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Marche e PM10: polveri diseguali


Venerdì 22 ottobre 2010: il consigliere regionale Donati, portavoce
dell’assessore vero all’ambiente, il potente architetto Minetti, quello di
Agroter e Carrara, annuncia draconiane misure contro l’inquinamento
atmosferico con l’annuncio del blocco del traffico, per le auto non euro 5,
nei centri cittadini e lungo la costa.
Sabato 23 ottobre 2010: il presidente della Regione, Gianmario Spacca,
dichiara l’emergenza inquinamento, stile Napoli- Bortolaso-Bassolino, e
precisa che la Regione Marche è stata multata, dalla UE per il 2006, per la
sua incapacità di controllare l’inquinamento atmosferico derivante dalle PM
10 in quell’anno solare.
Lunedì 25 ottobre 2010: il presidente Spacca precetta, sempre d’urgenza,
i Sindaci per “concordare” le misure da prendere. Il portavoce Donati
insiste sulle draconiane misure. I sindaci balbettano.

E qui arriviamo alle comiche: Spacca scopre l’emergenza del 2006, con ben
quattro anni di colpevole ritardo e partorisce il topolino del blocco delle
auto più vecchie delle Euro5. Il resto dei politici tace, per prudenza,
complicità od incoscienza, non è dato sapere.
Eppure il 20 febbraio 2010, Spacca, e non solo lui, oltre a 1500
cittadini, aveva partecipato, **obtorto collo** (erano in vista le elezioni
regionali), alla manifestazione in Ancona indetta dai Comitati e da Marche
per Rifiuti Zero. In essa i cittadini chiedevano la moratoria per
inceneritori, rigassificatori, turbogas e quant’altro di nocivo per
l’ambiente e la salute.
Spacca si impegnava, vedi l’assemblea di San Michele al Fiume ed altre, per
esempio Schieppe, a raccogliere le proposte dei cittadini…
Passano le elezioni, i procedimenti amministrativi proseguono, si arriva ad
ottobre 2010 e scoppia l’ EMERGENZA.
Eppure Spacca sa, e l’assessore Minetti ancor di piu’, visto le figurine
fatte da quest’ultimo nei pochissimi incontri pubblici a cui ha
partecipato, cose semplicissime come il fatto che l’inceneritore proposto da Sadam a
Jesi, voluto dal Sindaco locale, da Spacca e da Minetti, oltre che dal
proponente, inquinerebbe quanto oltre 30.000 auto che fanno 20 Km al
giorno, tutti i giorni!
Ancora di più inquinerebbe l’inceneritore di Schieppe e di più ancora la
turbogas di Corinaldo. Per non parlare dei rigassificatori.

Così i cittadini verranno puniti e gli inquinatori, quelli veri, verrebbero
lasciati liberi di continuare la loro opera ormai insostenibile ed
insopportabile!

Verrebbe da dire che ci sentiamo presi per i fondelli : in poche parole i
cittadini marchigiani vengono raggirati dai loro stessi rappresentanti!

Ma è possibile reagire contro certe impostazioni pseudo-politiche che
oltre che illogiche sono del tutto demenziali, visto che si vogliono
ridurre forme di inquinamento parziali per introdurne altre permanenti e ben piu’
gravi?
Superfluo ricordare che queste ultime nascondono gli insaziabili appetiti
di denaro pubblico di società come Sadam, Waferzoo, Edison, Merloni, per
non citare che i principali! In pratica dopo che ci inquinano ci tocca pure
finanziarli coi nostri soldi! Danno e beffa insieme!

Ma si può reagire, senza subire continuamente le prepotenze di politici ed
industriali d’assalto?

Reagire si può, lo abbiamo dimostrato impedendo, finora, la costruzione di
decine di ecomostri, che, quasi sempre, hanno visto poltici e dirigenti
della Regione Marche favorevoli agli interessi di pochi, contro la
salute ed il volere dei più.
Marche per Rifiuti Zero si riunisce sabato 30 ottobre a Jesi e lancerà,
presumibilmente in Ancona agli inizi di dicembre, un’iniziativa atta a
colpire, nel portafoglio, questi politici, e ad introdurre
misure ben più efficaci, ormai improrogabili ed indispensabili per
contrastare e far regredire l’inquinamento atmosferico che ci avvelena.

Marche per Rifiuti Zero
Il Presidente, Adriano Mei.

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