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Bilancio Marche Multiservizi: a noi gli aumenti … a loro i dividendi!!!

In occasione del referendum del 12 giugno per l’acqua pubblica, ci sembra importante segnalare i dati del recente bilancio 2010 di Marche Multiservizi spa, la società che opera soprattutto nella gestione del ciclo idrico integrato nella nostra provincia, oltre che della distribuzione del gas metano e dei servizi ambientali. Ciò per dare la possibilità ai cittadini di capire quanto sia giusto intervenire votando sì ai referendum e pretendendo dalle amministrazioni comunali più coerenza in merito alla gestione di un servizio pubblico e di un bene pubblico … i cui ricavi dovrebbero andare a favore della collettività. Perché purtroppo non è così.

Al capitolo “stato patrimoniale- passivo- A – patrimonio netto” la voce VIII “utili e perdite portate a nuovo” è zero mentre la voce IX “utili e perdite di esercizio” è di 4,6 milioni di euro. Quindi l’esercizio 2010 ha prodotto un utile, molto più alto anche dell’anno precedente, distribuito in dividendi per gli azionisti e non utilizzato per autofinanziamento degli investimenti nell’anno successivo (finanziamento che viene invece coperto con il ricorso al debito bancario come evidenzia lo stato patrimoniale!). Alla lettera B- “fondo per rischi ed oneri” si nota che il fondo è notevolmente aumentato da 17,1 ML del 2009 a 24,2 ML nel 2010 (oltre il 30%). Se non fosse stato inserito a bilancio come accantonamento questo incremento sarebbe stato un ulteriore utile dell’esercizio da distribuire in dividendi. Quale ragione ha motivato questa sistemazione contabile di risorse?

Le due considerazioni precedenti, circa l’ingente volume di utili prodotti e non impiegati nella gestione caratteristica della società (ma per remunerare gli azionisti e creare riserve esagerate), sono confermate dall’indice ROE-return on equity, presentato a pag 18 della relazione sulla gestione. L’indice (dato dal rapporto fra risultato netto e capitale proprio) era di circa 8% nel 2009 e nel 2010 è salito oltre il 19%… per la felicità degli azionisti dato che l’indice misura appunto la capacità della società di generare profitti per gli azionisti.

Un ultima considerazione riguarda il conto economico che nel 2010 vede il valore della produzione crescere più che proporzionalmente rispetto al costo della produzione. Miracolo? Da questo dato sembrerebbe che Marche Multiservizi abbia spremuto fino in fondo la macchina che si ritrova. Del resto, il Bilancio stesso recita “I ricavi relativi al servizio idrico passano da 34,0 milioni di euro del’anno 2009 a 36,5 milioni di euro dell’anno 2010 per effetto dell’incremento tariffario e dei maggiori valori delle capitalizzazioni”. Gli interrogativi rispetto il servizio idrico dunque sono questi:
- Acqua trattata con cloro e spesso troppo ricca di calcare: ciò spesso induce i cittadini a comprarne in bottiglia, abitudine antiecologica e costosa. Non sarebbe meglio che i ricavi venissero impiegati, invece che per arricchire gli azionisti, per offrire un servizio di potabilizzazione al livello delle esigenze dell’utenza?

-Aumenti tariffari, acquedotti spesso rotti, tubature obsolete, servizi depurazione inesistenti, con anche attesa di rimborso del canone di depurazione ingiustamente fatturato agli utenti nelle zone ove depurazione non c’è. E’ questa la politica che i Comuni coinvolti hanno votato all’assemblea degli azionisti, esclusi i Sindaci di Barchi e Mombaroccio. Indebitamento con le banche e spartizione di utili: sarebbe questa una politica a favore dei Comuni, azionisti essi stessi con quote irrisorie, fatto escluso il comune di Pesaro col 33 % ed Hera con oltre il 40%?

Chiediamo che tutti i Sindaci si pronuncino pubblicamente sulla situazione di esproprio creata da questo assetto finanziario e da questo tipo di gestione.

Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano

19 maggio 2011

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