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	<title>comitatinrete.it &#187; acqua bene pubblico</title>
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	<description>Archivio del coord. comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</description>
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		<title>-Contro i Festival, nell’epoca della pedagogia di massa.</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 17:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
La campagna di “riabilitazione” del Festival Circonomia 2024, kermesse della “transizione ecologica”, dalle ondate di contestazioni e critiche , merita un’analisi che possa invitare a considerare il fenomeno festival nella sua valenza di operazione politica. E in questo panorama forse è più urgente contestare il metodo dei contenuti.
Sono decenni che assistiamo al progressivo impoverimento della partecipazione politica: elezioni ridotte alla soglia del 50% dei votanti aventi diritto, partiti politici ombra delle lobby ridotti a leaderismi e faide, operazioni culturali, come i festival, che sembrano voler occupare tutti gli spazi possibili dei calendari e che giocano a rosicchiare l’audience devastante dei social media e delle tv…creando però un modello altrettanto asfissiante.
Sotto questa realtà c’è la progressiva riduzione degli spazi di libero dibattito nella vita reale, trasferiti online. Le città divengono “progetti” (con rendering fantascientifici) di urbanistica e controllo sociale, la polluzione di videocamere (progetto Sophia) è parte di “Pesaro capitale della cultura”. I festival, in questo <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/contro-i-festival-nellepoca-della-pedagogia-di-massa.html">-Contro i Festival, nell’epoca della pedagogia di massa.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/volantino-XR-Fano-9-marzo-2024-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1053" alt="volantino-xr-fano-9-marzo-2024-1" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/volantino-XR-Fano-9-marzo-2024-1-182x300.jpg" width="182" height="300" /></a><br />
La campagna di “riabilitazione” del Festival Circonomia 2024, kermesse della “transizione ecologica”, dalle ondate di contestazioni e critiche , merita un’analisi che possa invitare a considerare il fenomeno festival nella sua valenza di operazione politica. E in questo panorama forse è più urgente contestare il metodo dei contenuti.<br />
Sono decenni che assistiamo al progressivo impoverimento della partecipazione politica: elezioni ridotte alla soglia del 50% dei votanti aventi diritto, partiti politici ombra delle lobby ridotti a leaderismi e faide, operazioni culturali, come i festival, che sembrano voler occupare tutti gli spazi possibili dei calendari e che giocano a rosicchiare l’audience devastante dei social media e delle tv…creando però un modello altrettanto asfissiante.<br />
Sotto questa realtà c’è la progressiva riduzione degli spazi di libero dibattito nella vita reale, trasferiti online. Le città divengono “progetti” (con rendering fantascientifici) di urbanistica e controllo sociale, la polluzione di videocamere (progetto Sophia) è parte di “Pesaro capitale della cultura”. I festival, in questo contesto efficiente, distopico e predigerito, simboleggiano il ruolo egemonico di chi li fa, i servi –padroni,-influencer della cultura. In tutto questo eventificio, in tutta questa raccolta fondi, costruzione di palchi, falangi di sedie nei luoghi top delle città, la partecipazione dov’è? Nelle tre domande concesse al pubblico?<br />
Vi sono tre criteri che mostrano quanto gli Eventi siano spesso più utili a chi li organizza che a chi li fruisce: -che vengano costruiti come prodotto commestibile dentro il quale inserire una o due pillole di comparsata o pedagogia politica utile a chi amministra le città ed anche a chi ambisce a un futuro ruolo, -che usufruiscano di spazi pubblici altrimenti non concessi, marcando il territorio -che creino in alcuni casi reddito per chi li gestisce, spesso con fondi pubblici, anche sfruttando sponsorizzazioni commerciali.<br />
Con tutto ciò vogliamo forse dire che si tratti di prodotti inutili o dannosi? Ovviamente no, proprio per la strategia di marketing  e vocazione d’onnipresenza i festival contengono sempre “cibo intellettuale” vario, ed è quindi sempre possibile trovarvi un evento interessante. Ma proprio il festival Circonomia 2024, seppure festival “illuminato” (un’ esimia personalità politica lo ha definito “degli scappati di casa del Pd”) ha mostrato la sua ambiguità: leggendo la stampa mainstream parrebbe essere stato un successone ma proprio la pretesa di parlare in modo preconfezionato di argomenti che toccano da vicino la vita di tutti ha subito costanti, e plateali, <a href="https://www.viverefano.com/2024/03/07/circonomia-la-lupus-invece-della-transizione-ecologica-processate-i-combustibili-fossili/235761/" target="_blank">contestazioni</a>, rendendolo un evidente fiasco.<br />
Il festival escludeva infatti dal “palco” le criticità ambientali scomode, proponendo una narrazione politica accuratamente sterilizzata. L’inserimento nel programma dell’angoletto “dei giovani”, con l’intervista a Simone Ficicchia di Ultima Generazione per questo è stato certo utile agli organizzatori (“abbiamo fatto parlare anche loro”, “poi ci sono stati anche gli studenti!”) e l’imbarazzo nel momento finale dell’intervista, quando già si scalpitava per chiudere i microfoni ma Ficicchia passava invece la parola ad un portavoce dei comitati locali su <a href="https://webtv.camera.it/evento/24620" target="_blank">discariche a rischio ecomafie</a> e biodigestori industriali, era evidente. L’imbarazzo degli organizzatori sabato 9 marzo, all’<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2024/03/09/attiviste-di-extinction-rebellion-irrompono-a-circonomia-a-fano_cdcfbab0-a17f-48ef-aebd-2a9befe263bf.html" target="_blank">arrivo sul palco delle attiviste di Extinction Rebellion</a> e quindi del tema del greenwashing e della privatizzazione della <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/gestione-idrica-comitati-diffidano-a-svolgere-lasta.html" target="_blank">gestione idrica</a>, era palpabile. Solo l’assessore all’Ambiente Aguzzi, accanito cacciatore ma anche volpe politica, dichiarava sfacciatamente “abbiamo le vostre stesse preoccupazioni”. Il disappunto di vedersi contestati per la scelta di far cultura-spettacolo dalla più competente associazione ambientalista della Provincia (La Lupus in fabula), sembra però esser già passato…il Festival si rifarà, Bio lo vuole, ed anche il partito che “si riavvicina ai territori”.</p>
<p>fpa</p>
<h2></h2>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>-Sul servizio idrico a Terre Roveresche e dintorni: le &#8220;cattive condotte&#8221; e MMS</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2023 07:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>
Un comunicato del 3 ottobre 2023 di Marche Multiservizi* si scusa coi cittadini di Terre Roveresche per l’interruzione della fornitura di acqua potabile da sabato a domenica e lunedì scorsi.
Dal comunicato parrebbe che sia stata la siccità la causa del disservizio e non la condizione di obsolescenza delle condutture, sulle quali l’azienda interviene SOLO per le emergenze.
Scrive MMS: “…A causa del protrarsi di questa siccità il serbatoio di acqua potabile a Villa del Monte di Terre Roveresche si è progressivamente svuotato generando dalla giornata di Domenica interruzioni dell’erogazione dell’acqua o cali di pressione verso alcune utenze della zona. Le squadre di Marche Multiservizi sono entrate subito in azione con l’ausilio di autobotti grazie alle quali hanno riempito il serbatoio e da questa mattina hanno ripristinato il servizio per le utenze coinvolte. Marche Multiservizi si scusa per il disagio.”
In realtà a Villa del Monte non esiste nessun “serbatoio”, questo è invece sito sulla strada provinciale.
Forse il <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/sul-servizio-idrico-a-terre-roveresche-e-dintorni-le-cattive-condotte-e-mms.html">-Sul servizio idrico a Terre Roveresche e dintorni: le &#8220;cattive condotte&#8221; e MMS</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/10/2-condotta-sempre-zona-sorbolongo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1046" alt="2-condotta-sempre-zona-sorbolongo" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2023/10/2-condotta-sempre-zona-sorbolongo-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><br />
Un <a href="https://www.viverefano.com/2023/10/04/acqua-potabile-serbatoio-svuotato-a-terre-roveresche-interviene-marche-multiservizi/178120/" target="_blank">comunicato</a> del 3 ottobre 2023 di Marche Multiservizi* si scusa coi cittadini di Terre Roveresche per l’interruzione della fornitura di acqua potabile da sabato a domenica e lunedì scorsi.<br />
Dal comunicato parrebbe che sia stata la siccità la causa del disservizio e non la condizione di obsolescenza delle condutture, sulle quali l’azienda interviene SOLO per le emergenze.<br />
Scrive MMS: “…<i>A causa del protrarsi di questa siccità il serbatoio di acqua potabile a Villa del Monte di Terre Roveresche si è progressivamente svuotato generando dalla giornata di Domenica interruzioni dell’erogazione dell’acqua o cali di pressione verso alcune utenze della zona. Le squadre di Marche Multiservizi sono entrate subito in azione con l’ausilio di autobotti grazie alle quali hanno riempito il serbatoio e da questa mattina hanno ripristinato il servizio per le utenze coinvolte. Marche Multiservizi si scusa per il disagio</i>.”<br />
In realtà a Villa del Monte non esiste nessun “serbatoio”, questo è invece sito sulla strada provinciale.<br />
Forse il comunicato di MMS serve a sollecitare obliquamente la realizzazione del famoso mega invaso che dovrebbe garantire a tutti noi acqua in caso di siccità? Una ‘cattiva condott(ura)’ da parte di MMS celare la realtà, i lavori in emergenza all’acquedotto marcio e sconnesso (vedi foto).<br />
Ma quali garanzie se le condutture ed i serbatoi sono obsoleti, si spaccano ad ogni passaggio di mezzi pesanti o al minimo movimento del terreno, e perdono acqua come colabrodi?<br />
L&#8217;acqua delle condutture di Terre Roveresche arriva dalle sorgenti di San Martino dei Muri, integrata da quella del fiume Metauro che viene potabilizzata nell&#8217;impianto di Colli al Metauro. C&#8217;è un sistema automatico che, in base a consumo e portata da San Martino, dovrebbe far arrivare più o meno acqua dal potabilizzatore e mantenere costante il livello del serbatoio sito presso Sorbolongo. E’ questo serbatoio che forse ha seri problemi, e non si è trattato certo solo di riempirlo, tanto è vero che i lavori di interramento delle condutture a valle sono ancora in corso.<br />
Nebulose le informazioni date ai cittadini della zona che hanno chiamato il call center di MMS.<br />
Ad alcuni/e è stato risposto che c&#8217;era un problema sull&#8217;impianto della zona e che prevedevano di ripristinare l&#8217;erogazione prima per le 16 di sabato e poi per le 9 di domenica. Ad altri è stato detto che c’era una rottura a causa di una frana (?) e che avrebbero riempito il serbatoio domenica sera. Ad altri ancora che il serbatoio sarebbe stato riempito lunedì mattina entro le 10.<br />
Nel frattempo, mentre gli azionisti di MMS si riempiono le tasche con gli utili (che NON vengono reinvestiti sul territorio), e le squadre di operai di MMS cercano di fare miracoli, MMS fa lavori solo se finanziati dall’Autorità d’Ambito con soldi pubblici. E una zona a vocazione agricola ma anche turistica sopporta interruzioni e disservizi non certo solo durante la siccità ma tutto l’anno.<br />
Parliamo poi della scarsa informazione che viene data ai cittadini sulle condizioni del fiume Metauro, attualmente in secca nell’invaso di Tavernelle: chiunque vi passi lo vedrà pieno di alberi secchi e detriti. Non sappiamo nulla nemmeno del futuro uso dell’acqua fossile del pozzo del Burano, che negli scorsi anni abbiamo visto versare nel Metauro, per rimediare alla carenza di acqua fluviale nel potabilizzatore, con uno scandaloso spreco di una risorsa preziosissima, in nome del profitto.<br />
A MMS diciamo che non abbiamo bisogno di scuse strumentali, alle Amministrazioni comunali chiediamo informazioni dettagliate sullo stato del Fiume e delle Sorgenti, ed un forte intervento di programmazione per risolvere alla radice il problema tornando a rendere a gestione pubblica la risorsa idrica.</p>
<p><b> </b><i>Cittadini e Cittadine di Barchi, Villa del Monte, San Bartolo, Vergineto</i></p>
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		<item>
		<title>- Contro l&#8217;obbligo digitale: i nuovi contatori telegestiti</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/contro-lobbligo-digitale-i-nuovi-contatori-telegestiti.html</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 09:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata pubblicata sul sito dell&#8217;Appello contro l&#8217;obbligo digitale una petizione che sottolinea le criticità della sostituzione, massiva e coatta, dei contatori analogici (anche di quelli perfettamente funzionanti), con contatori digitali a pila dipendenti dalle reti 4 e 5 G.</p>
<p>La petizione chiede la tutela dei cittadini e consumatori dall’uso dello smart metering a valvola telegestita per le utenze di energia elettrica, gas e acqua.</p>
<p>SI tratta di una petizione per punti che evidenzia varie problematiche, per le quali a nostro avviso è opportuno un immediato e deciso intervento sia in sede parlamentare che nelle sedi di confronto tra associazioni dei consumatori e autorità di settore.</p>
<p>L’obiettivo della petizione è quello di tutelare i cittadini da un cambiamento repentino delle condizioni di gestione di beni necessari alla vita quotidiana, con una sempre più forte pressione delle holding del settore per l’abbattimento della forza lavoro, al quale non corrisponde alcun beneficio economico per gli utenti, e dal telecontrollo della <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/contro-lobbligo-digitale-i-nuovi-contatori-telegestiti.html">- Contro l&#8217;obbligo digitale: i nuovi contatori telegestiti</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata pubblicata sul sito dell&#8217;<a href="https://obbligodigitale.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Appello contro l&#8217;obbligo digitale</a> una petizione che sottolinea le criticità della sostituzione, massiva e coatta, dei contatori analogici (anche di quelli perfettamente funzionanti), con contatori digitali a pila dipendenti dalle reti 4 e 5 G.</p>
<p>La petizione chiede la tutela dei cittadini e consumatori dall’uso dello smart metering a valvola telegestita per le utenze di energia elettrica, gas e acqua.</p>
<p>SI tratta di una petizione per punti che evidenzia varie problematiche, per le quali a nostro avviso è opportuno un immediato e deciso intervento sia in sede parlamentare che nelle sedi di confronto tra associazioni dei consumatori e autorità di settore.</p>
<p>L’obiettivo della petizione è quello di tutelare i cittadini da un cambiamento repentino delle condizioni di gestione di beni necessari alla vita quotidiana, con una sempre più forte pressione delle holding del settore per l’abbattimento della forza lavoro, al quale non corrisponde alcun beneficio economico per gli utenti, e dal telecontrollo della vita domestica come mero comportamento commercializzabile.</p>
<p>Punto importante è anche il diritto all’opposizione dell’utente verso la sostituzione di un contatore analogico perfettamente funzionante con uno telegestito, il diritto all’opposizione all’inquinamento da radiofrequenze, e, non per ultimo, l’opposizione all’uso di contatori digitali per l’uso del bene primario acqua, telelettura che, per ora, non prevede elettrovalvole ma che è comunque svantaggiosa per l’utenza, in quanto non concede benefici economici né risolve il problema delle ingenti perdite in rete.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Governo ritira il decreto sui servizi pubblici:</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-governo-ritira-il-decreto-sui-servizi-pubblici.html</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2016 16:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[decreto servizi pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>
Il Governo ritira il decreto sui servizi pubblici,  una vittoria della mobilitazione e dell&#8217;applicazione della Costituzione</p>
<p>La Corte costituzionale ha sostanzialmente demolito la cosiddetta Riforma della Pubblica Amministrazione voluta dalla Ministra Marianna Madia, dichiarando l&#8217;incostituzionalità di diversi articoli della legge delega tra cui quelli relativi a dirigenza, società partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego.
La censura della Consulta si fonda sulla lesione del principio di leale collaborazione tra stato ed enti locali.</p>
<p>Ciò, di fatto, demolisce anche i decreti attuativi in quanto risultano illegittimi i presupposti su cui si basano.</p>
<p>Per queste ragioni il Governo è stato costretto a ritirare il decreto sui servizi pubblici locali.</p>
<p>Una marcia indietro richiesta dal movimento per l&#8217;acqua da subito con la grande mobilitazione messa in campo a partire dalla primavera scorsa che ha prodotto centinaia di iniziative e una straordinaria raccolta di firme in calce alla petizione popolare (230.000 firme consegnate al Parlamento a fine luglio).
Abbiamo sempre denunciato l&#8217;incostituzionalità di questo provvedimento <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-governo-ritira-il-decreto-sui-servizi-pubblici.html">Il Governo ritira il decreto sui servizi pubblici:</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/fontanella.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-298" alt="fontanella" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/fontanella.jpg" width="275" height="183" /></a><br />
Il Governo ritira il decreto sui servizi pubblici,  una vittoria della mobilitazione e dell&#8217;applicazione della Costituzione</b></p>
<p>La Corte costituzionale ha sostanzialmente demolito la cosiddetta Riforma della Pubblica Amministrazione voluta dalla Ministra Marianna Madia, dichiarando l&#8217;incostituzionalità di diversi articoli della legge delega tra cui quelli relativi a dirigenza, società partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego.<br />
La censura della Consulta si fonda sulla lesione del principio di leale collaborazione tra stato ed enti locali.</p>
<p>Ciò, di fatto, demolisce anche i decreti attuativi in quanto risultano illegittimi i presupposti su cui si basano.</p>
<p>Per queste ragioni il Governo è stato costretto a ritirare il decreto sui servizi pubblici locali.</p>
<p>Una marcia indietro richiesta dal movimento per l&#8217;acqua da subito con la grande mobilitazione messa in campo a partire dalla primavera scorsa che ha prodotto centinaia di iniziative e una straordinaria raccolta di firme in calce alla petizione popolare (230.000 firme consegnate al Parlamento a fine luglio).<br />
Abbiamo sempre denunciato l&#8217;incostituzionalità di questo provvedimento che avrebbe prodotto un pericoloso vulnus democratico provando a cancellare l&#8217;esito del referendum 2011. Su questa base si era aperto un confronto con la Ministra Madia la quale più volte aveva dichiarato che il servizio idrico sarebbe stato stralciato dalla versione definitiva decreto. Ciò avrebbe costituito solo un primo passo indietro, seppur importante, nel tentativo del Governo di sovvertire l&#8217;esito referendario. Abbiamo, infatti, sempre ribadito che andavano eliminate tutte le norme che puntavano alla privatizzazione dei servizi locali, che vietano la gestione pubblica tramite aziende speciali, oltre a quelle che permangono e creano, comunque, una disparità tra le diverse forme di gestione con un evidente favore per quelle privatistiche.</p>
<p>Non possiamo che gioire di fronte alla capitolazione di una riforma dei servizi pubblici locali che, in ogni caso, si ispirava all&#8217;idea del mercato <strong>come unico regolatore</strong> sociale.<br />
Una capitolazione che deriva dal combinato disposto di una grande mobilitazione sociale e dall&#8217;intervento della Consulta.</p>
<p>La nostra battaglia proseguirà perchè siamo convinti della necessità di una inversione di rotta nel senso della piena attuazione degli esiti referendari e della promozione di un gestione pubblica e partecipativa dell’acqua svolta nell&#8217;interesse della comunità e che restituisca il giusto ruolo alle amministrazioni locali.<br />
Siamo anche convinti che il dibattito nel nostro paese debba ripartire proprio da questi punti e ci adopereremo affinchè l&#8217;eventuale nuovo testo di decreto sia radicalmente riformulato e la legge sull&#8217;acqua in discussione al Senato, svuotata e stravolta nel suo impianto generale, sia approvata nella sua versione originaria a partire dal ripristino dell’articolo che disciplinava i processi di ripubblicizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 28 novembre 2016.</p>
<p align="center"><b><a href="http://www.acquabenecomune.org " target="_blank">FORUM ITALIANO</a> DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA</b></p>
<p align="center">
<p align="center">
<p align="center">
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Referendum sociali verso il traguardo!</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-sociali-verso-il-traguardo.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 17:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[appelli e sottoscrizioni]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[dove firmare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
A distanza di quasi un mese dalla scadenza per la consegna delle firme, siamo a quota 300mila firme raccolte, è quindi possibile con un piccolo sforzo far sì che si riesca a chiedere l’indizione dei referendum! Se non hai già firmato ricordati di farlo, per contribuire a questo sforzo proposito sulle importanti tematiche proposte: Trivellazioni, Incenerimento dei rifiuti, Scuola pubblica.
Tutte le informazioni su dove firmare, oltre che nei Municipi anche in luoghi pubblici e sedi fisse, le trovi, per la nostra Provincia, su http://referendumpiu.wordpress.com</p>
<p>Non scordiamoci dei beni comuni, difendiamo l’ambiente, difendiamo la scuola pubblica!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Ogni cittadino/a può firmare presso il proprio Municipio di residenza
Aggiorneremo la lista dei Comuni nei prossimi giorni, così potrete sapere per quali referendum il vostro Comune possiede i moduli.</p>
<p>Presso il Comune di Pesaro gli orari degli uffici dove firmare per i 6 quesiti dei  Referendum Sociali sono:
Segreteria Generale dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 13:00 -martedì e giovedì dalle ore 15:30 alle <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/referendum-sociali-verso-il-traguardo.html">Referendum sociali verso il traguardo!</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Volantino_A4_sintesi-1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-928" alt="Volantino_A4_sintesi-1" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Volantino_A4_sintesi-1-704x1024.jpg" width="342" height="497" /></a><br />
A distanza di quasi un mese dalla scadenza per la consegna delle firme, siamo a quota <span style="text-decoration: underline;">300mila firme raccolte</span>, è quindi possibile con un piccolo sforzo far sì che si riesca a chiedere l’indizione dei referendum! <span style="text-decoration: underline;">Se non hai già firmato ricordati di farlo, per contribuire a questo sforzo</span> proposito sulle importanti tematiche proposte: Trivellazioni, Incenerimento dei rifiuti, Scuola pubblica.<br />
Tutte le informazioni su dove firmare, oltre che nei Municipi anche in luoghi pubblici e sedi fisse, le trovi, per la nostra Provincia, su <a href="http://referendumpiu.wordpress.com">http://referendumpiu.wordpress.com</a></p>
<p>Non scordiamoci dei beni comuni, difendiamo l’ambiente, difendiamo la scuola pubblica!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Ogni cittadino/a può firmare <strong>presso il proprio Municipio di residenza</strong><br />
Aggiorneremo la lista dei Comuni nei prossimi giorni, così potrete sapere per quali referendum il vostro Comune possiede i moduli.</p>
<p>Presso il<strong> Comune di Pesaro</strong> gli orari degli uffici dove firmare per i 6 quesiti dei  Referendum Sociali sono:<br />
Segreteria Generale<strong> </strong>dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 13:00 -martedì e giovedì dalle ore 15:30 alle ore 17:30<br />
Sportello Informa&amp;Servizi dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00</p>
<p>Presso il <strong>Comune di Fano:</strong><b><br />
</b>dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00<br />
martedì  e giovedì dalle ore 15:30 alle ore 17:30</p>
<p>Presso i comuni di <strong>Barchi, San Giorgio, Piagge, Orciano</strong>: al mattino in orario ufficio presso le Segreterie comunali (Segretaria comunale Barchi, il mercoledì, tel. 0721.97152)</p>
<p>Si può firmare anche negli uffici Anagrafe dei Comuni di  <strong>Montemaggiore al Metauro, Saltara, Serrungarina, Cartoceto, Montefelcino, Isola del Piano, Fossombrone.</strong><b><br />
</b>Per i <strong>Comuni di Montemaggiore, Serrungarina, Montefelcino e Isola del Piano</strong> gli uffici sono nelle sedi comunali dei copoluoghi.<br />
Nel Comune di <strong>Saltara</strong> ci si può recare nella delegazione comunale di <strong>Calcinelli</strong>.<br />
Nel Comune di <strong>Cartoceto</strong> ci si può recare nella delegazione comunale di <strong>Lucrezia</strong>.</p>
<p>Si può firmare dal 30 maggio in orario ufficio, anche nei Municipi di <strong>Cagli, Acqualagna, Frontone, Serra Sant&#8217;Abbondio Cantiano, Piobbico, Apecchio, Fermignano, Urbino.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Provincia di Pesaro e Urbino: c’è chi difende la Finanza dei Crack.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 18:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
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		<category><![CDATA[bilancio provincia pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[titoli derivati provincia pesaro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> </p>
<p>
Siamo costretti a intervenire di nuovo sulla vicenda riguardante il bilancio della Provincia di Pesaro e Urbino, dopo la nostra nota del’ottobre scorso e la nostra diffida, congiunta col Coordinamento Acqua Bene Comune, a vendere le quote pubbliche della partecipazione in Marche multi servizi, attuata secondo il dirigente Domenicucci per motivi dovuti al  “momento storico”.</p>
<p>La vendita delle quote MMS, un patrimonio che fruttava un utile considerevole ogni anno, è stata attuata paventando addirittura, ricordiamo le dichiarazioni contraddittorie e mutevoli degli amministratori, un fallimento economico della Provincia, la “colpa” era dei costi dell’emergenza neve e del Patto di stabilità.</p>
<p>Nessuna risposta circostanziata fu data alla nostra nota nella quale esaminando i dati di bilancio ci chiedevamo perché, invece di vendere quote fruttifere, la Provincia non avesse scelto subito soluzioni alternative e non negoziasse altrimenti con le banche.</p>
<p>La risposta la dà ora lo stesso Domenicucci, rispondendo a polemiche di matrice elettorale sul debito causato dall’investimento in titoli Derivati, <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/provincia-di-pesaro-e-urbino-c%e2%80%99e-chi-difende-la-finanza-dei-crack.html">Provincia di Pesaro e Urbino: c’è chi difende la Finanza dei Crack.</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/lo_squalo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-463" title="lo_squalo" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/lo_squalo.jpg" alt="" width="125" height="156" /></a><br />
Siamo costretti a intervenire di nuovo sulla vicenda riguardante il bilancio della Provincia di Pesaro e Urbino, dopo la nostra nota del’ottobre scorso e la nostra diffida, congiunta col Coordinamento Acqua Bene Comune, a vendere le quote pubbliche della partecipazione in Marche multi servizi, attuata secondo il dirigente Domenicucci per motivi dovuti al  “momento storico”.</p>
<p>La vendita delle quote MMS, un patrimonio che fruttava un utile considerevole ogni anno, è stata attuata paventando addirittura, ricordiamo le dichiarazioni contraddittorie e mutevoli degli amministratori, un fallimento economico della Provincia, la “colpa” era dei costi dell’emergenza neve e del Patto di stabilità.</p>
<p>Nessuna risposta circostanziata fu data alla nostra nota nella quale esaminando i dati di bilancio ci chiedevamo perché, invece di vendere quote fruttifere, la Provincia non avesse scelto subito soluzioni alternative e non negoziasse altrimenti con le banche.</p>
<p>La risposta la dà ora lo stesso Domenicucci, rispondendo a polemiche di matrice elettorale sul debito causato dall’investimento in titoli Derivati, innanzitutto confermando ciò che scrivevamo:  il bilancio è perfettamente in grado di sopportare assestamenti”, scrive Domenicucci “abbiamo un tasso di indebitamento del 5 per cento” molto al di sotto del tetto stabilito dal Governo. E non finisce qui, Domenicucci parla dei contratti Derivati stipulati dalla Provincia presentandoli non come un reale rischio ed una esosa scommessa, ma addirittura come un buon investimento rispetto a tassi d’interesse ballerini! E parla di un costo di “soli” 200mila euro all’anno.</p>
<p>Ma al di là delle buone intenzioni circa l’operazione di gestione “attiva” del debito attraverso la sottoscrizione di due contratti derivati, i dati di mercato indicano, al contrario, una situazione ancora più grave di quella da noi rappresentata pochi mesi fa.<br />
Le perdite già maturate e quelle previste nei prossimi tre anni raggiungono oltre tre milioni di euro e certamente non hanno prodotto alcuna riduzione del costo del debito della Provincia, di fatto regolato secondo le condizioni sottoscritte dalla Provincia con le banche erogatrici.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Domenicucci nelle sue dichiarazioni confonde il debito, e i relativi interessi, con i contratti di finanza derivata, e i relativi differenziali, affogando gli effetti dell’uno e dell’altro in un unico brodo di dati indecifrabili. </span><br />
Ci chiediamo se anche nei documenti contabili della Provincia siano stati confusi i due diversi oggetti di rilevazione. Un po’ di dati certi li ricordiamo noi:<br />
nella relazione dell’Organo di Revisione sul Bilancio di Previsione 2012 è stato indicato che, a fronte dei due contratti derivati,  nel 2010 la perdita secca complessiva ammontava a 758.000 euro e nel 2011  si ripeteva per 649.000 euro. Nello stesso documento si prevedevano altre perdite ingenti pari a 647.000 per l’esercizio 2012, 651.000 euro per il 2013 e 578.000 euro per il 2014.</p>
<p>Per avere una migliore visione del “quadro complessivo” ci permettiamo di fare notare che <span style="text-decoration: underline;">le previsioni sono state calcolate tenendo come riferimento un andamento previsionale dei tassi Euribor semestrali più favorevole alla posizione della Provincia di quanto poi il mercato ha di fatto segnato</span>.</p>
<p>Abbiamo quindi ragione di credere che  le perdite reali nel 2012 abbiano raggiunto un livello notevolmente superiore che sarebbe giusto conoscere, se chi di dovere rendesse pubbliche le evidenze contabili di regolamento dei differenziali. Un sola risposta può essere data, con chiarezza ai cittadini dall’Amministrazione provinciale: esibire i dati reali.</p>
<p>Ci complimentiamo comunque per le <span style="text-decoration: underline;">doti di veggenza del Direttore Domenicucci</span>, in grado di fornire dati rassicuranti circa “l’incidenza prospettica a scadenza”  dei due contratti di finanza derivata che si concluderanno il primo nel 2025 e il secondo nel 2030. A quanto ci risulta i dati previsionali più ambiziosi sull’andamento dei tassi Euribor, sottostanti agli impegni assunti dalla Provincia, sono quelli elaborati dal <span style="text-decoration: underline;">mercato Liffe di Londra fino al 2015</span>, che confermano invece che le ingenti perdite continueranno senza dubbio a protrarsi.</p>
<p>Vedremo così come il gioco dell’investimento nei Derivati, è quello per cui i cittadini hanno pagato alle banche soldi che potevano essere investiti altrimenti. E che la privatizzazione della risorsa acqua fa parte di un vasto programma di s-vendita del bene pubblico nel quale la sudditanza alle banche, anche quelle prive di scrupoli, viene vista come cosa normale e anzi indispensabile!</p>
<p><strong>Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</strong>.<br />
2 febbraio 2013.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Gestione idrica: i comitati diffidano a svolgere l&#8217;asta</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/gestione-idrica-comitati-diffidano-a-svolgere-lasta.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 08:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
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		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[diffida quote marche multiservizi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Vendita all’asta quote MMS. I comitati diffidano la Provincia dal procedere.</p>
<p>Il coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano, unitamente al Coordinamento provinciale Acqua Bene Comune, diffonderanno a breve un testo esplicativo della diffida dal procedere che è stata predisposta nei confronti dell’Amministrazione provinciale, del suo presidente Ricci e del direttore generale Domenicucci, riguardo l’asta pubblica prevista per domani, mercoledì 21 novembre nel corso della mattinata.</p>
<p>La diffida, inviata anche alla Corte dei Conti, prende in esame gli avvenimenti di questi ultimi mesi riguardanti il paventato “buco in bilancio” provinciale che avrebbe dato la giustificazione a porre in vendita la quasi totalità delle quote azionarie di MMS in possesso dell’ente, e disamina sia la decisione di vendere un bene fruttifero, sia la procedura di vendita e la perizia di stima sul valore di mercato delle quote.</p>
<p>Entrambi i comitati intendono procedere con la pressione sulle forze politiche, sugli amministratori locali, e anche <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/gestione-idrica-comitati-diffidano-a-svolgere-lasta.html">Gestione idrica: i comitati diffidano a svolgere l&#8217;asta</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/tavola_capitale.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-446" title="tavola_capitale" alt="" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/tavola_capitale-300x230.jpg" width="300" height="230" /></a></strong></p>
<p><strong>Vendita all’asta quote MMS. I comitati diffidano la Provincia dal procedere.</strong></p>
<p>Il coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano, unitamente al Coordinamento provinciale Acqua Bene Comune, diffonderanno a breve un testo esplicativo della diffida dal procedere che è stata predisposta nei confronti dell’Amministrazione provinciale, del suo presidente Ricci e del direttore generale Domenicucci, riguardo l’asta pubblica prevista per domani, mercoledì 21 novembre nel corso della mattinata.</p>
<p>La diffida, inviata anche alla Corte dei Conti, prende in esame gli avvenimenti di questi ultimi mesi riguardanti il paventato “buco in bilancio” provinciale che avrebbe dato la giustificazione a porre in vendita la quasi totalità delle quote azionarie di MMS in possesso dell’ente, e disamina sia la decisione di vendere un bene fruttifero, sia la procedura di vendita e la perizia di stima sul valore di mercato delle quote.</p>
<p>Entrambi i comitati intendono procedere con la pressione sulle forze politiche, sugli amministratori locali, e anche se necessario con tutti i mezzi legali, per difendere la volontà referendaria unanime dei cittadini italiani affinché sia mantenuto il controllo sulla gestione del bene pubblico acqua e affinché gli utili della gestione idrica vengano impiegati a beneficio dell’uso futuro di tale risorsa.</p>
<p>Sulla spinosa questione del rapporto tra amministrazione pubblica ed azionisti privati, sono i cittadini stavolta a dire la loro, con in mente pochi e chiari obiettivi: il ritorno ad una gestione pubblica della risorsa acqua che reinvesta gli utili per migliorare il servizio e garantire una gestione virtuosa dal punto di vista sia del risparmio idrico che delle tariffe, a vantaggio non di pochi investitori ma di tutti i cittadini.</p>
<p>Le nostre quote le abbiamo già versate: sono i nostri voti al referendum e valgono ben più di 7,21 euro.</p>
<p>-Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano.</p>
<p>-Coordinamento Acqua Bene Comune, provincia di Pesaro e Urbino.</p>
<p>leggi il testo della DIFFIDA <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/Diffida-cessione-MArche-MUltiservizi_stampa.docx">Diffida cessione MArche Multiservizi_stampa</a></p>
<p>sulla <a title="I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!" href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/i-soldi-fanno-andare-l%e2%80%99acqua-in-su-la-provincia-di-pesaro-lo-prova.html" target="_blank">gestione MMS</p>
<p></a>sul bilancio di <a title="Bilancio provinciale: quel che la neve NON copre" href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-provinciale-quel-che-la-neve-non-copre.html">MMS</a></p>
<div id="google_plus_one"><g:plusone></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bilancio provinciale: quel che la neve NON copre</title>
		<link>https://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-provinciale-quel-che-la-neve-non-copre.html</link>
		<comments>https://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-provinciale-quel-che-la-neve-non-copre.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2012 07:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[articoli a firma]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio 2012 provincia pesaro e urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Note sulla relazione del Collegio dei Revisori “Parere dell’Organo di revisione sulla proposta di bilancio 2012” (verbale n°7 del 12 aprile 2012) e sulla Deliberazione 74/2012 (Bilancio di esercizio 2012).</p>
<p>Riteniamo opportuno, in questo clima da panico della bancarotta creato ad arte nella propedeutica alla decisione consiliare della Provincia di vendere gran parte delle sue quote di Marche multiservizi, indicare a tutti i cittadini i DATI REALI, in modo che ognuno possa trarne le sue conclusioni.</p>
<p>Partiamo dalla relazione dei Revisori, che prende in esame sia i dati del Bilancio di previsione 2012, sia i dati relativi alla gestione dell’esercizio 2011 e valuta le stime effettuate per il Bilancio pluriennale 2012-2014. E’ possibile quindi farsi una opinione sulla solidità della situazione economica della Provincia al di là delle cifre offerte ai media in questi giorni, prendendo poi in esame la Delibera 74/2012 sul Bilancio di esercizio e confrontando i dati, per verificare se in realtà la scelta <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/bilancio-provinciale-quel-che-la-neve-non-copre.html">Bilancio provinciale: quel che la neve NON copre</a></p>

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/vediamoci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-380" title="vediamoci" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/vediamoci.jpg" alt="" width="235" height="164" /></a></strong></p>
<p><em>Note sulla relazione del Collegio dei Revisori “Parere dell’Organo di revisione sulla proposta di bilancio 2012” (verbale n°7 del 12 aprile 2012) e sulla Deliberazione 74/2012 (Bilancio di esercizio 2012).</em></p>
<p>Riteniamo opportuno, in questo clima da panico della bancarotta creato ad arte nella propedeutica alla decisione consiliare della Provincia di vendere gran parte delle sue quote di Marche multiservizi, indicare a tutti i cittadini i DATI REALI, in modo che ognuno possa trarne le sue conclusioni.</p>
<p>Partiamo dalla relazione dei Revisori, che prende in esame sia i dati del Bilancio di previsione 2012, sia i dati relativi alla gestione dell’esercizio 2011 e valuta le stime effettuate per il Bilancio pluriennale 2012-2014. E’ possibile quindi farsi una opinione sulla solidità della situazione economica della Provincia al di là delle cifre offerte ai media in questi giorni, prendendo poi in esame la Delibera 74/2012 sul Bilancio di esercizio e confrontando i dati, per verificare se in realtà la scelta della vendita delle quote di Mms sia non dettata da necessità economiche imprescindibili ma assenza di programmazione alternativa e da forti volontà politiche.</p>
<p>DOVE I CONTI TORNANO</p>
<p>Complessivamente l’organo di revisione esprimeva un parere positivo di approvazione delle sintesi dei dati finanziari di previsione del 2012 sia per le Entrate che per le Spese (di tipo corrente e in conto capitale). In particolare veniva certificato il rispetto del principio di equilibrio finanziario dell’Ente e della correttezza nella rappresentazione dei dati forniti.</p>
<p>Dal “<span style="text-decoration: underline;">Quadro generale riassuntivo 2012”, pag 7, si apprende che l’Ente era in grado di sostenere tutte le voci di spesa previste ricorrendo alle proprie fonti di Entrata senza ricorrere all’accensione di nuovi prestiti</span>, nonostante la diminuzione dei Trasferimenti da Stato e Regione.</p>
<p>In particolare questa valutazione positiva è rafforzata dalle seguenti considerazioni che allontanano scenari di allarmismo circa il destino finanziario della Provincia e rendono poco credibile la minaccia di un possibile commissariamento dell’Ente.</p>
<p>-          dalla sezione “Indebitamento”, pag 30-31, emerge chiaramente un <span style="text-decoration: underline;">andamento migliorativo della situazione debitoria dell’Ente</span> sia per la quota capitale che per i flussi di interessi debitori conseguenti. Tale andamento è confermato anche dal Bilancio pluriennale 2012-2014. Nel 2012 il livello degli interessi passivi sarà infatti di circa 3,4 ML, pari al 3,84% delle Entrate Correnti, e quindi <span style="text-decoration: underline;">ben lontano dal tetto massimo indicato dalla legge pari all’8%</span> Questo trend risulta ancora migliore per i due anni successivi. Il volume complessivo del debito diminuirà fortemente grazie al rimborso previsto dei prestiti esistenti e alla mancata accensione di nuovi finanziamenti. Dai 108,2 ML del 2011 si passerà a circa 100 ML nel 2012 e per il 2014 è prevista un’ulteriore riduzione a circa 67 ML</p>
<p>-          dalla sezione “Entrate Tributarie”, pag 19, si apprende che la diminuzione del volume di imposte a disposizione dell’Ente, dovuto al venire meno della sua compartecipazione al gettito IRPEF e all’eliminazione dell’addizionale sui consumi elettrici, è largamente compensato dall’istituzione del nuovo “Fondo sperimentale di riequilibrio” il cui riparto fra le provincie italiane assegnava a Pesaro la cifra di 12,3 ML per il 2012</p>
<p>-          dalla sezione “Oneri Straordinari gestione corrente”, pag 28, si apprende che è stata già preventivata <span style="text-decoration: underline;">una specifica voce di costo</span> “Spesa straordinaria emergenza neve Febbraio 2012” per un importo di circa 4 ML. L’onere conseguente a questo evento eccezionale non costituisce quindi una variabile fuori controllo nel quadro dei dati previsionali 2012 ma, al contrario, un elemento di spesa già stimato che l’Organo dei revisori ha pienamente valutato per determinare il suo giudizio positivo circa l’approvazione del bilancio.</p>
<p>-          Infine le “Osservazioni” conclusive della Relazione, pag 38, <span style="text-decoration: underline;">mettono chiaramente in evidenza che sono da ritenersi attendibili le entrate previste, a copertura delle spese, anche in relazione ai vincoli disposti per il rispetto del patto di stabilità interno e delle norme relative al concorso degli enti locali alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica</span>.</p>
<p>DOVE I CONTI NON TORNANO</p>
<p>Le seguenti considerazioni, successive al quadro finanziario sopra delineato, si basano invece sulla Deliberazione n. 74/2012 avente per oggetto la “Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e di verifica sull’equilibrio di Bilancio per l’esercizio 2012”. In sintesi il documento aggiunge, rispetto ai dati previsionali dichiarati a marzo 2012, nuovi elementi che determinano una situazione di potenziale squilibrio e quindi la necessità urgente di adottare specifiche misure correttive indicate e quindi deliberate nel corso della stessa seduta dal Consiglio Provinciale.</p>
<p>Dalle informazioni a verbale si evince che lo scenario rassicurante di Equilibrio Finanziario prospettato a marzo 2012 nella Relazione del Collegio dei Revisori, “Parere dell’Organo di revisione sulla proposta di bilancio 2012” (verbale n°7 del 12 aprile 2012), sarebbe stato stravolto da eventi inattesi tali da rendere verosimile l’ipotesi di “bancarotta” della Provincia e quindi improrogabili alcune azioni di recupero fra le quali si evidenzia la vendita parziale delle quote di Marche Multiservizi SpA. Per maggiore sicurezza, vendita preventivamente autorizzata con delibera di Consiglio n.73.</p>
<p>Dal verbale della delibera n.74, circa le nuove minacce e i rimedi creativi, ci sembra opportuno puntualizzare:</p>
<p>-          <span style="text-decoration: underline;">l’unico vero dato nuovo, rispetto al quadro di equilibrio indicato a febbraio, è il taglio di circa 4,4 ML del Fondo Sperimentale di Riequilibrio disposto con il D.L. 95/2012 a luglio (Bondi).</span> Dal prospetto delle previsioni di recupero contenuto nella Delibera risulta evidente che questa minore disponibilità avrebbe potuto trovare copertura già con le manovre di “maggiori entrate previste” e “minori spese previste” indicate, senza procedere con la vendita delle quote nella società Marche Multiservizi SpA.</p>
<p>-          la seconda ragione del peggioramento dei conti sarebbe il venire meno della modalità di copertura delle spese conseguenti all’emergenza neve, circa 4,2 ML, già stabilita a febbraio con l’utilizzo di una plusvalenza finanziaria, di circa 3,7 ML, derivante da alienazioni. Dal verbale si apprende che la causa di questa mancata fonte di finanziamento sarebbe <em><span style="text-decoration: underline;">“..l’andamento incerto delle alienazioni programmate..”.</span></em> <span style="text-decoration: underline;">MA non viene spiegato</span> se questa somma sarà disponibile successivamente o comunque recuperabile con una più avveduta programmazione delle alienazioni stesse magari nel corso dell’esercizio stesso.</p>
<p>In totale, tra taglio Bondi, fondi Neve mancanti e minori entrate (ad esempio IPT e RCA auto) la Provincia dichiara uno squilibrio di circa 8 milioni di euro, <span style="text-decoration: underline;">ma si tratta però di una ipotesi “in progress” da vagliare anche tenendo conto dei fondi Regionali</span>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Non solo, altri provvedimenti potevano essere studiati nel tempo in caso di effettivo ammanco, invece, guarda caso, si mettono in opera scelte che fanno sì che il deficit si stabilizzi a 3.418.185 euro, guarda caso proprio la cifra che si intende ottenere con la vendita delle quote di Marche multi servizi.<br />
Non è fuori luogo dire che quando il cacio cade sui maccheroni di solito non è perché il cuoco è inciampato.</span></p>
<p>-          il verbale della deliberazione non fornisce quindi informazioni circa eventuali altre azioni di rimedio che l’Ente avrebbe potuto mettere in campo sia nei confronti della Regione, a fronte del paventato mancato trasferimento di fondi, sia nei confronti delle controparti bancarie, <span style="text-decoration: underline;">per avviare una giustificata rinegoziazione dei piani di rimborso del capitale tenendo conto che nell’arco di tempo 2012-2014 è stato già preventivato come sostenibile un rientro di circa 30 ML</span> !!!</p>
<p>-          infine nel verbale, che intende chiarire le cause dell’inatteso squilibrio finanziario dell’Ente, <span style="text-decoration: underline;">sorprende la totale mancanza di informazioni sui due contratti di finanza derivata, stipulati con le banche Nomura e Dexia Crediop</span>, nonostante le pesanti perdite che stanno generando a carico dell’Ente e senza nessun beneficio evidente per la collettività.</p>
<p>-          I due prodotti di finanza derivata hanno entrambi per oggetto l’andamento delle curve dei tassi e sono stati conclusi con due diverse istituzioni finanziarie. Il primo, stipulato con Dexia Crediop nel 2005, terminerà nel 2025 e al 31/12/2011 aveva un valore negativo di mercato pari a circa 2,7 ML. Il secondo, stipulato con Nomura nel 2004, terminerà nel 2030 e sempre al 31/12/2011 aveva un valore negativo di mercato di circa 1,6 ML. Ciò significa che se l’Ente avesse voluto liberarsi definitivamente dagli obblighi derivanti da questi due contratti avrebbe dovuto pagare alle due banche un importo complessivo di circa 4,3 ML. Ma quali sono questi obblighi? I due prodotti prevedono ogni semestre il pagamento di un differenziale basato sull’andamento dei tassi che, ad oggi, è fortemente sfavorevole per la posizione della Provincia. Come già si apprendeva dalla sezione “strumenti finanziari anche derivati”, pag 38, del documento dei revisori, <span style="text-decoration: underline;">nel 2012 l’Ente dovrà pagare un importo complessivo di circa 650.000 euro. In aggiunta, nella Relazione, si prevedeva che nel 2013-14 tale andamento sfavorevole si sarebbe protratto determinando un ulteriore esborso complessivo di circa 1,2 ML. </span>E’ evidente che i due contratti rappresentano per l’equilibrio finanziario della Provincia delle mine vaganti che hanno già prodotto notevoli danni ma che potrebbero provocare effetti ancora peggiori nei prossimi 20 anni. <span style="text-decoration: underline;">Bonificare i conti da queste due minacce sarebbe costato all’Ente , come detto, circa 4,2 ML (esattamente quanto liberare le strade dalla grande bufera di neve di febbraio…).</span></p>
<p>-          Nella Relazione dei revisori non si fa alcun cenno alle ragioni economiche che hanno portato alla decisione di stipulare questi due contratti e ai “benefici” che sono attesi dal loro mantenimento nel portafoglio dell’Ente. Nella Relazione è riportata invece una postilla, di difficile interpretazione, che recita”… <em>L’Ente non ha al momento previsto per l’anno 2012 ipotesi di estinzione anticipata ovvero di ristrutturazione: sono però in corso colloqui con entrambe le controparti per valutare – alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali, peraltro non univoci – eventuali soluzioni per interventi sui contratti, anche di natura transattiva..</em>”.</p>
<p>-          A tale riguardo richiamiamo l’attenzione sull’ulteriore forte peggioramento delle condizioni, già sfavorevoli a febbraio 2012, dovute alla <span style="text-decoration: underline;">drastica diminuzione delle curve dei tassi Euribor di riferimento per il calcolo dei differenziali da regolare semestralmente</span>. <span style="text-decoration: underline;">Sarebbe di assoluta urgenza un aggiornamento delle stime di perdita contenute nella Relazione dei Revisori basate sui dati di mercato risalenti al 31/12/2011</span>. Segnaliamo infatti che nel frattempo l’andamento avverso dei tassi potrebbe avere determinato anche un raddoppio dell’importo necessario per l’estinzione anticipata dei due contratti, passando così da circa <span style="text-decoration: underline;">4 ML a quasi 10 ML</span>. Certamente l’importo dei differenziali da pagare stimati fino al 2014 è già fortemente aumentato e l’Ente dovrebbe darne un’immediata comunicazione.</p>
<p>Altra questione riguarda invece l’assenza nella Relazione dei revisori di un’informativa completa e affidabile circa <span style="text-decoration: underline;">il valore e gli utili provenienti dalla partecipazione nella società Marche Multiservizi del Gruppo Hera.</span></p>
<p>Con riguardo alla seconda questione, si evidenzia che dalla Relazione dei revisori non è possibile ottenere alcuna informazione circa <strong>la quota di partecipazione del 5,88%</strong> della Provincia nella società Marche Multiservizi SpA del Gruppo Hera. Nella sezione “Organismi Partecipati”, pag 29, sono prese in considerazione solo le società totalmente partecipate o le società partecipate che negli ultimi tre esercizi hanno registrato perdite. Per Marche Multiservizi non è riportato alcun commento sul <strong>valore finanziario della quota di partecipazione detenuta dalla Provincia</strong>. Trattandosi del bilancio di un Ente pubblico, sarebbe stato interessante un parere sulle motivazioni che avevano guidato verso l’acquisto della quota di partecipazione in <span style="text-decoration: underline;">termini di valore strategico nell’economia dei servizi erogati e di valore sociale per la collettività.</span> Informazioni particolarmente importanti in uno scenario di possibile vendita della partecipazione stessa. Tanto più che nelle recenti dichiarazioni della maggioranza consiliare si rassicurano i cittadini sul “mantenimento” in mano pubblica di Mms, <span style="text-decoration: underline;">senza dar conto invece che la frammentazione della proprietà pubblica oltre che la diminuzione percentuale, metterà del tutto a rischio, da subito, l’equilibrio con le quote private, già precario ai vertici dell’azienda</span>, per il quale, a meno che i cittadini non ESIGANO subito la tutela del loro interesse, si apre quindi una prospettiva di sfruttamento del bene, senza tutela degli interessi sociali, ancora più buia di quella attuale, che vede già, nel silenzio di Aato, venir meno con la spartizione annuale dei dividendi i necessari reinvestimenti nel servizio idrico per il bene comune.</p>
<p>Francesca Palazzi Arduini</p>
<p>Coordinamento per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano./ Ottobre 2012. <a href="http://www.comitatinrete.it">http://www.comitatinrete.it</a></p>
<p>leggi documenti:<br />
Nota revisori  <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/RelazioneRevisoriBilancio2012.pdf">RelazioneRevisoriBilancio2012</a><br />
Atto delibera <a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/atto2.pdf">atto dlibera</a></p>
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		<title>I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 15:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[acqua bene comune pesaro urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Non facciamoci ingannare dalle piogge tanto attese, perché il detto ‘piove, Governo ladro’ potrebbe essere applicato anche al caso di noi cittadini, ingannati sul problema delle risorse idriche.
Serve una battaglia di civiltà, una battaglia per l’acqua bene comune contro il malgoverno ed i vampirismi degli investitori privati nella gestione dell’acqua, risorsa che non costa loro niente e che ci VENDONO, senza fare nulla per risolvere i problemi che ci porteranno alla SETE.</p>
<p>Il fiume Metauro, che rifornisce di acqua per l’80% la città di Pesaro (il Metauro cede 600 l/s dei quali 400 per Pesaro e 200 l/s per Fano). è stato vuotato, la sua acqua è finita, se non ci fosse ancora qualche risorsa sotterranea e la preziosa acqua minerale del Burano, se e quando questa finirà, tutti saremo alla sete. Una tragedia. Nel complesso, i cittadini di tutta la nostra provincia bevono acqua che per il 68% proviene dal Metauro, acqua per la quale <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/i-soldi-fanno-andare-l%e2%80%99acqua-in-su-la-provincia-di-pesaro-lo-prova.html">I soldi fanno andare l’acqua in su: la provincia di Pesaro e Urbino lo prova!</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/imagesCAUYKKPX.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-352" title="imagesCAUYKKPX" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/imagesCAUYKKPX.jpg" alt="" width="256" height="124" /></a><br />
Non facciamoci ingannare dalle piogge tanto attese, perché il detto ‘piove, Governo ladro’ potrebbe essere applicato anche al caso di noi cittadini, ingannati sul problema delle risorse idriche.<br />
Serve una battaglia di civiltà, una battaglia per l’acqua bene comune contro il malgoverno ed i vampirismi degli investitori privati nella gestione dell’acqua, risorsa che non costa loro niente e che ci VENDONO, senza fare nulla per risolvere i problemi che ci porteranno alla SETE.</p>
<p>Il fiume Metauro, che rifornisce di acqua per l’80% la città di Pesaro (il Metauro cede 600 l/s dei quali 400 per Pesaro e 200 l/s per Fano). è stato vuotato, la sua acqua è finita, <strong>se non ci fosse ancora qualche risorsa sotterranea e la preziosa acqua minerale del Burano, se e quando questa finirà, tutti saremo alla sete</strong>. Una tragedia. Nel complesso, i cittadini di tutta la nostra provincia bevono acqua che per il 68% proviene dal Metauro, acqua per la quale non è stato fatta alcuna opera di preservazione e anche grazie alla quale gli azionisti di Marche multi servizi, l’azienda che più usufruisce del Metauro, <strong>hanno incrementato sino al 19% la resa dei loro capitali</strong>. Mentre l’azienda MMS si rivolge alle Banche, indebitandosi, per la gestione, le bollette sono rincarate e il ricavo ha fruttato 2,5 milioni in più nel 2010.<br />
E … guarda caso, la città di Pesaro è il Comune che detiene la maggioranza delle azioni dell’azienda Marche multi servizi (33%), che per una buona percentuale cede i ricavi delle nostre bollette ad azionisti privati (oltre il 40% è di Hera).<br />
Le acque superficiali sono canalizzate spesso in opere obsolete, però gli “accantonamenti” di MMS, che potrebbero essere reinvestiti, oltre 24 milioni di euro, non servono a risolvere questo problema. Alla nostra domanda, circa lo scopo di questi accantonamenti, e alle nostre critiche de maggio scorso sulla spartizione degli utili, <strong>l’amministratore ha risposto glissando e riferendosi e vaghi parziali ri-utilizzi del denaro incassato</strong>.<br />
Nel frattempo i cittadini son costretti a pagare anche costose raccomandate per vedersi restituire il denaro estorto per depurazioni mai effettuate, e solo sino al 2008!<br />
Quale deve essere il ruolo dell’Autorità territoriale AATO in questo frangente? Il presidente, Alighiero Omicioli, ci aveva scritto:<br />
“… il nostro ruolo di controllo lo svolgiamo quotidianamente e con assiduità, a tutela degli utenti e fornendo la necessaria rendicontazione non solo all’Assemblea Consortile ma anche alla Commissione Nazionale di Vigilanza per l’uso delle Risorse Idriche presso il Parlamento.”</p>
<p>Ma AATO sembra più interessata, mentre il Metauro muore, a rassicurare gli azionisti di MMS con <strong>disamine legali sui non-effetti del referendum</strong>, visto il tenore della consulenza dell’ufficio legale dell’ATO (L’assetto della disciplina del SII dopo il referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 – note d’approfondimento del 30 giugno), che ha voluto confermare che, vista la non caducità delle norme antecedenti il referendum, poco cambierà e “Le gestioni in essere, in poche parole, potranno continuare a gestire i servizi affidati per tutta la durata prevista dagli atti di affidamento.” <strong>Hera ha già rinnovato il Patto col Comune di Pesaro per altri 5 anni proprio l’aprile di quest’anno.</strong></p>
<p>Sappiamo già <strong>quando il settore privato non sarà più interessato a gestire la vendita dell’acqua e demanderà ai suoi rappresentanti nella politica e nelle amministrazioni di restituire la patata bollente a noi cittadini:</strong> quando l’acqua del Burano non salirà più, cioè quando l’acqua “en girà più all’insù”.</p>
<p>Occorre che i cittadini si impegnino non solo per le vertenze “specchio per le allodole”, quali la fine, sancita dal referendum, dell’adeguamento delle tariffe alla remunerazione del capitale investito dagli azionisti (il 7%, un vampiraggio) ma anche per una vertenza più ampia che veda <strong>come fine l’investimento dei capitali delle aziende che gestiscono il patrimonio idrico in provincia nell’adeguamento della rete idrica ad una strategia di preservazione e corretto uso dell’acqua bene pubblico</strong>: con la revisione delle opere di presa, delle reti di distribuzione, il ripristino degli invasi esistenti e la creazione di nuovi invasi, finanziamento di sistemi di irrigazione a basso consumo e di sistemi di ricircolo delle acque e riutilizzo di acque reflue.<br />
Vogliamo risposte concrete, e le vogliamo subito!</p>
<p>Coordinamento dei comitati di difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano</p>
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		<title>Il METAURO che non c&#8217;è più&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 15:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>knorry</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua bene pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[articoli a firma]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[fiume metauro]]></category>
		<category><![CDATA[servizio idrico valle metauro]]></category>
		<category><![CDATA[situazione idrica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
I Cantori del Metauro prendono atto con soddisfazione dell&#8217;esito del referendum che ha sancito come gli Italiani siano contratri alla privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua ritenendola bene comune e basta !</p>
<p> Dovremmo festeggiare questa vittoria epocale, ma noi, nella Valle del Basso Metauro, abbiamo poco da rallegrarci dato che la gestione dell&#8217;acqua del Fiume Metauro è paradossale.</p>
<p> Le acque correnti del Fiume, nella bassa valle, SONO STATE ESPROPRIATE dall&#8217;attuale Marche Multiservizi spa di Pesaro e dall&#8217;Aset din Fano, rispettivamente negli anni &#8217;70 ed &#8217;80. Tutto cio&#8217; in attesa che la Regione Marche realizzasse il piano regolatore degli acquedotti.</p>
<p> IL PIANO DEVE ESSERE ANCORA REDATTO.</p>
<p> Intanto le citta&#8217; di Fano e Pesaro ci rubano 600 litri/secondo, quando la portata del Metauro, nei mesi estivi, non supera i 400 l/sec..La carenza viene fornita dall&#8217;ENEL, con rilasci dai suoi bacini.</p>
<p> La morale della storia è che, negli ultimi 20Km del Metauro, le poche acque che vediamo appena scorrere sono, per lo piu&#8217;, acque reflue <p>[...] Continua a leggere <a href="https://www.comitatinrete.it/wordpress/il-metauro-che-non-ce-piu.html">Il METAURO che non c&#8217;è più&#8230;</a></p>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/fiume_metauro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-337" title="fiume_metauro" src="http://www.comitatinrete.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/fiume_metauro.jpg" alt="" width="248" height="105" /></a><br />
I Cantori del Metauro prendono atto con soddisfazione dell&#8217;esito del referendum che ha sancito come gli Italiani siano contratri alla privatizzazione della gestione dell&#8217;acqua ritenendola bene comune e basta !</p>
<p> Dovremmo festeggiare questa vittoria epocale, ma noi, nella Valle del Basso Metauro, abbiamo poco da rallegrarci dato che la gestione dell&#8217;acqua del Fiume Metauro è paradossale.</p>
<p> Le acque correnti del Fiume, nella bassa valle, SONO STATE ESPROPRIATE dall&#8217;attuale Marche Multiservizi spa di Pesaro e dall&#8217;Aset din Fano, rispettivamente negli anni &#8217;70 ed &#8217;80. Tutto cio&#8217; in attesa che la Regione Marche realizzasse il piano regolatore degli acquedotti.</p>
<p> IL PIANO DEVE ESSERE ANCORA REDATTO.</p>
<p> Intanto le citta&#8217; di Fano e Pesaro ci rubano 600 litri/secondo, quando la portata del Metauro, nei mesi estivi, non supera i 400 l/sec..La carenza viene fornita dall&#8217;ENEL, con rilasci dai suoi bacini.</p>
<p> La morale della storia è che, negli ultimi 20Km del Metauro, le poche acque che vediamo appena scorrere sono, per lo piu&#8217;, acque reflue provenienti dai depuratori, che, peraltro, sicuramente non sono a norma e non depurano piu&#8217;.</p>
<p> La citta&#8217; di Pesaro non ha il diritto di rubare l&#8217;acqua del Metauro, essendo ubicata al di fuori del bacino idrico del Metauro, e la città di Fano potrebbe benissimo attingere acqua potabile dai numerosi bacini delle ex-attivita&#8217; estrattive del suo territorio.</p>
<p> Ma quello che è piu&#8217; paradossale è che le Comunità, che si trovano entro il bacino idrografico del Basso Metauro, si dissetano con acqua, ceduta senza oneri a Marche Multioservizi, e la ricomprano, dalla stessa, a caro prezzo. Gli utili di questo &#8220;affare&#8221; vanno, per la quasi totalita&#8217;, al Comune di Pesaro, ed ad Hera spa, socio di maggioranza relativa di Marche Multiservizi.</p>
<p> HERA spa E&#8217; DI BOLOGNA.</p>
<p> Ci si potrebbe chiedere chi è a capo di questo ingranaggio assurdo : è l&#8217;AATO della provincia di Pesaro ed Urbino, l&#8217;autorità che gestisce il ciclo delle acque dalla ricerca, alla gestione, alla depurazione.</p>
<p> Noi riteniamo, al di là di cio&#8217; che pensi e programmi l&#8217;AATO provinciale, che gli Amministratori ed i Sindaci dei nostri Comuni della Bassa valle del Metauro, non importa se di destra o di sinistra, debbano alzare la testa e si liberino di questa suddittanza agli interessi di Pesaro e Fano.</p>
<p>  Li invitiamo quindi a riappropiarsi di quel bene comune che spetta alle loro comunità.</p>
<p> Solo allora potremmo dire di aver vinto il referendum, sull&#8217;acqua pubblica e di tessere le lodi di quei Sindaci che saranno capaci di tutelare gli interessi dei loro amministrati e non solo di quelli che tirano i fili per fare affarri d&#8217;oro, e senza rischi, alla nostre spalle.</p>
<p> I CANTORI DEL METAURO</p>
<p> IL Presidente<br />
Giampaolo Baldelli</p>
<p>email :  <a href="mailto:gliamicidiasdrubale@libero.it">gliamicidiasdrubale@libero.it</a></p>
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