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Appello contro l'obbligo digitale

La difesa dei beni pubblici (acqua, energia, beni naturali) comprende ora anche la comunicazione digitale globale, i nostri dati personali, la nostra privacy.

Il ruolo del Garante per la Privacy è reso ridicolo da una prassi di prelievo incondizionato di dati ormai evidente a tutti.

La digitalizzazione è una risorsa ma può mettere seriamente a rischio la libertà ed i diritti di tutt*, vedi il recente proposito di manipolare da remoto le utenze elettriche.

*Identità e connessione digitale non dovrebbero essere un obbligo né esplicito né implicito: va evitato il divario digitale a danno di anziani, disabili e di tutt* coloro che non si dotano, a proprie spese, di strumenti elettronici aggiornati .

 

Per questo vi chiediamo di discutere con noi questi 11 punti per sensibilizzare associazioni, sindacati e movimenti a prendere posizione sul tema.

-dare sempre una alternativa non digitale ai sistemi di identificazione richiesti per la vita quotidiana (CIE, SPID, uso delle App): nella Pubblica Amministrazione, in  banche,

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No al biodigestore in terre di conquista

manifestazione-no-biodigestore

Il comitato ‘A difesa del territorio’ (1.439 iscritti), in collaborazione con i comuni di Terre Roveresche, Mondavio e Fratte Rosa ha organizzato una manifestazione pubblica a Fano, già autorizzata dalla Questura, che si terrà il 20 luglio.
“No al biodigestore di Terre Roveresche; nessuno calpesti i nostri diritti’. Saremo a Fano mercoledì della prossima settimana, con inizio della manifestazione alle 18,30 al Pincio. Da lì, muoveremo verso Piazza XX Settembre, con striscioni e scandendo slogan. Con noi ci saranno i sindaci Antonio Sebastianelli di Terre Roveresche, Mirco Zenobi di Mondavio e Alessandro Avaltroni di Fratte Rosa; oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria Copagri, Cia, Coldiretti e Confagricoltura e di quasi tutte le associazioni di Terre Roveresche”.

per capire di più vai alla pagina FB del comitato A difesa del territorio

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Trivelle in Adriatico: mobilitiamoci, di nuovo.

Non sono bastati un referendum regionale e una raccolta di firme nazionale per fermare la corsa agli idrocarburi in Adriatico…rilanciamo la notizia della nuova mobilitazione dei cittadini sulle coste.

BARI – Trivelle nel mare Adriatico: domenica 8 aprile otto flash-mob saranno messi in atto dagli attivisti di diverse associazioni in cinque regioni adriatiche, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. L’iniziativa – informa una nota – è stata decisa “per dire no alla deriva petrolifera e ai progetti di prospezione con air gun” approvati dal ministero dell’Ambiente e in via di autorizzazione definitiva da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
Gli ambientalisti, dopo l’esito sfavorevole dei ricorsi al Consiglio di Stato, rilanciano quindi la lotta con un evento che si terrà in contemporanea in Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia con appuntamenti a Rimini, Ancona, S.Benedetto del Tronto, Giulianova, Pescara, Vasto, Termoli e Bari. L’air gun – viene evidenziato – “è una tecnica di ricerca di

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Trivellazioni e Piano delle Aree: difendere la volontà referendaria

Nota diffusa dal comitato nazionale No Trivelle, ringraziamo il Gruppo Fuoritempo per la diffusione:

Il responso delle urne del 4 Dicembre è stato netto. Il tempo fin qui trascorso ed i fatti intervenuti all’indomani della consultazione referendaria sono tali da indurci a passare da una prima fase di doverosa riflessione a quella di un’azione responsabile e conseguente.

Di che fatti e riflessioni trattasi?

In primis, dell’insediamento di un nuovo Esecutivo nel cui programma non si colgono elementi di discontinuità rispetto a quello precedente anche con riferimento alle politiche energetiche malgrado, sul piano della governance dell’energia, gli elettori abbiano chiaramente bocciato la proposta di riforma costituzionale, lasciando in capo alle Regioni la potestà legislativa concorrente, in questa come in altre importanti materie.

In seconda battuta, si tratta del procedere senza requie, da parte delle compagnie dell’Oil&Gas, delle azioni finalizzate all’ottenimento di titoli per la ricerca, l’estrazione in mare e su terraferma, il trasporto e lo stoccaggio di gas e petrolio.

Le

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Elettrodotto Fano-Teramo

Tracce ad Alta Tensione.
La Marca Spaccata, divisa in due. Una settimana zaino in spalla, contemplando le magnifiche colline
che potrebbero essere consegnate a Terna a causa della realizzazione del mega elettrodotto aereo Fano – Teramo.
E’ un deserto meditativo, è la riscoperta di un territorio,
è un viaggio zaino in spalla, è una pagina facebook,
è la contemplazione di un paesaggio, è sentirsi parte di qualcosa, è un cammino spirituale,
è un passaparola, è un momento d’ incontro, è non arrendersi mai…
1 Maggio
il Lago nella Valle www.illagonellavalle.it
Monte San Vito (AN) Prima Tappa.
Ore 11:00 circa
si prosegue verso Sud
Leggi il volantino pdf dell’Tracce ad Alta Tensione.

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Crack nucleare

 

Una cosa è certa: con quello che sta succedendo in Giappone, la tecnologia nucleare statunitense ha mostrato la sua inadeguatezza ad affrontare eventi rari, ma possibili ( terremoto a magnitudine 9 seguito da tsunami) in quanto la progettazione dei reattori in funzione a Fukushima, porta il marchio General Electric.

La seconda cosa certa è che, comunque vada nei prossimi giorni, il Giappone ha perso per sempre almeno quattro dei sui 56 reattori nucleari, con una potenza elettrica installata di 3100 megawatt; in Italia sarebbe come mettere fuori uso, da un giorno all’altro, 2,5 grandi centrali termoelettriche come quella di Civitavecchia.

Dopo gli incendi, gli scoppi e i tentativi di raffreddamento con acqua di mare, i quattro reattori sono diventati altrettanti ferri vecchi radioattivi e, come tali, assolutamente irrecuperabili e per di più da tombare in sicurezza.

La terza cosa certa è che la mancata produzione di elettricità, i danni ambientali e sanitari, i costi delle evacuazioni, la

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Pear Marche ed i politici delle due staffe.

“Il Pear va rivisto, secondo gli uffici tecnici della Regione non porta a coprire il fabbisogno energetico delle Marche”, questo secondo la stampa locale il succo delle recenti manovre pro ripensamento del Piano energetico, cui plaudono soprattutto i paladini dei rigassificatori i quali però, lamentano alcuni consiglieri di maggioranza, mancano sia di chiarimenti strategici a livello nazionale sia si chiarezza dell’Api (l’Azienda petrolifera) sui danni all’ecosistema. … e pensare che sono ormai anni che ne parlano!
A prescindere dal fatto che probabilmente il consigliere regionale Latini, dell’Api (la Alleanza per l’Italia) , nel suo invocare due ditte che dovrebbero “proporre” subito due impianti per un totale di 1200 Megawatt elettrici dovrebbe riferirsi al deficit “elettrico” marchigiano e non a quello “energetico” che include anche il combustibile … i conti non tornano affatto.
Dove sta il guaio di questo nuovo richiamo alla produzione intensiva di energia elettrica tramite gli ecomostri?
Proprio nel fatto che i dati smentiscono innanzitutto la

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Assemblea sull'eletrodotto Fano-Teramo

Martedì 14 dicembre, alle ore 20.45, San Giorgio di Pesaro, ristorante Montecucco, si discute del nuovo elettrodotto, del suo tracciato, delle implicazioni ambientali e sanitarie di questo tipo di installazioni col prof. Paolo Ferloni, docente di chimica e fisica ambientale all’Università di Pavia.
Organizza il comitato Territorio Attivo. Sono coinvolti i cittadini di Fano, Cartoceto, Piagge, san Giorgio, Orciano, Monteporzio. In collaborazione con il Coordinamento dei comitati.

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Nucleare: Berlusconio non può sfoggiare…

Centrali nucleari:niente sfoggio per Berlusconio… e tutto per merito di 3 Regioni.
Umbria, Emilia Romagna e Toscana. Queste le regioni che, oltre alla Provincia autonoma di Trento, hanno fatto ricorso presso la Corte costituzionale affinché venissero dichiarati costituzionalmente illegittimi i commi del decreto legge 78/2009 che affidavano al Governo il diritto di imporre i siti nucleari.
Nel luglio del 2009 il Ministro Scajola e Berlusconi invocavano l’esercito: “I siti nucleari saranno considerati di interesse strategico per il Paese. Se non ci sarà la condivisione, il Governo potrà in via eccezionale utilizzare strumenti sostitutivi previsti dalla Costituzione a difesa dell’interesse generale del Paese”. La Corte costituzionale ha invece dichiarato, con sentenza del giugno di quest’anno, che le norme governative contrastano con gli articoli 117 (competenze dello Stato) e 118 della Costituzione (art. 118: Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei

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L’altra verità su Chernobyl, 7 settembre

Martedì 7 settembre alle ore 20,30 a Monte Porzio (PU) serata di approfondimento sul tragico incidente di Chernobyl, accaduto il 26 aprile del 1986. L’incontro vede la presenza eccezionale del prof. Yuri Bandazhevsky, medico bielorusso e autore di oltre 240 lavori di ricerca, che in seguito al disastro di Chernobyl ha intuito le esatte dimensioni della tragedia. Bandazhevsky non si è fermato davanti ai dogmi ed alle immutabili verità ufficiali: le sue ricerche hanno dimostrato gli effetti nel tempo dell’esposizione continua a piccole quantità e basse dosi di radionuclidi, soprattutto a livello cardiovascolare.

 Il 18 giugno 2001 Bandazhevsky è stato condannato da un tribunale militare a 8 anni di lavori forzati con la possibilità di vedere la moglie Galina una volta ogni tre mesi,. Un vasto movimento di opinione internazionale è intervenuto a suo sostegno ed Amnesty International ne ha riconosciuto lo status di “prigioniero di coscienza”. Nel 2001 ha ottenuto il passaporto della libertà dall’Unione

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