|
|
La decisione, già assunta da tempo da chi ci “amministra” anche se hanno provato a farci credere di che così non è, di costruire un ospedale unico cementificando una nuova area, per un costo iniziale di 130 milioni di euro, avrebbe dovuto scardinare la domanda se non sia meglio, visti anche gli scellerati tagli alla spesa pubblica, investire nell’aumento della qualità delle strutture esistenti.
E invece, i cittadini, alle prese con un servizio sanitario scadente, tempi di attesa inaccettabili, indegni di un paese civile, disparità di trattamento tra chi richiede visite a carico del servizio sanitario e chi ha la possibilità di avvalersi dei medesimi servizi in libera professione, “pellegrinaggi” sempre più frequenti verso quella professionalità sanitarie che, a differenza delle Marche, l’Emilia Romagna ha saputo mantenere e costruire … quelle domande se le pongono.
Per la Regione Marche e molti nostri enti locali la Sanità è diventata una industria, ed i soldi ottenuti dal Ministero, prima
[...] Continua a leggere Con un poco di zucchero l’H unico va giù?
Una cosa è certa: con quello che sta succedendo in Giappone, la tecnologia nucleare statunitense ha mostrato la sua inadeguatezza ad affrontare eventi rari, ma possibili ( terremoto a magnitudine 9 seguito da tsunami) in quanto la progettazione dei reattori in funzione a Fukushima, porta il marchio General Electric.
La seconda cosa certa è che, comunque vada nei prossimi giorni, il Giappone ha perso per sempre almeno quattro dei sui 56 reattori nucleari, con una potenza elettrica installata di 3100 megawatt; in Italia sarebbe come mettere fuori uso, da un giorno all’altro, 2,5 grandi centrali termoelettriche come quella di Civitavecchia.
Dopo gli incendi, gli scoppi e i tentativi di raffreddamento con acqua di mare, i quattro reattori sono diventati altrettanti ferri vecchi radioattivi e, come tali, assolutamente irrecuperabili e per di più da tombare in sicurezza.
La terza cosa certa è che la mancata produzione di elettricità, i danni ambientali e sanitari, i costi delle evacuazioni, la
[...] Continua a leggere Crack nucleare
Organizzato dai Comitati Jesini Asse Sud, San Giuseppe, Tutela Salute Ambiente Vallesina e Viale della Vittoria si è tenuto mercoledi’ 12 gennaio u.s. in Jesi, sala della II Circoscrizione, l’incontro “Inquinamento da PM10: chi sono i responsabili?” nel quale è stata presentata ed ufficialmente aperta la vertenza contro la regione Marche sulla questione PM 10.
La vertenza, promossa da ACU Marche e da Marche per Rifiuti Zero, si propone di raccogliere 500 adesioni, entro la fine di marzo 2011, per avviare una vertenza civile ed erariale contro i danni che sarebbero stati procurati dal Governo Regionale e dai Sindaci, sull’inquinamento da PM 10, polveri sottili
Come i più ricorderanno, la Regione Marche, messa in stato di mora e sanzionata dalla Unione Europea per lo sforamento, rispetto alle normative vigenti delle PM 10, ha reagito promuovendo il blocco del traffico dei veicoli euro 0-1-2.
Tutto cio’ non solo è punitivo nei confronti dei piu’ poveri (pensionati, lavoratori e migranti)
[...] Continua a leggere Parte la vertenza PM10
Comunicato stampa n° 2/10 del 15 Dicembre 2010
Martedì 14 Dicembre presso il Ristorante Montecucco a San Giorgio di Pesaro, si è tenuta l’assemblea pubblica organizzata dal comitato “Territorio Attivo”, al fine di illustrare le problematiche legate al progetto per la realizzazione di un nuovo Elettrodotto da 380 kW da Fano a Teramo. La serata ha visto una numerosa partecipazione.
Giuliano Mancini, Presidente del Comitato, ha fatto una sintetica relazione sullo stato di avanzamento del progetto, il quale al momento è sottoposto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS); il Presidente ha inoltre spiegato le implicazioni che l’opera comporterebbe al territorio, sia in termini di impatto ambientale che di svalutazione immobiliare, ed ha anche evidenziato, che non si possono affrontare tali progetti senza una adeguata informazione e concertazione con la popolazione interessata.
E’ intervenuto, come esperto, il Prof. Paolo Ferloni, docente di chimica e fisica ambientale all’Universita’ di Pavia, per illustrare le implicazioni ambientali e sanitarie che potrebbero
[...] Continua a leggere Elettrodotto Fano-Teramo, l’assemblea

L’annuncio di un nuovo ospedale Fano-Pesaro, dal costo di oltre 130 milioni di euro, in linea con le politiche regionali di investimento per l’edilizia di questo settore, rende perplessi molti cittadini che si chiedono se non sarebbe stato meglio investire nella prevenzione, nelle politiche di abbattimento delle nocività, nell’aumento della qualità delle strutture esistenti piuttosto che in un modello di sanità che spinge molto spesso le persone a spostamenti che eguagliano in chilometri quelli presso i Santuari.
Il rapporto Ceis-Sanità 2009 presentato poche settimane fa segnala che la spesa sanitaria del 2009 ha raggiunto un importo pari al 8,7% del Prodotto interno lordo, e che considerando il valore aggiunto del settore raggiungiamo una percentuale di circa il 12%, per cui la spesa sanitaria rappresenterebbe la terza realtà industriale del Paese dopo alimentari ed edilizia!
La bilancia commerciale dei farmaci, dei quali gli anti-neoplastici rappresentano un ingente settore, segnala l’importazione di sostanze per ben 2,4 miliardi di euro.
La
[...] Continua a leggere Ospedale Fano-Pesaro: l’edilizia sanitaria non costruisce la salute
|
|
Commenti recenti
Congratulazioni per il post, davvero interessante.Era da un po che non leggevo qualcosa di interessante, complimenti!.
gentile Avvocata, non capisco perché Lei voglia apparire come imparziale interprete della Legge e non per quello che è, una ...
Rilevo, con estremo piacere e – con una concessione alle umane debolezze di cui la sottoscritta è ampiamente dotata - ...
una utile precisazione ma anche un eufemismo per dire che saremmo soci nello sfruttamento indiscriminato di un bene pubblico... di ...
"....cede il ricavo delle nostre bollette ad operatori privati (Hera detiene il 40%)". Hera non è una società privata. E' ...
Dal vostro titolo distratto, vi sfugge che la provincia è di Pesaro e Urbino, non di Pesaro. La provincia di ...
Principio di precauzionalità innanzitutto. Poi in Italia non si possono fare strutture di potenziale pericolosità in quanto: non esistono rispetto ...
E la Regione Marche sarebbe l'artefice di questo scempio? Cosa ha da dire il presidente della Provincia di Pesaro in ...
non so chi tu sia, ma vedrai se non è possibile
tienici informati!