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Gli ospedali dell’entroterra dati 'in garanzia' per l’ospedale unico!

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IL “PENSIONANDO” MEZZOLANI RENDE GLI ULTIMI SERVIZI ALLA CASTA DEI BUROCRATI. 
Gli ospedali dell’entroterra dati in garanzia per l’ospedale unico pesaro-fano

Vicino all’agognata e lauta pensione – manca poco più di un anno – l’assessore garante e portavoce della casta burocratica che si è impossessata della sanità marchigiana, ha incontrato i giornalisti per dettare le volontà di chi guida i suoi passi.

Il “pensionando” era accompagnato, scortato e vigilato da due autorevoli membri della casta, Ricci e Mombello, reduci dall’agognatissima riconferma negli incarichi, per parlare dello stucchevole balletto dei 6 milioni di euro a Marche Nord e dell’immancabile promessa di nuove assunzioni, seppure ridotte a 31. Come se non fosse che siamo prossimi alle elezioni!

Ma la sortita di Mezzolani e dei due dirigenti si è distinta per una serie di “omertosi” silenzi, riguardo ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) non rispettati, i sovraccarichi cui sono sottoposti personale sanitario operativo e strutture, le interminabili attese nei pronto soccorso, i tempi biblici delle prestazioni ambulatoriali (visite specialistiche ed esami diagnostici), gli incredibili scandali del caso Franchi e dei necrofori pesaresi.

In aggiunta, oltre ai silenzi citati, la dichiarazione rilasciata dall’”assessore al nulla” che dovrebbe far ribollire di rabbia e di sdegno tutto l’entroterra, a cominciare dai Sindaci: la riproposizione dell’ospedale unico Pesaro-Muraglia-Fano, su cui il livello di provocazione e arroganza del “pensionando” ha raggiunto il culmine, e l’esplicitazione delle modalità di finanziamento.

Com’è a tutti ben noto la Regione non ha risorse economiche e, per questo motivo, per poter avviare l’iter giuridico-amministrativo del project-financing, strumento pericolosissimo di finanziamento dell’opere che indebiterà anche le future generazioni, Mezzolani propone di dare in garanzia, alle banche e ai costruttori, le strutture ospedaliere dell’Area Vasta nr. 1, cioè anche gli ospedali della Provincia di Pesaro e Urbino con esclusione di quelli di Pesaro e Fano.

NON SOLO VOGLIONO CHIUDERE GLI OSPEDALI DELL’ENTROTERRA, MA INTENDEREBBERO UTILIZZARE QUESTI ULTIMI PER GARANTIRE LE ALLEGRE AVVENTURE DELLA CASTA!

I sacrifici di decenni, gli impegni delle famiglie, delle comunità dell’entroterra, sono tutte nelle mani di questi burocrati e delle loro “follie”, i quali data la loro manifesta incapacità, genereranno soltanto macerie!

Risponderemo coi fatti alla casta – al “pensionando” forse no, sarebbe tempo perso -, ma intanto ci chiediamo: i Sindaci ed i Consigli Comunali di Fossombrone, Cagli, Pergola, Sassocorvaro, Urbino e di tutti i restanti Comuni dell’entroterra non hanno proprio nulla da dire in proposito?

 (Leggi articolo: Corriere Adriatico 14.02.2014)

Comitatinrete.
Comitato a difesa dei diritti – Fossombrone comitatoadifesadeidiritti@gmail.com

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