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Signor Ricci, chi comanda in Provincia?


Dobbiamo diventare una provincia nazionale e uscire dalla periferia dell’impero mediatico“, per questo si farà in provincia un “grande Festival della felicità“. In questo momento Ricci è impegnato a organizzare un evento lussuoso che darà voce, come sempre, agli intellettuali organici alla concezione di “felicità” ubiqua: un qualsiasi sistema industriale però fornito di piste ciclabili, oppure l’acqua bene pubblico della”comunità” ma… con i profitti agli azionisti di Hera .
Ma se per questa sua Amministrazione i risultati statistici sono un vanto (sesta nella classifica del “benessere”), dipendendo questi anche dalla ricchezza economica locale che ha consentito di costruire degli ammortizzatori sociali, ciò non significa che Ricci possa ritenersi il portavoce di un modello, risultato semmai di alcuni decenni di politica del Welfare ed attualmente in lenta disgregazione. E’ semmai di questa disgregazione che il suo governo mediatico oggi è l’emblema.
Basti leggerlo su il Resto del Carlino il 4 ottobre. Ricci coniuga la trovata mediatica (la parola “felicità” nel marasma dei marchi era ancora libera… altrimenti non restava che lanciare il Festival dell’Orgasmo o quello della Serendipity) con la costruzione del nuovo mega ospedale unico di Pesaro e Fano: “E siccome i livelli di eccellenza della sanità sono fondamentali, allora serve un nuovo ospedale. Con strutture adeguate e non obsolete, in grado di agevolare il lavoro delle grandi professionalità che operano nel nostro territorio.”
Non dice però,al di là di un ragionamento che solo in apparenza ha la sua logicità (siccome-ebbene), perché occorra svendere le vecchie aree ospedaliere per edificarne nuove, quando non vi è alcun dato o strategia sanitaria che marchi una tendenza all’aumento dei posti letto, semmai il contrario. Sono stati condotti studi epidemiologici e statistici sulla mobilità dell’utenza, sulle esigenze sanitarie? Cosa si investe invece sul personale, sulle tecniche, sulla prevenzione? A noi cittadini non lo si dice, quindi i casi sono due: o dietro questa sua retorica “bright” e felicità ospedaliera si celano decisioni già prese altrove, o manca decisamente l’informazione. Una “Felicità” muta.
Sempre in tema di Welfare, potremmo parlare dell’affare “Cup” dell’assessore regionale Mezzolani, Questo signore è ancora portavoce come Ricci della nostra felicità… ospedaliera? A chi serve così tanto che resti al suo posto nonostante il disastro causato?
A proposito di salute, sembrerà inutile chiedere a Ricci “chi comanda in Consiglio provinciale”. Logicamente la risposta è: il Consiglio stesso. Ma vi sono fatti che paiono mettere in dubbio non solo la sovranità del Consiglio ma anche la sua.
Sembra che la Provincia non abbia gli strumenti per decidere e tutelare il territorio: in alcuni casi lo fa in ritardo, in altri non lo fa affatto. Pensiamo a Schieppe di Orciano: dopo aver tergiversato, la Provincia si è finalmente convinta degli argomenti dei cittadini e delle Amministrazioni coinvolte e si è schierata con un pronunciamento del Consiglio provinciale (04/2007) contro la costruzione del mega impianto a biomasse, annunciandolo addirittura nel febbraio 2007 con un manifesto fatto stampare dalla Provincia stessa con un “No!” cubitale.
Grandi pressioni avverse, tentennamenti di chi ci vedeva forti… incentivi, ma la Provincia si schiera col il comune di Orciano e gli altri sindaci alla Conferenza dei servizi del primo marzo 2007 e dice no all’autorizzazione. Bene, però il procedimento prosegue, nonostante il parere contrario del Consiglio regionale già espresso nel febbraio 2006. E si continua nonostante le irregolarità denunciate, ed il parere negativo della Soprintendenza!
Nel frattempo Ricci si promuove come nuovo Presidente. In visita a Fossombrone nel novembre 2008 afferma che metterà “una pietra sopra” la vicenda Waferzoo, aggiungendo però che “le resistenze dell’apparato tecnico sono forti”, forse gli assessori regionali adesso si chiamano “apparato tecnico” o siamo in “tecnocrazia” anche quando questa viene denunciata come platealmente fuori dalle regole del gioco.
Continuando così, Ricci invita il Coordinamento dei comitati al suo molto trendy “aperitivo generazionale” nel maggio 2009, e il Coordinamento risponde che preferirebbe mettere meno olive alla diossina nel Martini e sapere di preciso cosa si intende fare per risolvere la grave situazione a Schieppe, e chiede di sottoscrivere un atto di impegno. La risposta di Ricci giunge mesi dopo, più volte sollecitata, all’incontro col Coordinamento del 13 ottobre 2009, durante il quale afferma “La Regione chiuda con un NO definitivo la vertenza di Schieppe”.
Ma, forse a sua insaputa, chissà, nel frattempo la Provincia aveva già fatto qualcosa per noi: aveva infatti votato una delibera nel luglio 2008 nella quale si chiedeva alla Regione, in barba alle direttive europee, di cancellare la Zona a protezione speciale Zps numero 8 di Tavernelle sul Metauro, proprio quella per la quale i cittadini si battono!
Nel suo Tour “Niente paura” (il protagonista non era Tom Cruise ma Lui) Ricci aveva assicurato che la Provincia avrebbe protetto le aree tutelate ed evitato ulteriori danni all’ambiente. Ebbene, per quello che ci riguarda non solo ciò non è stato fatto, ma gli uffici tecnici provinciali sembrano ben allineati con quelli regionali, colpa della “tecnocrazia”?
Restiamo curiosi di sapere se il presidente è veramente un clone del Bob Kennedy che cita (al quale la battuta sul Pil e sul Benessere interno lordo l’avrà in ogni caso scritta un pubblicitario) o solo un patito delle classifiche. Nel frattempo Tremonti, imitandolo, vanta l’Italia come “settima economia del mondo”, e Berlusconi pensa già di copiare l’idea del Festival.

Francesca Palazzi Arduini

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