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Elettrodotto: lettera all'Assessore Malaspina.

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Gent.ma Assessore Malaspina,

ci permetta di essere franchi come è nostro costume.

Dissentiamo totalmente da quanto da lei affermato (Cfr. https://www.facebook.com/notes/regione-marche/vicenda-terna-lassessore-allambiente-malaspina-risponde-al-presidente-feliciotti/473600346062986) , in polemica pretestuosa con il Presidente Feliciotti, che non ha bisogno certamente della nostra tutela.

Se interveniamo è perché Lei, nella Sua polemica, torna a riaffermare concetti che cozzano con la logica, con il merito della questione ed urtano contro le legittime istanze che i Comitatinrete portano avanti.

Ci consenta una premessa: L’ASSESSORATO AL DISASTRO AMBIENTALE DELLE MARCHE È UNO DEI PIÙ DIFFICILI DA RICOPRIRE.

Ne sanno qualcosa i suoi due precessori, l’uno non rieletto in Consiglio, il secondo “accantonato” per motivi politico-comunicativi, sembrerebbe, ma sostanzialmente per la sua evanescenza e per le ripetute sconfitte subite di fronte all’incalzare dei cittadini, dei Sindaci e dei Comitati.

Abbiamo individuato da tempo la causa della non efficienza dei politici che hanno gestito l’assessorato a cui da poco Lei è stata chiamata.

L’abbiamo individuata nella constatazione che l’assessore vero, dal 2005 in poi, è stato il Capodipartimento Minetti, di cui i politici che l’hanno preceduta sono stati dei semplici portavoce.
Ci duole constatare che Lei sembra avviata sulla stessa strada. Il motivo di questo drastico giudizio ce lo fornisce Lei direttamente perché sposa, senza il minimo rilievo, posizioni già espresse dagli uffici e del tutto fallaci. Le  alleghiamo, giusto per riportarlo alla sua memoria il nostro comunicato Spacca ha perso il controllo (5)

Un ultimo appunto, prima di entrare nella sostanza delle nostre argomentazioni, perché Lei polemizza con il “solo” Feliciotti? Eppure sono decine ormai i Sindaci, che nella loro autonomia e con le loro posizioni, hanno contestato l’agire della Regione in merito al metodo, al merito e soprattutto in tutela dei sacrosanti diritti costituzionali dei loro concittadini: salute, proprietà, impresa e paesaggio.

Svista, personalismi o messaggi atti al recupero “politico” dei Sindaci che legittimamente militano nel suo stesso schieramento? Ci dica Lei, ma sappia che qualunque sia la motivazione del suo agire è destinata a fallire. Nei territori stiamo imparando ad agire a tutela dei nostri diritti e non in base alle appartenenze partitiche.

Veniamo al dunque: gli errori di logica e di merito.

Con la DGR 689, la Regione Marche ha accettato un’idea progettuale e la conseguente localizzazione (il corridoio famigerato) omettendo cose sostanziali nell’azione di Governo.
Non contestiamo il diritto di Terna S.p.a. di fare impresa, bensì  quello di Minetti di agire in barba alla logica ed al buon senso comune e quello degli assessori di subire la supremazia dei presunti “tecnici”.
Correttezza, capacità di buon governo e rispetto delle normative europee dettano un’altra strada rispetto a quella perseguita dalla Regione Marche e da Lei sostenuta a spada tratta.
Di fronte ad una proposta cosi impattante per il territorio – giustamente è stata definita devastante per la media collina marchigiana che è il tratto forse più specifico e spettacolare della nostra Regione – con la delibera 689 la si accetta senza porre le tre questioni fondamentali, come da diritto e buon senso:

1) Serve, è indispensabile e necessaria?

2) Se serve, sono applicate le migliori tecnologie disponibili?

3) Nel caso di risposta positiva alle prime due domande, la ditta proponente intende rispettare i diritti dei cittadini e presentare un progetto esecutivo comprensivo degli oneri tecnologici e finanziari, così come vuole la normativa europea?

Le risparmiamo la ripetizione delle nostre posizioni. Sono contenute in tutti i nostri documenti, sono ripetute in decine di deliberati degli Enti locali e sono state consegnate, il 15 Maggio u.s. al Presidente Giancarli ed ai membri della Commissione Ambiente della regione Marche.

Ci permetta un’ultima battuta polemica, l’Ente Regione, in questa vicenda, si è comportata come quel muratore che volesse costruire il tetto prima delle fondamenta della casa. É ovvio che la casa non starà in piedi, se ne renda conto.

Per questo, perché prive di premessa logica, rifiutiamo le sue conclusioni, assessore. Quelle di partecipare alla scelta del progetto esecutivo. Non ci faremo ingannare e partecipare alla scelta dell’albero da cui penzolare.

Prima, è nostro diritto e dovere, esigiamo quanto richiesto.

In conclusione ci permettiamo alcuni suggerimenti:

1) Sgombri il campo dall’assurda delibera 689,

2) Apra un tavolo di confronto, qualora Terna insista nella sua richiesta. Un tavolo Triangolare Regione, Enti Locali, cittadini per discutere delle valutazioni strategiche dell’opera (VAS Le dice niente?).

3) Suggerisca al Minetti di confrontarsi con gestioni rispettose delle normative europee (non c’è bisogno di passare il confine, basta recarsi a Trento e Bolzano), il beneficio sarebbe notevole: per lui, per Lei e per i marchigiani. Se il Capodipartimento non lo ritenesse utile, pensi seriamente alla possibilità di sostituirlo allo scopo di raggiungere gli stessi benefici: per Lei e per i marchigiani.

Scusi la franchezza assessore, ma abbiamo imparato da tempo che SIAMO CITTADINI, NON SIAMO SUDDITI.

Cordiali saluti.

Comitatinrete.

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