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	<description>Coordinamento comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>Mega-biomasse a Orciano: e basta!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore biomasse schieppe]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore a biomasse Schieppe]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Invitiamo tutti a prendere parte all’assemblea pubblica indetta per martedì 25 ottobre inerente l’annosa vicenda dell’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano, ove verranno stabilite le azioni da intraprendere per imprimere una svolta definitiva alla vicenda ai fini della conclusione dei procedimenti amministrativi pendenti.</p>
<p>Nonostante sia bloccata sin dal 29.11.2004, la Giunta Regionale, incurante degli enormi costi fatti sostenere alla pubblica amministrazione per attività, procedimenti e ricorsi amministrativi, indifferente al danno arrecato ai cittadini, agli enti locali e al territorio, prosegue nell’attività istruttoria e continua ad appoggiare la ditta.</p>
<p>Ed invero:</p>
<p> 1)     Il 05.05.2011 il dirigente della P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali ha riaperto il procedimento dell’autorizzazione paesaggistica annullata dalla Soprintendenza per “emendare” &#8211; così dice &#8211; l’atto dai vizi di legittimità censurati;</p>
<p> 2)     Il 04.08.2011 il Presidente della Giunta Regionale ha promosso ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Marche nr. 63/2011 del 31.01.2011, che aveva confermato la legittimità dell’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione. Va <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/mega-biomasse-a-orciano-e-basta.html">Mega-biomasse a Orciano: e basta!!!</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/mafalda.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-357" title="mafalda" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/mafalda.jpg" alt="" width="160" height="183" /></a></strong></p>
<p><strong>Invitiamo tutti a prendere parte all’assemblea pubblica indetta per martedì 25 ottobre inerente l’annosa vicenda dell’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano</strong>, ove verranno stabilite le azioni da intraprendere per imprimere una svolta definitiva alla vicenda ai fini della conclusione dei procedimenti amministrativi pendenti.</p>
<p>Nonostante sia bloccata sin dal 29.11.2004, la Giunta Regionale, incurante degli enormi costi fatti sostenere alla pubblica amministrazione per attività, procedimenti e ricorsi amministrativi, indifferente al danno arrecato ai cittadini, agli enti locali e al territorio, prosegue nell’attività istruttoria e continua ad appoggiare la ditta.</p>
<p>Ed invero:</p>
<p> 1)     <strong>Il 05.05.2011 il dirigente della P.F. Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali ha riaperto il procedimento dell’autorizzazione paesaggistica</strong> annullata dalla Soprintendenza per “emendare” &#8211; così dice &#8211; l’atto dai vizi di legittimità censurati;</p>
<p> 2)     <strong>Il 04.08.2011 il Presidente della Giunta Regionale ha promosso ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Marche nr. 63/2011 del 31.01.2011</strong>, che aveva confermato la legittimità dell’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla regione. Va doverosamente segnalato che tale ricorso della Giunta Regionale ha fatto seguito a quello, di analogo tenore, promosso dalla ditta il 31.07.2011, con “strana” coincidenza di intenti e tempistica….!!</p>
<p><strong>Coordinamento dei Comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
<p></strong>volantino pdf <strong>:</strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/ASSEMBLEA-25.10.2011.pdf"><strong>ASSEMBLEA 25.10.2011</strong></a></p>
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		<title>I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/i-soldi-fanno-andare-l%e2%80%99acqua-in-su-la-provincia-di-pesaro-lo-prova.html</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 15:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune pesaro urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Non facciamoci ingannare dalle piogge tanto attese, perché il detto ‘piove, Governo ladro’ potrebbe essere applicato anche al caso di noi cittadini, ingannati sul problema delle risorse idriche.
Serve una battaglia di civiltà, una battaglia per l’acqua bene comune contro il malgoverno ed i vampirismi degli investitori privati nella gestione dell’acqua, risorsa che non costa loro niente e che ci VENDONO, senza fare nulla per risolvere i problemi che ci porteranno alla SETE.</p>
<p>Il fiume Metauro, che rifornisce di acqua per l’80% la città di Pesaro (il Metauro cede 600 l/s dei quali 400 per Pesaro e 200 l/s per Fano). è stato vuotato, la sua acqua è finita, se non ci fosse ancora qualche risorsa sotterranea e la preziosa acqua minerale del Burano, se e quando questa finirà, tutti saremo alla sete. Una tragedia. Nel complesso, i cittadini di tutta la nostra provincia bevono acqua che per il 68% proviene dal Metauro, acqua per la quale <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/i-soldi-fanno-andare-l%e2%80%99acqua-in-su-la-provincia-di-pesaro-lo-prova.html">I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/imagesCAUYKKPX.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-352" title="imagesCAUYKKPX" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/imagesCAUYKKPX.jpg" alt="" width="256" height="124" /></a><br />
Non facciamoci ingannare dalle piogge tanto attese, perché il detto ‘piove, Governo ladro’ potrebbe essere applicato anche al caso di noi cittadini, ingannati sul problema delle risorse idriche.<br />
Serve una battaglia di civiltà, una battaglia per l’acqua bene comune contro il malgoverno ed i vampirismi degli investitori privati nella gestione dell’acqua, risorsa che non costa loro niente e che ci VENDONO, senza fare nulla per risolvere i problemi che ci porteranno alla SETE.</p>
<p>Il fiume Metauro, che rifornisce di acqua per l’80% la città di Pesaro (il Metauro cede 600 l/s dei quali 400 per Pesaro e 200 l/s per Fano). è stato vuotato, la sua acqua è finita, <strong>se non ci fosse ancora qualche risorsa sotterranea e la preziosa acqua minerale del Burano, se e quando questa finirà, tutti saremo alla sete</strong>. Una tragedia. Nel complesso, i cittadini di tutta la nostra provincia bevono acqua che per il 68% proviene dal Metauro, acqua per la quale non è stato fatta alcuna opera di preservazione e anche grazie alla quale gli azionisti di Marche multi servizi, l’azienda che più usufruisce del Metauro, <strong>hanno incrementato sino al 19% la resa dei loro capitali</strong>. Mentre l’azienda MMS si rivolge alle Banche, indebitandosi, per la gestione, le bollette sono rincarate e il ricavo ha fruttato 2,5 milioni in più nel 2010.<br />
E … guarda caso, la città di Pesaro è il Comune che detiene la maggioranza delle azioni dell’azienda Marche multi servizi (33%), che per una buona percentuale cede i ricavi delle nostre bollette ad azionisti privati (oltre il 40% è di Hera).<br />
Le acque superficiali sono canalizzate spesso in opere obsolete, però gli “accantonamenti” di MMS, che potrebbero essere reinvestiti, oltre 24 milioni di euro, non servono a risolvere questo problema. Alla nostra domanda, circa lo scopo di questi accantonamenti, e alle nostre critiche de maggio scorso sulla spartizione degli utili, <strong>l’amministratore ha risposto glissando e riferendosi e vaghi parziali ri-utilizzi del denaro incassato</strong>.<br />
Nel frattempo i cittadini son costretti a pagare anche costose raccomandate per vedersi restituire il denaro estorto per depurazioni mai effettuate, e solo sino al 2008!<br />
Quale deve essere il ruolo dell’Autorità territoriale AATO in questo frangente? Il presidente, Alighiero Omicioli, ci aveva scritto:<br />
“… il nostro ruolo di controllo lo svolgiamo quotidianamente e con assiduità, a tutela degli utenti e fornendo la necessaria rendicontazione non solo all’Assemblea Consortile ma anche alla Commissione Nazionale di Vigilanza per l’uso delle Risorse Idriche presso il Parlamento.”</p>
<p>Ma AATO sembra più interessata, mentre il Metauro muore, a rassicurare gli azionisti di MMS con <strong>disamine legali sui non-effetti del referendum</strong>, visto il tenore della consulenza dell’ufficio legale dell’ATO (L’assetto della disciplina del SII dopo il referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 – note d’approfondimento del 30 giugno), che ha voluto confermare che, vista la non caducità delle norme antecedenti il referendum, poco cambierà e “Le gestioni in essere, in poche parole, potranno continuare a gestire i servizi affidati per tutta la durata prevista dagli atti di affidamento.” <strong>Hera ha già rinnovato il Patto col Comune di Pesaro per altri 5 anni proprio l’aprile di quest’anno.</strong></p>
<p>Sappiamo già <strong>quando il settore privato non sarà più interessato a gestire la vendita dell’acqua e demanderà ai suoi rappresentanti nella politica e nelle amministrazioni di restituire la patata bollente a noi cittadini:</strong> quando l’acqua del Burano non salirà più, cioè quando l’acqua “en girà più all’insù”.</p>
<p>Occorre che i cittadini si impegnino non solo per le vertenze “specchio per le allodole”, quali la fine, sancita dal referendum, dell’adeguamento delle tariffe alla remunerazione del capitale investito dagli azionisti (il 7%, un vampiraggio) ma anche per una vertenza più ampia che veda <strong>come fine l’investimento dei capitali delle aziende che gestiscono il patrimonio idrico in provincia nell’adeguamento della rete idrica ad una strategia di preservazione e corretto uso dell’acqua bene pubblico</strong>: con la revisione delle opere di presa, delle reti di distribuzione, il ripristino degli invasi esistenti e la creazione di nuovi invasi, finanziamento di sistemi di irrigazione a basso consumo e di sistemi di ricircolo delle acque e riutilizzo di acque reflue.<br />
Vogliamo risposte concrete, e le vogliamo subito!</p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
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		<title>Rigassificatore: petizione e brochure.</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/rigassificatore-sottoscrivi-la-petizione.html</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 19:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[petizione no rigassificatore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>E&#8217; pronta e si può scaricare in formato pdf leggero la brochure &#8220;Le Marche non giocano con il gas&#8230;&#8221;, documento esplicativo dei rischi per l&#8217;ambiente e l&#8217;ecosistema presentati dalla rigassifcazione in mare che si vorrebbe a Falconara, puoi scaricarla direttamente qui: Brochure rigassificatore</p>
<p>E&#8217; stata approntata la petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il progettato rigassificatore di Falconara. Coloro che volessero aderire possono firmare online:</p>
<p>http://www.firmiamo.it/portiamo-il-caso-rigassificatori-al-parlamento-europeo</p>
<p>o rivolgersi alla nostra segreteria (segreteria@comitatinrete.it)  inviando nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, telefono ed email e chiarendo nel testo della email che si intende aderire alla Petizione contro il progetto di centrale turbogas di Falconara come segue:</p>
<p>Io sottoscritto/a&#8230;  sottoscrivo la  Petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il RIGASSIFICATORE PROPOSTO DA “API NÒVA ENERGIA” IN MARE ADRIATICO, A 14 KM. DALLA CITTA’ DI ANCONA E A 16 KM. DALLA CITTA’ DI FALCONARA MARITTIMA (REGIONE MARCHE, ITALIA) .
La Regione Marche, dopo aver utilizzato un finanziamento del fondo europeo per la collaborazione transnazionale, per <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/rigassificatore-sottoscrivi-la-petizione.html">Rigassificatore: petizione e brochure.</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/rigassificatore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-341" title="rigassificatore" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/rigassificatore.jpg" alt="" width="221" height="145" /></a></p>
<p>E&#8217; pronta e si può scaricare in formato pdf leggero la brochure &#8220;Le Marche non giocano con il gas&#8230;&#8221;, documento esplicativo dei rischi per l&#8217;ambiente e l&#8217;ecosistema presentati dalla rigassifcazione in mare che si vorrebbe a Falconara, puoi scaricarla direttamente qui: <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Brochure-petizione-low-res.pdf">Brochure rigassificatore</a></p>
<p>E&#8217; stata approntata la petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il progettato rigassificatore di Falconara. Coloro che volessero aderire possono firmare online:</p>
<p><a href="http://www.firmiamo.it/portiamo-il-caso-rigassificatori-al-parlamento-europeo">http://www.firmiamo.it/portiamo-il-caso-rigassificatori-al-parlamento-europeo</a></p>
<p>o rivolgersi alla nostra segreteria (<a href="mailto:segreteria@comitatinrete.it">segreteria@comitatinrete.it</a>)  inviando <span style="text-decoration: underline;"><strong>nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, telefono ed email</strong></span> e chiarendo nel testo della email che si intende aderire alla Petizione contro il progetto di centrale turbogas di Falconara come segue:</p>
<p>Io sottoscritto/a&#8230;  sottoscrivo la  <strong>Petizione collettiva al Parlamento Europeo contro il </strong>RIGASSIFICATORE PROPOSTO DA “API NÒVA ENERGIA” IN MARE ADRIATICO, A 14 KM. DALLA CITTA’ DI ANCONA E A 16 KM. DALLA CITTA’ DI FALCONARA MARITTIMA (REGIONE MARCHE, ITALIA) .<em><br />
La Regione Marche, dopo aver utilizzato un finanziamento del fondo europeo per la collaborazione transnazionale, per lo “Studio per il Governo del Mare Adriatico e delle Coste: inizio di un processo di Gestione Integrata&#8221; redatto dalla DAMAC, iniziativa Italo &#8211; Croata per la &#8220;Difesa Ambientale del Mare Adriatico e Comunicazione&#8221;, ne ha ignorato e disatteso i risultati ed ha autorizzato, unitamente al Ministero per le Attività Produttive, la costruzione e l’esercizio di un rigassificatore offshore a 14 Km. dalla citta’ di Ancona e a 16 Km. dalla citta’ di Falconara Marittima (Regione Marche, Italia). L’infrastruttura energetica non è prevista nel PEAR – Piano Energetico Ambientale Regionale, non è strategica a livello nazionale, non è stata sottoposta a V.A.S. – Valutazione Ambientale Strategica, costituisce pericolo per l’ambiente, l’ecosistema marino, il territorio, la sicurezza e la salute dei cittadini.</em></p>
<p>nb: chi avesse già firmato la petizione in cartaceo, non invii la sottoscrizione online.</p>
<p>Qui il testo integrale:  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Petizione_2.doc">Petizione_2</a> </p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Il METAURO che non c&#8217;è più&#8230;</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-metauro-che-non-ce-piu.html</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 15:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[articoli a firma]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[fiume metauro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>
I Cantori del Metauro prendono atto con soddisfazione dell&#8217;esito del referendum che ha sancito come gli Italiani siano contratri alla privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua ritenendola bene comune e basta !</p>
<p> Dovremmo festeggiare questa vittoria epocale, ma noi, nella Valle del Basso Metauro, abbiamo poco da rallegrarci dato che la gestione dell&#8217;acqua del Fiume Metauro è paradossale.</p>
<p> Le acque correnti del Fiume, nella bassa valle, SONO STATE ESPROPRIATE dall&#8217;attuale Marche Multiservizi spa di Pesaro e dall&#8217;Aset din Fano, rispettivamente negli anni &#8216;70 ed &#8216;80. Tutto cio&#8217; in attesa che la Regione Marche realizzasse il piano regolatore degli acquedotti.</p>
<p> IL PIANO DEVE ESSERE ANCORA REDATTO.</p>
<p> Intanto le citta&#8217; di Fano e Pesaro ci rubano 600 litri/secondo, quando la portata del Metauro, nei mesi estivi, non supera i 400 l/sec..La carenza viene fornita dall&#8217;ENEL, con rilasci dai suoi bacini.</p>
<p> La morale della storia è che, negli ultimi 20Km del Metauro, le poche acque che vediamo appena scorrere sono, per lo piu&#8217;, acque reflue <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/il-metauro-che-non-ce-piu.html">Il METAURO che non c&#8217;è più&#8230;</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/fiume_metauro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-337" title="fiume_metauro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/fiume_metauro.jpg" alt="" width="248" height="105" /></a><br />
I Cantori del Metauro prendono atto con soddisfazione dell&#8217;esito del referendum che ha sancito come gli Italiani siano contratri alla privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua ritenendola bene comune e basta !</p>
<p> Dovremmo festeggiare questa vittoria epocale, ma noi, nella Valle del Basso Metauro, abbiamo poco da rallegrarci dato che la gestione dell&#8217;acqua del Fiume Metauro è paradossale.</p>
<p> Le acque correnti del Fiume, nella bassa valle, SONO STATE ESPROPRIATE dall&#8217;attuale Marche Multiservizi spa di Pesaro e dall&#8217;Aset din Fano, rispettivamente negli anni &#8216;70 ed &#8216;80. Tutto cio&#8217; in attesa che la Regione Marche realizzasse il piano regolatore degli acquedotti.</p>
<p> IL PIANO DEVE ESSERE ANCORA REDATTO.</p>
<p> Intanto le citta&#8217; di Fano e Pesaro ci rubano 600 litri/secondo, quando la portata del Metauro, nei mesi estivi, non supera i 400 l/sec..La carenza viene fornita dall&#8217;ENEL, con rilasci dai suoi bacini.</p>
<p> La morale della storia è che, negli ultimi 20Km del Metauro, le poche acque che vediamo appena scorrere sono, per lo piu&#8217;, acque reflue provenienti dai depuratori, che, peraltro, sicuramente non sono a norma e non depurano piu&#8217;.</p>
<p> La citta&#8217; di Pesaro non ha il diritto di rubare l&#8217;acqua del Metauro, essendo ubicata al di fuori del bacino idrico del Metauro, e la città di Fano potrebbe benissimo attingere acqua potabile dai numerosi bacini delle ex-attivita&#8217; estrattive del suo territorio.</p>
<p> Ma quello che è piu&#8217; paradossale è che le Comunità, che si trovano entro il bacino idrografico del Basso Metauro, si dissetano con acqua, ceduta senza oneri a Marche Multioservizi, e la ricomprano, dalla stessa, a caro prezzo. Gli utili di questo &#8220;affare&#8221; vanno, per la quasi totalita&#8217;, al Comune di Pesaro, ed ad Hera spa, socio di maggioranza relativa di Marche Multiservizi.</p>
<p> HERA spa E&#8217; DI BOLOGNA.</p>
<p> Ci si potrebbe chiedere chi è a capo di questo ingranaggio assurdo : è l&#8217;AATO della provincia di Pesaro ed Urbino, l&#8217;autorità che gestisce il ciclo delle acque dalla ricerca, alla gestione, alla depurazione.</p>
<p> Noi riteniamo, al di là di cio&#8217; che pensi e programmi l&#8217;AATO provinciale, che gli Amministratori ed i Sindaci dei nostri Comuni della Bassa valle del Metauro, non importa se di destra o di sinistra, debbano alzare la testa e si liberino di questa suddittanza agli interessi di Pesaro e Fano.</p>
<p>  Li invitiamo quindi a riappropiarsi di quel bene comune che spetta alle loro comunità.</p>
<p> Solo allora potremmo dire di aver vinto il referendum, sull&#8217;acqua pubblica e di tessere le lodi di quei Sindaci che saranno capaci di tutelare gli interessi dei loro amministrati e non solo di quelli che tirano i fili per fare affarri d&#8217;oro, e senza rischi, alla nostre spalle.</p>
<p> I CANTORI DEL METAURO</p>
<p> IL Presidente<br />
Giampaolo Baldelli</p>
<p>email :  <a href="mailto:gliamicidiasdrubale@libero.it">gliamicidiasdrubale@libero.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Referendum: il senso politico di questa vittoria</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-il-senso-politico-di-questa-vittoria.html</link>
		<comments>http://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-il-senso-politico-di-questa-vittoria.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 14:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[articoli a firma]]></category>
		<category><![CDATA[quorum referendum]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria referendum analisi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Diritti umani e giustizia sociale: il senso politico di questa vittoria </p>
<p>Il voto ai referendum abrogativi del 12 e 13 giugno è stato un segnale politico forte e chiaro su tutto il territorio nazionale. Tralasciando le frenesie di chi vuole salire sul carro dei vincitori, all’ultimo momento e senza essersi speso davvero per questo risultato, nicchiando sino alla fine (da certo PD fino a pezzi della Lega Nord), dobbiamo sottolineare due fatti determinanti.</p>
<p>Il Governo che ha fatto in modo di spostare la data elettorale a giugno – sottoponendo le casse dello Stato allo stillicidio di una ulteriore spesa – solo per timore di raggiungimento del quorum, ha perso ogni sua scommessa e ha ricevuto quattro NO forti come sberle, su leggi per cui aveva posto il voto di fiducia.</p>
<p>La televisione, poi, – grande spauracchio per tutti quelli che ne sono esclusi, per mancanza di potere – l’unico mezzo di comunicazione che non ha mai parlato <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-il-senso-politico-di-questa-vittoria.html">Referendum: il senso politico di questa vittoria</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-332" title="quorum" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/quorum.jpg" alt="" width="207" height="243" /></a><br />
Diritti umani e giustizia sociale: il senso politico di questa vittoria </strong></p>
<p>Il voto ai referendum abrogativi del 12 e 13 giugno è stato un segnale politico forte e chiaro su tutto il territorio nazionale. Tralasciando le frenesie di chi vuole salire sul carro dei vincitori, all’ultimo momento e senza essersi speso davvero per questo risultato, nicchiando sino alla fine (da certo PD fino a pezzi della Lega Nord), dobbiamo sottolineare due fatti determinanti.</p>
<p>Il Governo che ha fatto in modo di spostare la data elettorale a giugno – sottoponendo le casse dello Stato allo stillicidio di una ulteriore spesa – solo per timore di raggiungimento del quorum, ha perso ogni sua scommessa e ha ricevuto quattro NO forti come sberle, su leggi per cui aveva posto il voto di fiducia.</p>
<p>La televisione, poi, – grande spauracchio per tutti quelli che ne sono esclusi, per mancanza di potere – l’unico mezzo di comunicazione che non ha mai parlato del Referendum, se non gli ultimi giorni, è risultata del tutto sconfitta, non è più il luogo dove si decide l’umore e il volere degli italiani.</p>
<p>Abbiamo vinto noi, la gente che non si rassegna a stare zitta, che si mobilita, che studia, che si associa, che fa volontariato in campo sociale e civile, ha vinto la democrazia nella forma più diretta e senza delega che la nostra Costituzione prevede. Finalmente il Referendum ha ripreso il suo valore simbolico e politico, finalmente siamo usciti dal tunnel dell’antipolitica e del populismo diffuso.</p>
<p>Il significato politico di questo voto è decifrabile secondo la posizione della filosofa americana Martha Nussbaum, che riflette da molti anni sul ruolo del servizio pubblico per favorire lo sviluppo delle capacità umane e i diritti umani. La Nussbaum, che non è una pericolosa comunista, ma una liberale americana, mette insieme Aristotele e Marx e ci dice con molta chiarezza che le politiche pubbliche devono avere come scopo quello di favorire l’accesso ad una cittadinanza matura e attiva di tutti e di tutte, questo garantendo un ambiente sano e un armonioso rapporto con la natura. Tutto ciò si struttura anche attraverso sevizi fondamentali funzionanti al meglio per salvaguardare la salute e promuovere il benessere.</p>
<p>L’analisi di Nussbaum si concentra sull’India della grande svolta economica e liberista, su quell’India che cresce come un gigante ma che ha i piedi di argilla, visto che la sua popolazione, in molti casi non ha accesso all’acqua pulita, vive in condizioni di diseguaglianza sociale inaccettabili. L’India che ha una Costituzione democratica che sostiene la totale parità tra i cittadini, finanzia i privati per favorire gli investimenti, lascia la sua popolazione, soprattutto femminile, morire di povertà e di privazione assoluta dei diritti umani. Il quadro indiano è un monito per tutti e soprattutto per coloro che pensano che il mercato si regoli da solo e che c’è una sostanziale differenza tra diritti civili e quadro economico e sociale individuale. Se una persona non ha accesso all’acqua potabile perché l’azienda non fa infrastrutture nuove, la sua salute è debole, se non ha accesso all’istruzione sarà analfabeta e come potrà essere titolare di diritti se non saprà neppure di quali diritti è titolare e la sua salute è precaria?</p>
<p>Se seguiamo il ragionamento di Nussbaum e lo portiamo sui risultati dei referendum sull’acqua, è chiaro che la volontà espressa dai cittadini è quella di dire alla politica nazionale e a quella territoriale che l’acqua è un servizio pubblico fondamentale. Abbiamo ribadito che l’acqua non deve portare ad un profitto per il profitto &#8211; che il capitalismo che si innesta nei servizi pubblici non si concilia con il volere popolare, soprattutto in tempi di crisi.</p>
<p>La gente perde il posto di lavoro o va in cassa integrazione e poi deve pagare bollette dell’acqua sempre più salate per far guadagnare gli investitori privati che non fanno niente se non intascare: non assumono personale, non lavorano ad un miglioramento della rete idrica o ad utilizzare metodi meno dannosi per potabilizzare l’acqua, ma si siedono al tavolo del consiglio di amministrazione e chiedono di dividere il bottino. Ma tutti insieme abbiamo dato un segnale che va oltre: che l’acqua deve essere disponibile nei contesti pubblici gratuitamente a chiunque, ad esempio in luoghi come piazze e stazioni ferroviarie, queste ultime ormai infestate da macchinette che vendono acqua in bottiglie di plastica a costi altissimi (1 euro per una bottiglia da mezzo litro).</p>
<p>Cosa succede in Provincia di Pesaro e Urbino? Nella composizione del Consiglio di amministrazione di Marche Multiservizi ci sono Provincia, rappresentanza dei Comuni e poi rappresentanti dell’investitore privato Hera. Gli utili dell’anno 2010 sono stati di <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-marche-multiservizi-a-noi-gli-aumenti-%e2%80%a6-a-loro-i-dividendi.html">4,6 milioni di euro</a>, non reinvestiti nelle attività perché, per questo capitolo di spesa, si è preferito rimanere debitori e quindi pagare gli interessi passivi alle banche e così rendere il pubblico doppiamente schiavo del privato, che si prende gli utili da un lato e anche gli interessi, dall’altro.</p>
<p>Senza lavori strutturali sulla rete inaugurati grazie agli utili dell’esercizio finanziario, ma garantiti al minimo dai finanziamenti bancari, è ovvio che qualcuno potrebbe chiedere di vedere restituiti a casa propria quei soldi che ha pagato per far ingrassare le tasche e le pance di qualcuno.</p>
<p>Ma questa sarebbe una visione populista: dobbiamo andare nella direzione di Martha Nussbaum e chiedere al pubblico di valorizzare e di implementare il servizio per renderci meno sottoposti alla morsa del mercato. Se avessimo acqua potabile meno calcarea e piena di cloro, saremmo anche più portati a berla senza comprare bottiglie al supermercato, se la rete fosse bonificata dall’amianto, la salute sarebbe garantita in modo migliore e sul lungo periodo, se lavorassimo per non stressare i luoghi di captazione potremmo lasciare un quadro complessivo migliore alle generazioni che verranno.</p>
<p>Adesso che oltre il 63% degli aventi diritto ha votato per la cancellazione della parte della Legge Ronchi che prevede gare di appalto per privatizzare il servizio idrico, è necessario rivedere la presenza del privato in Marche Multiservizi. Non dimentichiamoci mai che quando la cittadinanza attiva si esprime, è questo il maggiore bene comune di uno Stato democratico.</p>
<p>Monia Andreani</p>
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		<title>Finalmente in Provincia si favella!</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 15:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[coordinamento provinciale]]></category>
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<p>SCHIEPPE: FINALMENTE LA PROVINCIA FA AUTOCRITICA E CONFERMA LA LINEA DURA NEI CONFRONTI DELLA REGIONE</p>
<p>“Se il verificatore avesse correttamente misurato l’ambito provvisorio di tutela integrale applicando i criteri stabiliti dall’Art. 29 del PPAR Marche e dalla Circolare Regionale nr. 4 UA/URB del 28.04.1988 P.P.A.R. – Deliberazione G.R. n. 8127 del 13.07.1987 (BUR Marche 106/1987) e n. 7045 del 04.12.1987 (BUR Marche 128/1987), anziché introdurre il concetto – non riscontrabile nella normativa regionale &#8211; della misurazione a partire dalla porzione demaniale pubblica dell’alveo inciso definita dal livello di piena ordinaria, avrebbe accertato che anche ampia parte dei fabbricati “C” e “D” (cabina di controllo e centrale a biomasse) del progetto autorizzato dalla Regione Marche ricadono all’interno dell’ambito provvisorio di tutela integrale”.</p>
<p>E’ quanto ha stabilito il Consiglio Provinciale con l’ODG Nr. 14 (Vedi allegato) proposto dal Consigliere Elisabetta Foschi e approvato nella seduta del 26 maggio u.s. Da notare che “il verificatore” è un funzionario della Provincia <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/finalmente-in-provincia-si-favella.html">Finalmente in Provincia si favella!</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/consiglio_provinciale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-329" title="consiglio_provinciale" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/consiglio_provinciale.jpg" alt="" width="294" height="172" /></a></p>
<p>SCHIEPPE: FINALMENTE LA PROVINCIA FA AUTOCRITICA E CONFERMA LA LINEA DURA NEI CONFRONTI DELLA REGIONE</strong></p>
<p><em>“<strong><span style="text-decoration: underline;">Se il verificatore avesse correttamente misurato l’ambito provvisorio di tutela integrale</span></strong> applicando i criteri stabiliti dall’Art. 29 del PPAR Marche e dalla Circolare Regionale nr. 4 UA/URB del 28.04.1988 P.P.A.R. – Deliberazione G.R. n. 8127 del 13.07.1987 (BUR Marche 106/1987) e n. 7045 del 04.12.1987 (BUR Marche 128/1987), anziché introdurre il concetto – non riscontrabile nella normativa regionale &#8211; della misurazione a partire dalla porzione demaniale pubblica dell’alveo inciso definita dal livello di piena ordinaria, <strong>avrebbe accertato che anche ampia parte dei fabbricati “C” e “D” (cabina di controllo e centrale a biomasse) del progetto autorizzato dalla Regione Marche ricadono all’interno dell’ambito provvisorio di tutela integrale</strong>”</em>.</p>
<p>E’ quanto ha stabilito il Consiglio Provinciale con l’ODG Nr. 14 (Vedi allegato) proposto dal Consigliere Elisabetta Foschi e approvato nella seduta del 26 maggio u.s. <strong>Da notare che “il verificatore” è un funzionario della Provincia medesima, ovvero il Dirigente del SERVIZIO 4.2 &#8211; SUOLO, ATTIVITÀ ESTRATTIVE, ACQUE PUBBLICHE, SERVIZI PUBBLICI LOCALI</strong>.</p>
<p>Con il medesimo atto, <strong>il Consiglio provinciale, “..<em>.IMPEGNA il Presidente della Provincia di Pesaro –Urbino: 1) A sollecitare la revoca da parte della Giunta Regionale in via di autotutela dell’Autorizzazione Integrata Ambientale nr 24/DP4 del 29.11.2004; 2) Conseguentemente a concludere con diniego i procedimenti di riesame e rinnovo della predetta A.I.A. illegittimamente concessa; 3) Ad attivarsi presso la Giunta Regionale affinché l’attività dell’esistente mangimificio sia esercitata, conformemente a legge, da soggetto in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale; 4) A richiedere alla Giunta Regionale di revocare, in via di autotutela per le ragioni illustrate, le Autorizzazioni Paesaggistiche di cui al decreto del Dirigente della P.F. valutazioni e autorizzazioni ambientali n. 4 VAA_ 08 del 12.12.2006 e al decreto nr. Nr. 45/VAA_08 del 14/04/2008”</em></strong><em>.</em></p>
<p>Nel dare atto all’intero Consiglio Provinciale della determinazione e della coerenza dimostrate, <strong>esprimiamo l’auspicio che il Presidente Matteo Ricci dia seguito quanto prima al mandato ricevuto dal Consiglio Provinciale</strong>.</p>
<p>Coordinamento dei Comitati di difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
<p>P.S. – Ci congratuliamo per il nuovo servizio “La seduta in diretta” attivato alla pagina web <a href="http://www.consiglio.provincia.pu.it/index.php?id=24865">http://www.consiglio.provincia.pu.it/index.php?id=24865</a>, che consente ai cittadini di seguire con più facilità l’attività del Consiglio Provinciale.</p>
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		<title>Bilancio Marche Multiservizi: a noi gli aumenti … a loro i dividendi!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 07:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica provincia pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio marche multiservizi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>In occasione del referendum del 12 giugno per l’acqua pubblica, ci sembra importante segnalare i dati del recente bilancio 2010 di Marche Multiservizi spa, la società che opera soprattutto nella gestione del ciclo idrico integrato nella nostra provincia, oltre che della distribuzione del gas metano e dei servizi ambientali. Ciò per dare la possibilità ai cittadini di capire quanto sia giusto intervenire votando sì ai referendum e pretendendo dalle amministrazioni comunali più coerenza in merito alla gestione di un servizio pubblico e di un bene pubblico … i cui ricavi dovrebbero andare a favore della collettività. Perché purtroppo non è così.</p>
<p>Al capitolo “stato patrimoniale- passivo- A &#8211; patrimonio netto” la voce VIII “utili e perdite portate a nuovo” è zero mentre la voce IX “utili e perdite di esercizio” è di 4,6 milioni di euro. Quindi l’esercizio 2010 ha prodotto un utile, molto più alto anche dell’anno precedente, distribuito in dividendi per gli azionisti e <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-marche-multiservizi-a-noi-gli-aumenti-%e2%80%a6-a-loro-i-dividendi.html">Bilancio Marche Multiservizi: a noi gli aumenti … a loro i dividendi!!!</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/referendum_acqua.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-326" title="referendum_acqua" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/referendum_acqua.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p>In occasione del referendum del 12 giugno per l’acqua pubblica, ci sembra importante segnalare i dati del recente bilancio 2010 di Marche Multiservizi spa, la società che opera soprattutto nella gestione del ciclo idrico integrato nella nostra provincia, oltre che della distribuzione del gas metano e dei servizi ambientali. Ciò per dare la possibilità ai cittadini di capire quanto sia giusto intervenire votando sì ai referendum e pretendendo dalle amministrazioni comunali più coerenza in merito alla gestione di un servizio pubblico e di un bene pubblico … i cui ricavi dovrebbero andare a favore della collettività. Perché purtroppo non è così.</p>
<p>Al capitolo “stato patrimoniale- passivo- A &#8211; patrimonio netto” la voce VIII “utili e perdite portate a nuovo” è zero mentre la voce IX “utili e perdite di esercizio” è di <strong>4,6 milioni di euro</strong>. Quindi l’esercizio 2010 ha prodotto un utile, molto più alto anche dell’anno precedente, <strong>distribuito in dividendi per gli azionisti e non utilizzato per autofinanziamento degli investimenti nell’anno successivo (finanziamento che viene invece coperto con il ricorso al debito bancario</strong> come evidenzia lo stato patrimoniale!). Alla lettera B- “fondo per rischi ed oneri” si nota che il fondo è notevolmente aumentato <strong>da 17,1 ML del 2009 a 24,2 ML nel 2010</strong> (oltre il 30%). Se non fosse stato inserito a bilancio come accantonamento questo incremento sarebbe stato un ulteriore utile dell’esercizio da distribuire in dividendi. Quale ragione ha motivato questa sistemazione contabile di risorse?</p>
<p>Le due considerazioni precedenti, circa l’ingente volume di utili prodotti e non impiegati nella gestione caratteristica della società (ma per remunerare gli azionisti e creare riserve esagerate), sono confermate dall’indice ROE-return on equity, presentato a pag 18 della relazione sulla gestione. L’indice (dato dal rapporto fra risultato netto e capitale proprio) era di circa 8% nel 2009 e nel 2010 è salito oltre il 19%&#8230; <strong>per la felicità degli azionisti dato che l’indice misura appunto la capacità della società di generare profitti per gli azionisti</strong>.</p>
<p>Un ultima considerazione riguarda il conto economico che nel 2010 vede il valore della produzione crescere più che proporzionalmente rispetto al costo della produzione. Miracolo? Da questo dato sembrerebbe che Marche Multiservizi abbia spremuto fino in fondo la macchina che si ritrova. Del resto, il Bilancio stesso recita “I ricavi relativi al servizio idrico passano da 34,0 milioni di euro del’anno 2009 a 36,5 milioni di euro dell’anno 2010 <strong>per effetto dell’incremento tariffario</strong> e dei maggiori valori delle capitalizzazioni”. Gli interrogativi rispetto il servizio idrico dunque sono questi:<br />
- Acqua trattata con cloro e spesso troppo ricca di calcare: ciò spesso induce i cittadini a comprarne in bottiglia, abitudine antiecologica e costosa. Non sarebbe meglio che i ricavi venissero impiegati, invece che per arricchire gli azionisti, per offrire un servizio di potabilizzazione al livello delle esigenze dell’utenza?</p>
<p>-Aumenti tariffari, acquedotti spesso rotti, tubature obsolete, servizi depurazione inesistenti, con anche attesa di rimborso del canone di depurazione ingiustamente fatturato agli utenti nelle zone ove depurazione non c’è. <strong>E’ questa la politica che i Comuni coinvolti hanno votato all’assemblea degli azionisti, esclusi i Sindaci di Barchi e Mombaroccio.</strong> Indebitamento con le banche e spartizione di utili: sarebbe questa una politica a favore dei Comuni, azionisti essi stessi con quote irrisorie, fatto escluso il <strong>comune di Pesaro col 33 % ed Hera con oltre il 40%</strong>?</p>
<p>Chiediamo che tutti i Sindaci si pronuncino pubblicamente sulla situazione di esproprio creata da questo assetto finanziario e da questo tipo di gestione.</p>
<p><strong>Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</strong></p>
<p>19 maggio 2011</p>
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		<title>Referendum: votiamo sì</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 17:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
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		<category><![CDATA[acqua bene comune pesaro urbino]]></category>
		<category><![CDATA[referendum i quesiti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Lo scorso gennaio la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’ammissibilità dei referendum abrogativi inerenti la questione della difesa dell’acqua pubblica, contro il ritorno allo sciagurato nucleare, e quello sul legittimo impedimento.
Precisamente, riguardo la gestione dell’acqua sono stati ammessi due dei quesiti abrogativi proposti dal Forum dei movimenti dell’acqua contro la privatizzazione del servizio idrico. Votando SI ai quesiti si disporrà l’abrogazione di due norme che altrimenti porterebbero alla privatizzazione del servizio pubblico a scapito dell’interesse delle collettività. Col primo SI’ verrà abrogato l’art. 23 bis della legge 133/2008 relativa alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica, con l’altro SI verrà abrogato l’art.154 del Decreto legislativo 152/2006 che disponeva che le tariffe fossero “adeguate” ai capitali investiti dai privati.
Il governo, non pago di aver rifiutato l&#8217;election day confidando di poter scongiurare il realizzarsi del quorum referendario, sperperando centinaia di milioni di euro in violazione del precetto costituzionale di imparzialità e buona amministrazione, sta cercando con <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-votiamo-si.html">Referendum: votiamo sì</a></p>

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/referendum.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-322" title="referendum" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/referendum.jpg" alt="" width="225" height="168" /></a><br />
Lo scorso gennaio la Corte Costituzionale si è pronunciata sull’ammissibilità dei referendum abrogativi inerenti la questione della difesa dell’acqua pubblica, contro il ritorno allo sciagurato nucleare, e quello sul legittimo impedimento.<br />
Precisamente, riguardo la gestione dell’acqua sono stati ammessi due dei quesiti abrogativi proposti dal Forum dei movimenti dell’acqua contro la privatizzazione del servizio idrico. <strong>Votando SI</strong> ai quesiti si disporrà l’abrogazione di due norme che altrimenti porterebbero alla privatizzazione del servizio pubblico a scapito dell’interesse delle collettività. Col primo SI’ verrà abrogato l’art. 23 bis della legge 133/2008 relativa alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica, con l’altro SI verrà abrogato l’art.154 del Decreto legislativo 152/2006 che disponeva che le tariffe fossero “adeguate” ai capitali investiti dai privati.<br />
Il governo, non pago di aver rifiutato l&#8217;<em>election day</em> confidando di poter scongiurare il realizzarsi del <em>quorum</em> referendario, sperperando centinaia di milioni di euro in violazione del precetto costituzionale di imparzialità e buona amministrazione, sta cercando con ogni mezzo di <strong>ostacolare il legittimo esercizio del pronunciamento popolare richiesto da oltre due milioni di cittadini che hanno firmato per i referendum.</strong><br />
<strong>Così col recente Decreto “Sviluppo” arriva l’ennesima trovata per cercare di depotenziare i referendum per l’acqua pubblica</strong>: l’istituzione dell’Agenzia di vigilanza sulle risorse idriche,<br />
un’authority per l’acqua, con cui il governo cerca di affossare i due quesiti. L’ennesima farsa, come scrive il Comitato referendario, dato che non è chiaro cosa potrà regolare questa autorità visto che il decreto Ronchi, oggetto del referendum, stabilisce che le società a capitale pubblico debbono cedere il 40% delle azioni entro il 31 dicembre di quest’anno ai privati che sempre per legge avranno il 7% di profitti garantiti e che le gare d’appalto garantiranno a chi vince il monopolio sulla gestione del servizio idrico per un lungo periodo. <strong>Tutto ciò naturalmente verrà meno, come ci auguriamo, in caso di vittoria di Sì ai referendum il 12 e 13</strong><strong> Giugno prossimo.</strong><br />
INVITIAMO PERCIO’ tutti i cittadini e le cittadine a sostenere i referendum, ad appoggiare la campagna del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua, per far sì che il referendum raggiunga il quorum, nonostante l’evidente campagna di disinformazione e il boicottaggio delle reti televisive.<br />
<strong>Diffondete i comunicati del Forum, esponete le bandiere “Due sì per l’acqua bene comune”, invitate amici e conoscenti ad andare a votare Si’, difendiamo i tredicimila acquedotti italiani che rischiano di diventare “cosa loro”.</strong></p>
<p>Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano<br />
<a href="http://www.comitatinrete.it/">http://www.comitatinrete.it</a></p>
<p>Alleghiamo:<br />
-il link al sito del forum con la spiegazione dei due quesiti <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53">http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53</a><br />
- su <a href="http://www.alegaeta.tumblr.com/" target="_blank">www.alegaeta.tumblr.com</a> è possibile vedere il documentario Speciale TG1 &#8220;H2ORO Acqua pubblica o acqua privata?&#8221; del 03/06/2007 oltre allo spot della campagna referendaria fatto da Astrid Lima, e un filmato andato in onda il 4 marzo 2011 su Tv7 (RaiUno) che racconta la grave situazione che si vive in quel centinaio di comuni italiani (la maggior parte sono tra Lazio e Toscana) dove si beve acqua con una concentrazione di arsenico superiore ai limiti di legge<br />
- il bellissimo cartone animato che racconta la lotta per l’acqua pubblica svolta dalle popolazioni boliviane <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xLdf8YS0Tww">http://www.youtube.com/watch?v=xLdf8YS0Tww</a></p>
<p>REFERENTI territoriali per il referendum: <strong>Francesco Veterani</strong> <a href="mailto:wetooo@gmail.com">wetooo@gmail.com</a> Tel. 346 6737500, Tel. 333 2547323 (fra le 13:00 e le 14:00 e dopo le 19:00); <strong>Michele Gili </strong><a href="mailto:micjill@yahoo.it">micjill@yahoo.it</a> Tel. 339 3636543.</p>
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		<title>C&#8217;è chi usa il Glyphosate e chi&#8230; gli asini</title>
		<link>http://www.comitatinrete.it/wordpress/ce-chi-usa-il-glyphosate-e-chi-gli-asini.html</link>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 09:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[nocività]]></category>
		<category><![CDATA[notizie locali]]></category>
		<category><![CDATA[tutela paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[erbicida anas]]></category>
		<category><![CDATA[sfalcio erba asini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il 28 aprile OggiTreviso titola così:
&#8220;ASINELLO MORTO, LAC E OIPA: &#8220;LIBERATE SUBITO GLI ASINI RASAERBA&#8221;</p>
<p>Provincia ed Anpa dicono si sia trattato di un parto prematuro. Muraro sta pensando ad azioni legali contro Lac ed Oipa. Gli asini rasaerba voluti dall’allora presidente della Provincia Luca Zaia versano in condizioni degradate. Lo denunciano le associazioni animaliste. Secondo quanto fanno sapere, qualche giorno fa un piccolo asinello è stato ritrovato morto.</p>
<p>“La Provincia blocchi subito questo insensato e crudele progetto”. Gridano a gran voce Zanoni (Lac) e Canzian (Oipa) augurandosi che “ i cavalli razza Piave di Muraro non facciano la stessa fine degli asinelli di Zaia”.</p>
<p>Come e quando nasce il progetto degli asinelli resaerba? Nel 2004 Zaia fece acquistare alla Fiera di Santa Lucia di Piave sei asini affinché venissero impiegati, come soluzione ecocompatibile, nel progetto pilota di pascolo sulle scarpate della tangenziale di Postioma, in comune di Paese come “macchine rasaerba&#8221; al posto delle vetture più costose e inquinanti.</p>
<p>“Oggi, dopo <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/ce-chi-usa-il-glyphosate-e-chi-gli-asini.html">C&#8217;è chi usa il Glyphosate e chi&#8230; gli asini</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/aSINO_cartello560.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-318" title="aSINO_cartello560" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/aSINO_cartello560-300x254.jpg" alt="" width="300" height="254" /></a></p>
<p>Il 28 aprile <a href="http://www.oggitreviso.it/lac-oipa-liberate-subito-gli-asini-rasaerba-35553">OggiTreviso</a> titola così:<br />
&#8220;ASINELLO MORTO, LAC E OIPA: &#8220;LIBERATE SUBITO GLI ASINI RASAERBA&#8221;</p>
<p>Provincia ed Anpa dicono si sia trattato di un parto prematuro. Muraro sta pensando ad azioni legali contro Lac ed Oipa. Gli asini rasaerba voluti dall’allora presidente della Provincia Luca Zaia versano in condizioni degradate. <strong>Lo denunciano le associazioni animaliste. Secondo quanto fanno sapere, qualche giorno fa un piccolo asinello è stato ritrovato morto.</strong></p>
<p>“<strong>La Provincia blocchi subito questo insensato e crudele progetto</strong>”. Gridano a gran voce Zanoni (Lac) e Canzian (Oipa) augurandosi che “ i cavalli razza Piave di Muraro non facciano la stessa fine degli asinelli di Zaia”.</p>
<p><strong>Come e quando nasce il progetto degli asinelli resaerba?</strong> Nel 2004 Zaia fece acquistare alla Fiera di Santa Lucia di Piave sei asini affinché venissero impiegati, come soluzione ecocompatibile, nel progetto pilota di pascolo sulle scarpate della tangenziale di Postioma, in comune di Paese come “macchine rasaerba&#8221; al posto delle vetture più costose e inquinanti.</p>
<p>“Oggi, dopo sette anni, la situazione di questi asinelli è ormai insostenibile e drammatica, l’acqua fornita risulta putrescente ed inoltre martedì sera una cittadina di Postioma ha scoperto un cucciolo di asinello morto chissà da quanti giorni e lasciato in mezzo agli altri animali. <strong>Ora Oipa e Lac stanno preparando una possibile denuncia alla magistratura per maltrattamento di animali ed un esposto alle autorità sanitarie</strong> hanno annunciato i rispettivi presidenti.&#8221;</p>
<p>A prescindere dalle giustificazioni poi fornite dall&#8217;amministrazione, che sottolinea come i fatti riportati siano inesatti (un asinello sarebbe nato morto..), c&#8217;è da chiedersi come si possa pensare di far mangiare ad animali l&#8217;erba che borda una tangenziale e pensare che possano vivere in salute&#8230;<br />
intanto non vi sono notizie sull&#8217;esito della <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/diserbante-sulle-strade-una-pasqua-al-glyphosate.html/comment-page-1">denuncia</a> effettuata lo scorso anno, da noi del Coordinamento per primi,  per l&#8217;impiego del pericoloso erbicida a base di Glyphosate, invece che dello sfalcio meccanico, sui bordi delle strade gestite da Anas.</p>
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		<title>Mercoledì 27 aprile “Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche”</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 13:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[iniziative pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[marche per rifiuti zero]]></category>
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		<category><![CDATA[riciclo rifiuti]]></category>
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		<category><![CDATA[paul connet]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti zero]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>  </p>
<p>Mercoledì 27 aprile “Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche” a Montemaggiore al Metauro</p>
<p>Mercoledì 27 aprile alle ore 21.00, a Montemaggiore al Metauro, nel teatro comunale, si svolgerà l’incontro “Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche” con Paul Connet, ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, professore emerito di Chimica generale, Chimica dell’ambiente e Tossicologia presso la St. Laurence University di New York e Rossano Ercolini, referente nazionale della Rete Italiana Rifiuti Zero.</p>
<p>Il prof. Connet spiegherà in cosa consiste la strategia da lui ideata, quali sono i passi per ottenere una società con produzione di rifiuti nulla, quindi scongiurare nuove discariche e la costruzione di inceneritori riducendo moltissimo l’inquinamento. Ma si discuterà anche del ruolo dei cittadini.</p>
<p>Rossano Ercolini presenterà come viene applicata la strategia “Rifiuti zero” in Italia, cosa è stato fatto e cosa è ancora necessario fare, soffermandosi sulle realtà virtuose come il Comune di Capannori e sul lavoro dell’Osservatorio Rifiuti Zero.</p>
<p>“Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche” <p>[...] Continua a leggere <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/mercoledi-27-aprile-%e2%80%9crifiuti-zero-zero-inceneritori-zero-discariche%e2%80%9d.html">Mercoledì 27 aprile “Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche”</a></p>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/zero_waste.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-315" title="zero_waste" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/zero_waste.jpg" alt="" width="213" height="237" /></a></p>
<p><strong>Mercoledì 27 aprile “<em>Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche”</em> a Montemaggiore al Metauro</p>
<p></strong>Mercoledì 27 aprile alle ore 21.00, a Montemaggiore al Metauro, nel teatro comunale, si svolgerà l’incontro “Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche” con Paul Connet, ideatore della strategia “Rifiuti Zero”, professore emerito di Chimica generale, Chimica dell’ambiente e Tossicologia presso la St. Laurence University di New York e Rossano Ercolini, referente nazionale della Rete Italiana Rifiuti Zero.</p>
<p>Il prof. Connet spiegherà in cosa consiste la strategia da lui ideata, quali sono i passi per ottenere una società con produzione di rifiuti nulla, quindi scongiurare nuove discariche e la costruzione di inceneritori riducendo moltissimo l’inquinamento. Ma si discuterà anche del ruolo dei cittadini.</p>
<p>Rossano Ercolini presenterà come viene applicata la strategia “<a href="http://www.ambientefuturo.org">Rifiuti zero</a>” in Italia, cosa è stato fatto e cosa è ancora necessario fare, soffermandosi sulle realtà virtuose come il Comune di Capannori e sul lavoro dell’Osservatorio Rifiuti Zero.</p>
<p>“Rifiuti Zero: zero inceneritori, zero discariche” è organizzato da: Associazione Culturale LiberaMente di Montemaggiore al Metauro, Movimento Civico La Terza Via di Saltara, Associazione Fare Comune di Cartoceto, Associazione Metauro Nostro di Montefelcino, Club degli Amici di Asdrubale di Montemaggiore al Metauro, Associazione Lupus in Fabula di Fano, Associazione Eco-Fatto di Sant’Ippolito, Gruppo di Acquisto Solidale di Fossombrone e Associazione Marche per Rifiuti Zero.</p>
<p>Con il patrocinio e il contributo economico del Comune di Montemaggiore al Metauro.</p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.associazione-liberamente.it/" target="_blank">www.associazione-liberamente.it</a></p>
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