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SANITA' ALLO SFASCIO, IMPERTURBABILI I MANOVRATORI

H UNICO
1)  
IL CASO FRANCHI

2)   L’UOMO IN GRAVI CONDIZIONI CHE VIENE SBALLOTTATO PER 4 ORE IN AMBULANZA DA UN’OSPEDALE ALL’ALTRO: PROTOCOLLO E STRUTTURE INADEGUATE

3)   GLI IMPERTURBABILI RICCI, MEZZOLANI & C.

A leggere le “cronache ospedaliere” locali dell’ultima settimana si resta attanagliati dalla sensazione di sgomento per un paese che affonda nella corruzione, nello spreco e nel disordine.
Che c’azzeccano Franchi, il ferito grave di Sant’Ippolito, i tecnici gestori della Sanità al costo di oltre 20.000 € al mese (più i benefit), nonché l’immarcescibile Mezzolani?
E’ presto detto. Ma prima vogliamo augurarci, per la tranquillità di tante famiglie e del territorio, che tutta la vicenda Franchi si risolva, nonostante le apparenze, in “tanto rumore per nulla”.

Restiamo ai fatti.

I giornali raccontano come l’arrestato, utilizzando strutture e personale pubblici abbia “intascato”, per il solo ultimo anno, 100.000,00 euro derivati dalle parcelle pagate dai cittadini per le visite in ospedale, in regime di extra moenia, frodando al contempo fisco, cassa ospedaliera e giungendo al punto di timbrare il cartellino di presenza andandosene poi in giro per la città per i fatti suoi.

Negli stessi giorni un lavoratore si è infortunato a Sant’Ippolito e ha trascorso quattro ore in “gita premio”, ospite delle ambulanze e sballottato dal punto di primo intervento di Fossombrone a quello di Urbino, per poi essere trasportato, finalmente, all’ospedale regionale di Ancona in eliambulanza – dunque le sue condizioni erano veramente gravi! – in stato di choc dovuto all’infortunio ed aggravato dalla “malasanità”.

La sanità pubblica nelle Marche ha un costo, gestito dalla Regione, di 2.800 milioni di €. E’ una cifra colossale, circa 2.000 € a cittadino, a cui andrebbero aggiunti i costi sostenuti direttamente dalle famiglie (ticket, visite a pagamento etc.). Ebbene, da mesi chiediamo che siano noti e certificati i bilanci, anche per giustificare le chiusure degli ospedali e dei pronto soccorso. Quello dell’anno 2012 ci deve essere ancora rilasciato. Tuttavia ci è stato risposto che dobbiamo “fidarci” dei “tecnici”. Per anni ci hanno rabboniti affermando che con i “tecnici” tutto sarebbe andato meglio, migliori servizi e minori costi. Abbiamo sperimentato, sulla nostra pelle, il verificarsi dell’esatto contrario.

Il caso Franchi ci dimostra lo sbando e la confusione  regnano sovrane e ciò costituisce il miglior terreno possibile in cui sguazzano la corruzione, il peculato, lo spreco e, di conseguenza, anche la malasanità.

Gli imperturbabili Ricci e Mezzolani tacciono, essendo d’oro il silenzio. A dire il vero il secondo parla e, sdegnato, chiede di non generalizzare. Il direttore generale Ricci, ed i suoi due vice, strapagati e strapremiati dirigenti dell’azienda ospedaliera Marche Nord, non sono capaci neanche di predisporre il controllo dell’operato dei loro dipendenti, un banale incrocio dei dati? Ma questi non agiscono all’interno dell’ospedale, con personale dell’ospedale, dopo aver concordato tempi e spazi dell’attività privata?

E l’impassibile assessore regionale Mezzolani, quello del Cup che doveva risolvere tutto e che ci è costato una barca di soldi per avere le liste d’attesa a due velocità (Se paghi c’è posto domani, altrimenti il prossimo anno), che fa? Le tre scimmiette erano più attive di lui nel perseguire il bene pubblico.

Eppure i responsabili sono soprattutto loro, ai nostri occhi. Ci sembra evidente nel caso del lavoratore infortunato: chi sta distruggendo la sanità delle Marche con la chiusura di 13 ospedali, dei relativi pronto soccorso, del sistema di emergenza-urgenza, senza tener conto dei LEA (livelli essenziali di assistenza in accordo stato-regioni) non può accampare scuse o giustificazioni. Ma ancora più evidenti appaiono essere le loro colpe in vigilando per il caso Franchi. In un’azienda vera, e non politica, i responsabili di queste incredibili gestioni sarebbero licenziati in tronco.

Che fare dopo lo sconcerto. E’ presto detto: incoraggiare la magistratura, continuare l’azione del Comitato a Difesa dei Diritti di Fossombrone per costringere la regione ad adottare un sistema ospedaliero e di emergenza equo sul territorio, efficiente, efficace; costruire la costituzione dei cittadini nel procedimento Franchi per chiedere i danni; allargare la richiesta di danni a tutti i soggetti, politici e manager, responsabili di “culpa in vigilando”.

Comunicheremo a tempo e luogo le nostre iniziative e chiederemo l’adesione delle famiglie come stiamo facendo a Fossombrone e nei territori circostanti.
CITTADINI, NON SUDDITI

Leggi gli articoli: CORRIERE ADRIATICO 18.09.2013 Franchi /
Comitato a Difesa dei Diritti di Fossombrone – comitatoadifesadeidiritti@gmail.com

COMITATINRETE -  www.comitainrete.it

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