  Guardia Forestale di Ancona,  che ha evidenziato anche le lacune istruttorie del procedimento.</strong></p>
<p>Siamo soddisfatti del risultato che, ancora una volta, premia il metodo  che la rete di comitati si è data in questi anni: quello di un  approfondito studio degli atti del procedimento sia sotto il profilo legale che tecnico e amministrativo.</p>
<p>Non possiamo non <strong>ringraziare, ancora una volta, la <span style="text-decoration: underline;">Soprintendenza del Paesaggio e dei Beni Culturali delle Marche</span></strong>, che non ha mai abdicato alle proprie competenze, anche al cospetto dei pronunciamenti del Ministero dell’Ambiente che tendevano a limitarne le prerogative, e che ha  svolto con fermezza e competenza  il proprio compito di  tutela  dei beni coinvolti, anche rispetto ad una Provincia che, come stigmatizzato dal Consiglio di stato, ha inteso <em>sentirla</em> in conferenza dei servizi senza riconoscerle, neanche il potere di voto, per poi ignorarne completamente il parere.</p>
<p>Ancora una volta la Soprintendenza ha rappresentato  l’unico organo che, con la professionalità che Le è propria, si è posta a tutela del paesaggio ed in generale dell’Ambiente e, in definitiva, dei diritti dei cittadini.</p>
<p>In un periodo come l’attuale, in cui il consumo del territorio nelle sue varie forme, comincia a divenire un problema  sempre più sentito,  l’operato della Soprintendenza si è   mostrato  nuovamente,  anche in tutta la sua imprescindibile rilevanza  per l’intera comunità.</p>
<p><strong>I Comitati in rete sono impegnati in altre grandi vertenze in Valle del Cesano</strong>, quali la Turbogas di Corinaldo il Maxi elettrodotto Fano – Teramo ed il parco Maxi eolico dei Piani Rotondi di Pergola; con la stessa determinazione e con il costante appoggio dei cittadini coinvolti, contiamo di condurre vittoriosamente anche tali vertenze.</p>
<p>Coordinamento dei Comitati di difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
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		<title>La Regione manda VIA i cittadini: verso l’oligarchia con la proposta di legge 139 sulla Verifica di impatto ambientale.</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/la-regione-manda-via-i-cittadini-verso-l%e2%80%99oligarchia-con-la-proposta-di-legge-139-sulla-verifica-di-impatto-ambientale.html</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 09:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[verifica impatto ambientale marche]]></category>
		<category><![CDATA[disciplina valutazione impatto ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[regione marche via]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
“Il fine giustifica i mezzi”, ce lo avevano già detto in altre occasioni, e la costruzione di leggi fatte ad hoc per assecondare gli interessi finanziari e i disegni industriali di pochi oligarchi è cosa nota in Italia, un paese martoriato da una cementificazione generale, un paese in cui le scelte di pochi pesano sull’ambiente, sulla salute, sul paesaggio, patrimonio di tutti.
E’ accaduto che, nonostante le proteste delle associazioni interessate, molti comitati e associazioni, letta la proposta della nuova legge regionale sulla VIA, si siano immediatamente attivati per comunicare agli organi regionali la propria contrarietà verso un disegno gravemente lesivo dei diritti dei cittadini e delle prerogative degli Enti locali, accentratore, e in molti punti in contrasto con l’applicazione delle direttive europee.
E così, nell’ottobre 2011, Italia Nostra – Sezione di Pesaro e Fano – Pesaro, il Coordinamento Provinciale dei Comitati Pesaresi, l’associazione Marche per Rifiuti Zero, il comitato C.I.T.A.S. di Barchi (PU)e il Comitato Sviluppo <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/la-regione-manda-via-i-cittadini-verso-l%e2%80%99oligarchia-con-la-proposta-di-legge-139-sulla-verifica-di-impatto-ambientale.html">La Regione manda VIA i cittadini: verso l’oligarchia con la proposta di legge 139 sulla Verifica di impatto ambientale.</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/mafalda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-364" title="mafalda" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/mafalda.jpg" alt="" width="160" height="183" /></a><br />
“Il fine giustifica i mezzi”, ce lo avevano già detto in altre occasioni, e la costruzione di leggi fatte ad hoc per assecondare gli interessi finanziari e i disegni industriali di pochi oligarchi è cosa nota in Italia, un paese martoriato da una cementificazione generale, un paese in cui le scelte di pochi pesano sull’ambiente, sulla salute, sul paesaggio, patrimonio di tutti.<br />
E’ accaduto che, nonostante le proteste delle associazioni interessate, molti comitati e associazioni, letta la <strong>proposta della nuova legge regionale sulla VIA</strong>, si siano immediatamente attivati per comunicare agli organi regionali la propria contrarietà verso un disegno gravemente lesivo dei diritti dei cittadini e delle prerogative degli Enti locali, accentratore, e in molti punti in contrasto con l’applicazione delle direttive europee.<br />
E così, nell’ottobre 2011, Italia Nostra – Sezione di Pesaro e Fano – Pesaro, il Coordinamento Provinciale dei Comitati Pesaresi, l’associazione Marche per Rifiuti Zero, il comitato C.I.T.A.S. di Barchi (PU)e il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano – Mondavio (PU) avevano comunque presentato una serie di emendamenti, ora, a leggere la Proposta n.139 già passata al vaglio delle Commissioni permanenti e del Consiglio delle autonomie locali, in pratica tutti rigettati.<br />
In sostanza, con il pretesto di adeguare la normativa regionale alla disciplina nazionale e comunitaria, l’Assemblea Legislativa della Regione Marche si appresta ad approvare una legge che stravolge le procedure per il rilascio di autorizzazioni alle attività e agli impianti particolarmente impattanti.</p>
<p>Eccone alcuni punti salienti:</p>
<ol>
<li><strong>In contrasto con la normativa nazionale e comunitaria vigente gli Enti locali,</strong> ovvero i Comuni interessati dagli impatti dell’attività proposta, esprimeranno dei meri “contributi istruttori” anziché delle “DETERMINAZIONI”, al pari dell’ARPAM o del Corpo Forestale dello Stato! L’autorità procedente, ovvero il funzionario regionale o provinciale, a seconda della competenza, una volta raccolti detti “contributi istruttori”, avrà facoltà di valutarli ed a lui spetterà la decisione di rilasciare o meno l’autorizzazione! Una palese violazione delle funzioni e delle prerogative attribuite ai Comuni e ai Sindaci.</li>
<li>Anziché assicurare il coordinamento delle fasi analoghe fra i vari procedimenti VAS, VIA, AIA, Autorizzazione Paesaggistica, per evitare la sovrapposizione di fasi identiche nei vari procedimenti e garantirne la celerità, la proposta di legge regionale prevede il <strong>rilascio di un unico provvedimento che, come noto attiene a materie completamente diverse</strong>. Basti pensare che persino la disciplina nazionale tiene distinte le procedure di rilascio delle autorizzazioni ambientali (Disciplinate dal codice dell’ambiente D.L.vo 152/06) da quelle per le autorizzazioni paesaggistiche (Normate dal D.L.vo 42/2004, proprio in virtù della specificità delle materie.</li>
<li><strong>Curiosa è anche la circostanza che si continui ad eludere la “Valutazione di Impatto Sanitario”</strong> e che si perseveri nell’escludere dalla valutazione dei progetti strutture quali l’ASUR Marche, cui dovrebbe spettare il compito di verificare che gli impatti e le emissioni, singolarmente e cumulativamente con le attività avviate nella zona di interesse o comunque approvate, non determinino un pericolo per la salute. E dire che è previsto il parere del Corpo Forestale dello Stato per quanto attiene alla vegetazione!</li>
<li><strong>Gli oneri istruttori, ovvero i cospicui importi versati dalle ditte proponenti non verranno in parte rimessi ai Comuni,</strong> che continueranno a dover effettuare l’attività istruttoria e le azioni a salvaguardia del territorio e dei cittadini a proprie spese. Un “raffinato” disincentivo all’”ingerenza” degli Enti locali nelle decisioni dei pochi funzionari regionali e provinciali preposti!</li>
</ol>
<p> </p>
<p>Fin qui la proposta di legge scritta, guarda caso, da coloro che dovranno applicarla, ovvero dai funzionari dell’Ufficio Ambiente della Regione Marche – P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali che, è il caso di dire… pretendono di suonarsela e cantarsela! Peggiorative le modifiche apportate dalle Commissioni permanenti. Basti pensare che il deposito del progetto sottoposto a procedura di verifica di VIA, secondo le commissioni, dovrà essere effettuato non più in tutti i comuni interessati dagli impatti dell’attività, com’è stato finora, bensì solo in qui comuni in cui ricade anche parzialmente l’attività stessa.</p>
<p>Si tratta di un vero e proprio colpo di mano, che accentra in Regione il governo di ogni fetta di territorio … ma ecco che i nostri oligarchi si organizzano per scendere a valle e spiegare a noi, imbelli cittadini, le loro decisioni: la proposta di legge prevede infatti anche delle assemblee aperte a tutti durante le quali i progetti (da approvare) verrebbero spiegati al popolino. Grazie, governatore, grazie funzionari! Grazie anche di averci fatto capire a chi servirà presto questa legge, facciamo un esempio: è notizia di questi giorni che la società Indipendent Energy solutions ha presentato richiesta ministeriale per ottenere l’autorizzazione a stoccare biossido di carbonio nel fondale marino compreso tra Fano e Senigallia … e cosa scopriamo nell’allegato A1 del disegno di legge 139, che verrà discusso in Regione martedì? Che una modifica ai testo include in tali procedure semplificate “gli impianti per la cattura di flussi di CO2”, e all’allegato A2 sono inseriti gli “oleodotti e gasdotti e condutture per il trasporto di flussi di CO2 ai fini dello stoccaggio geologico”. Sembrerebbe una maggior tutela, il fatto che dette attività vengano sottoposte a VIA, ma, al contrario, l’intento pare proprio quello di sottrarre la decisione su detti impianti agli Enti locali e alle comunità interessate.</p>
<p>CITTADINI, DIFENDIAMOCI DA QUESTA LEGGE PER DIFENDERE IL NOSTRO FUTURO!</p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
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		<item>
		<title>No Tav, informazione e presidio a Pesaro sabato 3 marzo</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/no-tav-informazione-e-presidio-a-pesaro-sabato-3-marzo.html</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 09:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Presidio No Tav in solidarietà ai cittadini della Val di Susa che lottano per una democrazia reale, dalle 16 alle 18 in piazza del Popolo a Pesaro, organizzato senza simboli di partito o altri ma solo tutti e tutte sotto lo striscione NO TAV.

Il Decreto sviluppo del maggio 2011, ha definito la possibilità di militarizzare il territorio per le “opere di interesse strategico nazionale”, già fissate con la legge Obiettivo n.443 del 2001.</p>
<p>Ora viene applicato l&#8217;articolo 682 del codice penale: che dice testualmente: &#8220;Chiunque si introduce in luoghi, nei quali l&#8217;accesso è vietato nell&#8217;interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l&#8217;arresto da tre mesi a un anno, ovvero con l&#8217;ammenda da cinquantuno euro a trecentonove euro&#8221;. Ciò potrebbe essere anche in tanti altri casi oltre alla battaglia NOTAV, cioè nel caso di proteste pacifiche contro installazioni nocive sul territorio di ogni tipo. Anche gli espropri di <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/no-tav-informazione-e-presidio-a-pesaro-sabato-3-marzo.html">No Tav, informazione e presidio a Pesaro sabato 3 marzo</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/notav_siamo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-361" title="notav_siamo" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/notav_siamo-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><br />
Presidio No Tav in solidarietà ai cittadini della Val di Susa che lottano per una democrazia reale, dalle 16 alle 18 in piazza del Popolo a Pesaro, organizzato senza simboli di partito o altri ma solo tutti e tutte sotto lo striscione NO TAV.<br />
</strong><br />
Il Decreto sviluppo del maggio 2011, ha definito la possibilità di militarizzare il territorio per le “opere di interesse strategico nazionale”, già fissate con la legge Obiettivo n.443 del 2001.</p>
<p>Ora viene applicato l&#8217;articolo 682 del codice penale: che dice testualmente: &#8220;Chiunque si introduce in luoghi, nei quali l&#8217;accesso è vietato nell&#8217;interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l&#8217;arresto da tre mesi a un anno, ovvero con l&#8217;ammenda da cinquantuno euro a trecentonove euro&#8221;. Ciò potrebbe essere anche in tanti altri casi oltre alla battaglia NOTAV, cioè nel caso di proteste pacifiche contro installazioni nocive sul territorio di ogni tipo. Anche gli espropri di terreni ai privati procedono senza rispettare tutte le procedure: alla faccia di un Governo alto-borghese che con le recenti denunce contro i No Tav voleva ergersi a paladino della legalità!</p>
<p>Un dossier WWF aveva già evidenziato che il programma delle grandi opere è lievitato in 10 anni da 125,8 miliardi di euro del 2001 a 367,4 miliardi di euro del 2011, con aumento delle opere da 115 a 390. Si prevede che il 61% degli interventi (pari a 224 miliardi di euro) siano concentrati nel Centro-Nord contro il 38% del valore economico complessivo (pari a 143 miliardi di euro) nel Sud, sottovalutando il gap infrastrutturale del nostro Mezzogiorno.</p>
<p>La conclusione del WWF è che l’aumento dal 2005 del numero delle opere e dei costi dimostra che “non è stata compiuta alcuna selezione delle priorità utili al Paese, ma s’è dato ascolto in questi anni alle clientele politiche nazionali e locali e agli interessi dei grandi gruppi edili e di progettazione”</p>
<p>Una grande opera o è fortemente utile o è fortemente dannosa, perché richiede investimenti che vengono sottratti ad altri capitoli di spesa e perché ha un forte impatto sul territorio che la ospita. La questione fondamentale del progetto della nuova linea ferroviaria Lione-Torino, che è anche la più costosa opera pubblica mai progettata in Italia, è la sua inutilità, perché le ipotesi di traffico su cui si basa sono state smentite dalla realtà dei fatti, che mostrano una inarrestabile caduta dei movimenti di merci e di passeggeri sulla sua direttrice.</p>
<p>Il traffico merci del Frejus, nel 2009, è stato di 10 MT, come nel 1993; quello del Monte Bianco si attesta addirittura ai livelli degli anni ’70. La punta massima si è avuta tra il 1994 ed il 1998: da allora i due tunnel hanno perso un terzo del traffico. Questo dimostra che non c’è ragione di costruire nuove infrastrutture.</p>
<p>Il costo al km dà dei dati impressionanti: se dividiamo gli 8,8 miliardi che pagherà l’Italia per i suoi 35,5 km della parte comune si arriva a 250 milioni per km., notizie di stampa fornite dagli stessi proponenti ammettono un costo storico di 120 milioni di euro per Km, che, tradotto in euro correnti, corrisponde a 160 milioni di euro per km!!!</p>
<p>I fondi necessari per la Torino Lione sono direttamente sottratti ad altri interventi. Già con i primissimi finanziamenti necessari al tunnel geognostico di Chiomonte si è cominciato a prelevare dai fondi che erano già destinati ad altri capitoli di spesa: in questo caso all’ art. 6 del DL 112/2008, che assegnava risorse alla messa in sicurezza delle scuole, alle opere di risanamento ambientale e all’innovazione tecnologica. L’economista Marco Ponti, insieme ad altri, ha calcolato che sulla base dei soli preventivi esistenti, la Torino-Lione costerà 1300 euro per ogni famiglia media italiana di quattro persone. Per Marco Ponti, che è stato il primo, nel 2005, a calcolare il preventivo per la nuova linea in 17 miliardi di euro di allora, “questo progetto non andava neppure presentato“. Se lo si fosse ascoltato, l’Italia avrebbe già risparmiato spese per mezzo miliardo di euro.</p>
<p>Si ringrazia: 150 motivi per dire NO alla TAV | Informare per Resistere</p>
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		<title>Mega-biomasse a Orciano: e basta!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore biomasse schieppe]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore a biomasse Schieppe]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Invitiamo tutti a prendere parte all’assemblea pubblica indetta per martedì 25 ottobre inerente l’annosa vicenda dell’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano, ove verranno stabilite le azioni da intraprendere per imprimere una svolta definitiva alla vicenda ai fini della conclusione dei procedimenti amministrativi pendenti.</p>
<p>Nonostante sia bloccata sin dal 29.11.2004, la Giunta Regionale, incurante degli enormi costi fatti sostenere alla pubblica amministrazione per attività, procedimenti e ricorsi amministrativi, indifferente al danno arrecato ai cittadini, agli enti locali e al territorio, prosegue nell’attività istruttoria e continua ad appoggiare la ditta.</p>
<p>Ed invero:</p>
<p> 1)     Il 05.05.2011 il dirigente della P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali ha riaperto il procedimento dell’autorizzazione paesaggistica annullata dalla Soprintendenza per “emendare” &#8211; così dice &#8211; l’atto dai vizi di legittimità censurati;</p>
<p> 2)     Il 04.08.2011 il Presidente della Giunta Regionale ha promosso ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Marche nr. 63/2011 del 31.01.2011, che aveva confermato la legittimità dell’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione. Va <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/mega-biomasse-a-orciano-e-basta.html">Mega-biomasse a Orciano: e basta!!!</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/mafalda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-357" title="mafalda" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/mafalda.jpg" alt="" width="160" height="183" /></a></strong></p>
<p><strong>Invitiamo tutti a prendere parte all’assemblea pubblica indetta per martedì 25 ottobre inerente l’annosa vicenda dell’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano</strong>, ove verranno stabilite le azioni da intraprendere per imprimere una svolta definitiva alla vicenda ai fini della conclusione dei procedimenti amministrativi pendenti.</p>
<p>Nonostante sia bloccata sin dal 29.11.2004, la Giunta Regionale, incurante degli enormi costi fatti sostenere alla pubblica amministrazione per attività, procedimenti e ricorsi amministrativi, indifferente al danno arrecato ai cittadini, agli enti locali e al territorio, prosegue nell’attività istruttoria e continua ad appoggiare la ditta.</p>
<p>Ed invero:</p>
<p> 1)     <strong>Il 05.05.2011 il dirigente della P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali ha riaperto il procedimento dell’autorizzazione paesaggistica</strong> annullata dalla Soprintendenza per “emendare” &#8211; così dice &#8211; l’atto dai vizi di legittimità censurati;</p>
<p> 2)     <strong>Il 04.08.2011 il Presidente della Giunta Regionale ha promosso ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Marche nr. 63/2011 del 31.01.2011</strong>, che aveva confermato la legittimità dell’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione. Va doverosamente segnalato che tale ricorso della Giunta Regionale ha fatto seguito a quello, di analogo tenore, promosso dalla ditta il 31.07.2011, con “strana” coincidenza di intenti e tempistica….!!</p>
<p><strong>Coordinamento dei Comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
<p></strong>volantino pdf <strong>:</strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/ASSEMBLEA-25.10.2011.pdf"><strong>ASSEMBLEA 25.10.2011</strong></a></p>
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		<title>I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/i-soldi-fanno-andare-l%e2%80%99acqua-in-su-la-provincia-di-pesaro-lo-prova.html</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 15:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune pesaro urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Non facciamoci ingannare dalle piogge tanto attese, perché il detto ‘piove, Governo ladro’ potrebbe essere applicato anche al caso di noi cittadini, ingannati sul problema delle risorse idriche.
Serve una battaglia di civiltà, una battaglia per l’acqua bene comune contro il malgoverno ed i vampirismi degli investitori privati nella gestione dell’acqua, risorsa che non costa loro niente e che ci VENDONO, senza fare nulla per risolvere i problemi che ci porteranno alla SETE.</p>
<p>Il fiume Metauro, che rifornisce di acqua per l’80% la città di Pesaro (il Metauro cede 600 l/s dei quali 400 per Pesaro e 200 l/s per Fano). è stato vuotato, la sua acqua è finita, se non ci fosse ancora qualche risorsa sotterranea e la preziosa acqua minerale del Burano, se e quando questa finirà, tutti saremo alla sete. Una tragedia. Nel complesso, i cittadini di tutta la nostra provincia bevono acqua che per il 68% proviene dal Metauro, acqua per la quale <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/i-soldi-fanno-andare-l%e2%80%99acqua-in-su-la-provincia-di-pesaro-lo-prova.html">I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/imagesCAUYKKPX.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-352" title="imagesCAUYKKPX" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/imagesCAUYKKPX.jpg" alt="" width="256" height="124" /></a><br />
Non facciamoci ingannare dalle piogge tanto attese, perché il detto ‘piove, Governo ladro’ potrebbe essere applicato anche al caso di noi cittadini, ingannati sul problema delle risorse idriche.<br />
Serve una battaglia di civiltà, una battaglia per l’acqua bene comune contro il malgoverno ed i vampirismi degli investitori privati nella gestione dell’acqua, risorsa che non costa loro niente e che ci VENDONO, senza fare nulla per risolvere i problemi che ci porteranno alla SETE.</p>
<p>Il fiume Metauro, che rifornisce di acqua per l’80% la città di Pesaro (il Metauro cede 600 l/s dei quali 400 per Pesaro e 200 l/s per Fano). è stato vuotato, la sua acqua è finita, <strong>se non ci fosse ancora qualche risorsa sotterranea e la preziosa acqua minerale del Burano, se e quando questa finirà, tutti saremo alla sete</strong>. Una tragedia. Nel complesso, i cittadini di tutta la nostra provincia bevono acqua che per il 68% proviene dal Metauro, acqua per la quale non è stato fatta alcuna opera di preservazione e anche grazie alla quale gli azionisti di Marche multi servizi, l’azienda che più usufruisce del Metauro, <strong>hanno incrementato sino al 19% la resa dei loro capitali</strong>. Mentre l’azienda MMS si rivolge alle Banche, indebitandosi, per la gestione, le bollette sono rincarate e il ricavo ha fruttato 2,5 milioni in più nel 2010.<br />
E … guarda caso, la città di Pesaro è il Comune che detiene la maggioranza delle azioni dell’azienda Marche multi servizi (33%), che per una buona percentuale cede i ricavi delle nostre bollette ad azionisti privati (oltre il 40% è di Hera).<br />
Le acque superficiali sono canalizzate spesso in opere obsolete, però gli “accantonamenti” di MMS, che potrebbero essere reinvestiti, oltre 24 milioni di euro, non servono a risolvere questo problema. Alla nostra domanda, circa lo scopo di questi accantonamenti, e alle nostre critiche de maggio scorso sulla spartizione degli utili, <strong>l’amministratore ha risposto glissando e riferendosi e vaghi parziali ri-utilizzi del denaro incassato</strong>.<br />
Nel frattempo i cittadini son costretti a pagare anche costose raccomandate per vedersi restituire il denaro estorto per depurazioni mai effettuate, e solo sino al 2008!<br />
Quale deve essere il ruolo dell’Autorità territoriale AATO in questo frangente? Il presidente, Alighiero Omicioli, ci aveva scritto:<br />
“… il nostro ruolo di controllo lo svolgiamo quotidianamente e con assiduità, a tutela degli utenti e fornendo la necessaria rendicontazione non solo all’Assemblea Consortile ma anche alla Commissione Nazionale di Vigilanza per l’uso delle Risorse Idriche presso il Parlamento.”</p>
<p>Ma AATO sembra più interessata, mentre il Metauro muore, a rassicurare gli azionisti di MMS con <strong>disamine legali sui non-effetti del referendum</strong>, visto il tenore della consulenza dell’ufficio legale dell’ATO (L’assetto della disciplina del SII dopo il referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 – note d’approfondimento del 30 giugno), che ha voluto confermare che, vista la non caducità delle norme antecedenti il referendum, poco cambierà e “Le gestioni in essere, in poche parole, potranno continuare a gestire i servizi affidati per tutta la durata prevista dagli atti di affidamento.” <strong>Hera ha già rinnovato il Patto col Comune di Pesaro per altri 5 anni proprio l’aprile di quest’anno.</strong></p>
<p>Sappiamo già <strong>quando il settore privato non sarà più interessato a gestire la vendita dell’acqua e demanderà ai suoi rappresentanti nella politica e nelle amministrazioni di restituire la patata bollente a noi cittadini:</strong> quando l’acqua del Burano non salirà più, cioè quando l’acqua “en girà più all’insù”.</p>
<p>Occorre che i cittadini si impegnino non solo per le vertenze “specchio per le allodole”, quali la fine, sancita dal referendum, dell’adeguamento delle tariffe alla remunerazione del capitale investito dagli azionisti (il 7%, un vampiraggio) ma anche per una vertenza più ampia che veda <strong>come fine l’investimento dei capitali delle aziende che gestiscono il patrimonio idrico in provincia nell’adeguamento della rete idrica ad una strategia di preservazione e corretto uso dell’acqua bene pubblico</strong>: con la revisione delle opere di presa, delle reti di distribuzione, il ripristino degli invasi esistenti e la creazione di nuovi invasi, finanziamento di sistemi di irrigazione a basso consumo e di sistemi di ricircolo delle acque e riutilizzo di acque reflue.<br />
Vogliamo risposte concrete, e le vogliamo subito!</p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
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		<item>
		<title>Rigassificatore: petizione e brochure.</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/rigassificatore-sottoscrivi-la-petizione.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 19:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[rigassificatore falconara]]></category>
		<category><![CDATA[falconara]]></category>
		<category><![CDATA[petizione no rigassificatore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>E&#8217; pronta e si può scaricare in formato pdf leggero la brochure &#8220;Le Marche non giocano con il gas&#8230;&#8221;, documento esplicativo dei rischi per l&#8217;ambiente e l&#8217;ecosistema presentati dalla rigassifcazione in mare che si vorrebbe a Falconara, puoi scaricarla direttamente qui: Brochure rigassificatore</p>
<p>E&#8217; stata approntata la petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il progettato rigassificatore di Falconara. Coloro che volessero aderire possono firmare online:</p>
<p>http://www.firmiamo.it/portiamo-il-caso-rigassificatori-al-parlamento-europeo</p>
<p>o rivolgersi alla nostra segreteria (segreteria@comitatinrete.it)  inviando nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, telefono ed email e chiarendo nel testo della email che si intende aderire alla Petizione contro il progetto di centrale turbogas di Falconara come segue:</p>
<p>Io sottoscritto/a&#8230;  sottoscrivo la  Petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il RIGASSIFICATORE PROPOSTO DA “API NÒVA ENERGIA” IN MARE ADRIATICO, A 14 KM. DALLA CITTA’ DI ANCONA E A 16 KM. DALLA CITTA’ DI FALCONARA MARITTIMA (REGIONE MARCHE, ITALIA) .
La Regione Marche, dopo aver utilizzato un finanziamento del fondo europeo per la collaborazione transnazionale, per <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/rigassificatore-sottoscrivi-la-petizione.html">Rigassificatore: petizione e brochure.</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/rigassificatore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-341" title="rigassificatore" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/rigassificatore.jpg" alt="" width="221" height="145" /></a></p>
<p>E&#8217; pronta e si può scaricare in formato pdf leggero la brochure &#8220;Le Marche non giocano con il gas&#8230;&#8221;, documento esplicativo dei rischi per l&#8217;ambiente e l&#8217;ecosistema presentati dalla rigassifcazione in mare che si vorrebbe a Falconara, puoi scaricarla direttamente qui: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Brochure-petizione-low-res.pdf">Brochure rigassificatore</a></p>
<p>E&#8217; stata approntata la petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il progettato rigassificatore di Falconara. Coloro che volessero aderire possono firmare online:</p>
<p><a href="http://www.firmiamo.it/portiamo-il-caso-rigassificatori-al-parlamento-europeo">http://www.firmiamo.it/portiamo-il-caso-rigassificatori-al-parlamento-europeo</a></p>
<p>o rivolgersi alla nostra segreteria (<a href="mailto:segreteria@comitatinrete.it">segreteria@comitatinrete.it</a>)  inviando <span style="text-decoration: underline;"><strong>nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, telefono ed email</strong></span> e chiarendo nel testo della email che si intende aderire alla Petizione contro il progetto di centrale turbogas di Falconara come segue:</p>
<p>Io sottoscritto/a&#8230;  sottoscrivo la  <strong>Petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il </strong>RIGASSIFICATORE PROPOSTO DA “API NÒVA ENERGIA” IN MARE ADRIATICO, A 14 KM. DALLA CITTA’ DI ANCONA E A 16 KM. DALLA CITTA’ DI FALCONARA MARITTIMA (REGIONE MARCHE, ITALIA) .<em><br />
La Regione Marche, dopo aver utilizzato un finanziamento del fondo europeo per la collaborazione transnazionale, per lo “Studio per il Governo del Mare Adriatico e delle Coste: inizio di un processo di Gestione Integrata&#8221; redatto dalla DAMAC, iniziativa Italo &#8211; Croata per la &#8220;Difesa Ambientale del Mare Adriatico e Comunicazione&#8221;, ne ha ignorato e disatteso i risultati ed ha autorizzato, unitamente al Ministero per le Attività Produttive, la costruzione e l’esercizio di un rigassificatore offshore a 14 Km. dalla citta’ di Ancona e a 16 Km. dalla citta’ di Falconara Marittima (Regione Marche, Italia). L’infrastruttura energetica non è prevista nel PEAR – Piano Energetico Ambientale Regionale, non è strategica a livello nazionale, non è stata sottoposta a V.A.S. – Valutazione Ambientale Strategica, costituisce pericolo per l’ambiente, l’ecosistema marino, il territorio, la sicurezza e la salute dei cittadini.</em></p>
<p>nb: chi avesse già firmato la petizione in cartaceo, non invii la sottoscrizione online.</p>
<p>Qui il testo integrale:  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Petizione_2.doc">Petizione_2</a> </p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il METAURO che non c&#8217;è più&#8230;</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-metauro-che-non-ce-piu.html</link>
		<comments>http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-metauro-che-non-ce-piu.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 15:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[articoli a firma]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[fiume metauro]]></category>
		<category><![CDATA[servizio idrico valle metauro]]></category>
		<category><![CDATA[situazione idrica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
I Cantori del Metauro prendono atto con soddisfazione dell&#8217;esito del referendum che ha sancito come gli Italiani siano contratri alla privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua ritenendola bene comune e basta !</p>
<p> Dovremmo festeggiare questa vittoria epocale, ma noi, nella Valle del Basso Metauro, abbiamo poco da rallegrarci dato che la gestione dell&#8217;acqua del Fiume Metauro è paradossale.</p>
<p> Le acque correnti del Fiume, nella bassa valle, SONO STATE ESPROPRIATE dall&#8217;attuale Marche Multiservizi spa di Pesaro e dall&#8217;Aset din Fano, rispettivamente negli anni &#8216;70 ed &#8216;80. Tutto cio&#8217; in attesa che la Regione Marche realizzasse il piano regolatore degli acquedotti.</p>
<p> IL PIANO DEVE ESSERE ANCORA REDATTO.</p>
<p> Intanto le citta&#8217; di Fano e Pesaro ci rubano 600 litri/secondo, quando la portata del Metauro, nei mesi estivi, non supera i 400 l/sec..La carenza viene fornita dall&#8217;ENEL, con rilasci dai suoi bacini.</p>
<p> La morale della storia è che, negli ultimi 20Km del Metauro, le poche acque che vediamo appena scorrere sono, per lo piu&#8217;, acque reflue <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-metauro-che-non-ce-piu.html">Il METAURO che non c&#8217;è più&#8230;</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/fiume_metauro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-337" title="fiume_metauro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/fiume_metauro.jpg" alt="" width="248" height="105" /></a><br />
I Cantori del Metauro prendono atto con soddisfazione dell&#8217;esito del referendum che ha sancito come gli Italiani siano contratri alla privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua ritenendola bene comune e basta !</p>
<p> Dovremmo festeggiare questa vittoria epocale, ma noi, nella Valle del Basso Metauro, abbiamo poco da rallegrarci dato che la gestione dell&#8217;acqua del Fiume Metauro è paradossale.</p>
<p> Le acque correnti del Fiume, nella bassa valle, SONO STATE ESPROPRIATE dall&#8217;attuale Marche Multiservizi spa di Pesaro e dall&#8217;Aset din Fano, rispettivamente negli anni &#8216;70 ed &#8216;80. Tutto cio&#8217; in attesa che la Regione Marche realizzasse il piano regolatore degli acquedotti.</p>
<p> IL PIANO DEVE ESSERE ANCORA REDATTO.</p>
<p> Intanto le citta&#8217; di Fano e Pesaro ci rubano 600 litri/secondo, quando la portata del Metauro, nei mesi estivi, non supera i 400 l/sec..La carenza viene fornita dall&#8217;ENEL, con rilasci dai suoi bacini.</p>
<p> La morale della storia è che, negli ultimi 20Km del Metauro, le poche acque che vediamo appena scorrere sono, per lo piu&#8217;, acque reflue provenienti dai depuratori, che, peraltro, sicuramente non sono a norma e non depurano piu&#8217;.</p>
<p> La citta&#8217; di Pesaro non ha il diritto di rubare l&#8217;acqua del Metauro, essendo ubicata al di fuori del bacino idrico del Metauro, e la città di Fano potrebbe benissimo attingere acqua potabile dai numerosi bacini delle ex-attivita&#8217; estrattive del suo territorio.</p>
<p> Ma quello che è piu&#8217; paradossale è che le Comunità, che si trovano entro il bacino idrografico del Basso Metauro, si dissetano con acqua, ceduta senza oneri a Marche Multioservizi, e la ricomprano, dalla stessa, a caro prezzo. Gli utili di questo &#8220;affare&#8221; vanno, per la quasi totalita&#8217;, al Comune di Pesaro, ed ad Hera spa, socio di maggioranza relativa di Marche Multiservizi.</p>
<p> HERA spa E&#8217; DI BOLOGNA.</p>
<p> Ci si potrebbe chiedere chi è a capo di questo ingranaggio assurdo : è l&#8217;AATO della provincia di Pesaro ed Urbino, l&#8217;autorità che gestisce il ciclo delle acque dalla ricerca, alla gestione, alla depurazione.</p>
<p> Noi riteniamo, al di là di cio&#8217; che pensi e programmi l&#8217;AATO provinciale, che gli Amministratori ed i Sindaci dei nostri Comuni della Bassa valle del Metauro, non importa se di destra o di sinistra, debbano alzare la testa e si liberino di questa suddittanza agli interessi di Pesaro e Fano.</p>
<p>  Li invitiamo quindi a riappropiarsi di quel bene comune che spetta alle loro comunità.</p>
<p> Solo allora potremmo dire di aver vinto il referendum, sull&#8217;acqua pubblica e di tessere le lodi di quei Sindaci che saranno capaci di tutelare gli interessi dei loro amministrati e non solo di quelli che tirano i fili per fare affarri d&#8217;oro, e senza rischi, alla nostre spalle.</p>
<p> I CANTORI DEL METAURO</p>
<p> IL Presidente<br />
Giampaolo Baldelli</p>
<p>email :  <a href="mailto:gliamicidiasdrubale@libero.it">gliamicidiasdrubale@libero.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Referendum: il senso politico di questa vittoria</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-il-senso-politico-di-questa-vittoria.html</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 14:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
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		<category><![CDATA[quorum referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>
Diritti umani e giustizia sociale: il senso politico di questa vittoria </p>
<p>Il voto ai referendum abrogativi del 12 e 13 giugno è stato un segnale politico forte e chiaro su tutto il territorio nazionale. Tralasciando le frenesie di chi vuole salire sul carro dei vincitori, all’ultimo momento e senza essersi speso davvero per questo risultato, nicchiando sino alla fine (da certo PD fino a pezzi della Lega Nord), dobbiamo sottolineare due fatti determinanti.</p>
<p>Il Governo che ha fatto in modo di spostare la data elettorale a giugno – sottoponendo le casse dello Stato allo stillicidio di una ulteriore spesa – solo per timore di raggiungimento del quorum, ha perso ogni sua scommessa e ha ricevuto quattro NO forti come sberle, su leggi per cui aveva posto il voto di fiducia.</p>
<p>La televisione, poi, – grande spauracchio per tutti quelli che ne sono esclusi, per mancanza di potere – l’unico mezzo di comunicazione che non ha mai parlato <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-il-senso-politico-di-questa-vittoria.html">Referendum: il senso politico di questa vittoria</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-332" title="quorum" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpg" alt="" width="207" height="243" /></a><br />
Diritti umani e giustizia sociale: il senso politico di questa vittoria </strong></p>
<p>Il voto ai referendum abrogativi del 12 e 13 giugno è stato un segnale politico forte e chiaro su tutto il territorio nazionale. Tralasciando le frenesie di chi vuole salire sul carro dei vincitori, all’ultimo momento e senza essersi speso davvero per questo risultato, nicchiando sino alla fine (da certo PD fino a pezzi della Lega Nord), dobbiamo sottolineare due fatti determinanti.</p>
<p>Il Governo che ha fatto in modo di spostare la data elettorale a giugno – sottoponendo le casse dello Stato allo stillicidio di una ulteriore spesa – solo per timore di raggiungimento del quorum, ha perso ogni sua scommessa e ha ricevuto quattro NO forti come sberle, su leggi per cui aveva posto il voto di fiducia.</p>
<p>La televisione, poi, – grande spauracchio per tutti quelli che ne sono esclusi, per mancanza di potere – l’unico mezzo di comunicazione che non ha mai parlato del Referendum, se non gli ultimi giorni, è risultata del tutto sconfitta, non è più il luogo dove si decide l’umore e il volere degli italiani.</p>
<p>Abbiamo vinto noi, la gente che non si rassegna a stare zitta, che si mobilita, che studia, che si associa, che fa volontariato in campo sociale e civile, ha vinto la democrazia nella forma più diretta e senza delega che la nostra Costituzione prevede. Finalmente il Referendum ha ripreso il suo valore simbolico e politico, finalmente siamo usciti dal tunnel dell’antipolitica e del populismo diffuso.</p>
<p>Il significato politico di questo voto è decifrabile secondo la posizione della filosofa americana Martha Nussbaum, che riflette da molti anni sul ruolo del servizio pubblico per favorire lo sviluppo delle capacità umane e i diritti umani. La Nussbaum, che non è una pericolosa comunista, ma una liberale americana, mette insieme Aristotele e Marx e ci dice con molta chiarezza che le politiche pubbliche devono avere come scopo quello di favorire l’accesso ad una cittadinanza matura e attiva di tutti e di tutte, questo garantendo un ambiente sano e un armonioso rapporto con la natura. Tutto ciò si struttura anche attraverso sevizi fondamentali funzionanti al meglio per salvaguardare la salute e promuovere il benessere.</p>
<p>L’analisi di Nussbaum si concentra sull’India della grande svolta economica e liberista, su quell’India che cresce come un gigante ma che ha i piedi di argilla, visto che la sua popolazione, in molti casi non ha accesso all’acqua pulita, vive in condizioni di diseguaglianza sociale inaccettabili. L’India che ha una Costituzione democratica che sostiene la totale parità tra i cittadini, finanzia i privati per favorire gli investimenti, lascia la sua popolazione, soprattutto femminile, morire di povertà e di privazione assoluta dei diritti umani. Il quadro indiano è un monito per tutti e soprattutto per coloro che pensano che il mercato si regoli da solo e che c’è una sostanziale differenza tra diritti civili e quadro economico e sociale individuale. Se una persona non ha accesso all’acqua potabile perché l’azienda non fa infrastrutture nuove, la sua salute è debole, se non ha accesso all’istruzione sarà analfabeta e come potrà essere titolare di diritti se non saprà neppure di quali diritti è titolare e la sua salute è precaria?</p>
<p>Se seguiamo il ragionamento di Nussbaum e lo portiamo sui risultati dei referendum sull’acqua, è chiaro che la volontà espressa dai cittadini è quella di dire alla politica nazionale e a quella territoriale che l’acqua è un servizio pubblico fondamentale. Abbiamo ribadito che l’acqua non deve portare ad un profitto per il profitto &#8211; che il capitalismo che si innesta nei servizi pubblici non si concilia con il volere popolare, soprattutto in tempi di crisi.</p>
<p>La gente perde il posto di lavoro o va in cassa integrazione e poi deve pagare bollette dell’acqua sempre più salate per far guadagnare gli investitori privati che non fanno niente se non intascare: non assumono personale, non lavorano ad un miglioramento della rete idrica o ad utilizzare metodi meno dannosi per potabilizzare l’acqua, ma si siedono al tavolo del consiglio di amministrazione e chiedono di dividere il bottino. Ma tutti insieme abbiamo dato un segnale che va oltre: che l’acqua deve essere disponibile nei contesti pubblici gratuitamente a chiunque, ad esempio in luoghi come piazze e stazioni ferroviarie, queste ultime ormai infestate da macchinette che vendono acqua in bottiglie di plastica a costi altissimi (1 euro per una bottiglia da mezzo litro).</p>
<p>Cosa succede in Provincia di Pesaro e Urbino? Nella composizione del Consiglio di amministrazione di Marche Multiservizi ci sono Provincia, rappresentanza dei Comuni e poi rappresentanti dell’investitore privato Hera. Gli utili dell’anno 2010 sono stati di <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-marche-multiservizi-a-noi-gli-aumenti-%e2%80%a6-a-loro-i-dividendi.html">4,6 milioni di euro</a>, non reinvestiti nelle attività perché, per questo capitolo di spesa, si è preferito rimanere debitori e quindi pagare gli interessi passivi alle banche e così rendere il pubblico doppiamente schiavo del privato, che si prende gli utili da un lato e anche gli interessi, dall’altro.</p>
<p>Senza lavori strutturali sulla rete inaugurati grazie agli utili dell’esercizio finanziario, ma garantiti al minimo dai finanziamenti bancari, è ovvio che qualcuno potrebbe chiedere di vedere restituiti a casa propria quei soldi che ha pagato per far ingrassare le tasche e le pance di qualcuno.</p>
<p>Ma questa sarebbe una visione populista: dobbiamo andare nella direzione di Martha Nussbaum e chiedere al pubblico di valorizzare e di implementare il servizio per renderci meno sottoposti alla morsa del mercato. Se avessimo acqua potabile meno calcarea e piena di cloro, saremmo anche più portati a berla senza comprare bottiglie al supermercato, se la rete fosse bonificata dall’amianto, la salute sarebbe garantita in modo migliore e sul lungo periodo, se lavorassimo per non stressare i luoghi di captazione potremmo lasciare un quadro complessivo migliore alle generazioni che verranno.</p>
<p>Adesso che oltre il 63% degli aventi diritto ha votato per la cancellazione della parte della Legge Ronchi che prevede gare di appalto per privatizzare il servizio idrico, è necessario rivedere la presenza del privato in Marche Multiservizi. Non dimentichiamoci mai che quando la cittadinanza attiva si esprime, è questo il maggiore bene comune di uno Stato democratico.</p>
<p>Monia Andreani</p>
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		<title>Finalmente in Provincia si favella!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 15:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore biomasse schieppe]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio provinciale pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[risoluzione contro centrale biomasse]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>SCHIEPPE: FINALMENTE LA PROVINCIA FA AUTOCRITICA E CONFERMA LA LINEA DURA NEI CONFRONTI DELLA REGIONE</p>
<p>“Se il verificatore avesse correttamente misurato l’ambito provvisorio di tutela integrale applicando i criteri stabiliti dall’Art. 29 del PPAR Marche e dalla Circolare Regionale nr. 4 UA/URB del 28.04.1988 P.P.A.R. – Deliberazione G.R. n. 8127 del 13.07.1987 (BUR Marche 106/1987) e n. 7045 del 04.12.1987 (BUR Marche 128/1987), anziché introdurre il concetto – non riscontrabile nella normativa regionale &#8211; della misurazione a partire dalla porzione demaniale pubblica dell’alveo inciso definita dal livello di piena ordinaria, avrebbe accertato che anche ampia parte dei fabbricati “C” e “D” (cabina di controllo e centrale a biomasse) del progetto autorizzato dalla Regione Marche ricadono all’interno dell’ambito provvisorio di tutela integrale”.</p>
<p>E’ quanto ha stabilito il Consiglio Provinciale con l’ODG Nr. 14 (Vedi allegato) proposto dal Consigliere Elisabetta Foschi e approvato nella seduta del 26 maggio u.s. Da notare che “il verificatore” è un funzionario della Provincia <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/finalmente-in-provincia-si-favella.html">Finalmente in Provincia si favella!</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/consiglio_provinciale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-329" title="consiglio_provinciale" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/consiglio_provinciale.jpg" alt="" width="294" height="172" /></a></p>
<p>SCHIEPPE: FINALMENTE LA PROVINCIA FA AUTOCRITICA E CONFERMA LA LINEA DURA NEI CONFRONTI DELLA REGIONE</strong></p>
<p><em>“<strong><span style="text-decoration: underline;">Se il verificatore avesse correttamente misurato l’ambito provvisorio di tutela integrale</span></strong> applicando i criteri stabiliti dall’Art. 29 del PPAR Marche e dalla Circolare Regionale nr. 4 UA/URB del 28.04.1988 P.P.A.R. – Deliberazione G.R. n. 8127 del 13.07.1987 (BUR Marche 106/1987) e n. 7045 del 04.12.1987 (BUR Marche 128/1987), anziché introdurre il concetto – non riscontrabile nella normativa regionale &#8211; della misurazione a partire dalla porzione demaniale pubblica dell’alveo inciso definita dal livello di piena ordinaria, <strong>avrebbe accertato che anche ampia parte dei fabbricati “C” e “D” (cabina di controllo e centrale a biomasse) del progetto autorizzato dalla Regione Marche ricadono all’interno dell’ambito provvisorio di tutela integrale</strong>”</em>.</p>
<p>E’ quanto ha stabilito il Consiglio Provinciale con l’ODG Nr. 14 (Vedi allegato) proposto dal Consigliere Elisabetta Foschi e approvato nella seduta del 26 maggio u.s. <strong>Da notare che “il verificatore” è un funzionario della Provincia medesima, ovvero il Dirigente del SERVIZIO 4.2 &#8211; SUOLO, ATTIVITÀ ESTRATTIVE, ACQUE PUBBLICHE, SERVIZI PUBBLICI LOCALI</strong>.</p>
<p>Con il medesimo atto, <strong>il Consiglio provinciale, “..<em>.IMPEGNA il Presidente della Provincia di Pesaro –Urbino: 1) A sollecitare la revoca da parte della Giunta Regionale in via di autotutela dell’Autorizzazione Integrata Ambientale nr 24/DP4 del 29.11.2004; 2) Conseguentemente a concludere con diniego i procedimenti di riesame e rinnovo della predetta A.I.A. illegittimamente concessa; 3) Ad attivarsi presso la Giunta Regionale affinché l’attività dell’esistente mangimificio sia esercitata, conformemente a legge, da soggetto in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale; 4) A richiedere alla Giunta Regionale di revocare, in via di autotutela per le ragioni illustrate, le Autorizzazioni Paesaggistiche di cui al decreto del Dirigente della P.F. valutazioni e autorizzazioni ambientali n. 4 VAA_ 08 del 12.12.2006 e al decreto nr. Nr. 45/VAA_08 del 14/04/2008”</em></strong><em>.</em></p>
<p>Nel dare atto all’intero Consiglio Provinciale della determinazione e della coerenza dimostrate, <strong>esprimiamo l’auspicio che il Presidente Matteo Ricci dia seguito quanto prima al mandato ricevuto dal Consiglio Provinciale</strong>.</p>
<p>Coordinamento dei Comitati di difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
<p>P.S. – Ci congratuliamo per il nuovo servizio “La seduta in diretta” attivato alla pagina web <a href="http://www.consiglio.provincia.pu.it/index.php?id=24865">http://www.consiglio.provincia.pu.it/index.php?id=24865</a>, che consente ai cittadini di seguire con più facilità l’attività del Consiglio Provinciale.</p>
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